Posts Tagged ‘euro’

Fmi, Christine Lagarde:

Fmi, Christine Lagarde: “2012? O guarigione o si rischia una nuova crisi degli anni Trenta”

Posted on 25 gen 2012 at 4:35pm

Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, è intervenuta a Berlino, in una manifestazione che festeggiava i dieci anni della moneta unica europea, l’Euro. La Lagarde ha voluto spronare le economie europee affinchè possano recuperare il terreno perso nel 2011. Del resto la situazione è in leggero miglioramento, serve una sferzata positiva che possa risollevare l’umore dei mercati, la Lagarde infatti è stata molto chiara. “Il 2012 deve essere l’anno della guarigione, deve essere un’opportunità. Altrimenti possiamo facilmente scivolare in un momento come quello sperimentato negli anni ’30, un momento in cui la fiducia e la cooperazione svaniscono e i Paesi si chiudono al loro interno. Un momento che può tradursi in una spirale al ribasso che può inghiottire l’intero mondo” ha esordito il direttore generale del FMI. Il vero problema è – secondo la Lagarde – capire che non si tratta di una crisi di un singolo stato, ma di una intera area economica. “Siamo in un momento cruciale. Non si tratta di salvare un paese o un’area. Si tratta di salvare il mondo da una spirale al ribasso, evitare un momento come il 1930, in cui la non azione, l’isolamento e la rigida ideologia insieme hanno causato il crollo della domanda globale”.

Pietro Gugliotta

Prodi:

Prodi: “Nel 2008 lasciammo lo spread a quota 37″

Posted on 12 nov 2011 at 1:19pm

8 maggio 2008: si conclude il Governo di Romano Prodi. L’ex primo ministro è tornato a parlare di quei momenti, portando ad esempio un paragone molto importante. In questi giorni di crisi, lo spread fra i BOT italiani ed i BTP tedeschi è salito alle stelle, toccando quasi 600 punti. Un valore mai raggiunto fino ad ora che dimostra il livello che la crisi economica sta toccando nel nostro paese. Romano Prodi, tornando a parlare degli ultimi attimi di Governo, ha voluto portare ad esempio proprio il valore dello spread. “Ricordo quello che mi diceva Tommaso Padoa-Schioppa quell’8 maggio del 2008, quando mi spiegò come lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 37 punti base, fosse una eredità solida a chi viene dopo di noi” spiega Prodi. Dunque un parziale molto positivo, specie in confronto ai dati degli ultimi giorni. E nel 2008 c’era già sentore di crisi: si vociferava già della possibile crisi di una banca americana (Lehman Brothers crollò dopo pochi mesi). “Non c’è ragione economica al mondo, se non la debolezza politica, che spiega la penalizzazione dell’Italia: noi non siamo un Paese da buttare, il debito è alto ma è cresciuto poco e molto meno che altrove. Ritroviamo il senso di uno slancio in avanti” spiega Romano Prodi, che dunque vuole dare nuovo credito all’Italia. Lo stesso ex premier spiega l’importanza dell’Euro, sottolineando come nell’Euro Zona bisogna essere uniti per superare questa fase. “O si vive tutti assieme o si muore tutti assieme. I tedeschi stanno benissimo e la Germania nell’ultimo anno ha avuto un surplus commerciale di 200 miliardi di euro. È solo demagogia politica, perchè in Germania sanno anche benissimo che noi non abbiamo disimparato a svalutare”.

Pietro Gugliotta

Euro, la Grecia potrebbe uscire dalla moneta unica?

Euro, la Grecia potrebbe uscire dalla moneta unica?

Posted on 28 mag 2011 at 3:24pm

La situazione economica della Grecia nonostante gli aiuti arrivati dall’Unione Europea non è delle più positive: lo conferma Maria Damanaki, Commissaria europea per la pesca, con un intervento pubblicatosul proprio sito ufficiale. “Lo scenario di una uscita della Grecia dall’euro ormai è sul tavolo. Sono obbligata a parlare apertamente, abbiamo la responsabilità morale di guardare al dilemma con chiarezza: o troviamo un accordo con i creditori in modo che il nostro programma di duri sacrifici abbia risultati, oppure torniamo alla dracma. La più grande conquista della Grecia nel dopoguerra, l’euro e la presenza del nostro paese nel mercato europeo è in pericolo” conclude la Damanaki. Ed in effetti la voce che la Grecia potesse uscire dall’Euro non sembra così infondata. Ma a gettare acqua sul fuoco, ci pensa il primo ministro greco George Papandreou, intervenuto ad un forum dellOcse. “La Grecia e i suoi cittadini stanno facendo ogni sforzo giorno per giorno per fare quello che è necessario per uscire dalla situazione di crisi. Ogni giorno ogni analista nel mondo predice che noi andremo in default o ristruttureremo. Lo si legge sui blog, in internet. Il popolo greco sta facendo un grande sforzo per cambiare il paese, noi faremo il necessario ma lasciateci in pace”. Per il momento dunque il governo greco smentisce le voci del ritorno della dracma, con la conseguente uscita dall’Euro, ma è chiaro che la situazione è molto delicata: anche Jean Claude Juncker,presidente dell’Eurogruppo, ha confermato che il Fondo Monetario Internazionale non rilascerà l’ultima tranche del prestito, se l’Unione Europea non garantirà un finanziamento di 27 miliardi di euro alla Grecia, somma necessaria per rimborsare tutti i creditori.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Aumentare le aliquote fiscali è fuori discussione”

