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	<title>Economia e Finanza - News finanziarie &#187; economia</title>
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	<description>News dal mondo della finanza</description>
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		<title>Trichet: &#8220;La politica faccia in fretta, serve la ricapitalizzazione delle banche&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 13:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attuale presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha parlato di fronte al Parlamento Europeo, spiegando la situazione economica dell&#8217;Europa. Una situazione non lusinghiera secondo Trichet, il tempo è poco e bisogna fare pressione sulla politica europea affinchè possa rilanciare l&#8217;economia del Vecchio Continente. &#8220;Il tempo è contato, è necessario che sulla ricapitalizzazione delle banche e sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/trichet.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-851" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/trichet.jpg" alt="" width="250" /></a> L&#8217;attuale <strong>presidente della Bce, Jean-Claude Trichet,</strong> ha parlato di fronte al Parlamento Europeo, spiegando la situazione economica dell&#8217;Europa. Una situazione non lusinghiera secondo Trichet, il tempo è poco e bisogna fare pressione sulla politica europea affinchè possa rilanciare l&#8217;<strong>economia</strong> del Vecchio Continente. <em>&#8220;Il tempo è contato, è necessario che sulla <strong>ricapitalizzazione delle banche</strong> e sulla crisi del debito sovrano ci siano presto decisioni chiare, se queste verranno dal prossimo vertice Ue lo vedremo dopo. Ulteriori ritardi potrebbero essere fatali all&#8217;Eurozona, divenuta epicentro della tempesta mondiale&#8221;</em> spiega Trichet, che evidenzia l&#8217;importanza della ricapitalizzazione delle banche europee.<em> &#8220;Il<strong> sistema bancario europeo</strong> ha bisogno di essere ricapitalizzato&#8221;</em> conferma Trichet, in questo senso &#8211; aggiunge &#8211; potrebbe essere benefica la possibilità che l&#8217;Efsf presti soldi ai governi per ricapitalizzare le banche<em>. &#8220;Vorrei che il Fondo fosse più operativo, più flessibile ma dobbiamo accettare il fatto che il processo di decisioni sia a 17, rispetti il percorso democratico&#8221;</em> afferma il presidente della Bce, la<strong> Banca Centrale Europea</strong>. E&#8217; chiaro come il richiamo del presidente della Bce, <strong>Jean-Claude Trichet,</strong> non sia da sottovalutare, anzi debba essere ascoltato ed applicato al più presto. E proprio sul così detto Fondo Salva Stati che ci sarà la battaglia maggiore, fra alcuni paesi che chiedono l&#8217;aumento della sua disponibilità ed altri che sono assolutamente contrari.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Profumo: &#8220;Entrare in politica? Se è necessario, sono pronto&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 12:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/profumo_alessandro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4351" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/profumo_alessandro.jpg" alt="" width="250" /></a> In occasione della festa nazionale di Alleanza per l&#8217;Italia, che si è svolta a Labro, in provincia di Rieti, <strong>Alessandro Profumo,</strong> ex guida di Unicredit, ha risposto alle voci che vedrebbero un suo futuro <strong>ingresso</strong> nel mondo della <strong>politica</strong>.<em> &#8220;Sono pronto, se necessario, a dare il contributo per far funzionare le cose. Mi metto in gioco, ci metterei tutta la passione&#8221;</em> ha dichiarato Profumo. L&#8217;ex banchiere ha poi confermato la sua vicinanza al Partito Democratico, dove ha anche militato sua moglie, Sabina Ratti. Lo stesso leader dell&#8217;UDC, <strong>Pierferdinando Casini</strong> ha sostenuto l&#8217;ingresso in politica a <strong>Profumo</strong>, addirittura ipotizzando un ruolo da <strong>Ministro dell&#8217;Economia</strong>. <em>&#8220;Profumo ha lavorato bene ed è una fra le persone più intelligenti del Paese. Lo vedrei benissimo come un ottimo ministro dell&#8217;Economia&#8221;</em>. Concentrandosi più sul suo campo, l&#8217;<strong>economia,</strong> Profumo ha voluto dare un giudizio alla <strong>manovra economica del ministro Tremonti</strong>. &#8220;<em>La manovra non è adeguata nelle quantità non è sostenibile. Serve una patrimoniale molto rilevante per abbattere lo stock di debito. Bisogna rivedere le spese uscendo dalla mentalità dei tagli lineari ed entrare in quella dei tagli qualitativi. Per fare tutto questo occorrerebbe una forza politica che la momento non esiste&#8221;.