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Visco:

Visco: “Nel 2011 la crescita migliorerà”

Posted on 21 apr 2010 at 12:12pm

Il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, è intervenuto ad un convegno “The recovery: a sustainable path or the road to nowhere?” organizzata da Ihs Global Insight. Visco ha parlato delle prospettive dell’economia dell’Italia, spiegando che la ripresa c’è ma è lenta. “La crescita dell’area euro nel 2010 non sarà lontana dall’1%: nel 2011 andrà un po’ meglio. La ripresa è in corso, ma è fragile e l’outlook resta incerto. Per uscire velocemente della crisi, è necessario fare elevati investimenti materiali e immateriali, come la spesa per infrastrutture e soprattutto quella per l’ istruzione” che secondo Visco sono le spese più pressanti e quelle che potrebbero dare un forte slancio all’economia italiana.
Il vice direttore poi ha anche spiegato come sulla velocità di uscita dalla crisi possano pesare i limiti strutturali del nostro sistema economico, come la scarsità di capitale umano, uno dei valori più importanti; Visco si è inoltre concentrato sul sistema delle tasse italiane. “In Italia è evidente che abbiamo tasse alte e che non possiamo ridurre le entrate, ma possiamo distribuirle meglio, spostando l’attenzione verso posizioni di rendita. Le imposte sul lavoro - ha proseguito - sono particolarmente alte ed è quindi molto importante che siano ridotte. Nell’immediato non è possibile ridurre la pressione fiscale nel suo complesso, ma questa può essere redistribuita spostando l’attenzione verso le posizioni di rendita e non sulle attività produttive”.
Il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, si è poi soffermato sui conti pubblici dei Paesi dell’area dell’Euro. “I livelli del debito sono senza precedenti in periodi di pace. Per questo c’è bisogno di mettere a punto una «exit strategy credibile e trasparente”.

Il presidente della BCE Trichet premia la politica di bilancio italiana

Il presidente della BCE Trichet premia la politica di bilancio italiana

Posted on 11 apr 2010 at 10:59am

Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet, intervenuto al convegno di Confindustria di Parma, ha ribadito che per rilanciare l’economia italiana saranno necessarie le riforme strutturali, e occorrerà dunque seguire ciò che più volte ha suggerito la Banca d’Italia tramite il suo governatore Mario Draghi. Trichet ha infatti affermato che: “Le economie come l’Italia, che hanno sofferto un calo delle proprie quote di mercato, hanno bisogno di lanciare una nuova strategia a lungo termine per la competitività”.

Parlando della ripresa, il presidente della BCE, ha sottolineato come nell’area Euro ci si attenda una crescita moderata nel 2010, e soprattutto diseguale nelle diverse regioni. Ora che stiamo entrando nel terzo trimestre 2010, l’economia globale ha solo iniziato ad emergere dal lungo periodo di crisi, e la strada è lunga e incerta.

Da Trichet anche parole d’elogio circa la politica di bilancio italiana nel medio termine e il nostro ministro dell’Economia, che è riuscito a resistere alle pressioni per l’introduzione di stimoli fiscali troppo invasivi. Giudizi, quelli del presidente della Banca Centrale Europea, che vanno a premiare l’Italia, un paese che nonostante le molte critiche ha retto bene l’urto con la crisi, ma che ora per evitare una situazione stagnante necessità di un drastico cambio di marcia.

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Rapporto Deficit/Pil: il peggiore dal ‘96

Rapporto Deficit/Pil: il peggiore dal ‘96

Posted on 06 apr 2010 at 9:27am

È il dato peggiore dal 1996 quello diffuso dall’Istat riguardante il rapporto Deficit-Pil del 2009. Secondo l’istituto di statistica tale rapporto ha raggiunto lo scorso anno quota 5,2%, contro il 2,7% del 2008. Relativamente al quarto trimestre 2009, l’indebitamento si è attestato al 4,5%, contro il 2,4% dello stesso periodo dell’anno scorso.

Spesa pubblica ed entrate vanno in direzioni opposte, complessivamente l’anno scorso, le entrate totali sono diminuite del 2%, mentre nel 2008 avevano fatto registrare un +0,9%. A livello di spesa, si è invece registrato un incremento del 3%, contro il più sostanzioso +3,5% del 2008.

Da notare come nel quarto trimestre del 2009, le entrate in conto capitale abbiano fatto segnare una fortissima crescita, dovuta sostanzialmente ai versamenti una tantum riguardanti lo scudo fiscale, ossia quel provvedimento tanto discusso che permetteva le regolarizzazione o il rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero da soggetti residenti. Al di là della correttezza di un provvedimento del genere, ora però si può raccogliere qualche frutto a livello di bilancio statale.

