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Crisi: Draghi promette guerra alla speculazione

Crisi: Draghi promette guerra alla speculazione

Posted on 12 mag 2010 at 9:27pm

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, a margine del convegno FMI e Banca Centrale Svizzera, è stato categorico sul tema della speculazione, che negli ultimi tempi si è fatta particolarmente sentire: “Sono battaglie che bisogna combattere, non si vincono subito”. Parole che sottolineano una necessità indiscutibile, nuove norme contro la speculazione finanziaria.

Draghi ci ha tenuto a ricordare i provvedimenti presi dal Banca Centrale Europea già dopo il vertice Ecofin di Bruxelles, che hanno visto l’istituto europeo già attivo nell’acquisto di titoli obbligazionari privati e titoli di Stato dell’Eurozona. La presenza della BCE in determinati segmenti di mercato non può far altro che giovare laddove i meccanismi finanziari sono inceppati. Il governatore ha voluto anche aggiungere che la BCE non sta affatto monetizzando il debito pubblico degli stati, dunque nessuna liquidità addizionale.

Intanto negli ambienti di regolamentazione e vigilanza circola una proposta interessante, una “Tax” che andrebbe a colpire le plusvalenze finanziarie dovute ad operazioni speculative di breve termine. Un bel deterrente, ma anche una fonte di risorse molto utili per l’Europa. Ma più in generale l’UEM ha bisogno di strumenti di politica economica, finanziaria e fiscale più efficienti a contrastare il fenomeno.

Per Draghi è importante valutare attentamente la proposta di tassazione alle banche

Per Draghi è importante valutare attentamente la proposta di tassazione alle banche

Posted on 18 apr 2010 at 4:05pm

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, alla conferenza stampa al margine delle riunioni dell’Eurogruppo ed Ecofin di Madrid, ha evidenziato per l’ennesima volta la fragilità e la non uniformità della ripresa, che molto probabilmente sarà più lenta rispetto agli Stati Uniti e ai paesi emergenti.

Le preoccupazioni maggiori arrivano proprio dal credito, la cui crescita dovrebbe accompagnare la ripresa, ed invece stenta a crescere, poiché i rischi su crediti sono lievitati. Proprio per questo è necessaria una maggiore pressione sulle banche, che dovranno obbligatoriamente ricapitalizzarsi per fare fronte a sofferenze finanziarie e per rafforzarsi a livello patrimoniale. Draghi si è mostrato contrario a tassare di più le banche, proprio perché potrebbe esserci un’ulteriore restrizione sull’erogazione dei prestiti.

Per il governatore è importante capire lo scopo della tassazione sugli istituti di credito, che può essere utilizzata per aiutare le banche durante la crisi, oppure per la contribuzione ad un fondo contro le insolvenze. Draghi ha poi voluto sottolineare l’urgenza di riforme strutturali che rialzino il livello di crescita, ma che devono essere necessariamente condivise a livello europeo per dare una maggiore uniformità al sistema.

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Il presidente della BCE Trichet premia la politica di bilancio italiana

Il presidente della BCE Trichet premia la politica di bilancio italiana

Posted on 11 apr 2010 at 10:59am

Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet, intervenuto al convegno di Confindustria di Parma, ha ribadito che per rilanciare l’economia italiana saranno necessarie le riforme strutturali, e occorrerà dunque seguire ciò che più volte ha suggerito la Banca d’Italia tramite il suo governatore Mario Draghi. Trichet ha infatti affermato che: “Le economie come l’Italia, che hanno sofferto un calo delle proprie quote di mercato, hanno bisogno di lanciare una nuova strategia a lungo termine per la competitività”.

Parlando della ripresa, il presidente della BCE, ha sottolineato come nell’area Euro ci si attenda una crescita moderata nel 2010, e soprattutto diseguale nelle diverse regioni. Ora che stiamo entrando nel terzo trimestre 2010, l’economia globale ha solo iniziato ad emergere dal lungo periodo di crisi, e la strada è lunga e incerta.

Da Trichet anche parole d’elogio circa la politica di bilancio italiana nel medio termine e il nostro ministro dell’Economia, che è riuscito a resistere alle pressioni per l’introduzione di stimoli fiscali troppo invasivi. Giudizi, quelli del presidente della Banca Centrale Europea, che vanno a premiare l’Italia, un paese che nonostante le molte critiche ha retto bene l’urto con la crisi, ma che ora per evitare una situazione stagnante necessità di un drastico cambio di marcia.

