Posts Tagged ‘deficit’

Moody's:

Moody’s: “Pronti a rivedere il rating degli Usa se non migliora il deficit”

Posted on 27 dic 2011 at 12:24pm

L’agenzia internazionale di rating Moody’s ha diramato un comunicato, nel quale si conferma il valore del rating degli Stati Uniti. Non viene infatti intaccato il giudizio “AAA“, il giudizio massimo per il rating di un paese, nonostante gli Stati Uniti avessero l’outlook negativo. Proprio l’outlook negativo aveva fatto pensare che Moody’s avrebbe potuto effettuare un downgrade del rating, ma così non è stato. “I fondamentali strutturali, la stabilità politica e le prospettive economiche post-crisi sostengono un rating AAA. Valutiamo positivamente l’approvazione del Budget control act, tuttavia, senza ulteriori misure di riduzione del deficit, il rating potrebbe essere messo sotto osservazione per il downgrade nel corso del prossimo anno o dei prossimi due” si legge nel comunicato diramato dall’agenzia internazionale di rating. Dunque viene confermato il giudizio più alto ma con riserva: l’amministrazione americana dovrà porre rimedio all’alto livello del deficit, con misure ad hoc, che possano contribuire ad abbassarlo. Nel documento si legge anche che per l’economia degli Stati Uniti, non si intravedono – al momento – rischi particolari. Nella stessa occasione, Moody’s ha annunciato di aver confermato il massimo giudizio “AAA” sul rating del debito sovrano dell’Austria, mentre è stato effettuato un taglio al rating della Slovenia, passata ad “A1″.

Pietro Gugliotta

 Usa, proposta choc di Obama:

Usa, proposta choc di Obama: “Stipendi bloccati per i dipendenti pubblici”

Posted on 01 dic 2010 at 10:00am

Il 29 novembre potrebbe essere un giorno storico per i dipendenti americani: il presidente Barack Obama ha annunciato una proposta scioccante. Vorrebbe bloccare gli stipendi dei dipendenti pubblici per due anni, contro la crisi. Ecco uno stralcio del discorso alla Casa Bianca di Obama. “Appena entrato in carica, due anni fa, avevo congelato gli stipendi del mio staff. La dura verità è che tenere sotto controllo il deficit significa fare un grosso sacrificio, che dovrà essere sostenuto dagli impiegati del governo federale“. Per Obama è un periodo duro: è chiaro che bisogna stringersi e fare tutti lo stesso gioco, dunque sacrificarsi. “Dopo tutto le piccole imprese e le famiglie stanno tirando la cinghia, è giusto che lo faccia anche il governo. E’ una decisione non presa facilmente, ma c’è la necessità di tenere sotto controllo il deficit e per farlo sono necessari sacrifici da parte di tutti. La mia speranza è di trovare un accordo. La sfida più importante è quella fra l’America e la nostra economia. Non possiamo essere appesantiti da debiti e deficit. Dobbiamo tagliare le spese superflue per spendere dove è necessario”. Perchè di debiti l’amministrazione Obama, ne ha ereditati parecchi: secondo fonti vicine alla Casa Bianca, si parla di 1.300 miliardi di dollari di deficit, aggravati dalla crisi economica mondiale. Insomma non un periodo molto florido, nonostante adesso l’economia americana sia in crescita, preoccupa sempre l’occupazione. Vedremo come questa proposta verrà recepita dai dipendenti statali americani.

Pietro Gugliotta

Irpef e Irap, aumenti per Lazio, Campania, Calabria e Molise

Irpef e Irap, aumenti per Lazio, Campania, Calabria e Molise

Posted on 02 lug 2010 at 12:11pm

Il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha comunicato ieri che i cittadini e gli imprenditori di Lazio, Campania, Calabria e Molise pagheranno più tasse. Il perchè è presto detto: le Regioni appena nominate hanno un grande deficit nel settore sanitario, dunque dovranno cercare di rientrare delle perdite. Chi colpiranno questi rincari? Gli artigiani che pagheranno piu Irap, insieme ai commercianti e alle imprese, per un aumento dello 0.15%, mentre ci sarà da pagare anche più Irpef, +0.30%. Avrebbe subito i rincari anche l’Abruzzo, ma la situazione grave post-terremoto ha escluso di fatto la stessa regione abruzzese.
Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani commenta così: “Non è possibile che l’80% dei tagli imposti dalla manovra ricadano sulle autonomie locali. Nessuno mette in dubbio che la spesa vada ridotta, ma ci vuole più equità”. E sul Federalismo dice: “è ancora molto lontano dall’essere chiaro”. Lo stesso Errani chiarisce la disponibilità delle regioni a trattare col Governo. “Le Regioni offrono la piena disponibilità a contribuire alla riduzione complessiva della spesa pubblica e alla sua qualificazione attraverso una significativa compressione della spesa improduttiva a favore di quella per servizi e investimenti. A patto che si forzi l’apertura di un confronto vero e nel merito sulla dimensione dei tagli che la manovra scarica sulle Regioni, azzerando i trasferimenti che dovrebbero essere la base del federalismo fiscale per le Regioni”. Nel frattempo si cerca un proprio incontro col premier Berlusconi per poter chiarire tutta la situazione, il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, si è detto possibilista.

