Posts Tagged ‘federconsumatori’

Standard & Poor's, la Guardia di Finanza perquisisce la sede milanese

Standard & Poor’s, la Guardia di Finanza perquisisce la sede milanese

Posted on 21 gen 2012 at 10:00am

Nella giornata di giovedì, la sede milanese dell’agenzia di rating Standard & Poor’s ha subito una perquisizione da parte della Guardia di Finanza. E’ stata la Procura della Repubblica di Trani ad ordinare la perquisizione, per una inchiesta relativa alla manipolazione del mercato, che riguarda sia Standard e Poor’s che Moody’s: l’accusa, come detto, è di aver manipolato il mercato con giudizi falsi o imprudenti, provocando socmpensi sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. “Standard and Poor’s è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti” si legge nella nota diramata dall’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s. L’esposto è stato presentato alla Procura di Trani dalle associazioni dei consumatori: Adusbef e Federconsumatori hanno presentato i loro esposti, il primo contro Moody’s per aver definiti a rischio la situazione del sistema bancario, a causa della situazione greca. Il secondo esposto è stato presentato proprio contro S&P per aver giudicato in maniera negativa la manovra finanziaria prima che fosse presentata e – cosa ancora più grave – averla giudicata negativamente a mercati aperti. Elio Lannuti, presidente dell’Adusbef, ha dichiarato di aver presentato altrettanti esposti alle procure di Milano e Roma, ma solo l’ufficio di Trani ha aperto un fascicolo.

Pietro Gugliotta

Istat, PIL in flessione: -0.2% rispetto allo scorso trimestre

Istat, PIL in flessione: -0.2% rispetto allo scorso trimestre

Posted on 22 dic 2011 at 3:27pm

Il quadro che presenta l’Istat non lascia dubbi: l’Italia va verso la recessione. Per la prima volta dal 2009, il prodotto interno lordo è diminuito da un trimestre all’altro: il calo del -0.2% rispetto al trimestre precedente. Il terzo trimestre del 2011 dunque ci lascia in eredità un fattore di crescita negativo, come non succedeva dal quarto trimestre del 2009. “La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1%, le esportazioni sono cresciute dell’1,6%. Andamenti congiunturali negativi si rilevano per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,9%) e dell’industria (-0,1%). Il valore aggiunto dei servizi è rimasto stazionario” si legge nel comunicato di stampa dell’Istat. Rispetto al terzo trimestre del 2010, è stato rilevato un aumento dello 0.2%. Si parla di recessione, ma come spiegano dall’Istat, si entra in recessione solo quando si avverte una flessione del Pil in due trimestri consecutivi: dunque ci sarà moltissima attenzione per il prossimo trimestre, quello che si concluderà proprio a dicembre 2011. Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, commentano i dati diffusi dall’Istat. “Senza misure di rilancio, completamente assenti nelle manovre avviate da questo e dal precedente Governo, ed in presenza della forte contrazione dei consumi, un andamento del simile del Pil era inevitabile”.

Pietro Gugliotta

Ritocco dell'IVA, rincari fra il 3 ed il 7%

Ritocco dell’IVA, rincari fra il 3 ed il 7%

Posted on 24 set 2011 at 4:44pm

Abbiamo parlato degli effetti dell’aumento dell’IVA dal 20 al 21%, relativamente al settore dei carburanti. I prezzi hanno subito forti rincari, anche a causa di alcune speculazioni dei gestori delle pompe di benzina. In teoria gli aumenti dovrebbero essere pari all’1%, il tasso d’aumento dell’IVA, ma Adusbef e Federconsumatori lanciano l’allarme: l’aumento medio, in seguito al nuovo valore dell’IVA, si attesta fra il 3 ed il 7%. Dunque ben lontano da quell’1% che in realtà corrisponde al reale valore dell’aumento dell’IVA: ciò porterà grandi cambiamenti dei prezzi nelle prossime settimane. Infatti chi si recherà ad acquistare un bene elettronico, un cappotto, o qualsiasi altro bene toccato dall’aumento dell’IVA, troverà prezzi di gran lunga superiori agli aumenti consigliati dal nuovo valore dell’IVA. La conferma arriva dalle due associazioni Adusbef -Federconsumatori, che hanno calcolato gli aumenti attraverso un paniere di prodotti acquistati solitamente dagli italiani. Per fare qualche esempio, il paniere mostra come un cappotto potrà costare il 3% in più rispetto al vecchio prezzo, oppure una polo costerà fino al 6% in più, stessa quota per un alcolico o una bottiglia di vino. Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, evidenzia i risultati di questa ricerca. “L’analisi dimostra che per molti beni fondamentali nella spesa della famiglia, oltre ai rincari diretti ci sono anche gli aumenti indiretti. Ed è facile pensare che il tutto si traduca in una ulteriore contrazione dei consumi che, oltre a danneggiare le famiglie, avrebbe effetti pesanti anche per le imprese in tre settori – abbigliamento, calzature e vino – considerati di punta per il made in Italy”.

