Posts Tagged ‘crescita’

Draghi:

Draghi: “Tagliamo gli sprechi e puntiamo alla parità di bilancio”

Posted on 03 giu 2011 at 12:47pm

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha parlato probabilmente per l’ultima volta da numero uno di Bankitalia: l’occasione è stata la lettura delle considerazioni finali sul mondo economico italiano. Infatti Draghi il 24 giugno sarà designato come nuovo presidente della Banca Centrale Europea e dovrà lasciare il suo ruolo di numero uno di Bankitalia. Draghi nel suo discorso ha toccato parecchi punti importanti, passando dalle riforme al ritardo nella ripresa del paese. “Bisogna tornare alla crescita, serve una manovra tempestiva, strutturale, credibile agli occhi degli investitori internazionali, orientata a favore della crescita che potrebbe sostanzialmente limitare gli effetti negativi sul quadro macroeconomico” ha esordito Draghi. Sul ritardo della ripresa economica italiana, il governato della Banca d’Italia ha spiegato che “dall’avvio della ripresa, nell’estate di due anni fa l’economia italiana ha recuperato soltanto 2 dei 7 punti percentuali di prodotti persi nella crisi. Nel primo trimestre di quest’anno il ritmo di espansione è stato appena positivo”. Chiusura sugli obiettivi: l’Italia deve puntare al pareggio di bilancio, senza effettuare tagli indiscriminati. “Oggi bisogna in primo luogo ricondurre il bilancio pubblico a elemento di stabilità e di propulsione della crescita economica, portandolo senza indugi al pareggio, procedendo a una ricomposizione della spesa a vantaggio della crescita, riducendo l’onere fiscale che grava su tanti lavoratori e imprenditori onesti. Per ridurre la spesa in modo permanente e credibile non è consigliabile procedere a tagli uniformi in tutte le voci: essi impedirebbero di allocare le risorse dove sono più necessarie”.

Pietro Gugliotta

Centro Studi di Confindustria:

Centro Studi di Confindustria: “Occupazione in ripresa”

Posted on 27 apr 2011 at 4:38pm

Il CSC, ossia il Centro Studi di Confindustria, ha pubblicato i risultati delle ricerche sul mondo del lavoro, in particolare sull’occupazione. Sembrano esserci dati positivi: infatti come segnala il Centro Studi di Confindustria l’occupazione è in ripresa. “L’emorragia occupazionale è in esaurimento, la domanda di lavoro sta tornando a aumentare” si legge nella nota del Centro Studi di Confindustria, che presentando le stime elaborate, pone l’accento sulla ripresa del lavoro a tempo determinato: infatti è in aumento del 5.1% rispetto al quarto trimestre del 2010. I dati sono positivi, ma non del tutto: infatti la situazione dell’Italia resta sotto controllo, infatti la ripresa dell’occupazione nella penisola è debole. “Sul lavoro c’è qualche segnale positivo ma non si delinea ancora una inversione di tendenza. Le aspettative delle imprese indicano comunque che l’emorragia occupazionale è in esaurimento e che la domanda di lavoro sta tornando ad aumentare”. Meno ottimista la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che da Firenze ha parlato in maniera molto cauta di questi dati. “Non siamo ancora in presenza di una ripresa solida e duratura dell’occupazione, c’è ancora un po’ d’attendere. Non siamo ancora ad una svolta strutturale dell’occupazione. La crescita del Paese è ancora molto bassa. In Italia esiste il problema della crescita dell’occupazione da almeno un quindicennio, con una crescita pero’ piuttosto bassa, intorno all’1%, meno della meta’ dei principali Paesi europei”. La Marcegaglia ha ripetuto come si tratti di un problema molto serio, il tema della crescita dell’occupazione è fondamentale all’interno di un Paese, dunque la Confindustria chiede grande attenzione da parte del Governo su queste tematiche.

