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	<title>Economia e Finanza - News finanziarie &#187; consumatori</title>
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	<description>News dal mondo della finanza</description>
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		<title>Marchionne: &#8220;La Fiat non ha utili in Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 09:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervistato domenica sera, durante la trasmissione condotta da Fabio Fazio &#8220;Che tempo che fa&#8221;, l&#8217;amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno lasciato in tanti perplessi. Infatti secondo Marchionne &#8220;la Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l&#8217;Italia&#8220;. Già, l&#8217;Italia per la casa automobilistica italiana è diventata un grosso peso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/marchionne4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2037" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/marchionne4.jpg" alt="" width="250" /></a> Intervistato domenica sera, durante la trasmissione condotta da Fabio Fazio &#8220;Che tempo che fa&#8221;, l&#8217;<strong>amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne,</strong> ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno lasciato in tanti perplessi. Infatti secondo Marchionne &#8220;<em><strong>la Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l&#8217;Italia</strong>&#8220;. </em>Già, l&#8217;Italia per la casa automobilistica italiana è diventata un grosso peso, come testimoniano i dati economici portati avanti dall&#8217;a.d. del Lingotto. <em>&#8220;Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell&#8217;utile operativo previsto per il 2010 arriva dall&#8217;Italia. Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre&#8221;. </em>La situazione è dunque questa: la Fiat ha un grande successo e grandi utili all&#8217;estero, con delle produzioni che rispetto all&#8217;Italia sono meno problematiche e &#8220;low-cost&#8221;. Cosa si può fare per invertire la tendenza? Secondo Marchionne, l&#8217;idea di <strong>portare lo stipendio medio degli Italiani sui livelli europei</strong>, potrebbe essere una prima chiave positiva.<em> &#8220;È un obbligo per la Fiat colmare il divario degli stipendi degli operai. Ma per fare questo non è possibile avere tre persone che bloccano un intero stabilimento, come a Melfi&#8221;.</em> Sergio Marchionne inoltre parla degli<strong> incentivi statali </strong>ed in generale dell&#8217;aiuto dello Stato Italiano nei confronti della Fiat.<em> &#8220;Tra il 2008 e il 2009 la Fiat è stata l&#8217;unica azienda che non ha bussato alle casse dello Stato diversamente da quanto fatto da molte concorrenti europee. Non voglio essere accusato di avere avuto aiuti di Stato. Gli <strong>incentivi</strong> sono soldi che vanno ai <strong>consumatori</strong>: aiutano parzialmente anche me, ma in Italia sette macchine comprate su dieci sono straniere. Con i soldi dello Stato americano risaneremo Chrysler. E ripagheremo il governo Usa con gli interessi e tutto. Gli aiuti ricevuti dallo Stato italiano li abbiamo ripagati&#8221;.</em></p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>ISAE: &#8220;Cresce la fiducia dei consumatori&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 09:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad aprile la fiducia dei consumatori nell&#8217;economia italiana recupera tanti punti e ritorna a crescere. Lo studio è stato realizzato da ISAE, che a seguito di una indagine scopre che gli italiani più positivi aumentano: l&#8217;indice si era attestato a 106.3 ed era in caduta libera dopo il 107.7 di febbraio. Ad aprile le aspettative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/isae.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-953" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/isae.jpg" alt="" width="250" /></a>Ad aprile la <strong>fiducia </strong>dei <strong>consumatori </strong>nell&#8217;economia italiana recupera tanti punti e ritorna a crescere. Lo studio è stato realizzato da <strong>ISAE</strong>, che a seguito di una indagine scopre che gli <strong>italiani </strong>più positivi aumentano: l&#8217;indice si era attestato a 106.3 ed era in caduta libera dopo il 107.7 di febbraio. Ad aprile le aspettative erano molto moderatamente ottimistiche, si pensava che il dato sarebbe potuto salire al 106.6, invece il dato è sorprendente, in <strong>positivo</strong> ovviamente, segnando un valore di 107.9 oltre ogni più rosea aspettativa.</p>