</em> Profumo vede il bicchiere mezzo vuoto: <em>&#8220;la situazione, in definitivam è insostenibile e stiamo ballando sull&#8217; orlo del baratro&#8221;</em> ha concluso l&#8217;ex banchiere Profumo.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Usa, la Fed avverte: &#8220;La crescita è lenta e non crea posti di lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 14:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Federal Reserve, ossia la banca centrale degli Stati Uniti d&#8217;America, ha rilasciato proprio ieri sera il Beige Book. Si tratta di un rapporto dove vengono evidenziati tutti i dati americani legati al mondo dell&#8217;economia. E la visione della Fed non è propriamente positiva: infatti secondo la banca centrale degli Stati Uniti, l&#8217;economia americana cresce, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/federal-reserve1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2009" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/federal-reserve1.jpg" alt="" width="250" /></a> La <strong>Federal Reserve,</strong> ossia la <strong>banca centrale degli Stati Uniti</strong> d&#8217;America, ha rilasciato proprio ieri sera il Beige Book. Si tratta di un rapporto dove vengono evidenziati tutti i <strong>dati americani</strong> legati al mondo dell&#8217;<strong>economia</strong>. E la visione della Fed non è propriamente positiva: infatti secondo la banca centrale degli Stati Uniti, <strong>l&#8217;economia americana cresce, </strong>ma <strong>troppo lentamente</strong>. La crescita lenta è accentuata dalle scarse pressioni inflazionistiche, tutto ciò frena i datori di lavoro americani che decidono di non investire e di non assumere altri lavoratori, bloccando di fatto il <strong>mercato dell&#8217;occupazione</strong>. Ed è proprio questo che frena l&#8217;economia americana, la mancanza di un recupero dalla crisi che possa incentivare il mondo del lavoro e dunque ridurre la <strong>disoccupazione</strong>. Tiene molto bene il settore manifatture, che grazie alle esportazioni cerca di trascinare l&#8217;economia americana, ma le spese e dunque gli acquisti vengono concentrati solo su beni di necessità. Ciò mette in crisi alcuni mercati, come per esempio quello della casa, nonostante i prezzi stabili. Al contrario aumentano i prezzi di prodotti agricoli e dei metalli, aumenti che non intaccano la fiducia del consumatore americano. Tutto ciò porta la <strong>Federal Reserve</strong> a confermare che la crescita c&#8217;è stata: da settembre a ottobre si sono visti dei <strong>miglioramenti</strong>, che restano purtroppo ancora poco <strong>evidenti</strong>. E il mercato del lavoro &#8211; come già evidenziato &#8211; e anche quello degli investimenti restano piuttosto deboli.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Bankitalia: &#8220;Caleranno consumi e aumenterà la disoccupazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 08:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo italiano non ha preso molto bene le stime del &#8220;Bollettino Economico&#8220;, diramato nella giornata di ieri dalla Banca d&#8217;Italia. Questo bollettino evidenziava come in Italia, l&#8217;economia andrà in crescita, di almeno l&#8217;1%, quindi in media europea, ed in linea con le ultime previsioni fornite da Bankitalia e dalla Commissione europea e dal Fondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1934" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote5.jpg" alt="" width="250" /></a> Il <strong>Governo italiano</strong> non ha preso molto bene le stime del &#8220;<strong>Bollettino Economico</strong>&#8220;, diramato nella giornata di ieri dalla <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>. Questo bollettino evidenziava come in Italia, l&#8217;<strong>economia</strong> andrà in crescita, di almeno l&#8217;1%, quindi in media europea, ed in linea con le ultime previsioni fornite da <strong>Bankitalia </strong>e dalla Commissione europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Ma sono molti i <strong>segnali negativi</strong> che devono preoccupare. Il più importante è quello della <strong>disoccupazione</strong>, un problema reale che arriverà all&#8217;11%. I dati sulla disoccupazione dei giovani fra i 15-24 anni, sono molto alti, tanto da essere tre volte superiori alla media. Male anche i consumi: secondo le stime del &#8220;Bollettino Economico&#8221; di BankItalia, i <strong>consumi delle famiglie</strong> italiane non aumentano, anzi c&#8217;è il rischio che possano diminuire o comunque restare pressochè invariati. <em>&#8220;L&#8217;incertezza sull&#8217;evoluzione futura resta tuttavia elevata, riflettendo nelle economie avanzate gli alti livelli di disoccupazione e l&#8217;ancora debole situazione patrimoniale delle famiglie&#8221;</em> si legge nella nota della Banca d&#8217;Italia. Il Governo come dicevamo in precedenza non ha gradito queste stime, come dimostrano le dichiarazioni del <strong>Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi</strong>.<em> &#8220;Non commento dati esoterici, commento solo dati che vengono da fonti come Eurostat. Dati inutilmente ansiogeni, il presunto crollo delle entrate tributarie è esclusivamente dovuto al venir meno quest&#8217;anno di entrate una tantum registrate nel 2009&#8243;.</em></p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Visco: &#8220;Nel 2011 la crescita migliorerà&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 10:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, è intervenuto ad un convegno &#8220;The recovery: a sustainable path or the road to nowhere?&#8221; organizzata da Ihs Global Insight. Visco ha parlato delle prospettive dell&#8217;economia dell&#8217;Italia, spiegando che la ripresa c&#8217;è ma è lenta. &#8220;La crescita dell&#8217;area euro nel 2010 non sarà lontana dall&#8217;1%: nel 2011 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/ignazio-visco.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-913" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/ignazio-visco.jpg" alt="" width="250" /></a>Il vice direttore generale di <strong>Bankitalia</strong>, <strong>Ignazio Visco</strong>, è intervenuto ad un convegno &#8220;The recovery: a sustainable path or the road to nowhere?&#8221; organizzata da Ihs Global Insight. Visco ha parlato delle prospettive dell&#8217;<strong>economia </strong>dell&#8217;<strong>Italia</strong>, spiegando che la ripresa c&#8217;è ma è lenta. <em>&#8220;La crescita dell&#8217;<strong>area euro</strong> nel 2010 non sarà lontana dall&#8217;1%: nel 2011 andrà un po&#8217; meglio. La ripresa è in corso, ma è fragile e l&#8217;outlook resta incerto. Per uscire velocemente della <strong>crisi</strong>, è necessario fare elevati investimenti materiali e immateriali, come la spesa per infrastrutture e soprattutto quella per l&#8217; istruzione&#8221; </em>che secondo Visco sono le spese più pressanti e quelle che potrebbero dare un forte slancio all&#8217;economia italiana.<br />
Il vice direttore poi ha anche spiegato come sulla velocità di uscita dalla crisi possano pesare i limiti strutturali del nostro <strong>sistema economico</strong>, come la scarsità di capitale umano, uno dei valori più importanti; Visco si è inoltre concentrato sul sistema delle <strong>tasse italiane</strong>. <em>&#8220;In Italia è evidente che abbiamo tasse alte e che non possiamo ridurre le entrate, ma possiamo distribuirle meglio, spostando l&#8217;attenzione verso posizioni di rendita. Le<strong> imposte sul lavoro </strong></em>- ha proseguito -<em> sono particolarmente alte ed è quindi molto importante che siano ridotte. Nell&#8217;immediato non è possibile ridurre la pressione fiscale nel suo complesso, ma questa può essere redistribuita spostando l&#8217;attenzione verso le posizioni di rendita e non sulle attività produttive&#8221;.</em><br />
Il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, si è poi soffermato sui conti pubblici dei Paesi dell&#8217;area dell&#8217;<strong>Euro</strong>. <em>&#8220;I livelli del debito sono senza precedenti in periodi di pace. Per questo c&#8217;è bisogno di mettere a punto una «exit strategy credibile e trasparente&#8221;. </em></p>