Pietro Gugliotta

Bankitalia:

Bankitalia: “Crescita fiacca fino al 2012″

Posted on 19 gen 2011 at 12:01pm

Il bollettino economico della Banca d’Italia, rilasciato in questi giorni, non vede un roseo futuro per l’economia dell’Italia: infatti il nostro Paese attraversa un momento tutt’altro che positivo. Infatti pare proprio che la crescita dell’Italia sarà inferiore a quella dell’area Euro, sia nel 2011 che nel 2012, una crescita definita “fiacca” confermata dalle stime del Pil, che si attestano fra lo 0.9% del 2011 e l’1.1% del 2012, crescita pressochè stabile se si considera che nel 2010, il Pil si è attestato all’1%. Ecco cosa si legge nel bollettino di BankItalia. “E’ essenziale che vengano rimossi gli ostacoli strutturali che hanno finora impedito all’economia italiana di inserirsi pienamente nella ripresa dell’economia mondiale. La ripresa debole condiziona il mercato del lavoro e pesa sulle prospettive di ripresa dell’occupazione. A fronte di una espansione del prodotto frenata dalla debole domanda interna non si avrebbe una robusta ripresa dell’occupazione”. Continua a preoccupare l’occupazione: nel bollettino si fa cenno al calo dell’occupazione nel terzo trimestre, un calo lieve ma costante che evidenzia l’interesse delle imprese ad offrire contratti flessibili, mettendo da parte i contratti a tempo pieno o impieghi permanenti. Anche le entrate sono calate nel 2010: “le entrate tributarie nel 2010 sono diminuite dell’1%, lasciando sul terreno ben 3,9 miliardi di euro. La diminuzione dipende dalla riduzione delle entrate per lo scudo fiscale e delle imposte sostitutive introdotte con il decreto anticrisi del 2008″.

Pietro Gugliotta

Superindice Ocse, male Italia e Francia, bene la Germania

Superindice Ocse, male Italia e Francia, bene la Germania

Posted on 09 nov 2010 at 11:29am

L’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha presentato i dati del “superindice” di settembre. L’Ocse raggruppa 30 paesi in tutto il mondo, dunque questo valore può essere confrontato con le più grandi potenze mondiali. Secondo questa organizzazione, il superindice migliore e più positivo è da attribuire alla Germania, alla Russia, al Giappone e agli Stati Uniti, tutti paesi che mostrano una buona crescita. Accanto a questi paesi, troviamo quelli che viaggiano ad una velocità minore, dunque sono in una espansione negativa. E’ il caso di Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, India, Cina e del Brasile. Il superindicatore dell’Ocse, nel mese di settembre 2010, ha fatto segnare quota 102.8, toccando un punto negativo o di crescita nulla, per il quinto mese consecutivo. In rapporto al dato di settembre 2009, il superindice mostra una crescita di 4.4 punti, ma poteva essere ben superiore. Nel mese di settembre, il risultato più positivo è stato ottenuto dalla Russia, che ha mostrato un incremento dello 0.6%, seguita dal Giappone che ha aumentato il proprio superindice dello 0.2%. Male la Cina: la nazione asiatica ottiene il peggiore risultato mensile, con - 0.7%, seguono a ruota con una flessione dello 0.2% Brasile, Canada, India e Italia. Per quello che riguarda gli ultimi dodici mesi, la nazione che ha di fatto mostrato una flessione più evidente, è proprio la Cina, con una flessione addirittura del 4.0%; male anche altre nazioni, fra cui Francia con una flessione dello 0.5%, l’India che perde 0.2% e l’Italia che mostra una crescita dello 0.5%, quasi invariata dunque.

