
L’Istituto nazionale di statistica ha effettuato una ricerca sui dati riguardanti la forza lavoro in Italia: ci sono buone notizie. Infatti per la prima volta dalla crisi, il dato della disoccupazione è sceso all’8.5%. Ecco uno stralcio del comunicato Istat: “Il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce dell’1,1% rispetto a maggio, risultando in aumento dell’8,5% rispetto a giugno 2009. Il tasso di disoccupazione, dopo essere rimasto stabile all’8,6% da marzo a maggio, scende all’8,5%; in confronto a giugno 2009 il tasso di disoccupazione registra un aumento di 0,7 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7%, con una riduzione di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente ed un aumento di 2,5% rispetto a giugno 2009.” Il Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, commenta così i dati Istat. “Ciò vuole dire che stiamo andando nella direzione giusta. Per la prima volta il tasso di disoccupazione scende all’8,5%. E’ un dato incoraggiante per la ripresa che rimane ancora fragile. L’8,5% si confronta, infatti, con il dato dell’Unione a 27 pari al 10%. L’andamento positivo dell’occupazione trova un ulteriore conferma nella discesa del tasso di disoccupazione giovanile, arrivata al 27,7%. Mi dispiace per i gufi di professione, ma questa volta è andata bene. La mia battuta si riferisce a certi orgasmi da negatività che ogni tanto si esprimono, ma questa volta è andata bene. Scende la disoccupazione, in maniera contenuta, ma vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta. Si tratta comunque di livelli molto elevati, ma conferma, per questa fascia critica del mercato del lavoro, la tendenza a scendere della disoccupazione”.
Pietro Gugliotta

Il Centro Studi di Confindustria ha dichiarato che “l’economia italiana è fuori dalla recessione”. Infatti “la ripresa è più solida rispetto alle stime rilasciate a dicembre. Gli economisti hanno rivisto al rialzo le stime sulla crescita al +1,6% del Pil per il 2011 (dal +1,3%). La disoccupazione è invece attesa in aumento, dopo 528mila i posti di lavoro già persi a fine 2009 in 2 anni di crisi”. Il rapporto deficit-Pil – spiega il Centro studi Confindustria - si attesterà al 5,1% nel 2010 per poi scendere al 4,1% nel 2011. A supportare la crescita c’è “il deprezzamento del cambio dell’euro, che migliora la competitività di prezzo delle merci italiane”. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, commenta i dati presentati del Centro Studi di Confindustria. “La ripresa c’è, ma l’Italia, cresce meno di altri Paesi. Ma ci sono «zavorre» che frenano la crescita e che potrebbero incidere sulla dinamica futura. Occorre il rigore dei conti, ma anche le riforme, soprattutto due, quella fiscale e la semplificazione burocratica. Altrimenti sarà difficile riassorbire la disoccupazione. La situazione del mercato del lavoro - spiega la Marcegaglia – continuerà a peggiorare fino a metà del 2011 ma è fisiologico, perchè l’effetto della crisi sull’occupazione è spostato nel tempo. Siamo vicino ai picchi. I dati sull’evasione sono impressionanti, 125 miliardi non sono pagati dai contribuenti. I soldi recuperati dovranno servire ad abbassare le tasse e non a ridurre il deficit”. Emma Marcegaglia, rappresenterà la Confindustria italiana al G20, a Toronto, confermando così l’impegno della confederazione sul fronte internazionale, partecipando ad alcune riunioni.
Pietro Gugliotta

