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 Marchionne:

Marchionne: “La Fiom blocca lo sviluppo del Paese”

Posted on 12 dic 2010 at 3:44pm

Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, si trova a New York ed ha qui incontrato la numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia. L’incontro sembra essere stato positivo, come conferma lo stesso Marchionne al termine del consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti, tenutosi nella città americana. “Io voglio il contratto dell’auto. Ho bisogno di un sistema di regole che preserva le parti più importanti del contratto nazionale e anche in alcuni casi le rafforza. Creare Federauto? Può darsi che sia la soluzione giusta, per la Fiat questa joint venture con Chrysler se va avanti non deve comunque far parte di Confindustria. Quindi aspettiamo loro e quando sono pronti entriamo, non è che possiamo fermare gli investimenti” conclude Marchionne. Lo stesso a.d. Fiat ha poi attaccato duramente i sindacati, in particolare la Fiom, affermando che proprio la Fiom rilascia dichiarazioni all’impazzata, con un punto di vista che il manager del Lingotto non condivide. Inoltre Marchionne ha dichiarato che l’intransigenza della Fiom rischia di bloccare lo sviluppo del Paese. Parole dunque molto pesanti, alle quali non si è fatta attendere la replica del sindacato. Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale della Fiom, ha dichiarato: “Quello della signora Marcegaglia è un atto di sudditanza tale che dovrebbe fare indignare non solo i sindacati e i lavoratori, ma anche gli industriali. Ha deciso di sciogliere la Confindustria. “In ogni caso per noi comincia la guerra totale a Marchionne“. Dunque al momento i presupposti per cercare un nuovo accordo per lo stabilimento di Mirafiori non sembrano esserci.

Pietro Gugliotta

Mercato dell'Auto, -19.27% rispetto a luglio 2010

Mercato dell’Auto, -19.27% rispetto a luglio 2010

Posted on 02 set 2010 at 3:11pm

Ancora un mese terribile per le vendite nel settore Auto: -19.27% rispetto al mese di luglio 2010, con una flessione che prosegue ormai da parecchi mesi. Sono state vendute solo 68.718 vetture: questo è il punto più basso degli ultimi 17 anni. I dati sono stati resi noti ieri nel tardo pomeriggio, a borse chiuse, per evitare ulteriori tracolli alle aziende, una su tutte la Fiat. La casa torinese infatti ha una flessione del 26.39% rispetto allo scorso agosto, ovviamente a causa degli incentivi che avevano “gonfiato” tutto il mercato dell’auto. Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, associazione che rappresenta le case estere in Italia, ha definito i dati come pessimi. “Si conferma il quadro di forte disagio dell’intera filiera che si riflette fortemente anche sulle reti di vendita, con molti concessionari in difficoltà”. Dello stesso avviso anche Filippo Pavan Bernacchi, il presidente di Federauto.”Oltre la metà dei concessionari consuntiveranno nel 2010 una forte perdita e molti saranno costretti a chiudere i battenti. In termini assoluti, secondo Federauto, verranno bruciati 15.000 posti di lavoro diretti nelle concessionarie e lo Stato introiterà circa 2 miliardi di Iva e altre imposte in meno. Nel settore auto, si rischia una vera ecatombe che mostrerà il suo vero volto quando gli ammortizzatori sociali non saranno più sostenibili”. Al momento l’unica soluzione possibile sembra quella di chiedere degli incentivi per tutto il comparto auto allo Stato, che però difficilmente potrà accettare la richiesta.

Pietro Gugliotta