<p>Come riporta la nota sull’inchiesta ISAE realizzata ad aprile tra il giorno 1 e il giorno 16 del mese, <em>&#8220;la fiducia dei consumatori torna a crescere, posizionandosi a 107,9 (era 106,3 in marzo), più che recuperando la flessione dell’ultimo mese. L’<strong>ottimismo </strong>è diffuso a tutte le componenti, più marcato nelle valutazioni sul quadro economico generale (il cui indicatore passa da 79,2 a 81,4) e in quelle sul quadro corrente (da 115,9 a 117,9 la fiducia in aprile)&#8221;</em>. La nota pubblicata sul sito ufficiale dell&#8217;istituto ISAE, poi spiega ancora quali possono essere i valori positivi che fanno crescere il dato e quali sono le zone italiane, a livello territoriale, che risentono maggiormente di questo andamento positivo. <em>&#8220;In particolare, il progresso registrato nel mese corrente è dovuto alle valutazioni marcatamente più favorevoli sul mercato del lavoro che trovano riscontri positivi sia nel bilancio familiare sia nel <strong>mercato dei beni durevoli</strong>. I consumatori continuano a manifestare la percezione di ulteriori aumenti dei prezzi rispetto agli ultimi 12 mesi mentre nelle attese a breve termine la dinamica ritorna a rallentare. A livello territoriale, la fiducia risulta disomogenea fra le ripartizioni: recupera nel Nord Ovest e soprattutto nel Mezzogiorno, flette per contro nel Nord Est e nel Centro&#8221;.</em></p>
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		<title>Banche Italiane, non c&#8217;è trasparenza, aumentano gli esposti</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 15:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BankItalia lancia l&#8217;allarme, adesso tocca alle banche italiane coglierlo al volo. Non c&#8217;è più tempo da perdere, basta con comportamenti poco corretti e leggi poco chiare. Adesso le banche devono tornare ad essere &#8220;trasparenti&#8221;, il più possibile, pena la perdita di clienti che si spostano sempre di più verso altri lidi. Cosa rimproverano i consumatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banca.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-739" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banca.jpg" alt="" width="250" /></a><strong>BankItalia</strong> lancia l&#8217;allarme, adesso tocca alle <strong>banche italiane</strong> coglierlo al volo. Non c&#8217;è più tempo da perdere, basta con comportamenti poco corretti e leggi poco chiare. Adesso le banche devono tornare ad essere &#8220;trasparenti&#8221;, il più possibile, pena la perdita di clienti che si spostano sempre di più verso altri lidi.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa rimproverano i <strong>consumatori </strong>alle banche? Innanzitutto i<strong> costi elevati</strong>, una <strong>trasparenza </strong>mai realmente applicata, la <strong>vendita di titoli a rischio</strong> a clienti poco attrezzati finanziariamente, la dubbia applicazione di alcune norme. Inoltre, come se non bastasse, ci sono parecchi dubbi sull&#8217;<strong>eliminazione del massimo scoperto</strong>, norma aggirata dagli istituti di credito con l&#8217;introduzione di nuove e salate commissioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora le banche devono riconquistare la <strong>fiducia </strong>dei clienti e per farlo non sarà facile, non basteranno pochi mesi. La crisi finanziaria rischia di intaccare anche questo settore, dunque non c&#8217;è molto tempo da perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tantissimi gli esposti arrivati direttamente a Palazzo Koch, sede storica della <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>, che nel 2009 sono stati addirittura 7.500, il doppio rispetto a un anno prima. Nella maggior parte dei casi, questi <strong>esposti </strong>hanno riguardato le condizioni economiche dei conti correnti, commissioni e il massimo scoperto.<br />
Il monito della Banca d&#8217;Italia è chiaro:<em> &#8220;Il cambiamento che ci si aspetta dalle banche deve essere sostanziale, la reputazione è fondamentale per ridurre i rischi e per migliorare la competitività. Il cambiamento dovrà partire dai vertici degli istituti di credito che devono tener conto maggiormente della soddisfazione dei clienti e degli esposti e ricorsi presentati contro le banche&#8221;.</em> E deve tornare la &#8220;trasparenza&#8221;, come le regole introdotte chiedono: &#8220;maggiore comprensione linguistica dei contratti standard&#8221; è questo l&#8217;obiettivo che le banche devono raggiungere.</p>