Pietro Gugliotta

Istat, in Italia crescono inflazione, import ed export

Istat, in Italia crescono inflazione, import ed export

Posted on 16 apr 2010 at 12:47pm

Secondo i dati Istat, l’inflazione in Italia nel mese di marzo è in crescita. Infatti il costo della vita è aumentato dello 0,3% rispetto al mese di febbraio 2010, mentre rispetto all’anno scorso, il dato aumenta dell’1,4%. E’ il valore più alto da febbraio 2008, quando il dato fece segnare un +1,6%.
Febbraio 2010 ha segnato anche una deficit di 2,332 miliardi nella bilancia commerciale complessiva. Il saldo con i Paesi dell’Unione Europea, ha segnato un deficit di 710 milioni, dato peggio dello stesso mese del 2009. Aumentano, con dei dati che sono i migliori da settembre 2008, le esportazioni del 7,3% e le importazioni del 12,9%.

Approfondendo i dati nel dettaglio, si nota – come spiega l’Istat – che le esportazioni verso i Paesi UE sono aumentate dell’11%, mentre l’aumento dell’export verso i Paesi extracomunitari, si attesta al 2,3%.
Per ciò che riguarda le importazioni, il flusso dai Paesi extracomunitari è in aumento del 10,4%, mentre le importazioni dai Paesi Europei sono cresciute del 14,9%. Prendendo in considerazione i dati destagionalizzati, l’Istat ci fa notare che le esportazioni complessive, a livello congiunturale, sono aumentate del 2,5% ( +2,6% per ciò che riguarda i Paesi extracomunitari, +2,5 per i Paesi Ue) mentre le importazioni crescono, sempre a livello congiunturale, del 3,6%, nel dettaglio, +2,7 dai Paesi Ue e +4,7 dai Paesi extra Ue.
I settori che più hanno spinto l’aumento delle esportazioni sono quelli petroliferi raffinati, prodotti chimici, coke; in diminuzione abbigliamento e mobili. Per ciò che riguarda le importazioni, in aumento petrolio greggio, diminuiscono gl iarrivi di gas naturale.

Rapporto Deficit/Pil: il peggiore dal ‘96

Rapporto Deficit/Pil: il peggiore dal ‘96

Posted on 06 apr 2010 at 9:27am

È il dato peggiore dal 1996 quello diffuso dall’Istat riguardante il rapporto Deficit-Pil del 2009. Secondo l’istituto di statistica tale rapporto ha raggiunto lo scorso anno quota 5,2%, contro il 2,7% del 2008. Relativamente al quarto trimestre 2009, l’indebitamento si è attestato al 4,5%, contro il 2,4% dello stesso periodo dell’anno scorso.

Spesa pubblica ed entrate vanno in direzioni opposte, complessivamente l’anno scorso, le entrate totali sono diminuite del 2%, mentre nel 2008 avevano fatto registrare un +0,9%. A livello di spesa, si è invece registrato un incremento del 3%, contro il più sostanzioso +3,5% del 2008.

Da notare come nel quarto trimestre del 2009, le entrate in conto capitale abbiano fatto segnare una fortissima crescita, dovuta sostanzialmente ai versamenti una tantum riguardanti lo scudo fiscale, ossia quel provvedimento tanto discusso che permetteva le regolarizzazione o il rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero da soggetti residenti. Al di là della correttezza di un provvedimento del genere, ora però si può raccogliere qualche frutto a livello di bilancio statale.

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Deficit/Pil del 2009, mai così male dal 1996

Deficit/Pil del 2009, mai così male dal 1996

Posted on 03 apr 2010 at 8:21am

L’Istat comunica che il rapporto fra deficit e PIL dell’Italia si è attestato al 5,2 %, il dato peggiore dal 1996 ad oggi. Nello scorso anno, il 2008, il rapporto si era fermato al 2,7%, ma adesso il dato è quasi raddoppiato: in ogni caso il dato è ampiamente nelle previsioni del Governo, che avevano previsto un rapporto del 5,3%. Ma il dato del Governo verrebbe previsto perfettamente se consideriamo, come spiega l’Istat, che il numero è al netto delle operazioni di swap. Dunque se prendiamo in considerazione anche quel tipo di operazioni, il defict/Pil si assesterebbe al 5,3%, in linea con le previsioni del Governo nel Dpef.

