Posts Tagged ‘famiglia’

Card. Bagnasco:

Card. Bagnasco: “L’evasione da record colpisce le famiglie”

Posted on 21 ago 2011 at 3:16pm

La crisi economica che ha colpito l’Italia è sotto gli occhi di tutti: perfino la Chiesa ha voluto dire la sua. Ed è proprio la Chiesa Italiana che è addirittura intervenuta sulla manovra fiscale, prendendo una forte posizione contro tutti gli italiani che non pagano le tasse. E’ proprio il numero uno dei vescovi, Angelo Bagnasco, a parlare a nome della Chiesa Italiana. “Le cifre dell’evasione fiscale sono impressionanti. Come credenti e comunità cristiana dobbiamo rimanere al richiamo etico che fa parte della nostra missione e fare appello alla coscienza di tutti perché anche questo dovere possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte. Se questo dovere fosse assolto, le cose sarebbero risolte”. Il presidente dei vescovi ha poi affermato che al centro della manovra debba esserci la famiglia, che è il ganglio vitale della società. “Se la famiglia non è al centro della politica generale la società non avanza”. Chiusura a sorpresa sulle missioni militari all’estero: il cardinal Bagnasco chiede di non tagliare i fondi. Questo il pensiero del presidente della Conferenza episcopale, Angelo Bagnasco sulle missioni all’estero. “Non tagliamo i fondi alle missioni all’estero, in nome dei diritti umani fondamentali che in certe parti del mondo non sono rispettati”.

Pietro Gugliotta

Allarme costo materie prime, l'Anie:

Allarme costo materie prime, l’Anie: “Bisogna fare attenzione..”

Posted on 05 apr 2010 at 4:22pm

Guidalberto Guidi, Presidente di Confindustria ANIE, si dichiara “moderatamente ottimista” sulla realizzazione della riforma del fisco, in tempi piuttosto brevi. Durante una intervista concessa nella giornata di venerdì, Guidi ha parlato a ruota libera di molti argomenti: tasse da eliminare, abolizione di alcune feste e di alcune tassazioni che gravano solo sulle famiglie. Irap? E’ la tassa piu’ odiata dalle imprese e dagli imprenditori. E anche se ha sostituito una manciata di altre imposte e contributi vari resta la piu’ odiata. E’ vero che non e’ possibile cancellare questa tassa dall’oggi al domani, ma si puo’ cominciare a stabilire un percorso con una riduzione progressiva: prima si taglia il 20%, poi il 30% e cosi’ via.  Di sicuro bisognerebbe intervenire sulle tasse che impattano sulla famiglia. Bisogna ridurre i costi sul lavoro. Ma anche lavorare di piu’. Se un dirigente della mia azienda prendesse tutte le ferie, le festivita‘ e qualche giorno di malattia starebbe a casa circa due mesi. Non possiamo piu’ permetterci questi lussi. Bisogna lavorare di piu’ per guadagnare di piu’.

Ma Guidi, da presidente dell’ANIE, l’associazione di Confindustria che raccoglie le imprese elettroniche ed elettrotecniche,  parla anche del problema del costo delle materie prime, decisivo per l’incremento della produzione industriale. “Un rialzo delle materie prime ucciderebbe in culla quel poco di ripresa che comincia a vedersi. Rischiando di accendere una pericolosa spirale inflazionistica. Sono tornati a mangiarsi tutto quel che viene prodotto nel mondo spingendo i prezzi di rame e acciaio. Nel nostro comparto, ad esempio, stanno rincarando anche i componenti di base”.

Europa: le famiglie italiane le meno indebitate

Europa: le famiglie italiane le meno indebitate

Posted on 10 gen 2010 at 1:47pm

Che l’Italia sia un fanalino di coda in tutte le classifiche europee è un qualcosa che non trova riscontro nella realtà, ne è un esempio la graduatoria dell’indebitamento delle famiglie europee, nella quale l’Italia si dimostra un paese in buona salute finanziaria. Un’analisi periodica dell’ufficio studi Cgia di Mestre ha segnalato che nel 2009 le famiglie italiane hanno raggiunto i 524 miliardi di euro di indebitamento complessivo. Un dato che rapportato ad altre realtà europee mette in risalto come la famiglia italiana sia poco propensa a caricarsi di debiti.

