
Dal Bollettino economico della Banca d’Italia si evince un certo pessimismo. Il PIL dopo il drastico calo dello scorso anno, aumenterà dello 0,7% quest’anno, per poi accelerare all’1% nel 2011. Previsioni del 2010 in linea con le indicazioni del governo dello scorso settembre, mentre per il 2011 era stato previsto un +2%. L’Italia sta uscendo dalla recessione, ma la ripresa sarà molto lenta e incerta.
A preoccupare non poco i tecnici di Bankitalia è il fronte disoccupazione, che nel secondo trimestre 2009 ha toccato un tasso del 10,2% sommando i lavori disoccupati a quelli in cassa integrazione e ai cosiddetti “lavoratori scoraggiati”. Il dato ufficiale era del 7,4%. Un totale di un miliardo di ore di cassa integrazione nel 2009, un dato così negativo non si vedeva dal 1970. Consumi a livelli minimi, nei primi nove mesi del 2009 gli acquisti delle famiglie sono diminuiti del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ma negli ultimi mesi dello scorso anno c’è stato qualche segnale di ripresa dei consumi grazie agli interventi di governo.
L’Italia ha chiuso un 2009 con un deficit del 5,3%, contro il 2,7% del 2008. I conti del sistema Italia sono peggiorati, ma meno dei partner europei. La progressiva uscita dalla crisi porterà anche alla ripresa dell’inflazione, che nel 2009 si è attestata sullo 0,8%. Le stime riportano un tasso d’inflazione dell’1,5% nel 2010 e dell’1,9% nel 2011. Numeri alla mano si prospettano due anni molto difficili, ma dagli ambienti delle politica si continua a ripetere che il peggio è passato.
Giuseppe Raso

La lotta all’evasione continua inesorabile, un fisco più giusto e meno esoso pare pura utopia, ma è ovvio che il fenomeno va ridotto, proprio per pesare di meno sulle tasche degli Italiani. Il Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili ha proposto un nuovo strumento di controllo del reddito dei contribuenti, che si baserebbe su un meccanismo molto semplice, ossia il confronto tra reddito dichiarato e quanto effettivamente speso per i consumi.
Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti, spiega che il nuovo redditometro è uno strumento democratico ed efficace, che mette sotto la lente di ingrandimento lo stile di vita del contribuente. Infatti nel nuovo indicatore non saranno considerati solo immobili, automobili e imbarcazioni ma anche viaggi, iscrizioni a club e scuole private. In pratica una lettura a 360 gradi dei consumi.
Sempre il presidente dei commercialisti, ha proposto di adottare il nuovo indicatore per smascherare gli evasori entro il 2010. Non interesserà solo i liberi professionisti, ma anche altre categorie come pensionati, disoccupati e casalinghe. I costi di applicazione di tale metodologia, assicura Siciliotti, saranno coperti entro i primi dodici mesi con il recupero dell’evasione. Claudio Siciliotti ha fatto capire che bisogna mettere fine agli annunci spot, serve un ripensamento globale al di là delle aliquote, la pressione fiscale ha superato (a livello effettivo) il 50%, è ovvio che è insostenibile una tale situazione. In Italia lavorare onestamente sembra non convenire perché si pagano tasse più elevate. Si stimano 100 miliardi l’anno di evasione, ossia 300 miliardi di imponibile, un quinto di PIL, e nessun governo ha ancora dato un freno ad un fenomeno, che è intrinseco in un sistema economico, ma che ha raggiunto dimensioni insostenibili.
Giuseppe Raso

I dati Istat hanno mostrato come l’inflazione del 2009 sia stata la più bassa degli ultimi 50 anni, l’indice dei prezzi al consumo ha subito infatti un incremento dello 0,8% nell’anno appena trascorso. Il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha commentato i dati sottolineando come la crisi non abbia penalizzato più di tanto il potere d’acquisto dei cittadini.
Nel mese di dicembre l’inflazione è aumentata dello 0,2% rispetto a novembre e dell’1% rispetto al dicembre 2008. Nel 2008 invece l’inflazione aveva fatto registrare un incremento complessivo annuo del 3,3%. I dati Istat al microscopio mostrano come gli aumenti congiunturali più interessati siano avvenuti nella voce bevande alcoliche e tabacchi (+1,8%) e ricreazione e spettacoli (+0,7%). Invariati i prezzi per prodotti alimentari e istruzione. Variazioni di segno meno invece per comunicazioni (-0,4%) e acqua ed elettricità (-0,3%).
Sempre il ministro dello sviluppo economico ha evidenziato come in questa fase di avvio della ripresa, effettuare controlli sui prezzi per evitare comportamenti speculativi sia molto importante e ha fatto capire che il governo si sta muovendo in questa direzione. Il Codacons all’ottimismo generale mostrato dal ministro risponde con un secco: “Non è abbastanza”. Che l’inflazione sia calata è un dato di fatto, ma l’anno appena trascorso è stato interessato da una contrazione dei consumi cospicua. Secondo l’associazione dei consumatori il dato sull’inflazione va valutato in un contesto di crisi economica, dunque non è rappresentativo di una situazione di benessere generalizzato.
Giuseppe Raso