
Dal primo marzo 2009 cade il monopolio dei servizi di pagamento, e dunque banche e posta non avranno più l’esclusiva. Finalmente sarà possibile aprire conti correnti nelle catene delle grandi distribuzioni, oppure presso società telefoniche. Nasce allora un nuovo tipo di soggetto, un ibrido tra una banca ed un fornitore di “altri servizi”, ossia un istituto di pagamento. Ma attenzione, non sarà un istituto di credito, infatti non verranno offerti servizi come mutui o negoziazioni su titoli, ma solo servizi di pagamento e piccoli prestiti, con scadenza a breve di 12 mesi. L’obiettivo della norma, portata avanti dall’Unione Europea, è quello di favorire i piccoli scambi.
Con un conto di pagamento sarà possibile fare tutto ciò che un normalissimo conto corrente bancario permette, come ad esempio versamenti, prelevamenti, bonifici e inviare soldi all’estero. Non sarà però un mezzo per accumulare risparmi, in quanto non offrirà un tasso d’interesse, ma essendo un mezzo per incentivare agli scambi offrirà sconti e promozioni.
Gli operatori pronti a buttarsi nell’offerta di questi nuovi servizi sono diversi, e tutti saranno vigilati dalla Banca d’Italia, che applicherà le stessa normativa severa riservata agli intermediari creditizi. Tra gli operatori già in prima linea spiccano Carrefour, Coop e TIM. Proprio quest’ultima società è pronta a lanciare speciali sim card per pagare molti tipi di servizi tramite sms, ma TIM ha fatto sapere di non volersi sostituire alle banche, quanto piuttosto offrire maggiori servizi ai propri clienti.

Secondo dati del 2007 nel nostro paese sono state prodotte circa 300 mila tonnellate di buste in plastica, per un equivalente di 200 mila tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera. Un danno non indifferente per l’ambiente. Per nostra fortuna dal primo gennaio 2011 le buste in plastica saranno definitivamente vietate, anche se la Finanziaria 2007 aveva previsto che il divieto sarebbe partito dal 2010, ma un emendamento al decreto legge Anticrisi ha rinviato di 12 mesi tale divieto.
I danni causati all’ambiente da un oggetto che ha una vita media di appena mezzora sono incalcolabili. Intanto le grandi distribuzioni si stanno dando da fare per sostituire la storica busta di plastica con contenitori “pro-ambiente”. La Coop le sostituirà con nuove borsine “verdi”. Il mater-bi sarà la nuova frontiera per i contenitori della spesa, è un tipo di bioplastica brevettato e commercializzato dalla Novamont, ed è creato a partire dall’amido di mais, grano e patata, è completamente biodegradabile ed è utilizzabile per la raccolta differenziata dei rifiuti organici e in grado di divenire compost, detto anche terricciato, che può essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell’aratura.
Per il vecchio sacchetto di plastica intanto si stanno studiando metodi di riciclaggio e conversione efficaci. È il caso del laboratorio di chimica dell’Argonne National Laboratory nell’Illinois (USA), nel quale da tempo sono stati avviati studi e sperimentazioni di metodi per convertire i sacchetti di plastica in nanotubi di carbonio da impiegare nello stoccaggio energetico. La conversione di un prodotto di scarto è un processo differente rispetto al riciclaggio, poiché implica una degradazione del materiale di partenza per trasformarlo in qualcos’altro senza intervenire sulla sua composizione, e con un impiego di energia molto basso.
Giuseppe Raso