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Tremonti:

Tremonti: “L’unico modo per investire nel nostro futuro sono gli eurobond”

Posted on 30 ago 2011 at 10:57am

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha chiuso il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Ottima l’accoglienza riservata al ministro, che ha provato ad analizzare con grande lucidità ciò che è accaduto nell’ultimo periodo all’economia mondiale, suggerendo quali strategie bisogna attuare per uscire dalla crisi. Per spiegare cosa è successo, Tremonti utilizza la metafora del videogioco. “Siamo ancora in un videogame dove non c’è ancora il game over e dove i mostri si avvicinano, questa crisi mondiale ha una dimensione finora non nota nell’esistente. Troppi governanti hanno pensato che fosse un ciclo e non una crisi” ammonisce il ministro dell’economia italiana, che ripropone anche l’idea degli eurobond. “E’ fondamentale nell’epoca della seconda globalizzazione creare un blocco europeo, con una idea forte da sostenere: quella degli eurobond. Non esistono idee che devono aspettare il loro tempo. Sento dire che quella dell’eurobond è un’idea che non può andare perché conviene a Spagna e Italia e non alla Germania. Mi sembra una cosa strampalata” spiega Tremonti, che si concentra proprio sulla Germania, affermando che l’export tedesco è troppo incentrato sulla Cina, che ha un valore pari alle esportazioni nei paesi definiti “pigs”. Chiusura con la ricetta per cercare di uscire dalla crisi: secondo Tremonti l’export è importante, necessario ma non sufficiente, non si può solo puntare sull’export, servono altre fonti, come quella degli Eurobond che servono per finanziare lo sviluppo dei paesi Europei.

Pietro Gugliotta

Istat, in Italia crescono inflazione, import ed export

Istat, in Italia crescono inflazione, import ed export

Posted on 16 apr 2010 at 12:47pm

Secondo i dati Istat, l’inflazione in Italia nel mese di marzo è in crescita. Infatti il costo della vita è aumentato dello 0,3% rispetto al mese di febbraio 2010, mentre rispetto all’anno scorso, il dato aumenta dell’1,4%. E’ il valore più alto da febbraio 2008, quando il dato fece segnare un +1,6%.
Febbraio 2010 ha segnato anche una deficit di 2,332 miliardi nella bilancia commerciale complessiva. Il saldo con i Paesi dell’Unione Europea, ha segnato un deficit di 710 milioni, dato peggio dello stesso mese del 2009. Aumentano, con dei dati che sono i migliori da settembre 2008, le esportazioni del 7,3% e le importazioni del 12,9%.

Approfondendo i dati nel dettaglio, si nota – come spiega l’Istat – che le esportazioni verso i Paesi UE sono aumentate dell’11%, mentre l’aumento dell’export verso i Paesi extracomunitari, si attesta al 2,3%.
Per ciò che riguarda le importazioni, il flusso dai Paesi extracomunitari è in aumento del 10,4%, mentre le importazioni dai Paesi Europei sono cresciute del 14,9%. Prendendo in considerazione i dati destagionalizzati, l’Istat ci fa notare che le esportazioni complessive, a livello congiunturale, sono aumentate del 2,5% ( +2,6% per ciò che riguarda i Paesi extracomunitari, +2,5 per i Paesi Ue) mentre le importazioni crescono, sempre a livello congiunturale, del 3,6%, nel dettaglio, +2,7 dai Paesi Ue e +4,7 dai Paesi extra Ue.
I settori che più hanno spinto l’aumento delle esportazioni sono quelli petroliferi raffinati, prodotti chimici, coke; in diminuzione abbigliamento e mobili. Per ciò che riguarda le importazioni, in aumento petrolio greggio, diminuiscono gl iarrivi di gas naturale.

Germania: flessione PIL 2009 del 5%

Germania: flessione PIL 2009 del 5%

Posted on 14 gen 2010 at 1:37pm

Il 2009 si è chiuso in maniera negativa per la Germania, che ha segnato una contrazione del Prodotto Interno Lordo superiore alle attese, una flessione del 5% contro il 4,8% delle stime. Un dato sconfortante nonostante i dati trimestrali della seconda metà del 2009 avessero sparso ottimismo, grazie anche alle misure di stimolo adottate dal governo per un importo superiore a 85 miliardi di euro.

Per il 2010 è prevista comunque una crescita del PIL dell’1,6%, mentre per il 2011 ci sarà un incremento più contenuto, 1,2%. Gli istituti di statistica tedeschi prevedono inoltre una disoccupazione ancora in crescita, e dovrebbe superare gli otto punti percentuali nel 2010. Sempre per quest’anno, è previsto inoltre un moderato rialzo dei consumi privati dello 0,2%, mentre per il 2011 il rialzo dovrebbe essere un po’ più consistente, circa lo 0,7%.

Per la prima economia del vecchio continente si tratta della più forte caduta di PIL del dopoguerra. Una Germania in buona salute economica è molto importante per l’Italia, in quanto una cospicua fetta delle nostre esportazioni dipendono proprio dal paese guidato da Angela Merkel, secondo dati ISTAT pesano circa un 12,8% sul totale dell’export Italy. La Germania mai come quest’anno è chiamata al ruolo di locomotiva d’Europa, essendo l’economia più forte dovrà trainare tutti gli altri paesi, e dovrà farlo gettando delle solide basi per l’uscita dalla crisi, per ristrutturare le proprie industrie e competere con i colossi India e Cina.

Giuseppe Raso

Il Giappone cresce oltre le attese

Il Giappone cresce oltre le attese

Posted on 23 nov 2009 at 11:39pm

Supera le attese questo Giappone, con un +4,8% di PIL su base annua ed un + 1,2% su base trimestrale. Una crescita nettamente superiore a quella degli Stati Uniti, che hanno fatto registrare un incremento del 3,5%. A trainare l’incremento del PIL sono stati l’export e i consumi personali. Il paese del Sol levante stupisce ma non convince. Tale crescita non è riuscita a far propagare ottimismo a livello di mercato, e così la Borsa di Tokyo il 16 novembre ha chiuso con un + 0,2%.

La sorprendente performance in termini di Prodotto Interno Lordo è stata soprattutto spinta dall’ingente pacchetto di stimolo all’economia attuato dal precedente governo, e quello attuale sembra anch’esso orientato a nuovi aiuti per un importo di 20 miliardi di euro. La paura di una ricaduta rimane, ma i timori arrivano anche dal pericolo di una deflazione. Il delatore della domanda interna è infatti precipitato del 2,6%. La diminuzione generale dei prezzi ha già interessato il paese del Sol levante in passato, nel periodo 2000 – 2006, una tendenza del genere portò ad una spirale che danneggiò le aziende produttrici e i lavoratori.

Il governatore della Banca del Giappone Masaaki Shirakawa, si dice molto preoccupato delle politiche dei tassi zero adottate dalla FED, in quanto favoriscono i flussi di capitale verso i paesi emergenti. Positivo il commento del vicepremier nipponico Naoto Kan, per lui l’incremento di PIL oltre le attese è un dato che ci segnala che la ripresa è in corso.

Giuseppe Raso