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		<title>Il presidente della BCE Trichet premia la politica di bilancio italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 09:59:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet, intervenuto al convegno di Confindustria di Parma, ha ribadito che per rilanciare l’economia italiana saranno necessarie le riforme strutturali, e occorrerà dunque seguire ciò che più volte ha suggerito la Banca d’Italia tramite il suo governatore Mario Draghi. Trichet ha infatti affermato che: “Le economie come l’Italia, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/trichet.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-851" title="trichet" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/trichet.jpg" alt="" width="250" /></a>Il presidente della <strong>BCE</strong> <strong>Jean-Claude Trichet</strong>, intervenuto al convegno di <strong>Confindustria</strong> di <strong>Parma</strong>, ha ribadito che per rilanciare l’<strong>economia</strong> <strong>italiana</strong> saranno necessarie le riforme strutturali, e occorrerà dunque seguire ciò che più volte ha suggerito la Banca d’Italia tramite il suo governatore <strong>Mario Draghi</strong>. Trichet ha infatti affermato che: “Le economie come l’Italia, che hanno sofferto un calo delle proprie quote di mercato, hanno bisogno di lanciare una nuova strategia a lungo termine per la competitività”.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando della <strong>ripresa</strong>, il presidente della BCE, ha sottolineato come nell’area <strong>Euro</strong> ci si attenda una crescita moderata nel 2010, e soprattutto diseguale nelle diverse regioni. Ora che stiamo entrando nel terzo trimestre 2010, l’economia globale ha solo iniziato ad emergere dal lungo periodo di crisi, e la strada è lunga e incerta.</p>
<p style="text-align: justify;">Da Trichet anche parole d’elogio circa la politica di bilancio italiana nel medio termine e il nostro ministro dell’Economia, che è riuscito a resistere alle pressioni per l’introduzione di <strong>stimoli fiscali</strong> troppo invasivi. Giudizi, quelli del presidente della <strong>Banca Centrale Europea</strong>, che vanno a premiare l’Italia, un paese che nonostante le molte critiche ha retto bene l’urto con la crisi, ma che ora per evitare una situazione stagnante necessità di un drastico cambio di marcia.</p>
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		<title>Rapporto Deficit/Pil: il peggiore dal ‘96</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 08:27:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È il dato peggiore dal 1996 quello diffuso dall’Istat riguardante il rapporto Deficit-Pil del 2009. Secondo l’istituto di statistica tale rapporto ha raggiunto lo scorso anno quota 5,2%, contro il 2,7% del 2008. Relativamente al quarto trimestre 2009, l’indebitamento si è attestato al 4,5%, contro il 2,4% dello stesso periodo dell’anno scorso. Spesa pubblica ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/pil.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-100" title="pil" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/pil.jpg" alt="" width="250" /></a>È il dato peggiore dal 1996 quello diffuso dall’<strong>Istat</strong> riguardante il rapporto <strong>Deficit-Pil</strong> del 2009. Secondo l’istituto di statistica tale rapporto ha raggiunto lo scorso anno quota 5,2%, contro il 2,7% del 2008. Relativamente al quarto trimestre 2009, l’<strong>indebitamento </strong>si è attestato al 4,5%, contro il 2,4% dello stesso periodo dell’anno scorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spesa pubblica</strong> ed <strong>entrate</strong> vanno in direzioni opposte, complessivamente l’anno scorso, le entrate totali sono diminuite del 2%, mentre nel 2008 avevano fatto registrare un +0,9%. A livello di spesa, si è invece registrato un incremento del 3%, contro il più sostanzioso +3,5% del 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Da notare come nel quarto trimestre del 2009, le <strong>entrate in conto capitale</strong> abbiano fatto segnare una fortissima crescita, dovuta sostanzialmente ai versamenti una tantum riguardanti lo <strong>scudo fiscale</strong>, ossia quel provvedimento tanto discusso che permetteva le regolarizzazione o il rimpatrio di <strong>attività finanziarie</strong> e patrimoniali detenute all’estero da soggetti residenti. Al di là della correttezza di un provvedimento del genere, ora però