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Rapporto Isae: nel 2010 ancora calo occupazionale

Rapporto Isae: nel 2010 ancora calo occupazionale

Posted on 19 feb 2010 at 7:43am

Dalle stime dell’Isae, nel rapporto annuale sulle previsioni dell’economia italiana, non arrivano notizie confortanti. La crescita del Pil si attesterà sull’1%, i consumi segneranno una ripresa, mentre la disoccupazione, nel biennio 2010-2011, toccherà l’8,8% contro il 7,8% dello scorso anno. Per il 2011 invece è previsto un tasso di crescita dell’1,4%. Il recupero del Pil Italiano sarà trainato soprattutto dal rafforzamento del commercio mondiale. L’anello debole però rimarrà l’occupazione, infatti per l’Italia la situazione non migliorerà nel 2010, occorrerà aspettare il 2011 per un’espansione minima del mercato del lavoro dello 0,7%.

Sul fronte consumi privati assisteremo ad una interessante ripresa, accompagnata però anche da inflazione, infatti la dinamica dei prezzi al consumo segnerà un +1,6% nel 2010, per poi toccare i due punti percentuali nel 2011.

Si tratterà sicuramente di una ripresa lenta, ma tuttavia in linea con l’area euro, per la quale è prevista una crescita attorno all’1,1%. A livello mondiale però si avrà una crescita più sostenuta, con un incremento del 2,9% per gli Stati Uniti e una media del 7% per la locomotiva asiatica.

Il brutto 2009 dell’economia lascerà comunque un’eredita pesante sui saldi delle finanza pubblica. Il rapporto debito/Pil desta non poche preoccupazioni, le stime Isae mostrano infatti come il rapporto sia tornato a salire nel 2008 e nel 2009, una tendenza che secondo le previsioni si prolungherebbe anche negli anni successivi. Nel 2010 dovrebbe raggiungere il 117,2% e nel 2011 il 118,2%.

Giuseppe Raso

PIL Italia: Nel 2010 crescita dell’1%

PIL Italia: Nel 2010 crescita dell’1%

Posted on 20 gen 2010 at 1:21pm

Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, a margine della riunione dell’Ecofin, ha confermato le previsioni riguardanti la crescita del PIL, che nel 2010 dovrebbe essere dell’1%. Questo sarà il valore che l’Italia invierà a Bruxelles nel suo programma di stabilità. Il ministro ha fatto trapelare molto scetticismo attorno alle stime che ogni anno il governo deve elaborare, troppo spesso infatti le stime sono oggetto di revisioni, che ne mettono in discussione l’attendibilità. Insomma troppe cifre in un clima economico come quello attuale non fanno bene.

Tremonti inoltre ha parlato del programma di Juncker, presidente neorieletto dell’Eurogruppo, definendolo un buon programma, che hanno espressamente votato e sostenuto. Tornando sul discorso ripresa economica, il ministro ci ha tenuto a precisare che è necessario un nuovo motore per lo sviluppo, che vada a rimpiazzare proprio l’industria dell’auto, che per più di cinquanta anni ha sostenuto l’economia.

Settori dell’energia e dall’ambiente potrebbero essere ottimi propulsori, ma devono essere sostenuti con ingenti interventi pubblici e privati. Il ministro ha voluto anche parlare degli obbiettivi fissati dall’agenda di Lisbona per il 2020, sui quali nutre molte remore poiché non hanno previsto l’ascesa dei nuovi attori asiatici. La crisi darà modo di riflettere molto, sembra inevitabile lo scontro tra modelli di sviluppo, ossia paesi emergenti e mondo occidentale, proprio quest’ultimo sembra destinato a soccombere, ma i giochi non sono ancora fatti e l’Europa cerca di rimanere a galla.

Giuseppe Raso

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Evasione Fiscale: nuovo redditometro dai Commercialisti

Evasione Fiscale: nuovo redditometro dai Commercialisti

Posted on 11 gen 2010 at 4:26pm

La lotta all’evasione continua inesorabile, un fisco più giusto e meno esoso pare pura utopia, ma è ovvio che il fenomeno va ridotto, proprio per pesare di meno sulle tasche degli Italiani. Il Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili ha proposto un nuovo strumento di controllo del reddito dei contribuenti, che si baserebbe su un meccanismo molto semplice, ossia il confronto tra reddito dichiarato e quanto effettivamente speso per i consumi.

Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti, spiega che il nuovo redditometro è uno strumento democratico ed efficace, che mette sotto la lente di ingrandimento lo stile di vita del contribuente. Infatti nel nuovo indicatore non saranno considerati solo immobili, automobili e imbarcazioni ma anche viaggi, iscrizioni a club e scuole private. In pratica una lettura a 360 gradi dei consumi.