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Per Draghi il 2010 è un anno cruciale per la riforma del sistema finanziario

Per Draghi il 2010 è un anno cruciale per la riforma del sistema finanziario

Posted on 19 mar 2010 at 3:24pm

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel suo intervento al Parlamento europeo come presidente dell’Fsb (Financial Stability Board) ha dichiarato: “La ripresa c’è, ma è disomogenea: fragile in Europa e ancora debole ovunque. Tuttavia nell’ultimo anno le condizioni sui mercati finanziari sono considerevolmente migliorate. Le banche stanno aumentando i finanziamenti, anche se c’è ancora un duro lavoro da fare”. Parole che sottolineano l’ottimismo del governatore, ma che invitano a non abbassare la guardia.

Sempre Mario Draghi ha voluto chiarire che questo è un periodo di transizione, nel quale quasi tutte le banche sono sulla via di risolvere i problemi di finanziamento, ma la loro struttura è ancora piuttosto fragile. Fin dall’inizio della crisi il sistema ha fatto molta strada, e si è indubbiamente rafforzato, e ben presto ritornerà a svolgere un ruolo essenziale per l’economia.

Per il governatore di Bankitalia il 2010 sarà un anno cruciale per la riforma dei mercati finanziari, soprattutto per la regolamentazione centralizzata dei mercati dei derivati, che sembra stare a cuore a molti esponenti dell’economia mondiale. L’obiettivo principale è quello di una maggiore trasparenza sui prodotti derivati. Per quanto riguarda il fallimento delle banche, ancora una volta Draghi ha voluto ribadire la necessità di regole comuni, soprattutto in riferimento al principio “too big to fail”. Sembra ormai consolidata l’idea di base che per ridurre la probabilità di fallimento delle banche e soprattutto il loro impatto sulla collettività sia indispensabile ridurre la dimensioni degli istituti finanziari.

Presidenza BCE: sfida Italia-Germania

Presidenza BCE: sfida Italia-Germania

Posted on 12 feb 2010 at 7:19am

È già partita la campagna per l’ambita poltrona della Presidenza della Banca Centrale Europea (BCE), in quanto il mandato di Jean Claude Trichet scadrà tra un anno e mezzo. Un ruolo che conferisce ovviamente potere e prestigio all’interno di un’istituzione europea molto importante, e ad ambire a tale ruolo in modo deciso sono Roma e Berlino. Il governo italiano sembra gradire molto la possibile candidatura del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Paolo Bonaiuti, portavoce del premier e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha dichiarato: “Il governo sosterrà Draghi con forza come candidato alla guida della Bce. Noi sosteniamo da sempre tutte le candidature italiane, anche quelle di una diversa parte politica, come certo non è il caso di Draghi”.

La Germania non vuole certamente lasciarsi sfuggire la presidenza, e secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa”, i tedeschi sono pronti a porre un veto pesante contro Mario Draghi. Sembra proprio che la Germania sia intenzionata a mettere sulla poltrona di presidente della BCE Axel Weber, attuale presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha parlato dell’improbabilità del veto tedesco, ed ha aggiunto che non è stata ancora formulata una candidatura ufficiale per la presidenza della BCE, e che i tempi sono ancora maturi per una decisione che sarebbe più utile affrontare tra un anno e mezzo, senza esporsi troppo apertamente. Per il ministro degli esteri, Franco Frattini, non è il caso di alimentare il toto-presidenza adesso. La corsa è però gia iniziata, la prossima settimana infatti ci sarà la nomina del vice-presidente della BCE in sostituzione di Lucas Papademos, che porterà un cambiamento degli equilibri, incidendo di conseguenza sulle future candidature alla presidenza BCE.

Giuseppe Raso

Banche: per Draghi è necessaria un’autorità in grado di gestire i fallimenti

Banche: per Draghi è necessaria un’autorità in grado di gestire i fallimenti

Posted on 01 feb 2010 at 7:52am

I due esponenti di spicco dell’economia italiana hanno idee un po’ diverse circa il riassetto regolamentare del sistema finanziario internazionale. Se da un lato il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, si dice convinto della necessità di un’autorità, che abbia il potere, i fondi, il budget e la competenza per gestire i fallimenti bancari, dall’altro il ministro dell’economia Tremonti, fa sapere che non bastano regole tecniche a superare le crisi, sostenendo a gran voce il ruolo della politica in tali ambiti.