Pietro Gugliotta

Istat, a dicembre inflazione all'1.9%

Istat, a dicembre inflazione all’1.9%

Posted on 05 gen 2011 at 12:32pm

L’Istituto nazionale di Statistica ha fornito da poco le stime ancora provvisorie sull’andamento dell’inflazione. In Italia, a dicembre 2010, l’inflazione è salita all’1.9% su base annuale, con un aumento dello 0.2% rispetto all’1.7% di novembre (rispetto a novembre 2009). Su base mensile, l’Istat mostra come i prezzi al consumo siano saliti dello 0.4%, proseguendo con le stime provvisorie, si legge anche che il tasso d’inflazione medio annuo, nell’anno 2010, è stato pari all’1.5%, in pratica quasi il doppio del tasso di inflazione annuale del 2009, che si era attestato allo 0.8%. Il bollettino Istat - che parla comunque di stime provvisorie – ha chiaramente messo in allarme le associazioni dei consumatori. Due su tutte, l’Adusbef di Elio Lannutti e la Federconsumatori di Rosario Trefiletti. “Il dato relativo all’inflazione registrata nel 2010 si conferma gravissimo e, come abbiamo denunciato instancabilmente durante tutto il corso dell’anno, è in piena contraddizione con i principali indicatori economici” spiegano i due presidenti in una nota congiunta. “L’inflazione a questi livelli risulta, a nostro avviso, ancora sottostimata. Infatti, gli aumenti registrati nel 2010 sono decisamente più elevati, basti pensare che il solo tasso aumento dei prezzi relativi ai beni acquistati con alta frequenza, formalmente, è pari al 2%, ma, secondo i nostri studi, raggiunge addirittura il + 3,2-3,3%”. A questo punto si attendono solo i dati definitivi dell’andamento dell’inflazione a dicembre 2010 per trarre le conclusioni su questo anno appena trascorso.

Pietro Gugliotta

Finanziaria, nel maxiemendamento aumenti per i treni regionali?

Finanziaria, nel maxiemendamento aumenti per i treni regionali?

Posted on 12 nov 2010 at 3:10pm

La Finanziaria non porta notize positive per i tantissimi italiani che ogni mattina si spostano per lavorare sul mezzo di trasporto pendolare per eccellenza: il treno. Infatti nel maxi-emendamento che il Governo ha presentato nella Finanziaria, si parla di una riassegnazione di alcuni fondi per le infrastrutture ferroviarie del paese, infrastrutture locali ovviamente. Oltre ai tagli, dunque sembrava esserci almeno una buona notizia: ma scorgendo l’emendamento, si scopre come questi fondi verranno presi dagli aumenti tariffari delle tratte ferroviarie. Dunque tagli ed aumenti in arrivo per tutti i pendolari che giornalmente utilizzano i treni locali per raggiungere i propri posti di lavoro. Ovviamente quando arrivano i tagli, i primi a lamentarsi sono i rappresentati di quesi pendolari: le associazioni dei consumatori. In una nota congiunta, Adusbef, Federconsumatori e Movimento Consumatori hanno attaccato il Governo per questi aumenti di tariffe. “L’ennesimo effetto negativo di questa finanziaria che, come avevamo previsto, si abbatterà sui cittadini sotto forma di aumenti, taglio e peggioramento della qualità dei servizi. In un momento di crisi come quello che il Paese, e soprattutto le famiglie, stanno attraversando non ci potrebbe essere strategia più iniqua e sbagliata”. Ma questi aumenti a quanto corrispondono? Secondo le associazioni dei consumatori, si parla di un aumento sui biglietti ed abbonamenti che va dal 15 al 35%, in soldoni potremmo dire che corrisponde ad aumento che va dagli 80 ai 380 euro per le tasche dei pendolari. Cifre troppo alte, se consideriamo anche i tanti disservizi che le Ferrovie causano giornalmente, fra scioperi, ritardi e treni soppressi.

