
Il risparmio è un tema che oggi sta molto a cuore a noi italiani, possiamo dire che siamo sempre alla ricerca della soluzione migliore con cui gestire i nostri soldi. Ma quale soluzione scegliere tra la miriade di offerte e garanzie (o presunte tali) che gli istituti di credito e finanziari offrono? Molto dipende, innanzitutto, dal nostro modo di operare con questi soggetti ed anche dalle nostre conoscenze del mercato finanziario.
Cominciamo a vedere le soluzioni proposte: negli ultimi anni si è sempre più incrementato un utilizzo dell’Home Banking che, a fronte di costi ridotti all’osso, offre un servizio completo, gestibile direttamente dal proprio computer, quindi una sistema che farebbe prediligere i conti deposito, ovvero depositi diversi da un conto corrente che servono per accantonare i propri risparmi, alimentati da conti correnti o versamenti periodici.
Ottima soluzione per chi, quindi, opera digitalmente senza recarsi in banca (target giovani 18-35).
Obbligazioni e titoli sono soluzioni predilette, secondo sondaggi, da un pubblico di età compresa tra i 35 e i 55 anni, abituati a gestire fisicamente i propri risparmi, anche perché sono ancora pochi i conti correnti online (attualmente conosciamo webank.it) che permettono la sottoscrizione digitale.
Soluzione per chi ha contatti diretti con la banca (target 35-55)
Le assicurazioni, invece, sulla vita, a risparmio, malattia o infortuni, vengono scelte in prevalenza come complemento alle prime 3 voci e meno frequentemente come soluzione primaria, hanno però la capacità di essere integrabili in soluzioni previdenziali.

La crisi finanziaria ed economica ha costretto molte grandi aziende e banche, soprattutto statunitensi, a dichiarare fallimento.
La Ford, storico marchio automobilistico degli USA, è costretta a vendere ancora per non cadere in questa rete. Dopo aver ceduto i marchi Jaguar e Land Rover al gruppo indiano Tata, questa volta, è costretta ancora a cedere aziende controllate ed acquisite nel corso degli ultimi decenni: è giunta l’ora della svedese Volvo, per la quale la Ford ha ricevuto un’offerta di 334 milioni di dollari dal gruppo automobilistico cinese Jeely.
Per far sì che questa grossa manovra finanziaria possa concretizzarsi, bisognerà attendere il consenso della banca Goldman Sachs, che dovrà comprare obbligazioni e warrant da Jeely. Se, poi, la famosa banca d’affari deciderà di convertirle in azioni, si troverà a controllare oltre il 15 % della casa autobilistica cinese e della sua neonata controllata: la Volvo.
A voi lettori, una domanda: i paesi emergenti asiatici, Cina ed India, risentono della crisi economica? Come mai riescono a comprare facilmente storici marchi americani ed europei? E pensare che proprio del governo cinese non si possa dire che adotti delle politiche capitalistiche!