Parlando delle entrate totali, si può notare come esse siano diminuite del 2%, rispetto al +0,9% del 2008, mentre le uscite sono in aumento del 3% (+3,5% nel 2008). Analizzando la situazione rispetto al quarto trimestre 2009, il calo delle entrate si attesta all’1,2%, stesso dato del 2008 nel periodo analogo, mentre le uscite aumentano del 2,5%, che subirono un -1,4% nello stesso periodo del 2008. Nell’ultimo trimestre 2009, le entrate rappresentano il 54,8% del PIL, segnando dunque un aumento dello 0,2% rispetto al 2008.

Calano le entrate, ma aumentano le uscite: infatti per quanto riguarda il comparto delle spese, si registra un aumento del 3%, aumento si, ma contenuto rispetto al 3,5 dell’annata 2008.

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USA: per la Fed tassi bassi ancora per molto tempo

USA: per la Fed tassi bassi ancora per molto tempo

Posted on 26 feb 2010 at 7:41am

Anche secondo il presidente della Banca Centrale Americana la ripresa economica risulterà inesorabilmente lenta, ecco perché i tassi, almeno per il momento, resteranno fermi. Bernanke, al congresso Usa, ha ribadito che il problema principale del paese rimane la disoccupazione, anche se è necessario ammettere che i piani messi in atto dal governo hanno prodotto buoni risultati in termini di creazione e salvataggio di posti di lavoro. Sul tema del lavoro era già intervenuta Janet Jellen, presidente della Fed di San Francisco, ed una delle economiste più apprezzate. La Jellen ha infatti dichiarato qualche giorno fa, che l’economia americana sta sempre di più imparando a crescere senza alti livelli di occupazione, il che risulta un grosso problema.

La gestione del deficit americano è un altro problema che il presidente della Fed ha voluto evidenziare, confermando che si è giunti a livelli record. Tale situazione potrebbe minare la ripresa dell’economia. Tornando sulle stime di crescita del paese, Bernanke ha confermato un prodotto interno lordo in crescita di oltre tre punti percentuali nel 2010, e oltre il tre e mezzo percento nel 2011. Il tasso di disoccupazione dovrebbe invece cominciare a calare già nel 2010, per poi arrivare al 7% verso la fine del 2012.

Sul fronte tassi di interesse, il numero uno della Fed ha confermato la necessità di bassi livelli e di una stretta del credito, per poter evitare possibili spinte inflazionistiche. Inoltre ha voluto sostenere un’altra necessita molto importante, ossia quella di operatività trasparente e indipendente della Banca Centrale, che deve svincolarsi dalle pressioni politiche di breve termine, che incidono notevolmente sul raggiungimento degli obiettivi. Il presidente è poi risultato molto scettico circa un possibile downgrade sull’affidabilità creditizia degli Stati Uniti nonostante i dati negativi sul deficit del budget federale.

Bollettino della Banca d’Italia: la ripresa sarà debole

Bollettino della Banca d’Italia: la ripresa sarà debole

Posted on 16 gen 2010 at 4:39pm

Dal Bollettino economico della Banca d’Italia si evince un certo pessimismo. Il PIL dopo il drastico calo dello scorso anno, aumenterà dello 0,7% quest’anno, per poi accelerare all’1% nel 2011. Previsioni del 2010 in linea con le indicazioni del governo dello scorso settembre, mentre per il 2011 era stato previsto un +2%. L’Italia sta uscendo dalla recessione, ma la ripresa sarà molto lenta e incerta.

A preoccupare non poco i tecnici di Bankitalia è il fronte disoccupazione, che nel secondo trimestre 2009 ha toccato un tasso del 10,2% sommando i lavori disoccupati a quelli in cassa integrazione e ai cosiddetti “lavoratori scoraggiati”. Il dato ufficiale era del 7,4%. Un totale di un miliardo di ore di cassa integrazione nel 2009, un dato così negativo non si vedeva dal 1970. Consumi a livelli minimi, nei primi nove mesi del 2009 gli acquisti delle famiglie sono diminuiti del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ma negli ultimi mesi dello scorso anno c’è stato qualche segnale di ripresa dei consumi grazie agli interventi di governo.