Pietro Gugliotta

Benzina, raggiunto l'accordo: revocato lo sciopero

Benzina, raggiunto l’accordo: revocato lo sciopero

Posted on 15 set 2010 at 2:36pm

Il tavolo d’incontro disposto ieri dal Ministero dello Sviluppo Economico ha portato i suoi frutti: è stato infatti annullato lo sciopero dei benzinai programmato fra mercoledi 15 e sabato 18 settembre. Il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, ha rivelato la sua soddisfazione per l’accordo. “Sono soddisfatto del risultato, mi recherò dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta perché il ddl di riforma della rete di distribuzione, venga esaminato dal Consiglio dei Ministri al più presto e possa essere avviato il percorso parlamentare”. Saglia ha anche risposto alle lamentele dei consumatori, che hanno denunciato aumenti al prezzo dei carburanti dopo l’annuncio dello sciopero, con conseguenti incassi alti per i distributori. “Il Ministero sanzionerà pesantemente coloro che hanno approfittato dello sciopero, che è stato revocato, per aumentare i prezzi della benzina. Sarebbe una cosa sgradevole, qualora vi fosse un comportamento negativo da parte di singoli o di aziende. In questi giorni abbiamo intensificato i controlli anche con la Guardia di Finanza e, se riscontreremo fenomeni di carattere speculativo, scatteranno sanzioni pecuniarie”. Proprio a tal proposito insorgono le associazioni dei consumatori. La denuncia arriva da Adusbef e Federconsumatori. “Come purtroppo avevamo preventivato, sono cominciate presso i distributori dei carburanti le prime speculazioni in vista dello sciopero, che subito molti automobilisti hanno segnalato presso le nostre sedi. E’ vergognoso come il Governo non sia riuscito ad evitare, in un momento così grave per le famiglie, il determinarsi di questa situazione. Si rende ancora più urgente, pertanto, l’avvio delle misure definite nel protocollo tra ministero e filiera petrolifera, ovvero: l’istituzione di una commissione istituzionale di controllo sulla doppia velocità; il blocco settimanale degli aumenti (non dei ribassi); la razionalizzazione e la liberalizzazione della rete di distribuzione, con l’apertura della vendita presso la grande distribuzione”.

Pietro Gugliotta

Benzina, carburanti in aumento prima dello sciopero

Benzina, carburanti in aumento prima dello sciopero

Posted on 13 set 2010 at 11:14am

Probabilmente non è una casualità: in vista dello sciopero dei benzinai, che si articolerà fra mercoledì 15 e venerdì 17 settembre (ma in alcune regioni partirà già martedì 14) gli automobilisti italiani questa mattina hanno trovato una spiacevole sorpresa nei distributori di carburante. Infatti il prezzo dei carburanti è aumentato, quasi in tutte le varie compagnie petrolifere. Rincari che hanno portato il prezzo della verde a raggiungere 1.40 euro. Come spiega il portale “QuotidianoEnergia.it” i rincari riguardano tutte le principali compagnie, ecco nel dettaglio.
Erg ha aumentato di 1,1 centesimi la benzina andando a 1,394 euro/litro e di 1,7 centesimi il diesel fino a 1,261 euro/litro. Esso è salita di 1,2 centesimi sulla verde a 1,387 euro/litro e di 1,5 centesimi sul diesel a 1,252 euro/litro. Ancora, Shell ha corretto al rialzo la benzina di 0,2 centesimi a 1,399 euro/litro e il diesel di 0,5 centesimi a 1,274 euro/litro. Tamoil ha mosso il solo diesel: +0,5 centesimi a 1,264 euro/litro. Infine Total ha aumentato di 1,1 centesimi la benzina a 1,394 euro/litro e di 1,7 centesimi il diesel a 1,262 euro/litro”. Federconsumatori e Adusbef si sono schierate contro questo aumento, spiegando che “i nuovi aumenti del prezzo dei carburanti sulla rete italiana sono del tutto ingiustificati. Confrontando gli stessi prezzi con i periodi in cui il petrolio si attestava agli stessi livelli attuali, e ovviamente tenendo conto dell’andamento del cambio Euro-Dollaro emerge che oggi la benzina dovrebbe costare almeno 6-7 centesimi in meno rispetto a quanto viene venduta”. Purtroppo a causa dello sciopero molti automobilisti saranno costretti a fare rifornimento fra oggi e domani, subendo questo rincaro.