Per la Spagna l’indebitamento complessivo ha toccato quota 896,7 mld di euro, per la Francia 942,4 mld e per la Germania 1.515,2 mld. A livello di importo medio di indebitamento, l’Italia si assesta sui 21.270 euro, contro i 36.150 euro registrati in Francia e i 37.785 in Germania. In Italia i debiti delle famiglie incidono sul Pil solo per il 34,2%, mentre gli altri paesi risultano in situazioni preoccupanti, in Francia ad esempio si arriva ad incidere per il 49,1%.

Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, commenta positivamente i dati, che dimostrano come le famiglie italiane, seppur in affanno, siano le meno indebitate in Europa. Elevato risparmio privato e indebitamento contenuto, questo è il profilo chiave della famiglia Italiana che sta affrontando la crisi contenendone gli effetti negativi.

Giuseppe Raso

Censis: la famiglia italiana stenta ad arrivare a fine mese

Censis: la famiglia italiana stenta ad arrivare a fine mese

Posted on 04 dic 2009 at 10:17pm

Il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) è categorico: “l’Italia è un paese in apnea”, non in grado di reagire ed uscire dalla crisi, una società, quella italiana, che vive in attesa che la crisi finisca e che sta riproponendo il medesimo modello pre-crisi. Atteggiamento assolutamente deleterio, la crisi economico-finanziaria, in un certo senso, avrebbe dovuto dare uno scossone al paese, per permettergli quella metamorfosi necessaria a rimanere tra le big del pianeta.

In ogni caso il Rapporto del Censis 2009 sulla situazione sociale del paese, presentato al Cnel, mostra chiaramente uno scenario deludente. Una famiglia su quattro arriva a stento a fine mese, attingendo spesso e volentieri dai risparmi accumulati o dilazionando i pagamenti. L’obiettivo primario per la famiglia italiana è  “tagliare su tutto”, cercando il prodotto sempre più conveniente. Sempre in Italia un milione e 50 mila famiglie vive in condizioni di povertà alimentari, con le regioni del sud come Calabria e Basilicata con quote di povertà nettamente più elevate rispetto al centro-nord. Sono ben 760 mila i posti di lavoro persi in un anno a causa della crisi. I settori più colpiti sono stati l’industria della trasformazione, l’edilizia e il commercio. A non incrementare il numero dei disoccupati, ci sono coloro che lavorano a ritmo ridotto, per il Censis circa 350 mila in cassa integrazione o mobilità, soprattutto concentrati nel nord Italia.

D’altra parte il modello italiano, ossia un sistema prettamente bancocentrico, con un’economia reale ancora predominante sulla finanza, con una maggioranza di piccole medie imprese e con famiglie patrimonializzate, è riuscito ad attutire gli effetti della crisi rispetto ad altri paesi, ma non permette il nuovo slancio di cui l’economia italiana ha bisogno.

Giuseppe Raso

Ad inizio anno la sospensione dei mutui

Ad inizio anno la sospensione dei mutui

Posted on 30 nov 2009 at 10:03pm

Il presidente dell’Abi, Corrado Fissola, ha annunciato che entro gennaio sarà attivata la sospensione dei mutui per quelle famiglie che si trovano in difficoltà finanziarie. Nello specifico, coloro che potranno richiedere la sospensione del mutuo saranno le persone che hanno subito eventi sfavorevoli nell’ultimo periodo, come ad esempio la cassa integrazione, la perdita del posto di lavoro o la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore di reddito di sostegno della famiglia.

Le associazioni Federconsumatori e Adusbef, hanno appreso con molta soddisfazione la notizia della moratoria, che secondo loro porterà benefici ai 400 mila nuclei familiari che navigano in cattive acque. In ogni caso mancano solo i dettagli, che l’Abi sta discutendo con le associazioni dei consumatori.

Sembra che la sospensione riguarderà soltanto prestiti non superiori ai 120 mila euro, un tetto che comunque potrebbe essere rivisto al rialzo su pressione delle associazioni dei consumatori. In un primo momento era stato fissato a 100 mila euro. Il prestito oggetto della moratoria dovrà riguardare l’acquisto per l’abitazione principale del nucleo familiare, oppure la costruzione e ristrutturazione della casa. La sospensione avrà la durata di 12 mesi, e ne potranno usufruire le persone fisiche. Non rientrano nei benefici le morosità iniziate prima della perdita dell’impiego o della cassa integrazione, ed i finanziamenti con durata inferiore ai 5 anni. La moratoria non prevede interessi di mora per il periodo di sospensione. Da risolvere ancora alcune questioni riguardanti gli interessi sulle rate sospese, l’indirizzo delle associazioni dei consumatori è quello del limite massimo del 10% di aumento per gli interessi sulle rate.

Giuseppe Raso