Pietro Gugliotta

Fmi:

Fmi: “Pil italiano sotto la media della EuroZona”

Posted on 20 ott 2010 at 12:01pm

Il Fondo Monetario Internazionale, l’FMI, ha rilasciato ieri il documento “Regional Economic Outlook per l’Europa“, una pubblicazione dove vengono riportate le previsioni già contenute del World Economic Outlook diffuso nelle scorse settimane, ma stavolta riferite solo all’Europa. Per quanto riguarda il Vecchio Continente la ripresa sarà debole - per quello che concerne le previsioni del 2010-2011 – mentre per l’Italia si prospetta un periodo difficile, dato che la sua crescita sarà inferiore alla media dell’Euro Zona. Tornando ai dati europei, la crescita sarà del 2.3% nel 2010, mentre scenderà a 2.2% nell’anno 2011. Passando in rassegna i principali paesi, notiamo come la lenta ripresa venga comunque guidata dalla Germania, il cui Pil crescerà del 3.3%, il valore massimo nel 2010, mentre nel 2011 sarà in aumento del 2%. Passando alle ultime posizioni, troviamo l’Italia che avrà un aumento dell’1% sia nel 2010 che nel 2011, ma c’è chi sta peggio. Infatti nel 2011 la Grecia perderà addirittura il 2.6%, il Portogallo resterà pressochè invariato, mentre la Spagna crescerà solo dello 0.7%. “Sull’Europa continuano a incombere rischi significativi che dovrebbero spingere le autorità a realizzare politiche approriate. In particolare - si legge nella nota del “Regional Economic Outlook per l’Europa” – il risanamento dei bilanci, sebbene inevitabile, dovrebbe essere condotto in modo tale da minimizzare l’impatto negativo sulla crescita e la disoccupazione. Anche la politica monetaria deve calibrarsi attentamente tra la necessita’ di normalizzare le politiche e quella di mitigare la volatilita’ dei mercati del debito sovrano assicurando liquidita’ alle banche”.

Pietro Gugliotta

Usa, Bernanke:

Usa, Bernanke: “C’è il rischio deflazione”

Posted on 17 ott 2010 at 4:26pm

Ben Bernanke, il Presidente della Federal Reserve, ha parlato duranta la Fed Conference di Boston. Il suo intervento aveva il titolo “Revisione della politica monetaria in condizioni di bassa inflazione”, un titolo abbastanza esplicativo. Infatti Bernanke ha parlato della crescita economica statunitense: questa crescita al momento è meno forte delle attese. La causa è da attribuire ad un rallentamento della ripresa economica, anche se le previsioni e le stime per il 2011 fanno ben sperare, dato che sono previsti interessanti miglioramenti. Tral’altro, Bernanke, ha fatto sapere che la Federal Reserve, in caso di necessità, è pronta ad intervenire: un intervento che possa stimolare l’economia statunitense. E’ chiaro che ogni mossa sarà molto studiata – fa sapere il Presidente della Federal Reserve – perchè bisogna calcolare tutti i costi e i benefici di questa manovra della Federal Reserve. Lo stesso Bernanke ha parlato di altre problematiche che incideranno sul rallentamento della politica monetaria degli Stati Uniti: incidono in maniera importante il basso livello d’inflazione e la forte disoccupazione, in crescita. Sono questi i due fattori da tenere molto sotto controllo secondo la Federal Reserve: infatti il rischio grosso che può correre la nazione americana è quello della deflazione, che adesso è piu alto di quanto fosse stato stimato nei mesi scorsi.

Pietro Gugliotta

Immobili, ripartono compravendite e mutui nel 2010

Immobili, ripartono compravendite e mutui nel 2010

Posted on 08 set 2010 at 3:54pm

L’Istat ha diffuso quest’oggi, i dati del primo trimestre del 2010 riguardo la compravendita di immobili e la stipula di mutui. L’Istituto Nazionale di Statistica segnala come il primo trimestre 2010 abbia visto una crescita di questo mercato: i dati raccolti dall’Istat mostrano infatti come le compravendite siano cresciute del +2.3% rispetto ai primi tre mesi del 2009; crescono anche i mutui, sempre in rapporto al primo trimestre 2009, i mutui sono aumentati del +13.7%. Ecco un estratto del documento Istat, che potrete trovare per intero a questo link.