Pietro Gugliotta

Consumi, in arrivo una stangata per le famiglie italiane

Consumi, in arrivo una stangata per le famiglie italiane

Posted on 26 ago 2010 at 11:34am

Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti presidenti di Federconsumatori e Adusbef lanciano l’allarme. Al rientro dalla vacanze, gli italiani si troveranno a fare i conti con aumenti che coinvolgeranno un po tutti i settori, dai trasporti, alle bollette di gas,luce e acqua, passando anche per banche e multe. “Ci sarà inevitabilmente un nuovo abbattimento del potere di acquisto delle famiglie, già duramente provato dalla grave crisi che il Paese sta attraversando da molto tempo, e dalle manovre economiche inique e sbagliate. Guardando ai dati relativi alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie, emerge chiaramente la drammaticità della situazione: dal 2007 al 2010 la caduta è stata di ben il 9,6%. E’ indispensabile agire con determinazione avviando un processo di detassazione per le famiglie a reddito fisso ed operando un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe”. Ma quali saranno gli aumenti al rientro dalle vacanze? L’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, ha analizzato la sitauzione ed ha scoperto che i rincari dovrebbero arrivare fino a 1118 euro a famiglia, non risparmiando nessun settore. Ecco la tabella di Federconsumatori:
ASSICURAZIONE AUTO: 159 euro
TARIFFE AEREE E AEROPORTUALI: 65 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI: 60 euro
RICORSO MULTE E CONTENZIOSI: 55 euro
TARIFFE GAS: 107 euro
TARIFFE ACQUA: 19 euro
TARIFFE RIFIUTI: 38 euro
SERVIZI BANCARI: 30 euro
MUTUI: 65 euro
CARBURANTI: 120 euro
TARIFFE ELETTRICHE: meno 15 euro
TRENI: 65 euro
ADDIZIONALI LOCALI: 60 euro
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: 32 euro
DERIVATI DEL PETROLIO E PRODOTTI PER LA CASA: 82 euro
RISCALDAMENTO: 140 euro
SCUOLA E LIBRI: 36 euro
TOTALE: 1118 euro

Pietro Gugliotta

Fallisce l'azienda Viaggi del Ventaglio

Fallisce l’azienda Viaggi del Ventaglio

Posted on 20 lug 2010 at 12:13pm

Sito fuori servizio per manutenzione“. Rimane questo del portale per le prenotazioni dell’azienda Viaggi del Ventaglio, uno dei marchi piu famosi per l’organizzazione dei viaggi. Nessuna traccia sul sito della situazione economica della Viaggi del Ventaglio: la società infatti è fallita, un buco da 200 milioni di euro da risanare, con tantissimi cittadini che avevano già prenotato vacanze per questa estate e non sanno se potranno partire. Ma in queste condizioni ci sono anche i tour operator che hanno venduto fino agli ultimi giorni prima di venerdì, giornata del fallimento, altri pacchetti vacanze ai propri clienti, forse non consapevoli della gravità della situazione della società Viaggi del Ventaglio. Già negli ultimi anni, la società era in grossa difficoltà: stipendi non pagati, tagli al personale, vendite di progetti paralleli come la compagnia aerea di carther Livingston. Si cercavano nuovi soci, soci che non sono mai arrivati. E si è giunti al capolinea, con le associazioni dei consumatori sul piede di guerra.
Ecco cosa pubblica la Federconsumatori sul proprio sito: “Nel ribadire che Federconsumatori, attraverso i propri sportelli, è a disposizione non solo per dare tutte le informazioni di comportamento al fine di difendere e mantenere i diritti dei cittadini coinvolti nel fallimento di “il ventaglio” e che si trovano sul sito della Federconsumatori (comportamenti da tenere, cose da fare attraverso raccomandate corredate da testimonianze varie, insinuazione al passivo, richieste al fondo per il turismo ecc. ecc.), ribadisce alcune questioni fondamentali per alleggerire eventuali situazioni che comportino ulteriori danni ai cittadini: la Farnesina verifichi, controlli e intervenga là dove sussistano problemi di rimpatrio; le Agenzie di viaggio, qualora avessero venduto pacchetti turistici. intervengano immediatamente per avvisare ed informare i cittadini coinvolti anche al fine di evitare false partenze; che i mass-media diano la massima diffusione dell’avvenuto”.
Sullo stesso piano, anche il Codacons: “Con un esposto presentato oggi alle Procure della Repubblica di Roma e Milano, il Codacons chiede alla magistratura in indagare in merito alla vicenda conclusasi con il fallimento del gruppo “I viaggi del ventaglio’, ed accertare le responsabilità e gli eventuali profili penali connessi, come quello di concorso in truffa aggravata.
Nel mirino dell’associazione sono finiti gli amministratori della società, la Consob e le singole agenzie di viaggio, nonchè il liquidatore e il curatore fallimentare della società medesima, che avrebbero dovuto sospendere tempo fa la vendita dei prodotti del tour operator fallito. Non capiamo come sia stato possibile continuare a vendere pacchetti turistici del Ventaglio nonostante il grave stato di dissesto economico della società, noto ad una moltitudine di soggetti, e addirittura anche dopo la dichiarazione di fallimento – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – La magistratura dovrà verificare le responsabilità di quei soggetti che, pur essendo a conoscenza della situazione a dir poco critica, hanno consentito la vendita di vacanze “bufala’ a migliaia di ignari cittadini, soggetti che devono essere puniti col carcere!’. Il Codacons diffida inoltre le agenzie di viaggio che hanno venduto pacchetti del tour operator fallito, a non versare alla società i corrispettivi pagati dai consumatori. Tra il momento in cui un cittadino acquista un pacchetto turistico e il momento in cui l’agenzia gira il corrispettivo al tour operator, infatti, vi è un margine di tempo che può arrivare anche a 90 giorni – spiega il Codacons – Considerata l’esigenza di tutelare i viaggiatori, le agenzie devono bloccare qualsiasi versamento in favore dei Viaggi del Ventaglio, e restituire interamente ai consumatori quanto da loro pagato. A tal fine invitiamo gli utenti che hanno di recente acquistato pacchetti vacanze del gruppo, ad inviare una lettera raccomandata oltre che alla Società, anche alla agenzia di viaggio, diffidando dal versare l’importo alla società fallita e chiedendo la restituzione immediata di quanto pagato”.