Posted on 22 mar 2011 at 10:57am

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, è intervenuto in questi giorni all’Università Cattolica di Milano. Nel suo intervento ha provato a fornire una nuova ricetta per rilanciare l’economia e sopratutto per risanare i conti pubblici. “Aumentare le aliquote fiscali è fuori discussione: comprometterebbe l’obiettivo della crescita, sottoporrebbe i contribuenti onesti a una insopportabile vessazione”. Anzi, Draghi è convinto proprio del contrario:le aliquote andrebbero piuttosto diminuite, man mano che si recuperino evasione ed elusione. Non resta che il controllo della spesa, ma un controllo selettivo, orientato innanzitutto dalla distinzione fra ciò che favorisce la crescita e ciò che la ostacola”. Draghi è inoltre convinto che l’Italia, senza una moneta come l’Euro, sarebbe stata spazzata via dalla crisi mondiale che ha coinvolto tutti i Paesi. “L’Italia avrebbe potuto essere travolta dalla crisi senza il salvagente dell’Unione Europea e dell’Euro. Le aspettative d’inflazione sono rimaste saldamente ancorate anche nel pieno della crisi, permettendo di agire per preservare il funzionamento dei mercati, sostenere il credito, evitare il tracollo dell’economia. Senza l’Unione il semplice coordinamento di decisioni nazionali non avrebbe prodotto risultati altrettanto rapidi ed efficaci. Alcuni Paesi, incluso il nostro, potevano essere travolti dalla crisi”. Chiusura sulla fine del tunnel di questa crisi: Draghi non sa dare una data precisa, ma chiaramente spiega che lo sforzo per risanare i conti pubblici sarà intenso, la crisi non si supera da un giorno all’altro perchè “non è una battaglia che si vince in un giorno”.

Pietro Gugliotta

L'Estonia entra nell'Euro: è il 17esimo paese

L’Estonia entra nell’Euro: è il 17esimo paese

Posted on 03 gen 2011 at 12:49pm

L’Estonia, con la fine del 2010, oltre ad aver salutato l’anno vecchio, ha abbandonato la Corona, la moneta del paese estone, introdotta nel 1992. Dal primo gennaio 2011 infatti, nel paese baltico è in vigore l’Euro, la moneta unica europea: si tratta del 17esimo paese che entra a far parte dell’Euro. E l’ingresso dell’Estonia permette un nuovo record: infatti si tratta del primo paese ex Urss ad entrare nella moneta unica, mentre è il terzo fra i paesi ex comunisti dopo Slovenia e Slovacchia. Dunque adesso l’Euro è utilizzato in ben 17 paesi, con una diffusione che raggiunge e supera i 330 milioni di europei. Soddisfatta la Banca Centrale Europea, che ha rilasciato una nota per ratificare l’ingresso dell’Estonia nell’Euro. “La Bce accoglie favorevolmente questo ulteriore allargamento dell’area euro. In seguito all’adozione dell’euro da parte dell’Estonia, la Eesti Pank, la banca nazionale del Paese, diventa membro dell’Eurosistema, il sistema delle banche centrali dell’Eurozona, che comprende la Bce e da oggi 17 banche centrali nazionali dei paesi membri dell’Ue”. Molto contenti gli estoni: il premier del paese baltico, Andus Ansip ha commentato positivamente l’ingresso nella Euro Zona. “È un piccolo passo per Eurolandia, un grande passo per l’Estonia. Siamo fieri di essere in Eurolandia”. Per raggiungere la valutazione di un Euro, serviranno 15.6466 corone.