si può raccogliere qualche frutto a livello di bilancio statale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rapporto Isae: nel 2010 ancora calo occupazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 06:43:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dalle stime dell’Isae, nel rapporto annuale sulle previsioni dell’economia italiana, non arrivano notizie confortanti. La crescita del Pil si attesterà sull’1%, i consumi segneranno una ripresa, mentre la disoccupazione, nel biennio 2010-2011, toccherà l’8,8% contro il 7,8% dello scorso anno. Per il 2011 invece è previsto un tasso di crescita dell’1,4%. Il recupero del Pil [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/disoccupazione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-280" title="disoccupazione" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/disoccupazione.jpg" alt="" width="250" /></a>Dalle stime dell’<strong>Isae</strong>, nel rapporto annuale sulle previsioni dell’<strong>economia</strong> <strong>italiana</strong>, non arrivano notizie confortanti. La crescita del <strong>Pil</strong> si attesterà sull’1%, i <strong>consumi</strong> segneranno una ripresa, mentre la <strong>disoccupazione</strong>, nel biennio 2010-2011, toccherà l’8,8% contro il 7,8% dello scorso anno. Per il 2011 invece è previsto un tasso di crescita dell’1,4%. Il recupero del Pil Italiano sarà trainato soprattutto dal rafforzamento del <strong>commercio mondiale</strong>. L’anello debole però rimarrà l’<strong>occupazione</strong>, infatti per l’<strong>Italia</strong> la situazione non migliorerà nel 2010, occorrerà aspettare il 2011 per un’espansione minima del mercato del lavoro dello 0,7%.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte <strong>consumi privati</strong> assisteremo ad una interessante ripresa, accompagnata però anche da <strong>inflazione</strong>, infatti la dinamica dei <strong>prezzi al consumo</strong> segnerà un +1,6% nel 2010, per poi toccare i due punti percentuali nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratterà sicuramente di una <strong>ripresa lenta</strong>, ma tuttavia in linea con l’area euro, per la quale è prevista una crescita attorno all’1,1%. A livello mondiale però si avrà una crescita più sostenuta, con un incremento del 2,9% per gli <strong>Stati Uniti</strong> e una media del 7% per la <strong>locomotiva asiatica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il brutto 2009 dell’economia lascerà comunque un’eredita pesante sui saldi delle <strong>finanza pubblica</strong>. Il rapporto <strong>debito/Pil</strong> desta non poche preoccupazioni, le stime Isae mostrano infatti come il rapporto sia tornato a salire nel 2008 e nel 2009, una tendenza che secondo le previsioni si prolungherebbe anche negli anni successivi. Nel 2010 dovrebbe raggiungere il 117,2% e nel 2011 il 118,2%.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
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		<title>PIL Italia: Nel 2010 crescita dell’1%</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 12:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, a margine della riunione dell’Ecofin, ha confermato le previsioni riguardanti la crescita del PIL, che nel 2010 dovrebbe essere dell’1%. Questo sarà il valore che l’Italia invierà a Bruxelles nel suo programma di stabilità. Il ministro ha fatto trapelare molto scetticismo attorno alle stime che ogni anno il governo deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/pil.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-100" title="pil" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/pil.jpg" alt="" width="250" /></a>Il ministro dell’economia, <strong>Giulio Tremonti</strong>, a margine della riunione dell’<strong>Ecofin</strong>, ha confermato le previsioni riguardanti la crescita del <strong>PIL</strong>, che nel 2010 dovrebbe essere dell’1%. Questo sarà il valore che l’Italia invierà a <strong>Bruxelles</strong> nel suo programma di stabilità. Il ministro ha fatto trapelare molto scetticismo attorno alle <strong>stime</strong> che ogni anno il governo deve elaborare, troppo spesso infatti le stime sono oggetto di revisioni, che ne mettono in discussione l’attendibilità. Insomma troppe cifre in un <strong>clima economico</strong> come quello attuale non fanno bene.