“Nel primo trimestre 2010, a livello nazionale, le convenzioni relative a compravendite di unità immobiliari sono state pari a 190.728, in aumento del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fenomeno mostra per la prima volta variazioni tendenziali positive dopo una fase di discesa che era iniziata nel 2007, proseguita con intensità crescente fino al primo trimestre del 2009 e rallentatasi nei trimestri successivi. È comunque importante sottolineare che il primo trimestre 2009 era stato contrassegnato dalla maggiore contrazione delle compravendite avvenuta negli ultimi anni (-16,1%), per cui l’inversione di tendenza osservata nei primi tre mesi del 2010 ancora non riporta il volume delle transazioni ai valori precedenti la caduta. Il 93,2% delle convenzioni stipulate nel periodo considerato (177.680) riguarda immobili ad uso abitazione ed accessori, il 6,1% (11.611) unità immobiliari ad uso economico.
Nel primo trimestre 2010 sono stati stipulati 179.654 mutui, di cui 105.900 (pari al 58,9%) con costituzione di ipoteca immobiliare e 73.754 (41,1%) senza costituzione di ipoteca immobiliare. Il numero totale dei mutui è aumentato del 13,7% rispetto al primo trimestre 2009, continuando così la fase di ripresa tendenziale del fenomeno iniziata negli ultimi tre mesi dello scorso anno, comunque insufficiente a recuperare i livelli antecedenti la discesa . In particolare, nel periodo gennaio-marzo 2010 i mutui non assistiti da ipoteca immobiliare segnano un aumento tendenziale del 13,3%, quelli garantiti da ipoteca immobiliare del 13,9%”.

Pietro Gugliotta

Padoan (Ocse):

Padoan (Ocse): “Servirebbe il Fondo Monetario Europeo”

Posted on 03 mag 2010 at 2:07pm

Pier Carlo Padoan, capoeconomista dell’Ocse, torna a parlare del Fondo Monetario Europeo, nella conferenza stampa di fine lavori del meeting dell’Aspen Institute Italia a Berlino.
“A mio parere la crisi greca dimostra che vi è la necessità di due nuove funzioni nell’eurozona: sorveglianza multilaterale e uno strumento finanziario, un fondo, per bloccare le crisi sul nascere.
La prima esigenza dell’eurozona
- esordisce Padoan – è una sorveglianza più articolata e con caratteristiche strutturali che permetta di analizzare le fonti di crescita di un paese nel lungo periodo perché la crisi greca, oltre che essere figlia di un problema di liquidità, è anche conseguenza di scarsa crescita strutturale. La seconda funzione che manca è quella che potrebbe essere svolta da uno strumento finanziario, una facility, che sia subito a disposizione quando si tratta di prevenire una crisi ed evitare che diventi difficile da gestire.
Se vogliamo chiamare tutto questo Fondo Monetario Europeo
- prosegue il capoeconomista -  a me poco importa ma sicuramente c’è consenso sull’esigenza di avere queste due funzioni. La crescita riprenderà ma a velocità differenti e l’Europa crescerà di meno. Nei prossimi anni avremo il problema di un consolidamento fiscale generalizzato per quasi tuti i Paesi avanzati.
Allo stesso tempo, in mancanza di significative correzioni di politica economica, la crescita riprendera’ ma a velocita’ diverse. E’ difficile
- ha concluso Padoan – fare una graduatoria della crescita: le economie emergenti continuano a crescere, gli Stati Uniti riprenderanno la crescita a velocita’ moderata e l’Europa crescera’ di meno.
Questo pone un problema di politica economica e di capacità di prendere decisioni che siano sostenibili e abbiano consenso. Tutti i Paesi avranno il problema di consolidare la propria posizione fiscale e sostenere la crescita”.

