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ISAE:

ISAE: “Cresce la fiducia dei consumatori”

Posted on 27 apr 2010 at 11:57am

Ad aprile la fiducia dei consumatori nell’economia italiana recupera tanti punti e ritorna a crescere. Lo studio è stato realizzato da ISAE, che a seguito di una indagine scopre che gli italiani più positivi aumentano: l’indice si era attestato a 106.3 ed era in caduta libera dopo il 107.7 di febbraio. Ad aprile le aspettative erano molto moderatamente ottimistiche, si pensava che il dato sarebbe potuto salire al 106.6, invece il dato è sorprendente, in positivo ovviamente, segnando un valore di 107.9 oltre ogni più rosea aspettativa.

Come riporta la nota sull’inchiesta ISAE realizzata ad aprile tra il giorno 1 e il giorno 16 del mese, “la fiducia dei consumatori torna a crescere, posizionandosi a 107,9 (era 106,3 in marzo), più che recuperando la flessione dell’ultimo mese. L’ottimismo è diffuso a tutte le componenti, più marcato nelle valutazioni sul quadro economico generale (il cui indicatore passa da 79,2 a 81,4) e in quelle sul quadro corrente (da 115,9 a 117,9 la fiducia in aprile)”. La nota pubblicata sul sito ufficiale dell’istituto ISAE, poi spiega ancora quali possono essere i valori positivi che fanno crescere il dato e quali sono le zone italiane, a livello territoriale, che risentono maggiormente di questo andamento positivo. “In particolare, il progresso registrato nel mese corrente è dovuto alle valutazioni marcatamente più favorevoli sul mercato del lavoro che trovano riscontri positivi sia nel bilancio familiare sia nel mercato dei beni durevoli. I consumatori continuano a manifestare la percezione di ulteriori aumenti dei prezzi rispetto agli ultimi 12 mesi mentre nelle attese a breve termine la dinamica ritorna a rallentare. A livello territoriale, la fiducia risulta disomogenea fra le ripartizioni: recupera nel Nord Ovest e soprattutto nel Mezzogiorno, flette per contro nel Nord Est e nel Centro”.

Banche Italiane, non c'è trasparenza, aumentano gli esposti

Banche Italiane, non c’è trasparenza, aumentano gli esposti

Posted on 27 mar 2010 at 4:00pm

BankItalia lancia l’allarme, adesso tocca alle banche italiane coglierlo al volo. Non c’è più tempo da perdere, basta con comportamenti poco corretti e leggi poco chiare. Adesso le banche devono tornare ad essere “trasparenti”, il più possibile, pena la perdita di clienti che si spostano sempre di più verso altri lidi.

Cosa rimproverano i consumatori alle banche? Innanzitutto i costi elevati, una trasparenza mai realmente applicata, la vendita di titoli a rischio a clienti poco attrezzati finanziariamente, la dubbia applicazione di alcune norme. Inoltre, come se non bastasse, ci sono parecchi dubbi sull’eliminazione del massimo scoperto, norma aggirata dagli istituti di credito con l’introduzione di nuove e salate commissioni.

Ora le banche devono riconquistare la fiducia dei clienti e per farlo non sarà facile, non basteranno pochi mesi. La crisi finanziaria rischia di intaccare anche questo settore, dunque non c’è molto tempo da perdere.

Tantissimi gli esposti arrivati direttamente a Palazzo Koch, sede storica della Banca d’Italia, che nel 2009 sono stati addirittura 7.500, il doppio rispetto a un anno prima. Nella maggior parte dei casi, questi esposti hanno riguardato le condizioni economiche dei conti correnti, commissioni e il massimo scoperto.
Il monito della Banca d’Italia è chiaro: “Il cambiamento che ci si aspetta dalle banche deve essere sostanziale, la reputazione è fondamentale per ridurre i rischi e per migliorare la competitività. Il cambiamento dovrà partire dai vertici degli istituti di credito che devono tener conto maggiormente della soddisfazione dei clienti e degli esposti e ricorsi presentati contro le banche”. E deve tornare la “trasparenza”, come le regole introdotte chiedono: “maggiore comprensione linguistica dei contratti standard” è questo l’obiettivo che le banche devono raggiungere.