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		<title>Unioncamere: “gli Italiani sono tornati a fare acquisti al supermercato”</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall’ultimo bollettino di Unioncamere, riguardante le dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato, è emerso un nuovo quadro generale. Gli Italiani infatti, nell’ultimo bimestre del 2009, sono tornati a fare spesa nei supermercati facendo sempre più attenzione ai prezzi e alla qualità, puntando dunque su acquisti più oculati, e prodotti in promozione. In netto calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/supermercato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-634" title="supermercato" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/supermercato.jpg" alt="" width="250" /></a>Dall’ultimo bollettino di <strong>Unioncamere</strong>, riguardante le dinamiche dei prodotti del <strong>Largo Consumo</strong> <strong>Confezionato</strong>, è emerso un nuovo quadro generale. Gli Italiani infatti, nell’ultimo bimestre del 2009, sono tornati a fare <strong>spesa</strong> nei <strong>supermercati</strong> facendo sempre più attenzione ai <strong>prezzi</strong> e alla qualità, puntando dunque su acquisti più oculati, e <strong>prodotti in promozione</strong>. In netto calo l’acquisto dei <strong>surgelati</strong>, i cui prezzi segnano un incremento, che non piace affatto ai <strong>consumatori</strong>. In aumento invece i prodotti di ampio uso, tipo pasta e olio.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo bimestre dello scorso anno ha fatto segnare un incremento del 2,2% sui volumi di vendita, proseguendo così il trend di crescita cominciato nel bimestre passato. Il tutto è dovuto ad una politica di <strong>contenimento prezzi</strong>, che le <strong>imprese Gdo</strong> hanno assicurato per tutta la seconda metà del 2009. Non solo i consumatori hanno beneficiato della riduzione prezzi, ma anche i <strong>fatturati</strong>, che hanno registrato un + 1,2%.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello regionale si può notare che il Sud ha fatto segnare una riduzione media del fatturato dello 0,8%. È la Campania la regione con il più marcato decremento, -4,3%, mentre la Sicilia ha fatto segnare  un +1,2%. Al centro l’Umbria ha registrato un calo del 1,1%, nel Lazio il giro d’affari complessivo è aumentato del 1,9%. Nel Nord-est spicca l’Emilia Romagna con un corposo +3%, mentre il Veneto non va oltre un modesto +0,2%. Nel Nord-Ovest è la Liguria a distinguersi con il suo +2%.</p>
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		<title>Antitrust: avviate istruttorie per sette grandi catene commerciali dell’elettronica</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/antitrust-avviate-istruttorie-per-sette-grandi-catene-commerciali-dell%e2%80%99elettronica/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 06:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avviate istruttorie su sette grandi catene commerciali di prodotti di elettronica da parte dell’Antitrust. Le imprese in questione sono: Mediamarket, Unieuro, SGM Distribuzione, Euronics, Nova, DPS Group e DML. L’Antitrust punta a verificare l’esistenza di comportamenti commerciali scorretti nei confronti dei clienti. Il polverone si è alzato dopo alcune segnalazioni di clienti scontenti. L’Antitrust nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/antitrust.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-451" title="antitrust" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/antitrust.jpg" alt="" width="250" /></a>Avviate istruttorie su sette grandi <strong>catene commerciali</strong> di <strong>prodotti di elettronica</strong> da parte dell’<strong>Antitrust</strong>. Le imprese in questione sono: Mediamarket, Unieuro, SGM Distribuzione, Euronics, Nova, DPS Group e DML. L’Antitrust punta a verificare l’esistenza di comportamenti commerciali scorretti nei confronti dei clienti.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Il polverone si è alzato dopo alcune segnalazioni di clienti scontenti. L’Antitrust nello specifico intende accertare la <strong>corretta informativa</strong>, fornita dalle società, riguardante la <strong>garanzia</strong> sui prodotti, e anche se è stato riconosciuto l’esercizio di tale garanzia. Al <strong>call center</strong> dell’Antitrust sono infatti arrivate molte denunce circa comportamenti tesi a confondere la clientela. Dunque informazioni fuorvianti su modalità di applicazione delle garanzie (legali e aggiuntive) e su <strong>diritto di recesso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le principali lamentele dei consumatori, l’avere difficoltà nell’individuare il soggetto a cui rivolgersi per l’<strong>assistenza</strong> è probabilmente il problema più sentito. Spesso il <strong>cliente</strong> è invitato a rivolgersi direttamente al <strong>produttore</strong> o ai <strong>centri assistenza abilitati</strong>, ignorando che è compito del <strong>venditore</strong> far valere la <strong>garanzia legale</strong> della durata biennale. <strong>Albino Sonato</strong>, presidente di Euronics Italia, non ritiene fondate le accuse dell’Antitrust, sostenendo che all’interno dei propri punti vendita è possibile trovare assistenti dedicati ai <strong>servizi post-vendita</strong>, e che è a disposizione della clientela un call center per dare risposta ai vari dubbi.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
