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Finanza: CDS e differenziali per monitorare il debito degli stati

Finanza: CDS e differenziali per monitorare il debito degli stati

Posted on 09 feb 2010 at 4:40pm

Le agenzie di rating sono molto spesso anticipate dal mercato stesso, dimostrando una preoccupante carenza dei giudizi di rating. Gli operatori infatti, danno sempre minore peso al rating e monitorano maggiormente le polizze sui possibili default. Ma tali derivati negli USA sono per la maggior parte scambiati in mercati poco trasparenti e sono in mano a cinque grandi banche.

Tra i vari strumenti in mano agli analisti per monitorare il debito degli stati, sono utilizzati soventemente i differenziali sulle emissioni sovrane. Nello specifico guardano i differenziali tra rendimenti di obbligazioni simili con stesso orizzonte temporale, emesse da paesi diversi, tenendo come punto di riferimento il bond dello stato per così dire più “sicuro”. Non a caso in Europa, il punto di riferimento è il TBund decennale tedesco. Anche i Credit default Swap (CDS) risultano un buono strumento per valutare la solvibilità di uno stato. In questo tipo di contratti, un soggetto terzo si assume il rischio (dietro un pagamento da parte dell’emittente) dell’eventuale insolvenza dell’emittente stesso. Spesso ci si riferisce a questi strumenti come polizze per il bond. In ogni caso, in base alla loro quotazione, ci evince il livello di rischio di insolvenza. Ad esempio se il prezzo sale, il mercato sta prezzando un maggiore rischio di insolvenza ed una maggiore probabilità di default.

Fino a poco tempo fa sconosciuti, oggi i CDS sono a dir poco “venerati” dagli analisti, che elogiano il loro potere di previsione, dimenticando però che sono negoziati su mercati Over the counter, che per loro natura sono mercati opachi e poco trasparenti. Inoltre il fatto che siano concentrati nelle mani di pochi e grandi Istituti, rende il tutto meno limpido. L’economista statunitense (Ex presidente della Fed), Paul Volcker, ritiene che questo settore della finanza debba essere oggetto di riforma, e questo significherebbe una maggiore attendibilità dei CDS.

Giuseppe Raso

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Europa: le famiglie italiane le meno indebitate

Europa: le famiglie italiane le meno indebitate

Posted on 10 gen 2010 at 1:47pm

Che l’Italia sia un fanalino di coda in tutte le classifiche europee è un qualcosa che non trova riscontro nella realtà, ne è un esempio la graduatoria dell’indebitamento delle famiglie europee, nella quale l’Italia si dimostra un paese in buona salute finanziaria. Un’analisi periodica dell’ufficio studi Cgia di Mestre ha segnalato che nel 2009 le famiglie italiane hanno raggiunto i 524 miliardi di euro di indebitamento complessivo. Un dato che rapportato ad altre realtà europee mette in risalto come la famiglia italiana sia poco propensa a caricarsi di debiti.

Per la Spagna l’indebitamento complessivo ha toccato quota 896,7 mld di euro, per la Francia 942,4 mld e per la Germania 1.515,2 mld. A livello di importo medio di indebitamento, l’Italia si assesta sui 21.270 euro, contro i 36.150 euro registrati in Francia e i 37.785 in Germania. In Italia i debiti delle famiglie incidono sul Pil solo per il 34,2%, mentre gli altri paesi risultano in situazioni preoccupanti, in Francia ad esempio si arriva ad incidere per il 49,1%.

Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, commenta positivamente i dati, che dimostrano come le famiglie italiane, seppur in affanno, siano le meno indebitate in Europa. Elevato risparmio privato e indebitamento contenuto, questo è il profilo chiave della famiglia Italiana che sta affrontando la crisi contenendone gli effetti negativi.

Giuseppe Raso

Troppi debiti per questo Calcio

Troppi debiti per questo Calcio

Posted on 24 nov 2009 at 3:00pm

Interessante questa correlazione inversa tra popolarità e debiti nel calcio Italiano di oggi. Se da un lato c’è una calo della popolarità, dall’altro troviamo un immenso debito delle squadre della Serie A che cresce. Da un’inchiesta del Sole24ore è emerso un totale debiti delle squadre di calcio di circa 1882 milioni di euro.

La ripartizione di questo cospicuo debito vede in testa le due squadre Milanesi, l’Inter con debiti complessivi lordi per 431,55 milioni di euro (22,9% dei debiti di tutta la serie A.) e il Milan 364 milioni di debiti lordi, pari al 19,3% del totale. Seguono Lazio, Juventus e Roma. Ultime Livorno e Catania. Sempre dall’Inchiesta del Sole24ore, è emersa la scarsa patrimonializzazione delle squadre di serie A, che mostrano una posizione debitoria nettamente superiore al patrimonio netto, evidenziando una chiara assenza di solidità.

E all’estero la situazione come si presenta? Non migliore. La rinomata Premier League ha come punti deboli Chelsea e Manchester UTD, che nonostante un ottimo ammontare delle entrate, presentano mega debiti. Male anche la Liga delle spese folli, esempio di virtuosismo invece dalla Bundesliga.

Riflessioni sulla gestione finanziaria delle squadre di Calcio ci spingono a concludere che di società sane e solide ce ne sono davvero poche, occorrerebbero regole ben precise sulla limitazione del debito, sia a livello nazionale che a livello europeo. Intanto il castello di carte rimane in piedi.