
L’analisi di Confindustria non lascia spazio a interpretazioni di nessun tipo: in Italia la recessione è già iniziata. La stessa recessione che sta per arrivare nell’Euro Zona, da noi è arrivata prima e nei prossimi mesi sarà più forte: il Centro studi di Confindustria prevede il crollo del Pil del 2%. Ciò porta un taglio drastico alle stime del Pil per il 2012: si prevede che dalla stima del +0.2%, si passi al -1.6%. Chi subisce maggiormente questa situazione recessiva, è il mondo del lavoro: a fare le spese sono i lavoratori, che vedranno una contrazione dei nuovi posti di lavoro, oltre ad una nuova ondata di licenziamenti. Il tasso di disoccupazione può raggiungere quota 9% nel 2012, potrebbero esserci altre 219 mila persone occupate in meno, portando così il biennio 2012-2013 ad avere un calo di quasi 800 mila posti di lavoro, rispetto all’inizio della crisi, datato 2008. A subire maggiormente la crisi lavorativa sono i giovani: prendendo in esame i dati del 2008, paragonati a quelli del 2011, notiamo come la fascia 15-24 anni, abbia perso il 24.4%, mentre la fascia 25-34 anni, sia in calo del 13%. Uscire dalla recessione si può: il Centro studi di Confindustria ritiene che l’Italia possa uscire dalla recessione nei prossimi sei mesi. Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo economico, non usa mezzi termini: “se qualcuno aveva ancora dei dubbi, dopo i numeri del centro studi di Confindustria non possiamo più nasconderci: siamo in recessione, anche se per cause non nostre. Oggi la situazione è anche un po’ peggio di quanto ci aspettavamo”.
Pietro Gugliotta

Corrado Passera, neo ministro per lo Sviluppo economico, ha partecipato ieri agli Stati generali di Confcommercio. Il suo intervento è stato molto importante, perchè ha fatto il punto della situazione economica in Italia. “Siamo in un momento molto difficile, stiamo rischiando di rientrare in recessione per cause esterne che ci arrivano addosso. Le cause? La cattiva gestione di altri Paesi e di organismi. Questo ci sta succedendo e dobbiamo fare di tutto per evitare di ridiscendere e recuperare velocemente il segno positivo” spiega Passera nel suo intervento. Al ministro fa eco il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenuto all’Università romana della Sapienza. Un appello ottimista quello del presidente della Repubblica, che ha parlato a tantissimi studenti. “C’è bisogno di un grande sforzo politico, morale, sociale per affrontare questa grave crisi che dobbiamo riuscire a vincere” dichiara Napolitano. Tornando agli Stati generali di Confcommercio, arrivano voci negative sul possibile inasprimento dell’Iva. Il presidente Carlo Sangalli boccia assolutamente questa proposta. “Non pensiamo che un ulteriore inasprimento della tassazione dei consumi, giovi alla crescita complessiva. Anche perché la tassazione dei consumi incide di più sui livelli di reddito medio-bassi, innesca processi inflazionistici, risulta controproducente rispetto all’esigenza di recuperare un’ampia evasione dell’Iva” chiarisce Sangalli. Anche perchè l’Italia dei consumi è già in recessione, dunque un aumento dell’Iva potrebbe complicare ancora di più questa situazione.
Pietro Gugliotta

Si sblocca definitivamente la questione di Termini Imerese: lo stabilimento Fiat, dismesso dall’azienda del Lingotto, presto diventerà di proprietà della Dr Motor di Massimo Di Risio. Per il nuovo progetto si parla di un investimento di 110 milioni per produrre 60mila auto a regime (nel 2017), le assunzioni saranno 1.312 in 4 anni: rispetto al progetto Fiat, l’organico dei lavoratori sarà ridotto di 640 unità. Gran parte del merito di questo accordo va però al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che è riuscito a sbloccare la situazione fra Fiat e le parti sindacali, per incentivare la mobilità. Passera ha infatti convinto Marchionne ad aumentare il plafond da destinare a questa operazione, passando da 15 milioni a 21 milioni di euro: 13 milioni serviranno a coprire la mobilità dei 640 lavoratori che nei prossimi sei anni matureranno i diritti per la pensione. Questa indennità si somma alla mobilità che riceveranno dall’Inps. La trattativa non è stata per nulla facile, è stato molto difficile convincere i sindacati: è stata decisiva la mossa di Passera, di convocare un tavolo al Mise con Fiat e Invitalia, per presentare una migliore offerta ai sindacati. Possiamo però dire che è stato fatto uno sforzo da entrambe le parti: Fiat ha aumentato i fondi a disposizione per la mobilità e i sindacati hanno accettato questa soluzione, nonostante la somma donata da Fiat “sia inferiore al 70-80% delle tabelle applicate normalmente negli stabilimenti dalla Fiat dove l’indennità si aggira intorno a 31-32mila euro”. Adesso la palla passa a Dr Motor: Massimo Di Riso dovrà ratificare l’accordo nella giornata di giovedì, convocando le parti in causa. Lo stesso a.d. di Invitalia, Domenico Arcuri, sottolinea il prezioso lavoro del ministro Passera: “l’accelerazione positiva impressa dal ministro Passera per l’intesa che garantisce la piena tenuta occupazionale sia per i dipendenti della Fiat che per i 350 lavoratori dell’indotto, anzi con il coinvolgimento di Di Risio e delle altre 4 imprese ci sarà più lavoro rispetto al passato”.
Pietro Gugliotta