Arrivano le stime sull’occupazione da parte dell’Ocse, relative al mese di aprile 2010 e non sono positive per l’Italia. Sebbene l’Europa faccia segnare all’8,7% il tasso di disoccupazione, ossia sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, il valore italiano è in aumento. Infatti la disoccupazione in Italia è aumentata dell’1,5% in un anno, da aprile 2009 ad aprile 2010. Il dato italiano del tasso di disoccupazione fa segnare l’8,9%, in crescita di 0,1% rispetto a marzo 2010. La crisi dunque continua a mietere vittime, specie nel campo lavorativo. In Europa infatti sono 3,3 milioni di disoccupati in pi rispetto allo scorso periodo dell’anno, per un totale di 46,5 milioni di persone inoccupate. Ciò è dovuto alla necessità di piccole e medie imprese di ridurre il personale, specie in Italia, per abbattere i costi d’impresa. E i costi relativi alle “risorse umane” sono sempre i primi ad essere tagliati. Secondo la graduatoria dell’Ocse, peggio dell’Italia ci sono alcuni paesi dell’est Europa, l’Irlanda e la Spagna:
- Spagna 19,7%
- Repubblica Slovacca 14,1%
- Irlanda 13,2%
- Portogallo 10,8%
- Ungheria 10,4 %
- Francia 10,1%
Sono brutti dunque i segnali che arrivano anche dal resto d’Europa, portando il vecchio continente ad una media del 10%. Per quello che riguarda il G7, i dati di aprile registrano un tasso di disoccupazione medio dell’8,4%. Per quanto riguarda Canada e Usa, le uniche due nazioni con i dati aggiornati a maggio, la disoccupazione è in calo nel paese canadese dello 0,2%, per arrivare ad un tasso di 9,7%, mentre in America è sostanzialmente invariato, restando dunque al tasso di 8,1%, già toccato in aprile.
Pietro Gugliotta

Nuove rilevazioni Istat dedicate al lavoro. L’Istituto nazionale id statistica, segnala che il tasso di disoccupazione ad aprile è salito all’8,9%, dato record dal 2001. Mentre continua a crescere il tasso di disoccupazione tra i giovani, uno su tre, il 30% dunque, è senza lavoro. Questo dato è il più alto da gennaio 2004. Inoltre il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
Le persone in cerca di occupazione adesso salgono a 2 milioni 220 mila, in aumento dell’1% (+21 mila unità) su base mensile e del 20,1 per cento (+372 mila unità) su base annua. C’è anche un dato positivo, quello che riguarda il numero di occupati: si attesta a 22 milioni 831 mila unità, in aumento dello 0,2% (+56 mila unità) rispetto a marzo e inferiore dell’1,3% (-307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Cresce il tasso di disoccupazione tra i giovani, circa il 30% è senza lavoro. Nella popolazione tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione sale infatti al 29,5%, ad aprile, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
Ecco il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “La rilevazione Istat del mese contiene due dati solo apparentemente contraddittori. Crescono, infatti, di un decimale tanto il tasso di occupazione quanto quello di disoccupazione. La ripresa alimenta il primo ma, in certa misura, anche il secondo. Il tasso di disoccupazione, infatti, - continua Sacconi – è influenzato ovviamente dalla difficoltà di trovare un lavoro da parte di coloro che lo cercano ma, in ogni fase di ripartenza dell’economia, una porzione di ’scoraggiatì sono incoraggiati ad offrirsi sul mercato del lavoro. Non a caso scende il tasso di inattività – conclude il ministor Sacconi -. Il differenziale con la media europea rimane inalterato”.
Pietro Gugliotta

Secondo uno studio ISTAT, nel 2009 in Italia, il tasso di occupazione è diminuito a livello nazionale al 57,5% (-1,2 punti percentuali su base annua), nella fascia di eta’ fra 15 e 64 anni. Il valore è inferiore di oltre sette punti rispetto alla media dell’Unione Europea, che si attesta al 64,6%. L’Istat precisa inoltre che nel 2009, il tasso di disoccupazione passa in Italia dal 6,7% dell’anno precedente al 7,8%, contro l’8,9% registrato nell’Unione europea a 27 Paesi.
Rispetto alla UE, il valore più basso del tasso di disoccupazione è collegabile ad un più elevato indicatore di inattività: infatti il tasso di inattività si posiziona al 37,6%, superiore di quasi 10 punti alla media Ue (28,9%). Nel 2008 il tasso di disoccupazione era cresciuto di sette decimi di punto rispetto al 2007, dopo nove anni di continua discesa.Secondo i dati pubblicati dall’Istat sul mondo del lavoro, l’occupazione nelle grandi imprese a febbraio registra un calo dell’1,9% (al lordo della Cig) e dell’1,3% al netto. L’Istat spiega che nel gennaio 2010 c’e’ stata una variazione nulla al lordo della Cig e del +0,2% al netto. Invece nei primi 2 mesi 2010 l’occupazione cala del 2,1% al lordo della Cig e dell’1,8% al netto. Le retribuzioni lorde per ora lavorata aumentano a febbraio del 6,5% su febbraio 2009 e del 2,4% sul mese precedente. Cala l’uso del Cig, la Cassa integrazione guadagni.
I dati più negativi arrivano dal Sud Italia: Sicilia (13,9%), Sardegna (13,3%) e Campania (12,9%) sono le tre regioni con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia. Al lato opposto di una ipotetica classifica sulla disoccupazione, le due regioni con il tasso minore di inoccupati sono Trentino Alto Adige (3,2%) e Valle D’Aosta (4,4%).