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		<title>Class Action: Consumatori italiani VS Microsoft</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 08:30:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appena arrivata e già operativa la “Class Action”. Sembravano non aspettare altro i consumatori italiani, e finalmente eccola, pronta a dare un vero e proprio scossone. L’Aduc sta coordinando la prima Class Action italiana contro Microsoft, che sul mercato offre obbligatoriamente abbinata ad un PC, l’acquisto della licenza d’uso del sistema operativo Windows, che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/microsoft.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-394" title="microsoft" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/microsoft.jpg" alt="" width="250" /></a>Appena arrivata e già operativa la “<strong>Class Action</strong>”. Sembravano non aspettare altro i <strong>consumatori</strong> italiani, e finalmente eccola, pronta a dare un vero e proprio scossone. L’<strong>Aduc</strong> sta coordinando la prima Class Action italiana contro <strong>Microsoft</strong>, che sul mercato offre obbligatoriamente abbinata ad un <strong>PC</strong>, l’acquisto della <strong>licenza d’uso</strong> del <strong>sistema operativo</strong> <strong>Windows</strong>, che non può essere rifiutato. È un problema molto sentito questo, in quanto gli utenti sono diventati molto più attenti, e si sono accorti che sul mercato ci sono delle alternative molto valide a Windows, e allora perché non lasciare liberta di scelta al consumatore?</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">La causa è di interesse per tutti coloro che hanno acquistato un PC con Windows preinstallato e dunque pagato, ma occorre non aver mai accettato l’utilizzo del sistema operativo e l’acquisto non deve essere avvenuto tramite partita IVA. L’azione parte da Pisa, e per partecipare è sufficiente compilare il modulo scaricabile dal sito www.aduc.it.</p>
<p style="text-align: justify;">Da ricordare che Microsoft non è nuova a questo genere di azioni, basti ricordare la <strong>guerra dei browser</strong>, iniziata nel mese di Dicembre 2007 quando <strong>Opera Software</strong> aveva chiesto alla UE di investigare su un possibile abuso di posizione da parte del colosso americano che aveva sempre fornito <strong>Internet Explorer</strong> integrato nei sistemi operativi Windows. La vicenda si è conclusa lo scorso dicembre con la vittoria di milioni di <strong>consumatori europei</strong>, che ora potranno beneficiare della libertà di scelta sul tipo di browser da utilizzare. Che lo strapotere di Microsoft sia alla frutta lo dimostra comunque la decadenza di Internet Explorer, che in appena 5 anni è passato da un’utenza del 90% al 55%.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rincari 2010: con la Finanziaria 120 euro in meno in portafoglio</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 19:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo stime Adusbef e Federconsumatori con il 2010 arriveranno cospicui aumenti per le famiglie. Si tratta di ben 600 euro di rincari a famiglia. Dunque dalle associazioni di consumatori non arrivano buone notizie sul fronte economico, e l’inizio del 2010 sarà interessato da un alleggerimento del portafoglio degli Italiani. Dalla sola Finanziaria arrivano 120 euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/finanziaria.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12" title="finanziaria" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/finanziaria.jpg" alt="" width="250" /></a>Secondo stime <strong>Adusbef</strong> e <strong>Federconsumatori</strong> con il 2010 arriveranno cospicui <strong>aumenti</strong> per le famiglie. Si tratta di ben 600 euro di rincari a famiglia. Dunque dalle associazioni di <strong>consumatori</strong> non arrivano buone notizie sul fronte economico, e l’inizio del 2010 sarà interessato da un alleggerimento del portafoglio degli Italiani.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla sola <strong>Finanziaria</strong> arrivano 120 euro di rincari. Ne sono un esempio le <strong>anticipazioni tariffarie</strong> di 3 euro a passeggero su ogni singolo biglietto aereo, il <strong>contributo unificato</strong> di 103,3 euro per le <strong>spese di giustizia</strong> a carico dei <strong>lavoratori licenziati</strong> che fanno ricorso in Cassazione, e il contributo minimo di 38 euro a carico di coloro che faranno ricorso contro gli <strong>autovelox</strong>. Il <strong>Governo</strong> aveva promesso niente aumenti delle tasse, per le associazioni di consumatori il governo ha mentito spudoratamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bel rincaro di 596 euro arriva da <strong>banche</strong>, <strong>treni </strong>e <strong>carburanti</strong>, nello specifico i cittadini italiani saranno interessati da un +30 euro in bolletta per gas, un +90 euro annuo per spese di <strong>carburanti</strong>, e aumenti per le <strong>assicurazioni</strong> di 130 euro. Rincari per 30 euro per i servizi bancari, e nel settore trasporti 65 euro di aumenti per i biglietti dei treni. I rincari li vedremo comunque già a partire dal <strong>cenone di Capodanno</strong>, secondo l’Adoc festeggiare al ristorante costerà in media il 4% in più rispetto all’anno scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Una vera e propria <strong>stangata</strong> per le tasche degli italiani, che il presidente di Adusbef, <strong>Elio Lanutti</strong> definisce inevitabile, aggiungendo che la crisi non è per nulla passata e che il disagio sociale è ancora molto sentito.