Ieri Confindustria ha firmato un importante patto con l’istituto di credito Intesa Sanpaolo: l’accordo prevede un sostegno della banca alle piccole e medie imprese (PMI). Il piano prevede lo stanziamento di un plafond di 10 miliardi di euro, che serviranno in linea di massima per aiutare le Pmi, ma con lo scopo di rilanciare la competitività, il livello internazionale e la capacità di investire. L’accordo va a rafforzare il piano d’intesa già siglato a luglio 2009, che prevedeva una linea di credito particolare per la gestione degli insoluti, o per programmi di ricapitalizzazione del patrimonio. Adesso invece viene aperta una sorta di nuova strada economica, che permetterà alle piccole e medie imprese di migliorare sotto tre punti di vista: Internazionalizzazione, Innovazione, Crescita dimensionale. Questo il commento del consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. “La collaborazione con la Piccola Industria ha permesso nella fase più difficile della recessione di mettere a punto interventi straordinari che si sono dimostrati molto utili. Le difficoltà non sono certo finite ma oggi possiamo puntare anche su nuovi interventi più orientati alla crescita e allo sviluppo”. Molto soddisfatta dell’accordo anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “L’accordo con il gruppo Intesa Sanpaolo fornisce strumenti importanti a sostegno dell’attività delle piccole e medie imprese. Le direttrici individuate puntano al rafforzamento delle PMI in particolare per lo sviluppo sui mercati esteri, per sostenere l’innovazione e per promuovere progetti di crescita dimensionale”.

Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, è intervenuto ieri a Cernobbio, durante il Workshop Ambrosetti. Ecco i passi più interessanti del suo intervento. “Aver deciso di avere tre authority per tre settori ma soprattutto aver creato una responsabilità di macrosupervisione delle tematiche sistemiche e averla messa in mano alla Bce è un gran passo avanti. Saremo contenti di noi stessi – spiega Passera – come europei quando avremo un unico libro delle regole (rule book) e a quel punto si potrà pensare una supervisione molto coordinata o addirittura unica e in parte decentrata. Secondo me – prosegue Passera – abbiamo fatto come Europa un passo molto importante. Noi abbiamo un gran problema in Europa, quello di avere 27 sistemi di regole diverse, 27 sistemi di supervisione diversi. Questo e’ un ostacolo importante alla creazione del mercato unico dei servizi finanziari. E’ un problema che rende piu’ difficile e piu’ costosa l’attivita’ delle banche che operano in piu’ di un Paese. La Germania è un Paese storicamente molto forte. La disponibilità di grandi aziende fa la differenza, ma anche noi siamo un Paese esportatore, tra i primissimi. Siamo il secondo Paese esportatore, abbiamo visto come immediatamente anche le aziende italiane hanno reagito alle nuove possibilità sia di crescita nei Paesi in via di sviluppo sia alla svalutazione dell’euro. Noi abbiamo tutti gli strumenti per approfittare di questa fase di crescita”. La chiusura è dedicata al suo futuro: sarà ancora alla guida del gruppo bancario Intesa Sanpaolo? La risposta di Passera è semplice e si chiude con una battuta: “Si, sarò ancora qui a lungo. Poi non so quanto mi darà la vita…” conclude l’a.d. del gruppo bancario.
Pietro Gugliotta