L’Italia ha chiuso un 2009 con un deficit del 5,3%, contro il 2,7% del 2008. I conti del sistema Italia sono peggiorati, ma meno dei partner europei. La progressiva uscita dalla crisi porterà anche alla ripresa dell’inflazione, che nel 2009 si è attestata sullo 0,8%. Le stime riportano un tasso d’inflazione dell’1,5% nel 2010 e dell’1,9% nel 2011. Numeri alla mano si prospettano due anni molto difficili, ma dagli ambienti delle politica si continua a ripetere che il peggio è passato.

Giuseppe Raso

Conti Italia: impennata del rapporto deficit-Pil

Conti Italia: impennata del rapporto deficit-Pil

Posted on 08 gen 2010 at 7:08pm

I conti Italiani stanno sicuramente migliorando ma la situazione dei primi nove mesi del 2009 non è stata delle migliori, secondo dati Istat infatti il rapporto deficit-Pil si è praticamente duplicato rispetto all’anno precedente, è salito del 5,2% contro il 2,8% dello stesso periodo del 2008. L’istituto di statistica ha comunque evidenziato come questo dato vada letto in un contesto di trend in discesa, infatti nei primi sei mesi del 2009 il rapporto si assestava sui livelli del 6,1%.

Nel terzo trimestre 2009 le uscite totali sono aumentate del 2,3%, mentre nei primi nove mesi del 2,7%. Nello specifico le spese correnti hanno conosciuto un incremento dell’1,9% nei tre mesi presi in considerazione e del 2,2% nei primi 9 mesi del 2009. Le entrate totali invece hanno mostrato i seguenti decrementi: -2,1% nel trimestre e -2,4% nei nove mesi. Le entrate correnti hanno più o meno mostrato la stessa diminuzione percentuale.

Le spese correnti sono aumentate soprattutto per via dell’aumento dei redditi da lavoro dipendente e dei consumi intermedi ma anche grazie alla diminuzione degli interessi passivi (-25,3%).  Per quanto riguarda invece le entrate, il calo trimestrale lo dobbiamo soprattutto ad una riduzione delle imposte dirette, indirette e dei contributi sociali. Le uscite in conto capitale, nel terzo trimestre, sono aumentate dell’8%. Le entrate in conto capitale nel complesso hanno registrato un forte incremento, ma soprattutto la voce imposte in conto capitale, tutto questo grazie all’adozione dei nuovi principi contabili Ias e al conseguente pagamento una tantum di imposte sostitutive Ires e Irap.

Giuseppe Raso

Dagli USA la ricetta per il rilancio del mercato del lavoro

Dagli USA la ricetta per il rilancio del mercato del lavoro

Posted on 09 dic 2009 at 5:33pm

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama intervenendo al Brooking Institution, ha illustrato le iniziative che intende attuare per il rilancio del mercato del lavoro, avvertendo però che la strada è ancora lunga. Per Obama è una priorità aiutare gli americani che hanno perso il lavoro (circa sette milioni), sostenendo le aziende con politiche mirate. Secondo le stime del capo della maggioranza alla Camera, Steny Hoyer, i costi del piano per l’occupazione si aggirerebbero sui 100 miliardi di dollari.

Tre aree per il rilancio: infrastrutture, piccole imprese ed energia. In USA sono previsti ingenti investimenti nel settore lavori pubblici, autostrade, ponti e ferrovie. Le piccole e medie imprese saranno aiutate soprattutto dal punto di vista fiscale, ad esempio con sgravi su assunzioni. Previsti inoltre nuovi incentivi per coloro che investiranno in tecnologie verdi per le proprie case, per incrementare l’efficienza energetica e al tempo stesso aiutare i consumatori a risparmiare. Il tentativo è quello di ripetere il successo del programma di incentivi alla rottamazione di auto.

I fondi Tarp (Troubled asset relief program) saranno utilizzati con un occhio di riguardo alla creazione di nuovi posti di lavoro e al taglio del deficit. Obama ha confermato l’obiettivo di ridurre a metà il deficit ereditato dalla passata amministrazione. I conti pubblici sono il vero fardello dell’economia americana secondo Moody’s, che non esclude il rischio di declassamento di rating (oggi tripla A).

Intanto il mercato del lavoro americano sembra dare segnali confortanti, il tasso di disoccupazione è diminuito, e i datori di lavoro hanno ridotto i tagli. Nel novembre 2009 negli Usa si sono persi 11.000 posti di lavoro (la previsione di novembre era un pessimistico -130.000), contro un calo di 111.000 posti di ottobre. Il tasso di disoccupazione è sceso dell’0,2% rispetto al mese precedente. Ovvio, non sono dati da boom economico, ma bastano per disperdere del sano ottimismo all’economia americana.

Giuseppe Raso