
Il sito InterBrand.com ha pubblicato l’annuale classifica dei 100 marchi di maggior valore a livello mondiale. Una classifica che porta tanti tipi di marchi, dall’elettronica, al cibo, passando per vestiario o accessori o automobili. Il marchio di maggior valore è quello della Coca Cola, seguito dall’IBM e dalla Microsoft ed al quarto posto da Google. Notiamo dunque come il marchio Coca Cola sia in aumento del 2% e sia l’unico marchio che riesca a combattere l’egemonia dei marchi elettronici, che sono in grandissima crescita. Anche McDonald “tiene botta” e si piazza in sesta posizione, circondato sempre da marchi di prodotti elettronici. Al nono posto troviamo la Disney, il primo marchio automobilistico è quello della Toyota, che si colloca in undicesima posizione, seguito da Mercedes Benz in dodicesima e da BMW in quindicesim. Il primo marchio di lusso è invece Louis Vuitton, al sedicesimo posto, solo un gradino piu in basso per la Apple di Steve Jobs. Prima new entry è la Sprite al 61esimo posto, seguita dalla Santander (68esimo posto) e da Barclays (74esimo). Fra i marchi in calo percentuale troviamo Harley-Davidson (-24%), Toyota (-16%), Nokia (-15%).
Il primo marchio europeo è dunque l’azienda di telefonia Nokia (Finlandia) all’ottavo posto, mentre l’Italia riesce a portare in classifica solo tre marchi: sono tutti in discesa, Gucci al 44 esimo posto (era 41esimo), la Ferrari al 91esimo posto (era 88esima) ed Armani al 95esimo posto (era 89esimo). Nonostante i marchi italiani siano tutti in discesa, sono tutti in positivo, infatti il loro valore è in aumento.
Pietro Gugliotta

Si è da poco conclusa la conferenza stampa a Torino, per annunciare il passaggio del timone della Fiat fra Luca Cordero di Montezemolo, ed il nuovo presidente John Elkann.
Queste le parole dell’ex numero uno del Lingotto che comunque manterrà la presidenza della Ferrari. “Il piano che la Fiat presenterà domani è estremamente ambizioso, importante e decisivo. Approvo totalmente il piano – ha esordito Montezemolo – che apre una pagina nuova nella storia della Fiat. Il mio ruolo di traghettatore è finito, perché da domani inizierà una nuova stagione per l’azienda che durerà cinque anni. Oggi Fiat è un’azienda sana e competitiva. È cresciuta a tutti i livelli e in tutti i settori, grazie al lavoro di Marchionne e di tutti gli uomini e le donne che lavorano in Fiat. Se scenderò in politica? No, non ho nessuna intenzione di scendere in politica” ha aggiunto Montezemolo.
“Grazie a Montezemolo a nome mio e della famiglia“: sono queste le prime parole John Elkann, neopresidente della Fiat durante la stessa conferenza stampa. “Quei momenti nel maggio 2004 sono stati molto difficili, e quando abbiamo chiesto a Montezemolo di accettare la presidenza Fiat, Luca l’ha fatto e gli siamo molto grati. Sono contento – dice Elkann rivolgendosi a Montezemolo - che tu rimanga consigliere e presidente della Ferrari. Questo è di buon auspicio. Alla Fiat non ci saranno vicepresidenti”, ha poi concluso così il suo intervento John Elkann.
L’amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha invece spiegato che “nel corso degli ultimi sei anni si sono create le condizioni per una grandissima relazione tra me e Luca, rimaniamo amici”. Marchionne domani presenterà il nuovo piano aziendale della Fiat. Parole di stima per il lavoro di Montezemolo arrivano anche dal ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola: “Dobbiamo tutti profonda riconoscenza a Luca Cordero di Montezemolo per la sua opera di presidente della Fiat in questi sette anni”.

Pubblicata una lista degli stipendi dei grandi dirigenti del mondo della finanza Italiana, e a sorpresa, come si poteva pensare, il gruppo Pirelli non “vince” questa classifica, la stravince! Infatti è primo Carlo Puri Negri, proprio l’ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Re con uno stipendi di 14 milioni di euro, busta paga dimezzata per Claudio De Conto, ex direttore generale di Pirelli, che guadagna 7,3 milioni di euro. Terzo l’attuale presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera che si deve “accontentare” di 5,6 milioni di euro.
Dunque la Pirelli occupa, sia con i suoi passati dirigenti, che con l’attuale Tronchetti Provera, i tre gradini più alti di questa speciale classifica. E’ chiaro che a pesare sui primi due stipendi, c’è il “macigno” della liquidazione: infatti ben 9,4 milioni di euro, sono stati attribuiti a Puri Negri per la cessazione anticipata del mandato, mentre altri 5 milioni, sempre come liquidazione, sono stati corrisposti a Claudio De Conto.
La classifica prosegue con due amministratori del gruppo Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, presidente Fiat e Ferrari con 5.177.000 euro, mentre dietro segue Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo torinese, con poco meno di 4,8 milioni di euro. Questa la top 5 dei manager più ricchi d’Italia, secondo quanto riportato dallla lettura dei bilanci 2009 delle società quotate in Borsa, appena pubblicata. E i banchieri? I banchieri da sempre fra i manager più pagati d’Italia, “vincono” un’altra speciale classifica, quella degli aumenti di stipendio fra 2008 e 2009: infatti l’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, con 4,3 milioni in busta paga nel 2009, e Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa, con 3,8 milioni di euro, sono fra i più pagati del settore bancario.

Un ottimo mese di gennaio per il mercato automobilistico in Europa, che ha fatto segnare un deciso progresso del 13% rispetto al gennaio 2009. Le nuove immatricolazioni del gennaio 2010 sono state 1.085.894, mentre quelle dello stesso mese dello scorso anno sono state 961.336. A divulgare i dati è stata l’Acea (Associazione dei costruttori europei). Occorre ricordare che i dati di questo primo mese del 2010 seguono i dati più che positivi del mese di dicembre 2009, che aveva fatto segnare un notevole +16%, rispetto allo stesso mese del 2008.
In Italia sono state consegnate oltre 200 mila unità, con una crescita del 30,2% rispetto alle 158.467 unità di gennaio 2009. Quota di mercato europea in crescita per il gruppo Fiat, che ha raggiunto 9,2% rispetto all’8,7% del gennaio dello scorso anno. A gennaio 2010 i primi tre costruttori europei a dominare il mercato a livello di immatricolazioni sono stati Wolkswagen, il gruppo Psa Peugeot Citroen e Renault. Quinto posto per il gruppo Fiat.
Brutte notizie dal mondo Ferrari, che ha chiuso il 2009 con un fatturato consolidato pari a 1,778 miliardi di euro, facendo registrare un -7% rispetto al 2008. Decremento anche per l’utile operativo, che passa dai 341 milioni del 2008 ai 245 milioni del 2009. Le consegne di vetture al cliente sono state di 6.250 unità, -5% rispetto all’anno prima. Da notare come il prodotto Ferrari stia crescendo nei mercati dei paesi emergenti, in Cina, per esempio, si è verificato un aumento delle vendite pari al 29%.
Giuseppe Raso