Abbiamo raccolto alcune reazioni al passaggio di testimone alla guida della Fiat, fra l’ex numero Luca Cordero di Montezemolo e il nuovo presidente John Elkann, nipote dell’Avvocato Agnelli, che riporta la famiglia Agnelli alla guida della Fiat. Reazioni positivi all’assemblea degli azionisti, che alla notizia della nomina di Elkann ha reagito con una standing ovation. Tutti hanno comunque sottolineato l’ottimo lavoro svolto da Montezemolo.
In una intervista a “Il Sole 24 Ore“, Gianluigi Gabetti, una vita passata accanto all’Avvocato Gianni Agnelli, considerato come la mente finanziaria del gruppo Agnelli e ora mentore di John ‘Jaki’ Elkann spiega le novità del passaggio di mano da Montezemolo ad Elkann. “Jaki e l’Avvocato? Temperamenti diversi, il nonno più estroverso, John Elkann più riservato. Ma simili per senso del dovere, disciplina, un’intelligenza particolare. Entrambi abituati a vivere sotto i riflettori, ma ad ignorarli. John, schivo di natura, l’Avvocato Agnelli che da giovane amava davvero la vita. Ma sotto le differenze di personalità, il comune Dna sul lavoro si deve agli anni passati da John Elkann accanto all’Avvocato: fu lui a plasmarlo. Ecco perché Jaki al momento di prendere la carica di Presidente che fu del nonno lo cerca intorno a sé e dice: mi piacerebbe fosse qui. L’Avvocato amava i passaggi di generazione senza scosse, purtroppo i troppi lutti, fino alla morte di Umberto, hanno richiesto dolori e aggiustamenti radicali. La scomparsa di Umberto Agnelli impose scelte immediate e condivise, Luca accettò un importante ruolo di transizione e unità del gruppo, Marchionne aggredì il mercato con una nuova strategia e Jaki garantì la continuità familiare. Consigli? Non hanno bisogno dei miei consigli Marchionne e Elkann. Sanno che l’industria del mondo globale deve adattarsi ogni giorno al mutamento. Senza soste. Una lezione che l’Avvocato ripeteva a John, e lui l’ha imparata davvero bene, direi, davvero bene”.
“Fa piacere vedere il dottor Elkann impegnarsi direttamente come presidente. E’ una bella dimostrazione del lavoro fatto in questi anni e una cosa molto positiva”. Queste le parole di Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa. Un messaggio arriva anche da Pier Silvio Berlusconi che augura “buon lavoro a John, a 34 anni ha una bella responsabilita’”.
Un auguro arriva anche dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “A John Elkann vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. John Elkann ha tutte le capacità necessarie per gestire le nuove sfide che l’azienda dovrà affrontare per rimanere competitiva nel contesto mondiale nel quale opera, sottolinea la presidente di Confindustria. A Luca Cordero di Montezemolo va il nostro riconoscimento per il difficile e delicato lavoro svolto in questi anni al vertice della Fiat”.

Pubblicata una lista degli stipendi dei grandi dirigenti del mondo della finanza Italiana, e a sorpresa, come si poteva pensare, il gruppo Pirelli non “vince” questa classifica, la stravince! Infatti è primo Carlo Puri Negri, proprio l’ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Re con uno stipendi di 14 milioni di euro, busta paga dimezzata per Claudio De Conto, ex direttore generale di Pirelli, che guadagna 7,3 milioni di euro. Terzo l’attuale presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera che si deve “accontentare” di 5,6 milioni di euro.
Dunque la Pirelli occupa, sia con i suoi passati dirigenti, che con l’attuale Tronchetti Provera, i tre gradini più alti di questa speciale classifica. E’ chiaro che a pesare sui primi due stipendi, c’è il “macigno” della liquidazione: infatti ben 9,4 milioni di euro, sono stati attribuiti a Puri Negri per la cessazione anticipata del mandato, mentre altri 5 milioni, sempre come liquidazione, sono stati corrisposti a Claudio De Conto.
La classifica prosegue con due amministratori del gruppo Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, presidente Fiat e Ferrari con 5.177.000 euro, mentre dietro segue Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo torinese, con poco meno di 4,8 milioni di euro. Questa la top 5 dei manager più ricchi d’Italia, secondo quanto riportato dallla lettura dei bilanci 2009 delle società quotate in Borsa, appena pubblicata. E i banchieri? I banchieri da sempre fra i manager più pagati d’Italia, “vincono” un’altra speciale classifica, quella degli aumenti di stipendio fra 2008 e 2009: infatti l’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, con 4,3 milioni in busta paga nel 2009, e Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa, con 3,8 milioni di euro, sono fra i più pagati del settore bancario.