Unioncamere: “gli Italiani sono tornati a fare acquisti al supermercato”

Unioncamere: “gli Italiani sono tornati a fare acquisti al supermercato”

Posted on 06 mar 2010 at 11:04am

Dall’ultimo bollettino di Unioncamere, riguardante le dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato, è emerso un nuovo quadro generale. Gli Italiani infatti, nell’ultimo bimestre del 2009, sono tornati a fare spesa nei supermercati facendo sempre più attenzione ai prezzi e alla qualità, puntando dunque su acquisti più oculati, e prodotti in promozione. In netto calo l’acquisto dei surgelati, i cui prezzi segnano un incremento, che non piace affatto ai consumatori. In aumento invece i prodotti di ampio uso, tipo pasta e olio.

L’ultimo bimestre dello scorso anno ha fatto segnare un incremento del 2,2% sui volumi di vendita, proseguendo così il trend di crescita cominciato nel bimestre passato. Il tutto è dovuto ad una politica di contenimento prezzi, che le imprese Gdo hanno assicurato per tutta la seconda metà del 2009. Non solo i consumatori hanno beneficiato della riduzione prezzi, ma anche i fatturati, che hanno registrato un + 1,2%.

A livello regionale si può notare che il Sud ha fatto segnare una riduzione media del fatturato dello 0,8%. È la Campania la regione con il più marcato decremento, -4,3%, mentre la Sicilia ha fatto segnare  un +1,2%. Al centro l’Umbria ha registrato un calo del 1,1%, nel Lazio il giro d’affari complessivo è aumentato del 1,9%. Nel Nord-est spicca l’Emilia Romagna con un corposo +3%, mentre il Veneto non va oltre un modesto +0,2%. Nel Nord-Ovest è la Liguria a distinguersi con il suo +2%.

Antitrust: avviate istruttorie per sette grandi catene commerciali dell’elettronica

Antitrust: avviate istruttorie per sette grandi catene commerciali dell’elettronica

Posted on 18 gen 2010 at 8:29am

Avviate istruttorie su sette grandi catene commerciali di prodotti di elettronica da parte dell’Antitrust. Le imprese in questione sono: Mediamarket, Unieuro, SGM Distribuzione, Euronics, Nova, DPS Group e DML. L’Antitrust punta a verificare l’esistenza di comportamenti commerciali scorretti nei confronti dei clienti.

Il polverone si è alzato dopo alcune segnalazioni di clienti scontenti. L’Antitrust nello specifico intende accertare la corretta informativa, fornita dalle società, riguardante la garanzia sui prodotti, e anche se è stato riconosciuto l’esercizio di tale garanzia. Al call center dell’Antitrust sono infatti arrivate molte denunce circa comportamenti tesi a confondere la clientela. Dunque informazioni fuorvianti su modalità di applicazione delle garanzie (legali e aggiuntive) e su diritto di recesso.

Tra le principali lamentele dei consumatori, l’avere difficoltà nell’individuare il soggetto a cui rivolgersi per l’assistenza è probabilmente il problema più sentito. Spesso il cliente è invitato a rivolgersi direttamente al produttore o ai centri assistenza abilitati, ignorando che è compito del venditore far valere la garanzia legale della durata biennale. Albino Sonato, presidente di Euronics Italia, non ritiene fondate le accuse dell’Antitrust, sostenendo che all’interno dei propri punti vendita è possibile trovare assistenti dedicati ai servizi post-vendita, e che è a disposizione della clientela un call center per dare risposta ai vari dubbi.