Si è tenuta in questio giorni la riunione dei venti paesi mondiali più potenti economicamente. Il G20 che si è tenuto a Washington, ha analizzato lo stato dell’economia mondiale, provando anche a proporre nuove regole, nuove leggi per aiutare l’economia a riprendersi, e per mettere un freno alla crescita della disoccupazione. Questo è il comunicato finale prodotto dal G20.
“La ripresa globale sta procedendo meglio di quanto previsto in precedenza ma a velocità diverse tra le varie regioni. Inoltre la disoccupazione rimane alta in molte economie. Chiediamo al Fondo monetario internazionale - si legge nel comunicato del G20 – di continuare a lavorare per mettere a punto proposte affinchè le istituzioni finanziarie nazionali si facciano carico di qualsiasi eventuale intervento straordinario dei governi, tenendo conto della situazione specifica di ogni singolo paese. Raccomandiamo di mettere a punto entro la fine del 2010 delle regole concordate a livello internazionale per migliorare sia la quantità sia la qualità del capitale delle banche e per scoraggiare l’indebitamento eccessivo. Queste regole saranno attuate gradualmente quando le condizioni finanziarie saranno migliorate e la ripresa economica assicurata, con l’obiettivo di attuarle entro la fine del 2012. L’attuazione di queste nuove regole dovrebbe essere accompagnata da una forte supervisione. Servono – spiega il comunicato finale del G20 - exit strategy credibili dalle misure di sostegno macroeconomico e finanziario straordinarie, così come politiche economiche ben coordinate e in linea con finanze pubbliche solide”.

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto le stime di crescita del sistema Italia. Proprio per quanto riguarda il Pil Italiano, è prevista una crescita dello 0,8% nel 2010 e dell’1,1% nel 2011, con un taglio di 0,2% percentuali rispetto alle previsioni esposte dal FMI lo scorso gennaio.
Per ciò che concerne la disoccupazione, le previsioni parlano di un crescita dal 7,8 all’8,7% nel 2010, per poi cominciare a calare lentamente nel 2011. L’inflazione, invece, salirà dallo 0,8% del 2009 all’1,4% del 2010. Nel 2011 si attesterà sul 1,7%. A livello europeo in ogni caso l’inflazione dovrebbe mantenersi bassa e stabile, a circa l’1% di media.
Sempre da un’analisi a livello europeo, si può notare come l’Europa stia uscendo in modo molto lento dalla recessione, per varie ragioni tra le quali spicca il caso Grecia. La sfida chiave per la zona euro sarà proprio quella di mettere sul “piatto” dei piani di consolidamento credibili e che producano dei frutti nel breve periodo. Il Pil euro crescerà nel 2010 dello 0,8% e dell’1,4% nel 2011. Per la Grecia, quest’anno è prevista una contrazione di Pil di 2 punti percentuali. Il FMI ha rivisto inoltre le stime di crescita Pil a livello mondiale, che quest’anno crescerà del 4,1%, con un rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di gennaio.

Nel mese di marzo 2010, l’occupazione negli Stati Uniti e’ aumentata di 162 mila unita, producendo il miglior risultato negli ultimi tre anni. Il dato sarebbe negativo, se si pensa che le attese erano per la creazione di 184 mila posti. Il tasso di disoccupazione e’ però rimasto invariato al 9,7%. I dati sono stati resi noti dal Dipartimento del Lavoro americano. Il presidente americano, Barack Obama ha commentato così i dati appena proposti.
“La strada è ancora lunga per un ripresa dell’occupazione, ma abbiamo iniziato a cambiare pagina. Il governo può creare le condizioni per far si’ che le aziende abbiano successo e tornino ad assumere, creare infrastrutture. E questo è quello che abbiamo fatto. Il peggio della tempesta è passato, davanti abbiamo giorni più splendenti. Per gli Stati Uniti sono stati due anni difficili, abbiamo attraversato il periodo economico peggiore dalla Grande Depressione. Oggi però è un giorno incoraggiante: abbiamo appreso che l’economia ha creato un numero sostanziale di posti di lavoro invece che bruciarne un numero sostanziale. Abbiamo iniziato a voltare pagina - ha spiegato il presidente Usa – a vedere una luce in fondo al tunnel, il peggio della tempesta è passato ma c’è ancora del lavoro da fare per una ripresa del mercato del lavoro: arriviamo da lontano ma la strada e’ ancora lunga. Nel primo trimestre di quest’anno abbiamo creato in media 54.000 posti di lavoro al mese. E l’aumento di marzo è la migliore notizia che riceviamo negli ultimi due anni e più”. Dunque la recessione, l’emorragia americana, forse grazie all’ingresso di Barack Obama, si è fermata.