Vedremo nei prossimi giorni quali sono gli sviluppi per i cittadini che hanno acquistato pacchetti viaggio con Viaggi del Ventaglio.

Pietro Gugliotta

Istat, a giugno rallenta l'inflazione

Istat, a giugno rallenta l’inflazione

Posted on 15 lug 2010 at 9:39am

Secondo i dati calcolati dall’Istat, l’inflazione a giugno è scesa all’1.3% annuo, rallentando dunque di 0,1% rispetto al mese di maggio. Ciò conferma – fanno sapere dall’Istat – le stime preliminari sull’inflazione. Sulla base mensile, i prezzi restano pressochè invariati, mentre il carrello della spesa (sempre su base mensile) è più conveniente. Gli aumenti principali invece sono su base annua: su tutti, benzina verde e prodotti energetici in generale. Le associazioni Federconsumatori e Adusbef commentano così i dati sull’inflazione in Italia. “La conferma del tasso di inflazione all’1,3% rappresenta, come sottolineiamo da tempo, un dato estremamente grave per la nostra economia e per il benessere delle famiglie. Mentre i consumi si contraggono, le vacanze sono sempre più un miraggio per la maggior parte delle famiglie, l’onda lunga di cassa integrazione e licenziamenti non accenna ad arrestarsi, incidendo sempre di più sulla capacità di acquisto delle famiglie, i prezzi in crescita dell’1,3% rappresentano un fattore completamente in controtendenza rispetto all’andamento economico.L’inflazione a questi livelli desta grande preoccupazione viste le ricadute di 390 euro annui che comporterà per ogni famiglia, alimentando così quel circolo vizioso che, contraendo il potere di acquisto, contribuisce sempre di più alla caduta dei consumi, con conseguenze drammatiche sulla produzione e sull’intero sistema economico. Anziché aumentare le tariffe, ad esempio quelle autostradali, bisognerebbe bloccare prezzi e tariffe, agendo, di pari passo, per eliminare e sanzionare le speculazioni”. Adusbef e Federconsumatori concludono la nota con un auspicio per il futuro. “Alla luce delle misure inique prospettate dalla manovra del Governo, la stangata di aumenti nel 2010, così come calcolato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, toccherá quota 886 euro annui a famiglia. Per questo è urgente intervenire con una manovra che, oltre al risanamento, punti al rilancio della domanda di mercato ed al sostegno agli investimenti nei settori trainanti dell’economia, avviando così una vera ripresa e ristabilendo, contemporaneamente, equitá, senza intaccare i redditi già duramente provati di pensionati e lavoratori”.

Pietro Gugliotta