Giuseppe Raso

Class Action: Consumatori italiani VS Microsoft

Class Action: Consumatori italiani VS Microsoft

Posted on 07 gen 2010 at 10:30am

Appena arrivata e già operativa la “Class Action”. Sembravano non aspettare altro i consumatori italiani, e finalmente eccola, pronta a dare un vero e proprio scossone. L’Aduc sta coordinando la prima Class Action italiana contro Microsoft, che sul mercato offre obbligatoriamente abbinata ad un PC, l’acquisto della licenza d’uso del sistema operativo Windows, che non può essere rifiutato. È un problema molto sentito questo, in quanto gli utenti sono diventati molto più attenti, e si sono accorti che sul mercato ci sono delle alternative molto valide a Windows, e allora perché non lasciare liberta di scelta al consumatore?

La causa è di interesse per tutti coloro che hanno acquistato un PC con Windows preinstallato e dunque pagato, ma occorre non aver mai accettato l’utilizzo del sistema operativo e l’acquisto non deve essere avvenuto tramite partita IVA. L’azione parte da Pisa, e per partecipare è sufficiente compilare il modulo scaricabile dal sito www.aduc.it.

Da ricordare che Microsoft non è nuova a questo genere di azioni, basti ricordare la guerra dei browser, iniziata nel mese di Dicembre 2007 quando Opera Software aveva chiesto alla UE di investigare su un possibile abuso di posizione da parte del colosso americano che aveva sempre fornito Internet Explorer integrato nei sistemi operativi Windows. La vicenda si è conclusa lo scorso dicembre con la vittoria di milioni di consumatori europei, che ora potranno beneficiare della libertà di scelta sul tipo di browser da utilizzare. Che lo strapotere di Microsoft sia alla frutta lo dimostra comunque la decadenza di Internet Explorer, che in appena 5 anni è passato da un’utenza del 90% al 55%.

Giuseppe Raso

Rincari 2010: con la Finanziaria 120 euro in meno in portafoglio

Rincari 2010: con la Finanziaria 120 euro in meno in portafoglio

Posted on 27 dic 2009 at 9:25pm

Secondo stime Adusbef e Federconsumatori con il 2010 arriveranno cospicui aumenti per le famiglie. Si tratta di ben 600 euro di rincari a famiglia. Dunque dalle associazioni di consumatori non arrivano buone notizie sul fronte economico, e l’inizio del 2010 sarà interessato da un alleggerimento del portafoglio degli Italiani.

Dalla sola Finanziaria arrivano 120 euro di rincari. Ne sono un esempio le anticipazioni tariffarie di 3 euro a passeggero su ogni singolo biglietto aereo, il contributo unificato di 103,3 euro per le spese di giustizia a carico dei lavoratori licenziati che fanno ricorso in Cassazione, e il contributo minimo di 38 euro a carico di coloro che faranno ricorso contro gli autovelox. Il Governo aveva promesso niente aumenti delle tasse, per le associazioni di consumatori il governo ha mentito spudoratamente.

Un bel rincaro di 596 euro arriva da banche, treni e carburanti, nello specifico i cittadini italiani saranno interessati da un +30 euro in bolletta per gas, un +90 euro annuo per spese di carburanti, e aumenti per le assicurazioni di 130 euro. Rincari per 30 euro per i servizi bancari, e nel settore trasporti 65 euro di aumenti per i biglietti dei treni. I rincari li vedremo comunque già a partire dal cenone di Capodanno, secondo l’Adoc festeggiare al ristorante costerà in media il 4% in più rispetto all’anno scorso.

Una vera e propria stangata per le tasche degli italiani, che il presidente di Adusbef, Elio Lanutti definisce inevitabile, aggiungendo che la crisi non è per nulla passata e che il disagio sociale è ancora molto sentito.