Secondo i dati dell’Istat, l’inflazione in Italia è tornata a salire: i prezzi al consumo infatti sono aumentati dell’1,4%, su base annua. E’ il dato più alto da quando nel febbraio del 2009, l’inflazione arrivò all’1,6%. Per ciò che concerne il dato mensile, confrontando il dato con il mese passato, l’inflazione è aumentata dello 0,3%. L’Istat ha poi aggiunto che il dato dell’inflazione, acquisita per il 2010, è di +0,9%.
Quali sono i campi dove si sono avuti gli aumenti maggiori? Innanzitutto i trasporti, con un +1,1%, seguono acqua, elettricità, abitazioni e combustibili, che si attestano intorno al +0,4%, mentre i servizi ricettivi e in particolare la ristorazione segnano un +0,3%. Per ciò che riguarda i prezzi che sono leggermente scesi, riscontriamo variazioni nei servizi sanitari, nelle comunicazioni, mentre variazioni praticamente nulle si sono verificate nelle bevande, alimentari, istruzione e nei tabacchi.
Ma il dato che forse deve fare riflettere di più, riguarda la disoccupazione nell’area dell’Euro. L’EuroStat ha infatti diffuso da poco i dati che riguardano proprio la popolazione senza lavoro all’interno dell’Europa e i dati non sono per nulla confortanti: la quota dei disoccupati raggiunge il 10% della popolazione, aumentando di 0,1% dal mese di gennaio. Si tratta di un dato record, considerando che non c’era mai stato un livello così alto da 12 anni ad oggi. In cifre piu pratiche, possiamo dire che la zona Euro ha perso ben 61mila posti di lavoro in più, rispetto ai 100mila di gennaio.

Ancora dati negativi per l’occupazione in Italia. Infatti l’Istat ha sottolineato che “l’incremento della disoccupazione continua a concentrarsi nel Centro Nord e tra gli individui che hanno perso una precedente occupazione. Alla crescita della disoccupazione si accompagna un incremento degli inattivi pari all’1,7%, +253mila unità, in particolare di quelli che non cercano attivamente un lavoro perchè pensano di non trovarlo e di tutti coloro che rimangono in attesa dei risultati di passate azioni di ricerca del lavoro”.
E dunque per il quarto trimestre consecutivo, continua il calo dell’occupazione, favorendo di conseguenza l’allargamento della disoccupazione. Il campo dell’occupazione segna un segno meno, -0,2% che corrispondono a 36mila posti di lavoro persi. In termini tendenziali, il dato aumenta fino all’1,8% (sempre in negativo) con la perdita di oltre 428mila posti di lavoro.
Dati allarmanti questi, che fanno il paio con quelli sulla disoccupazione. Infatti il tasso di disoccupazione sale a +8,2%, in termini congiunturali, mentre sale al +8,6% in termini tendenziali. Mai così male l’Italia, dal 2001, quando nel quarto trimeste di quell’annata, ci fu un risultato peggiore.
Meno forte il calo dell’occupazione femminile, -1,1%, al contrario aumenta il tasso maschile, -2% in meno rispetto alla media del 2008. Per ciò che riguarda la localizzazione dei dati, il calo dell’impiego colpisce fortemente il Sud, con un -3%, pari a 194mila posti di lavoro in meno, male anche il Nord, -1,3%, mentre il Centro ottiene il risultato migliore, con un passivo di sole 25mila unità in meno, pari al -0,5%. Cresce il dato dell’impiego di popolazione straniera, come attestano i 147mila posti di lavoro in più, con le donne che fanno la parte del leone con ben 86 mila posti di lavoro.