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Natale/Capodanno 2009: gli Italiani non rinunciano a partire</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 16:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo stime di Telefono Blu Consumatori, nel periodo che va dal 15 dicembre 2009 al 15 gennaio 2010, saranno ben 13,5 milioni gli italiani che partiranno per le vacanze di Natale e di Capodanno, un netto incremento del 15% se confrontante con i dati dello stesso periodo dell’anno scorso, quando a partire furono 9 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/autostrade.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-200" title="autostrade" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/autostrade.jpg" alt="" width="250" /></a>Secondo stime di <strong>Telefono Blu Consumatori</strong>, nel periodo che va dal 15 dicembre 2009 al 15 gennaio 2010, saranno ben 13,5 milioni gli italiani che partiranno per le vacanze di <strong>Natale</strong> e di <strong>Capodanno</strong>, un netto incremento del 15% se confrontante con i dati dello stesso periodo dell’anno scorso, quando a partire furono 9 milioni di Italiani. I primi 6 milioni di vacanzieri partiranno questo weekend, i restanti a Capodanno. Saranno 5 i giorni di soggiorno in media, con la maggioranza degli spostamenti che avverranno in auto.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">A spopolarsi di più tra le città italiane saranno Roma, Milano e Torino. Il 35% dei partenti ha scelto come meta la <strong>montagna</strong>, il 29% <strong>località di mare</strong>, il 3% <strong>l’estero</strong>. Destinazioni estere più ambite <strong>Mediterraneo</strong>, <strong>Carabi</strong>, <strong>Oceano indiano</strong>, e tra le capitali europee è immancabile la classica <strong>Parigi</strong>, che perde leggermente rispetto agli altri anni. I <strong>last minute</strong> vanno per la maggiore, soprattutto per i vacanzieri ritardatari e amanti del mordi e fuggi, che armati di personal computer prenotano direttamente online, accaparrandosi le offerte più ghiotte. Dal <strong>web</strong> sono davvero numerose le offerte, alcune delle quali davvero fantasiose, fa scuola il sito internet Last minute, specializzato in viaggi all’ultimo minuto, che ha elaborato per questo Capodanno il “<strong>Martedì da Leoni</strong>”, tale offerta prevede per l’intera giornata di martedì 29 dicembre la possibilità di <strong>prenotazioni</strong> a <strong>spese di agenzia</strong> pari a zero.</p>
<p style="text-align: justify;">A facilitare inoltre le partenze degli Italiani, le promozioni e sconti messi in atto dalle <strong>agenzie turistiche</strong>, si stima che a Capodanno le spesa totale si aggirerà sul milione e mezzo di euro. Come ogni periodo di vacanza che si rispetti non mancano le segnalazioni per problemi con prenotazioni, diritto di recesso e disagi vari. Gli addetti ai lavori mettono in guardia circa le <strong>truffe</strong> che arrivano dal web e consigliano di “non lasciare perdere” e di richiedere il rimborso in casi di ritardi nei <strong>voli</strong> e nella consegna del <strong>bagaglio</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Proroga di 15 mesi per i dazi su scarpe cinesi e vietnamite</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 14:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mercato mondiale ormai invaso da merci cinesi a prezzi stracciati sta portando i vari governi a correre ai ripari, e i dazi doganali risultano ad oggi il mezzo più efficace per proteggere la propria produzione interna. È stata approvata dal Consiglio UE la proposta della Commissione europea riguardante la proroga per 15 mesi delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/scarpe_cinesi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-307" title="scarpe_cinesi" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/scarpe_cinesi.jpg" alt="" width="250" /></a>Il mercato <strong>mondiale</strong> ormai invaso da <strong>merci cinesi</strong> a prezzi stracciati sta portando i vari governi a correre ai ripari, e i dazi doganali risultano ad oggi il mezzo più efficace per proteggere la propria produzione interna. È stata approvata dal <strong>Consiglio UE</strong> la proposta della Commissione europea riguardante la proroga per 15 mesi delle misure <strong>antidumping</strong> sulle <strong>calzature</strong> di cuoio “Made in <strong>China</strong>” e “Made in <strong>Vietnam</strong>”. Il termine dumping indica, una procedura di vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero (in questo caso quello dell’Unione Europea) ad un <strong>prezzo</strong> inferiore a quello di vendita del medesimo prodotto sul mercato d’origine.