Giuseppe Raso

Natale/Capodanno 2009: gli Italiani non rinunciano a partire

Natale/Capodanno 2009: gli Italiani non rinunciano a partire

Posted on 26 dic 2009 at 6:43pm

Secondo stime di Telefono Blu Consumatori, nel periodo che va dal 15 dicembre 2009 al 15 gennaio 2010, saranno ben 13,5 milioni gli italiani che partiranno per le vacanze di Natale e di Capodanno, un netto incremento del 15% se confrontante con i dati dello stesso periodo dell’anno scorso, quando a partire furono 9 milioni di Italiani. I primi 6 milioni di vacanzieri partiranno questo weekend, i restanti a Capodanno. Saranno 5 i giorni di soggiorno in media, con la maggioranza degli spostamenti che avverranno in auto.

A spopolarsi di più tra le città italiane saranno Roma, Milano e Torino. Il 35% dei partenti ha scelto come meta la montagna, il 29% località di mare, il 3% l’estero. Destinazioni estere più ambite Mediterraneo, Carabi, Oceano indiano, e tra le capitali europee è immancabile la classica Parigi, che perde leggermente rispetto agli altri anni. I last minute vanno per la maggiore, soprattutto per i vacanzieri ritardatari e amanti del mordi e fuggi, che armati di personal computer prenotano direttamente online, accaparrandosi le offerte più ghiotte. Dal web sono davvero numerose le offerte, alcune delle quali davvero fantasiose, fa scuola il sito internet Last minute, specializzato in viaggi all’ultimo minuto, che ha elaborato per questo Capodanno il “Martedì da Leoni”, tale offerta prevede per l’intera giornata di martedì 29 dicembre la possibilità di prenotazioni a spese di agenzia pari a zero.

A facilitare inoltre le partenze degli Italiani, le promozioni e sconti messi in atto dalle agenzie turistiche, si stima che a Capodanno le spesa totale si aggirerà sul milione e mezzo di euro. Come ogni periodo di vacanza che si rispetti non mancano le segnalazioni per problemi con prenotazioni, diritto di recesso e disagi vari. Gli addetti ai lavori mettono in guardia circa le truffe che arrivano dal web e consigliano di “non lasciare perdere” e di richiedere il rimborso in casi di ritardi nei voli e nella consegna del bagaglio.

Giuseppe Raso

Proroga di 15 mesi per i dazi su scarpe cinesi e vietnamite

Proroga di 15 mesi per i dazi su scarpe cinesi e vietnamite

Posted on 23 dic 2009 at 4:00pm

Il mercato mondiale ormai invaso da merci cinesi a prezzi stracciati sta portando i vari governi a correre ai ripari, e i dazi doganali risultano ad oggi il mezzo più efficace per proteggere la propria produzione interna. È stata approvata dal Consiglio UE la proposta della Commissione europea riguardante la proroga per 15 mesi delle misure antidumping sulle calzature di cuoio “Made in China” e “Made in Vietnam”. Il termine dumping indica, una procedura di vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero (in questo caso quello dell’Unione Europea) ad un prezzo inferiore a quello di vendita del medesimo prodotto sul mercato d’origine.

La misura entrerà in vigore dal 3 gennaio, naturale scadenza dell’attuale regime di tariffe antidumping. I dazi erano stati introdotti già nel 2006 per la durata due anni, ma su pressione dell’industria lo scorso anno Bruxelles ha deciso di prolungarli per una sorta di riesame. L’esecutivo comunitario in una sua indagine resa pubblica qualche settimana fa, ha stabilito che nonostante le tariffe, le calzature cinesi e vietnamite continuano ad essere vendute in regime di dumping, causando notevoli danni ai produttori europei.

Sempre dall’Indagine UE è emerso che comunque le misure protezionistiche non hanno evidenziato effetti dannosi sui consumatori, che  i prezzi al consumo hanno mostrato una certa stabilità e che i profitti seppur inferiori, risultano sempre positivi per le industrie di calzature europee.

Nello specifico le tariffe che partiranno dal 2010 saranno del 16,5% per le scarpe cinesi e del 10% per le scarpe vietnamite, e rimarranno in vigore sino all’aprile 2011, giusto il tempo di permettere il completamento del processo di adeguamento e ristrutturazione del settore calzature, che in tanti definiscono già a buon punto. Vi è comunque la possibilità di prolungamento delle misure per un massimo di cinque anni.