Sempre il presidente dei commercialisti, ha proposto di adottare il nuovo indicatore per smascherare gli evasori entro il 2010. Non interesserà solo i liberi professionisti, ma anche altre categorie come pensionati, disoccupati e casalinghe. I costi di applicazione di tale metodologia, assicura Siciliotti, saranno coperti entro i primi dodici mesi con il recupero dell’evasione. Claudio Siciliotti ha fatto capire che bisogna mettere fine agli annunci spot, serve un ripensamento globale al di là delle aliquote, la pressione fiscale ha superato (a livello effettivo) il 50%, è ovvio che è insostenibile una tale situazione. In Italia lavorare onestamente sembra non convenire perché si pagano tasse più elevate. Si stimano 100 miliardi l’anno di evasione, ossia 300 miliardi di imponibile, un quinto di PIL, e nessun governo ha ancora dato un freno ad un fenomeno, che è intrinseco in un sistema economico, ma che ha raggiunto dimensioni insostenibili.

Giuseppe Raso

Autostrade: tariffe in aumento da gennaio

Autostrade: tariffe in aumento da gennaio

Posted on 30 dic 2009 at 4:20pm

Dal primo gennaio 2010 scatteranno gli aumenti delle tariffe autostradali, i ministeri per le infrastrutture e per l’Economia hanno approvato nella giornata di ieri il decreto che prevede aumenti per 21 concessionarie autostradali. Sembra però che tali aumenti siano abbastanza contenuti, ad esempio il pedaggio sulle tratte di Autostrade per l’Italia (che gestisce il 53% della viabilità nazionale) aumenterà soltanto del 2,4%, un dato che si pone sotto la media calcolata dall’Aiscat, l’associazione delle concessionarie, che ha stimato l’incremento medio totale di settore pari al 2,75%, contro il 3,47% dello scorso anno.

Tra i rincari più consistenti sono da menzionare la tratta Torino-Milano con un +15,5% (lo scorso maggio l’aumento era del 19,5%), la tratta Torino-Piacenza con un +9,5% (+12,6% a maggio). Entrambe le tratte sono gestite da Satap. La Brescia-Padova subirà un incremento del 6,5%, l’Autobrennero del 1,6%.

Da segnalare invece le tariffe che non subiranno rincari, come ad esempio quelle del Consorzio per le Autostrade siciliane (Messina-Catania e Messina-Palermo), di Autostrade Venete e della Asti-Cuneo. Pedaggio ridotto per quanto riguarda l’A4 Verona-Padova, per la tangenziale Mestre e raccordo con aeroporto Marco Polo e per il passante di Mestre.

L’Aiscat ha precisato che i nuovi pedaggi saranno comprensivi del sovracanone in favore di Anas, che sarà di 3 millesmi di euro a chilometro per il traffico leggero, e 9 per il traffico pesante, prevedendo inoltre un cospicuo investimento di 3 miliardi di euro il prossimo anno da parte delle varie concessionarie.

Giuseppe Raso

Mutui: nuove soglie di usura

Mutui: nuove soglie di usura

Posted on 26 dic 2009 at 10:47am

La soglia oltre la quale i tassi, riguardanti i mutui a tasso fisso, sono considerati usurai, passa dal 6,69% all’8,04%. Per ciò che concerne i mutui a tasso variabile, la soglia è invece scesa al 4,38%. Questo è quanto emerge dal decreto ministeriale pubblicato sul sito del ministero dell’Economia. Il tetto è fissato dalla Banca d’Italia ogni trimestre, e l’applicazione delle nuove soglie partirà dal 1 gennaio 2010 ed avrà scadenza 31 marzo 2010.

In un comunicato di Banca d’Italia è stato segnalato un tasso effettivo globale pari al 5,36% per i mutui a tasso fisso e 2,92% per i mutui a tasso variabile. Per le principali categorie di operazioni sono stati stabiliti i seguenti tassi soglia: 19,27% per i conti correnti “garantiti e non” fino a 5.000 euro, per quei conti che superano quest’ultima cifra la soglia è invece pari a 14,39%, 29,94% per gli scoperti senza affidamento fino a 1.500 euro, per quelli oltre 19,68%, 15,39% per anticipi e sconti fino a 5.000 euro, 8,15% per quelli oltre. Per i leasing il tasso d’usura stabilito è del 21,47% quando l’oggetto del contratto è un veicolo con valore fino a 25.000 euro, per i contratti che superano tale cifra è stato invece fissato un 19,01%. Per il leasing riguardante immobili, è previsto un tasso d’usura del 6,59%, un 15,50% per i beni strumentali fino a 25.000 euro, 9,84% oltre i 25.000 euro.