Dal Forum di Davos, dove si sono incontrati banchieri e autorità, è stato chiarito che a livello di misure sul capitale, di liquidità e di cornice legale delle banche è necessario un coordinamento globale, in quanto il sistema bancario è molto interconnesso. Il Forum ha sottolineato l’importanza di tre pilastri: ridurre il rischio di fallimento degli istituti di grande dimensione, ridurre la probabilità di tali fallimenti, mettere in campo dei meccanismi per una gestione efficiente di queste eventualità.

Il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, conferma la necessità di un quadro regolamentare finanziario globale, in quanto un settore bancario fragile non è più permesso, il rischio sistemico è troppo elevato e occorre minimizzare l’impatto dei fallimenti dei colossi finanziari, in grado di creare effetti domino catastrofici. Ma una coordinazione a livello globale pare molto complicata, in gioco ci sarebbero troppi attori economici e autorità di regolamentazione e di vigilanza.

Giuseppe Raso

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Giulio Tremonti è l’uomo dell’anno per il Sole 24 ore

Giulio Tremonti è l’uomo dell’anno per il Sole 24 ore

Posted on 01 gen 2010 at 11:04am

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è l’uomo dell’anno dell’economia italiana 2009, secondo quanto stabilito dalle grandi firme del Sole 24 ore. Tremonti ha battuto una concorrenza piuttosto forte e autorevole, come l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, la presidente di Confidustria Emma Marcegaglia ed il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi.

Le motivazioni che hanno fatto ricadere il prestigioso titolo sul ministro dell’Economia sono diverse, prima fra tutte la capacità di “tener fermo il timone italiano nella tempesta della crisi”. Tanti amici e altrettanti nemici in ambito politico, rimane molto rispettato nell’ambiente, sia nazionale che internazionale. Tra le sue imprese più importanti, il recupero di circa 95 miliardi di euro con lo scudo fiscale. Il 2010 sarà un anno ancora più duro per il ministro, che dovrà abbandonare il rigore dei conti del 2009 per cominciare ad investire in modo cospicuo nello sviluppo che dovrà portare l’Italia fuori dalla crisi.

Tra gli altri protagonisti 2009 merita qualche nota in più Sergio Marchionne, l’a.d. di Fiat, è lui l’uomo che ha rilanciato il marchio italiano e che tramite l’operazione Chrysler ha aperto nuove strade al gruppo torinese. È stato in grado di mettere ordine nel caos della grande industria italiana, ma anche per lui il 2010 sarà un anno più difficile di quello appena trascorso, dovrà infatti confermare il ruolo di multinazionale di Fiat, ma al tempo stesso dovrà dare risposte concrete ai lavoratori italiani, che in una fase di ridimensionamento rischiano il posto di lavoro.

Giuseppe Raso

Il Mezzogiorno fa ancora fatica

Il Mezzogiorno fa ancora fatica

Posted on 29 nov 2009 at 7:48am

Bankitalia lancia l’allarme sul Mezzogiorno, è ancora troppo indietro sui servizi essenziali quali istruzione, giustizia civile, assistenza sociale, trasporti e Sanità. Se nel 2008 la contrazione del PIL al nord è stata dello 0,9% al sud si è registrato un -1,4%., mentre il calo dell’occupazione nel terzo trimestre del 2009 del 4,1% in meridione è nettamente più marcato del calo dello 0,6% del nord. È chiaro che il sud sta procedendo a passo molto lento.

Il Governatore della Banca d’Italia evidenzia il fatto che il Mezzogiorno rimane il territorio arretrato più esteso e più popoloso dell’area euro, un dato che non può rendere l’Italia orgogliosa. Sempre per il governatore i sussidi sono generalmente inefficaci e creano distorsioni penalizzanti per gli imprenditori più capaci. Draghi è convinto che occorra migliorare i servizi, con politiche mirate e concrete da parte del governo. Inoltre sottolinea la mancanza di divergenze tra il mercato creditizio del nord e del sud, segno che le imprese possono contare di un buon apparato finanziario in entrambe le aree.

Ripetitivo il discorso sulla criminalità organizzata. Ovvio che il male che affligge il sud è da imputare in gran parte alla criminalità organizzata, ma non sono da sottovalutare le colpe di uno Stato che non riesce ad avere un controllo territoriale in grado di contrastare il fenomeno. Un esempio a caso può essere la norma sull’asta dei beni confiscati alla mafia, tale norma permette indubbiamente a Cosa nostra di rientrare in possesso dei beni che lo Stato le ha tolto. La lotta alla mafia fa perciò un passo indietro.

Giuseppe Raso