Giuseppe Raso

Treni: con l’alta velocità arrivano anche gli aumenti

Treni: con l’alta velocità arrivano anche gli aumenti

Posted on 14 dic 2009 at 7:39pm

L’Alta Velocità porta con se un’ondata di rincari per i Pendolari, che per l’ennesima volta si ritroveranno a dover sborsare qualche euro in più per i loro spostamenti di lavoro. La nota dolente del prezzo dei biglietti, è giustificato dalle Ferrovie, che sottolineano come il servizio sarà più puntuale ed efficiente.

Per l’alta velocità Milano-Roma aumento del 20%, infatti si passa da 75,10 euro (seconda classe) ad 89 euro, per la prima classe solo un aumento del 5%, il biglietto costa 109 euro contro i 103,6 pre-aumento. La tratta Bologna-Firenze è interessata da un aumento del 32%, Milano-Bologna ha subito invece un aumento di circa 4 euro. Gli adeguamenti non riguardano solo l’alta velocità, ma anche gli Eurostar, sulla Milano-Bologna si passa da 25,70 a 28,50 euro per la seconda classe, da 35,20 a 39 euro per la prima. C’è da aggiungere che lo sconto del 5% non sarà più applicato sugli acquisti di biglietti online, ma sul sito di Trenitalia sono previste nuove tariffe e promozioni con sconti in base a quanto sarà anticipato l’acquisto.

Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra, infatti il Codacons ha chiesto l’annullamento delle nuove tariffe o la destinazione dei maggiori incassi alle linee dei pendolari. Il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, sottolinea come il costo dei biglietti continui a crescere mentre la qualità dei treni resta di scarso livello. Per l’Adusbef gli aumenti arrivano a punte del 28,1% nella tratta Napoli-Torino, penalizzando soprattutto famiglie e pendolari. L’amministratore delegato di FS, Mauro Moretti, precisa che non si tratta di nuovi aumenti, ma di nuovi prezzi per nuovi tipi di servizi.

Giuseppe Raso

Ad inizio anno la sospensione dei mutui

Ad inizio anno la sospensione dei mutui

Posted on 30 nov 2009 at 10:03pm

Il presidente dell’Abi, Corrado Fissola, ha annunciato che entro gennaio sarà attivata la sospensione dei mutui per quelle famiglie che si trovano in difficoltà finanziarie. Nello specifico, coloro che potranno richiedere la sospensione del mutuo saranno le persone che hanno subito eventi sfavorevoli nell’ultimo periodo, come ad esempio la cassa integrazione, la perdita del posto di lavoro o la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore di reddito di sostegno della famiglia.

Le associazioni Federconsumatori e Adusbef, hanno appreso con molta soddisfazione la notizia della moratoria, che secondo loro porterà benefici ai 400 mila nuclei familiari che navigano in cattive acque. In ogni caso mancano solo i dettagli, che l’Abi sta discutendo con le associazioni dei consumatori.

Sembra che la sospensione riguarderà soltanto prestiti non superiori ai 120 mila euro, un tetto che comunque potrebbe essere rivisto al rialzo su pressione delle associazioni dei consumatori. In un primo momento era stato fissato a 100 mila euro. Il prestito oggetto della moratoria dovrà riguardare l’acquisto per l’abitazione principale del nucleo familiare, oppure la costruzione e ristrutturazione della casa. La sospensione avrà la durata di 12 mesi, e ne potranno usufruire le persone fisiche. Non rientrano nei benefici le morosità iniziate prima della perdita dell’impiego o della cassa integrazione, ed i finanziamenti con durata inferiore ai 5 anni. La moratoria non prevede interessi di mora per il periodo di sospensione. Da risolvere ancora alcune questioni riguardanti gli interessi sulle rate sospese, l’indirizzo delle associazioni dei consumatori è quello del limite massimo del 10% di aumento per gli interessi sulle rate.

Giuseppe Raso