La banca d’Italia ha chiarito che la nuova rilevazione prende in esame nuovi criteri che hanno come base, oltre al tasso di interesse, ulteriori parametri, come le spese di finanziamento, le polizze assicurative, i compensi di mediazione, tutte le forme di remunerazione diverse dal tasso di interesse (ad esempio le commissioni di massimo scoperto).

Giuseppe Raso

La Cina fissa l’obiettivo PIL 2010

La Cina fissa l’obiettivo PIL 2010

Posted on 22 dic 2009 at 7:34am

La Cina pensa in grande, infatti ha prefissato come obiettivo PIL per il 2010 un deciso e sostanzioso 8%. Questo è quanto riferito dal ministro dell’Industria Li Yizhong. L’obiettivo dell’8% è il medesimo tasso target fissato negli ultimi anni dalle autorità cinesi, anche se il clima economico attuale suggerirebbe di andare cauti e di rivedere al ribasso gli obiettivi per un 2010 quanto mai incerto. Negli ultimi anni la Cina ha toccato comunque punte del 13%, mostrando una dinamicità non da poco a livello economico.

Le previsioni degli economisti parlano di una tasso di crescita più vicino al 9% il prossimo anno, un dato in sintonia con l’obiettivo prefissato, mentre per la crescita della produzione industriale è stato stimato un +11%.

Le stime del 2009 riportano invece che la Cina contribuirà per oltre la metà alla crescita del PIL mondiale nel 2009, confermandosi il motore dell’economia mondiale. Il vice governatore cinese, Zhu Min, sottolinea come l’obiettivo dell’8% anche quest’anno sarà raggiunto, nei primi nove mesi di quest’anno infatti l’incremento PIL è stato del 7,7%. Il dato di fatto è che un paese asiatico per la prima volta negli ultimi 50 anni trainerà la crescita mondiale. Stati Uniti e Europa stanno a guardare. Gli ottimi risultati della Cina sono dovuti in parte alle azioni di governo e banca centrale, rapido taglio dei tassi di interesse e misure fiscali per 580 miliardi di dollari garantiranno una certa stabilità al paese per un po’ di anni. Non vi è dubbio che oggi la Cina sia una garanzia in termini di sviluppo economico.

Non mancano però gli scettici come l’analista indipendente, Andy Xie, ex chief economist di Morgan Stanley per l’Asia, che lancia l’allarme su una possibile bolla sui mercati immobiliari e azionari cinesi, che potrebbe scoppiare nel 2011, in un contesto di inflazione galoppante.

Giuseppe Raso

Raccolti ben 100 miliardi con lo Scudo Fiscale

Raccolti ben 100 miliardi con lo Scudo Fiscale

Posted on 13 dic 2009 at 2:27pm

Sono stati rimpatriati ben 100 miliardi con lo scudo fiscale, questo è quanto riferito dalle fonti parlamentari della maggioranza. Tale cifra permette dunque allo Stato un gettito di 5 miliardi tramite l’applicazione dell’aliquota del 5% sulle somme rimpatriate. La scadenza per aderire rimane il 15 dicembre, ma fino al 31 dicembre del 2010 potranno essere concluse le operazioni che per motivi non legati alla volontà del contribuente non sono state concluse nei termini di legge. L’agenzia delle Entrate ha inoltre presentato una norma salvagente, che fa slittare al 30 aprile 2010 il termine per i transfrontalieri e dipendenti che lavorano all’estero.

Tra le possibili cause che permettono di slittare il completamento delle operazioni di rientro capitali, troviamo i ritardi nell’esecuzione dei bonifici transfrontalieri da parte di intermediari non residenti, operazioni di liquidazione attività, acquisizione di perizie di stima per attestare il valore di beni.

Per il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,  dallo scudo fiscale trarranno vantaggio non solo le casse del fisco, ma anche l’economia del paese, poiché ben il 99% delle operazioni concluse ha riguardato capitali che sono rientrati in Italia, fisicamente o giuridicamente. Il direttore ha inoltre precisato che dopo la scadenze previste dallo scudo, coloro che verranno scoperti a lasciare patrimoni in paradisi fiscali rischieranno sanzioni molto severe, che potranno arrivare ad un massimo del 480 per cento della maggior imposta dovuta e non pagata. È da ricordare che con lo scudo fiscale sono entrate in vigore norme antievasione più severe.

Sempre a livello antievasione, stanno aumentando le collaborazioni internazionali per la scoperta dei furbetti che non pagano le tasse. Tra i paesi con i quali c’è un intenso scambio di dati fiscali c’è la Spagna, e un accordo simile prestò sarà stipulato con la Francia. Befera, conferma che la collaborazione con i paesi confinanti è un passo molto importante per la lotta all’evasione internazionale, e prospetta possibili collaborazioni future con paesi anche non europei.

Giuseppe Raso