
Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, è intervenuto al Seminario dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà a Spineto, evidenziando come sia importante l’apporto delle nuove generazioni nel mondo del lavoro: secondo Draghi, la crescita economica dipende dai giovani. “Occorre rimuovere una serie di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, definire un più favorevole contesto istituzionale per l’attività delle imprese, promuovendo l’occupazione” esordisce Draghi, proseguendo proprio sul tema dei giovani. “La crescita economica non può fare a meno dei giovani nè i giovani della crescita e la valorizzazione dei giovani è una condizione necessaria allo sviluppo di un’economia moderna. La bassa crescita dell’Italia degli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni”. Il governatore di Bankitalia infatti crede molto nei giovani: il loro utilizzo nel mondo del lavoro potrebbe contribuire in maniera molto importante e portare capacità innovative, entusiasmo nonchè grande conoscenza. “La bassa crescita dell’Italia negli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni di contribuire allo sviluppo economico e sociale” conferma Draghi. “Le difficoltà incontrate dalle giovani generazioni devono preoccuparci. Non solo per motivi di equità: vi è un problema di inutilizzo del loro patrimonio di conoscenza, della loro capacità di innovazione” conclude poi il numero uno della Banca d’Italia.
Pietro Gugliotta

Arriva puntuale il bilancio trimestrale dell’Ocse: l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha reso noto i dati sulla crescita economica. Il secondo trimestre 2011 ha visto un rallentamento della crescita nell’area Ocse: infatti nei primi tre mesi dell’anno, la crescita era aumentata di + 0.3%, nel secondo trimestre 2011 invece si è fermata a + 0.2%, con una perdita di 0.1%. Il dato si rivela molto positivo per Italia e Stati Uniti: infatti i due paesi, che nel primo trimestre avevano fatto segnare una crescita molto bassa (+ 0.1%), aumentano e si attestano a + 0.3%, il dato più consistente dei paesi Ocse. Inoltre Stati Uniti ed Italia sono gli unici due Paesi in cui il Pil avanza più che nel primo trimestre. Analizzando nuovamente i dati globali, capiamo i valori di questa crisi economia mondiale: infatti se nel secondo trimestre 2010, la crescita si attestava a +1%, lo stesso valore è andato calando col passare dei mesi, con un calo costante, passando a +0.6% del terzo trimestre 2010, al + 0.5% del quarto trimestre, chiudendo con il + 0.3% e + 0.2% dei primi due trimestri del 2011. Per quello che riguarda le macroaree, la crescita dell’Unione Europea si attesta a +0.2%, mentre l’area Euro raggiunge quota +0.8%, inferiore invece la crescita dei paesi del G7, che si ferma a +0.2%, in linea con l’aumento della crescita dei paesi Ocse.
Pietro Gugliotta

Christine Lagarde, neo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, ha le idee ben chiare per risollevare le sorti dell’economia mondiale, che sembra fossilizzarsi su un unico pensiero: il contenimento del debito pubblico. Fattore fondamentale per la ripresa economica, non c’è dubbio, ma secondo la numero uno del FMI è molto importante iniziare a concentrarsi anche sul futuro, aumentando la crescita economica. “Non lasciamo che i vincoli di bilancio blocchino la ripresa mondiale” spiega la Lagarde in una intervista al Financial Times. La neo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale ha poi lanciato un monito a tutti gli stati del Mondo intero, in particolare ai paesi più avanzati. “Il riequilibrio dei bilanci pubblici deve risolvere una questione delicata senza essere troppo rapido o troppo lento. L’attuale effervescenza dei mercati ha scosso la fiducia nell’economia in tutto il mondo e ha indotto molti ad arrivare alla conclusione che sono state esaurite tutte le possibilità politiche, ma si tratta di una falsa impressione e potrebbe portare alla paralisi”. Di sicuro non era il momento migliore per imbarcarsi in questa nuova avventura, infatti la Lagarde ha trovato una situazione economica mondiale veramente difficile, con un aumento del debito pubblico che è stato ereditato dal periodo di Dominique Strauss-Kahn, suo predecessore alla guida del Fondo Monetario Internazionale.
Pietro Gugliotta

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, è intervenuto ieri commentando i risultati “dell’esercizio di valutazione dell’impatto macroeconomico dei costi della transizione al nuovo regime di ratios patrimoniali di Basilea 3″, programma realizzato dal FSB e dal Comitato di Basilea, in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale (FMI). “I benefici delle nuove regole sul capitale bancario imposte da Basilea 3 saranno notevoli in termini di stabilità finanziaria e crescita, mentre i loro costi immediati sono gestibili. La valutazione del comitato di Basilea sull’impatto di lungo termine è che vi siano chiari benefici nell’aumentare i requisiti minimi di capitale e di liquidità dai livelli attuali in modo da migliorare il grado di sicurezza e tenuta del sistema bancario globale. L’analisi dimostra che i costi macroeconomici dell’introduzione di standard di capitale più robusti sono gestibili, specialmente se realizzati con appropriati accordi per la fase di transizione, mentre i benefici di lungo termine che ne derivano, per la stabilità finanziaria e per una crescita economica più stabile, sono sostanziali”. A proposito della crescita economica, secondo l’Ocse, la ripresa a livello mondiale, al momento è sorretta dalla spinta della Germania, mentre vanno piuttosto male le cose in Giappone ed in Italia: nel nostro paese ed in quello asiatico infatti ci sarebbero attualmente i tassi di crescita piu bassi. Nelle prossime settimane il FSB ed il Comitato di Basilea, dovranno definire le nuove linee da imporre alle banche mondiali, preparando una nuova lista di condizioni in tempo per il nuovo meeting del G20, in programma a novembre 2010.
Pietro Gugliotta