Pietro Gugliotta

Trichet:

Trichet: “Problema economico esiste ma non è grave”

Posted on 02 dic 2010 at 11:48am

Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, ha rassicurato l’intero movimento finanziario mondiale sull’economia europea, proprio ieri davanti al Parlamento Europeo. “Non c’è nessun rischio per la stabilità finanziaria della zona Euro. Sia l’Irlanda sia la Grecia sono due soluzioni solventi. In questo momento c’è un problema, ma non è grave. I mercati stiano sottovalutando la determinazione dei governi della zona euro nello stabilizzare i propri bilanci pubblici. Questa sottovalutazione è palese. E non è la prima volta che i mercati hanno difficoltà a comprendere i meccanismi di decisione dell’Unione Europea“. Trichet, durante il suo discorso, si è anche soffermato su una questione: i mercati spesso non valutano correttamente, il fatto che il deficit aggregato dell’euro zona è al di sotto di quello di Stati Uniti e Giappone. A tal proposito – spiega sempre Trichet – i mercati ignorano che la crescita europea è più dinamica del previsto. Ma dopo il caso Irlanda, l’Unione Europea ha alzato e non di poco il livello d’attenzione, perchè non si può correre il rischio di indebolire ancora l’euro: la moneta unica in questi giorni soffre parecchio, come dimostra il nuovo valore. L’euro viene scambiato a 1.2999 dollari, sotto la quota di 1.30, tutto a causa del pericolo di “contagio” dell’Irlanda, nei confronti di altri paesi come Spagna, Portogallo, Belgio e Italia. A proposito Portogallo, l’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s, ha messo sotto osservazione con implicazioni negative, il rating a lungo e breve termine il rating del Portogallo.

Pietro Gugliotta

Europa, Irlanda e Portogallo a rischio default?

Europa, Irlanda e Portogallo a rischio default?

Posted on 16 nov 2010 at 3:08pm

Non c’è pace nell’Unione Europea: dopo la crisi Greca che qualche mese fa ha messo in ginocchio gran parte dell’economia europea, adesso è il turno di Irlanda e Portogallo. Le due nazioni sembrano essere sull’orlo del baratro, addirittura pare che una terza nazione possa seguire questa via, si tratta della Spagna. Tutto ciò colpisce duramente la moneta unica europea, l’Euro, che fa segnare dati negativi. Quasi come una epidemia, questa crisi potrebbe colpire i paesi più deboli, proprio come potrebbe succedere alla Spagna. Dall’Irlanda fanno sapere di essere in stretto contatto con l’Unione Europea, per porre rimedio a questa situazione: dovrebbe esserci un intervento europeo a sostegno del paese irlandese. Ufficialmente Dublino non ha ancora richiesto alcuna assistenza finanziaria, dunque in Lussemburgo (dove ha sede il Fondo salva-Stati) fanno sapere che la situazione non preoccupa. Ma è chiaro che si tratta di smentite del tutto normali: il giro d’affari in ballo è molto ampio, il fondo dovrebbe poter sostenere l’Irlanda con qualcosa come 50 miliardi di euro.
E da Lisbona non giungono notizie positive: anche il Portogallo è a grave rischio, per ammissione del ministro delle Finanze portoghese Fernando Teixeira dos Santos. “Il Portogallo non sta affrontando solo un problema nazionale: è un problema che tocca Grecia, Irlanda e Portogallo, così come l’Eurozona e la sua stabilitá”. E proprio questo sembra essere il vero problema: “la presenza di questi paesi nell’Unione Europea, rende più probabile un contagio, dal momento che anche se le situazioni sono molto differenti i mercati hanno le stesse preoccupazioni. Se non fossimo insieme nell’eurozona – conclude il ministro portoghese - il rischio di contagio sarebbe più basso, invece così i mercati avvicinano la situazione di Lisbona a quella di Atene e Dublino”.

Pietro Gugliotta

G20, in Corea approvata la riforma del Fmi

G20, in Corea approvata la riforma del Fmi

Posted on 25 ott 2010 at 10:53am

Si è tenuto in questi giorni in Corea del Sud, a Gyeongju, il meeting del G20, che raccoglie i 20 paesi avanzati ed emergenti del mondo. C’erano sia i ministri finanziari e i governatori, riuniti per trovare un accordo sulla cosìdetta “guerra delle valute“. Come si legge nel comunicato emesso al termine della riunione, i venti paesi si sono “impegnati a far si che il sistema dei tassi di cambio rifletta i fondamentali economici dei Paesi”. Inoltre il G20 è stata l’occasione per invitare i paesi a “evitare la svalutazione competitiva delle monete”: è proprio questo il nodo principale. Infatti tutto nasce dall’errata valutazione inferiore che viene data allo Yuan (la moneta cinese), sia nei confronti dell’Euro che sopratutto nei confronti del Dollaro. Tutto ciò ovviamente danneggia le esportazioni di Stati Uniti ed Unione Europea, dunque risolto questo problema si è avuta la reazione positiva sia degli americani che dell’Europa. Ma il punto centrale è stato anche quello dell’approvazione del nuovo Fondo Monetario Internazionale, un progetto piuttosto complesso che piano piano va sviluppandosi. Il primo passo era stato fatto qualche giorno fa, quando i ministri finanziari europei si erano incontrati a Lussemburgo per iniziare a definire le prime strategie del progetto. Primo passo la distribuzione dei seggi: adesso saranno dieci i grandi azionisti del Fmi. Quattro europei (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia), le quattro economie emergenti (Brasile, Russia, India e Cina) oltre Stati Uniti e Giappone. Il ministro dell’Economia italiano, Giulio Tremonti, ha rassicurato tutti sulla posizione dell’Italia all’interno del Fmi. Infatti secondo Tremonti, “l’Italia è la settima economia mondiale, e lo resterà per molto tempo ancora, la sua posizione all’interno del FMI non è in discussione”.