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Tremonti inoltre ha parlato del programma di <strong>Juncker</strong>, presidente neorieletto dell’<strong>Eurogruppo</strong>, definendolo un buon programma, che hanno espressamente votato e sostenuto. Tornando sul discorso ripresa economica, il ministro ci ha tenuto a precisare che è necessario un nuovo motore per lo sviluppo, che vada a rimpiazzare proprio <strong>l’industria dell’auto</strong>, che per più di cinquanta anni ha sostenuto l’<strong>economia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Settori dell’<strong>energia</strong> e dall’<strong>ambiente</strong> potrebbero essere ottimi propulsori, ma devono essere sostenuti con ingenti interventi pubblici e privati. Il ministro ha voluto anche parlare degli obbiettivi fissati dall’agenda di <strong>Lisbona</strong> per il 2020, sui quali nutre molte remore poiché non hanno previsto l’ascesa dei nuovi attori asiatici. La crisi darà modo di riflettere molto, sembra inevitabile lo scontro tra <strong>modelli di sviluppo</strong>, ossia <strong>paesi emergenti</strong> e <strong>mondo occidentale</strong>, proprio quest’ultimo sembra destinato a soccombere, ma i giochi non sono ancora fatti e l’Europa cerca di rimanere a galla.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
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		<title>Evasione Fiscale: nuovo redditometro dai Commercialisti</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 14:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lotta all’evasione continua inesorabile, un fisco più giusto e meno esoso pare pura utopia, ma è ovvio che il fenomeno va ridotto, proprio per pesare di meno sulle tasche degli Italiani. Il Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili ha proposto un nuovo strumento di controllo del reddito dei contribuenti, che si baserebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/evasione-fiscale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-419" title="Padlock and money isolated on a white background" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/evasione-fiscale.jpg" alt="" width="250" /></a>La lotta all’<strong>evasione</strong> continua inesorabile, un <strong>fisco</strong> più giusto e meno esoso pare pura utopia, ma è ovvio che il fenomeno va ridotto, proprio per pesare di meno sulle tasche degli Italiani. Il <strong>Consiglio</strong> <strong>nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili</strong> ha proposto un nuovo strumento di controllo del reddito dei <strong>contribuenti</strong>, che si baserebbe su un meccanismo molto semplice, ossia il confronto tra <strong>reddito</strong> dichiarato e quanto effettivamente speso per i <strong>consumi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Claudio Siciliotti</strong>, presidente dei commercialisti, spiega che il nuovo <strong>redditometro</strong> è uno strumento democratico ed efficace, che mette sotto la lente di ingrandimento lo stile di vita del contribuente. Infatti nel nuovo indicatore non saranno considerati solo immobili, automobili e imbarcazioni ma anche viaggi, iscrizioni a club e scuole private. In pratica una lettura a 360 gradi dei consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre il presidente dei commercialisti, ha proposto di adottare il nuovo indicatore per smascherare gli <strong>evasori</strong> entro il 2010. Non interesserà solo i liberi professionisti, ma anche altre categorie come pensionati, disoccupati e casalinghe. I costi di applicazione di tale metodologia, assicura Siciliotti, saranno coperti entro i primi dodici mesi con il recupero dell’evasione. Claudio Siciliotti ha fatto capire che bisogna mettere fine agli annunci spot, serve un ripensamento globale al di là delle <strong>aliquote</strong>, la <strong>pressione fiscale</strong> ha superato (a livello effettivo) il 50%, è ovvio che è insostenibile una tale situazione. In Italia lavorare onestamente sembra non convenire perché si pagano tasse più elevate. Si stimano 100 miliardi l’anno di evasione, ossia 300 miliardi di imponibile, un quinto di PIL, e nessun governo ha ancora dato un freno ad un fenomeno, che è intrinseco in un <strong>sistema economico</strong>, ma che ha raggiunto dimensioni insostenibili.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Raso</p>
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