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">La misura entrerà in vigore dal 3 gennaio, naturale scadenza dell’attuale regime di <strong>tariffe</strong> antidumping. I <strong>dazi</strong> erano stati introdotti già nel 2006 per la durata due anni, ma su pressione dell’industria lo scorso anno <strong>Bruxelles</strong> ha deciso di prolungarli per una sorta di riesame. L’esecutivo comunitario in una sua indagine resa pubblica qualche settimana fa, ha stabilito che nonostante le tariffe, le calzature cinesi e vietnamite continuano ad essere vendute in regime di dumping, causando notevoli danni ai <strong>produttori europei</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre dall’Indagine UE è emerso che comunque le misure protezionistiche non hanno evidenziato effetti dannosi sui <strong>consumatori</strong>, che  i prezzi al <strong>consumo</strong> hanno mostrato una certa stabilità e che i profitti seppur inferiori, risultano sempre positivi per le industrie di calzature europee.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico le tariffe che partiranno dal 2010 saranno del 16,5% per le scarpe cinesi e del 10% per le scarpe vietnamite, e rimarranno in vigore sino all’aprile 2011, giusto il tempo di permettere il completamento del processo di adeguamento e ristrutturazione del settore calzature, che in tanti definiscono già a buon punto. Vi è comunque la possibilità di prolungamento delle misure per un massimo di cinque anni.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Treni: con l’alta velocità arrivano anche gli aumenti</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 17:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Alta Velocità porta con se un’ondata di rincari per i Pendolari, che per l’ennesima volta si ritroveranno a dover sborsare qualche euro in più per i loro spostamenti di lavoro. La nota dolente del prezzo dei biglietti, è giustificato dalle Ferrovie, che sottolineano come il servizio sarà più puntuale ed efficiente. Per l’alta velocità Milano-Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-258" title="Freccia-Rossa" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/Freccia-Rossa.jpg" alt="Freccia-Rossa" width="250" />L’Alta Velocità</strong> porta con se un’ondata di rincari per i <strong>Pendolari</strong>, che per l’ennesima volta si ritroveranno a dover sborsare qualche euro in più per i loro spostamenti di <strong>lavoro</strong>. La nota dolente del prezzo dei <strong>biglietti</strong>, è giustificato dalle <strong>Ferrovie</strong>, che sottolineano come il servizio sarà più puntuale ed efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’alta velocità Milano-Roma aumento del 20%, infatti si passa da 75,10 euro (<strong>seconda classe</strong>) ad 89 euro, per la <strong>prima classe</strong> solo un aumento del 5%, il biglietto costa 109 euro contro i 103,6 pre-aumento. La tratta Bologna-Firenze è interessata da un aumento del 32%, Milano-Bologna ha subito invece un <strong>aumento</strong> di circa 4 euro. Gli <strong>adeguamenti</strong> non riguardano solo l’alta velocità, ma anche gli <strong>Eurostar</strong>, sulla Milano-Bologna si passa da 25,70 a 28,50 euro per la seconda classe, da 35,20 a 39 euro per la prima. C’è da aggiungere che lo <strong>sconto</strong> del 5% non sarà più applicato sugli acquisti di <strong>biglietti online</strong>, ma sul sito di <strong>Trenitalia</strong> sono previste nuove <strong>tariffe</strong> e <strong>promozioni</strong> con sconti in base a quanto sarà anticipato l’acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le associazioni dei <strong>consumatori </strong>sono sul piede di guerra, infatti il <strong>Codacons</strong> ha chiesto l’annullamento delle nuove tariffe o la destinazione dei maggiori incassi alle linee dei pendolari. Il presidente dell’associazione <strong>Carlo Rienzi</strong>, sottolinea come il costo dei biglietti continui a crescere mentre la qualità dei <strong>treni</strong> resta di scarso livello. Per l’<strong>Adusbef</strong> gli aumenti arrivano a punte del 28,1% nella tratta Napoli-Torino, penalizzando soprattutto famiglie e pendolari. L’amministratore delegato di <strong>FS</strong>, <strong>Mauro Moretti</strong>, precisa che non si tratta di nuovi aumenti, ma di nuovi prezzi per nuovi tipi di servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
]]></content:encoded>
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