Pietro Gugliotta

Trichet:

Trichet: “La ripresa va meglio del previsto”

Posted on 06 set 2010 at 12:14pm

Jean-Claude Trichet, il presidente della Banca centrale europea, è intervenuto a Francoforte durante la conferenza stampa successiva alla riunione del consiglio direttivo. “I tassi d’interesse di Eurolandia restano adeguati e la ripresa, sulla base degli ultimi dati, sta andando più forte del previsto. I dati dalla congiuntura dell’Eurozona sono più positivi del previsto e la ripresa proseguirà anche nei prossimi mesi anche se continuerà a essere moderata e dominata dall’incertezza, con un rallentamento previsto nella seconda parte dell’anno. La Banca Centrale Europea continuerà a fornire liquidità illimitata alle banche fino alla fine dell’anno. Anche nei prossimi tre mesi le banche potranno quindi ottenere in prestito dalla Bce tutti i liquidi di cui avranno necessità. La Bce ha rivisto al rialzo le stime sul Pil dell’eurozona per il 2010 e il 2011. La crescita attesa per quest’anno passa dall’1% stimato a giugno all’1,6%, mentre l’anno prossimo il Pil dell’area è stimato in espansione dell’1,4%, contro l’1,2% previsto a giugno”. Jean-Claude Trichet, è poi intervenuto sabato al Workshop Ambrosetti, ecco i passi principali del suo discorso. “Per la Grecia la soluzione peggiore sarebbe l’uscita dall’euro. La moneta unica europea è stata creata non contro il dollaro, ma per costruire la stabilità e la prosperità dell’Unione Europea. L’euro è stato istituito proprio per ottenere un mercato unico con valute fluttuanti, non è stato realizzato contro il dollaro. L’Europa deve adottare una posizione comune nel FMI, il Fondo Monetario Internazionale. È un problema che non riguarda la Bce personalmente incoraggio caldamente l’Europa ad avere una posizione comune, o almeno univoca. È fondamentale per la governance internazionale che tutti i partner economici, dai Paesi avanzati a quelli emergenti migliorino il modo con cui è gestito il Fondo Monetario. Caldeggio e chiedo ai partner europei una posizione univoca”.

Pietro Gugliotta

Trichet:

Trichet: “Migliorate stime 2010, ma nel 2011…”

Posted on 13 giu 2010 at 12:38pm

Jean-Claude Trichet, presidente della Bce (Banca Centrale Europea) ha rilasciato una interessante intervista. Punto focale di questa intervista è stato il suo appunto sulle stime 2010-2011: Trichet ha spiegato che c’è stato un modesto miglioramento sulle stime 2010, mentre si pensa ad una riduzione dalle prime stime per il 2011. L’Eurotower ha alzato le proprie stime sull’inflazione 2010 e 2011 dell’Eurozona. Per il 2010 la previsione é stata portata all’1,5% dall’1,2%, mentre per il 2011 il nuovo dato segna 1,6% contro il precedente 1,5%. Ecco le parole del numero della Banca Centrale Europea.
“Le previsioni dello staff sono in linea con quelle degli altri previsori internazionali. L’inflazione - ha spiegato Trichet – è salita negli ultimi mesi riflettendo per lo più il rialzo dei prezzi dell’energia e nella seconda metà di quest’anno non si possono escludere ulteriori rialzi visto che le tensioni sui prezzi delle materie prime potrebbero persistere. Nel primo semestre del 2010 - ha detto il presidente della Bce - è continuata la ripresa dell’economia nell’Eurozona ma i tassi di crescita trimestrali sono piuttosto diseguali. Per questo ci aspettiamo una crescita moderata in uno scenario di tensioni persistenti in alcuni ambiti finanziari e di incertezza insolitamente alta. La crescita dipende da noi - prosegue - dai nostri comportamenti e secondo noi è cruciale la questione della fiducia. Sia a livello di Ue e sia a livello di eurozona appoggiamo l’idea di una forte governance economica”. Conclusione sulla moneta unica europea. L’euro può vantare “un record eccezionale nel preservare stabilità dei prezzi, e questo è un asset prezioso per chi deve fare investimenti”.

Pietro Gugliotta