Istat, in Italia crescono inflazione, import ed export

Istat, in Italia crescono inflazione, import ed export

Posted on 16 apr 2010 at 12:47pm

Secondo i dati Istat, l’inflazione in Italia nel mese di marzo è in crescita. Infatti il costo della vita è aumentato dello 0,3% rispetto al mese di febbraio 2010, mentre rispetto all’anno scorso, il dato aumenta dell’1,4%. E’ il valore più alto da febbraio 2008, quando il dato fece segnare un +1,6%.
Febbraio 2010 ha segnato anche una deficit di 2,332 miliardi nella bilancia commerciale complessiva. Il saldo con i Paesi dell’Unione Europea, ha segnato un deficit di 710 milioni, dato peggio dello stesso mese del 2009. Aumentano, con dei dati che sono i migliori da settembre 2008, le esportazioni del 7,3% e le importazioni del 12,9%.

Approfondendo i dati nel dettaglio, si nota – come spiega l’Istat – che le esportazioni verso i Paesi UE sono aumentate dell’11%, mentre l’aumento dell’export verso i Paesi extracomunitari, si attesta al 2,3%.
Per ciò che riguarda le importazioni, il flusso dai Paesi extracomunitari è in aumento del 10,4%, mentre le importazioni dai Paesi Europei sono cresciute del 14,9%. Prendendo in considerazione i dati destagionalizzati, l’Istat ci fa notare che le esportazioni complessive, a livello congiunturale, sono aumentate del 2,5% ( +2,6% per ciò che riguarda i Paesi extracomunitari, +2,5 per i Paesi Ue) mentre le importazioni crescono, sempre a livello congiunturale, del 3,6%, nel dettaglio, +2,7 dai Paesi Ue e +4,7 dai Paesi extra Ue.
I settori che più hanno spinto l’aumento delle esportazioni sono quelli petroliferi raffinati, prodotti chimici, coke; in diminuzione abbigliamento e mobili. Per ciò che riguarda le importazioni, in aumento petrolio greggio, diminuiscono gl iarrivi di gas naturale.

Redditi: il 53% si concentra nel Nord Italia

Redditi: il 53% si concentra nel Nord Italia

Posted on 25 feb 2010 at 3:40pm

L’Istat ha diffuso degli interessanti dati riguardanti i redditi delle famiglie italiane. Nel periodo 2005-2007 la maggior parte dei redditi si è concentrata soprattutto nel regioni del nord Italia. In termini percentuali si tratta del 53%. Il 26% dei redditi si è invece concentrato nelle regioni del sud e per il 21% nelle regioni del centro. Nel corso del triennio preso in considerazione dallo studio Istat tale suddivisione è rimasta sostanzialmente costante.

Nord-ovest, Centro e Mezzogiorno hanno fatto segnare una crescita media annua molto vicina a quella nazionale, circa il 3,2%. Per il Nord-est invece c’è stata una crescita superiore, attorno al 3,4%. Nel Nord-ovest le regioni a distinguersi sono state Liguria e Lombardia, rispettivamente con una crescita reddituale del 3,4% e 3,3%. Al Nord-est l’Emilia Romagna (+4%) e la provincia di Trento (+3,6%), mostrano i tassi di crescita più elevati del paese. Al centro, le Marche e il Lazio riportano risultati brillanti, mentre al sud spiccano Abruzzo e Molise.

Per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente, il tasso di crescita in Italia è risultato del 13,1%, mostrando una crescita piuttosto uniforme su tutta la penisola, con dati oltre la media soprattutto al Nord-est (+14,6%) e al Centro (+13,7%). A livello regionale sono Umbria, Abruzzo ed Emilia Romagna a mostrare i ritmi di crescita più elevati. Il Nord-est e ilMezzogiorno hanno fatto segnare una crescita media annua molto vicina a quella nazionale, circa il 3,2%.

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