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Forbes: un messicano il più ricco al mondo, arretra Berlusconi

Forbes: un messicano il più ricco al mondo, arretra Berlusconi

Posted on 11 mar 2011 at 2:46pm

Come di consueto, ogni anno la rivista economica Forbes pubblica la classifica degli uomini più ricchi del mondo. Quest’anno al primo posto si conferma il messicano Carlos Slim, patron della Telecom del paese centroamericano, che dunque è l’uomo più ricco al mondo. In seconda posizione troviamo Bill Gates, il fondatore di Microsoft, mentre sul gradino più basso del podio, troviamo Warren Buffet, di Bertshire Hathaway. Per trovare un europeo dobbiamo scendere al quarto posto, dove si piazza il francese Bernard Arnault, patron dell’azienda del lusso Lvhm, che di recente ha acquisito Bulgari. Nonostante sia stato un 2010 molto negativo per l’economia mondiale, Forbes evidenzia che è aumentato il numero dei miliardari (in dollari) nel mondo: infatti sono aumentati di poco meno di 200 unità, passando dai 1.011 miliardari del 2010, ai 1.210 del 2011. Due terzi dei miliardari si trovano fra Brasile e Russia, invece il numero dei “paperoni” cinesi è addirittura raddoppiato, mentre il titolo di Paese più ricco al mondo resta agli Stati Uniti. E gli italiani? Il primo  italiano, anzi il primo cognome italiano, in questa graduatoria è quello dei Ferrero, che si piazza al 32esimo posto, perdendo 4 posizioni rispetto allo scorso anno. Il secondo italiano in questa graduatoria è il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, 71esimo. In grande discesa il premier italiano Silvio Berlusconi, che crolla dal 74esimo posto dello scorso anno, addirittura al 118esimo posto. Seguono Armani (136esimo) e più staccati i Benetton al 488esimo posto.

Pietro Gugliotta

Forbes, il messicano Slim è l’uomo più ricco del pianeta

Forbes, il messicano Slim è l’uomo più ricco del pianeta

Posted on 12 mar 2010 at 2:38pm

L’uomo più ricco del mondo non è più Bill Gates. Ebbene si, a spodestare lo statunitense è stato il messicano Carlos Slim, un imprenditore messicano. Nella speciale classifica dei miliardari stilata da Steve Forbes, miliardario anche lui, si può notare come la differenza tra i due magnati risulti ben poca cosa, 53,5 miliardi di dollari per Slim e 53 miliardi per Gates. Era dal 1994 che un non americano non raggiungeva la vetta.

A cedere una posizione è stato anche un altro americano, Warren Buffett, che era il numero due, ed ora occupa la terza piazza. Per gli americani è dunque un segnale forte questa perdita di posizioni, che è accompagnata anche dalla notizia che gli statunitensi che hanno accumulato un patrimonio superiore al miliardo è sceso dal 45 al 40%.

Il primo degli Italiani è Michele Ferrero, che è balzato alla 28esima posizione, quasi raddoppiando la sua fortuna, da 9,5 a 17 miliardi. Segue Leonardo del Vecchio, che dal 71esimo posto è salito alla posizione numero 59 superando Silvio Berlusconi, che invece è sceso al 74esimo posto. Nonostante questa lieve discesa del Premier, i miliardi sono aumentati da 6,5 a 9. Nell’interessante graduatoria a crescere sono anche i nuovi ricchi provenienti dai paesi emergenti, tra i quali spiccano Cinesi e Indiani, e a sorpresa a guadagnare terreno è anche il brasiliano Eike Batista, che è balzato dal 61esimo posto all’ottavo. Tra gli europei spicca il francese Bernard Arnault, il re di Luis Vitton, che ha raggiunto la posizione numero 7, con 27 miliardi e mezzo.

Kraft/Cadbury: è nato il gigante dell’industria dolciaria

Kraft/Cadbury: è nato il gigante dell’industria dolciaria

Posted on 04 feb 2010 at 7:44am

È andata finalmente in porto una trattativa molto lunga e sofferta. Dopo cinque mesi di colpi di scena ecco approvata dagli azionisti di Cadbury la vendita all’americana Kraft, che si è assicurata il 72% della società britannica. Gli azionisti del colosso inglese della cioccolata hanno accettato 500 pence e 0,1874 azioni Kraft per ogni azione detenuta in Cadbury. Nasce così la più grande azienda dolciaria del mondo, che potrà contare su un giro d’affari di 50 miliardi di dollari distribuiti in più di 150 paesi.

Irene Rosenfeld, l’amministratore delegato di Kraft, vuole assolutamente chiudere l’operazione in maniera definitiva. La scalata a Cadbury ha un valore di 19,5 miliardi di dollari (circa 13,9 miliardi di euro). Dunque Kraft diventa il socio di maggioranza di Cadbury, anche se sarà necessario detenere il 75% della azioni, per depennare l’industria britannica dalla quotazione alla Borsa Inglese.

Il presidente di Cadbury, Roger Carr e il resto del consiglio si dimetteranno dopo la diffusione dei dati sui risultati 2009. Intanto la Rosenfeld ha fatto sapere che il nuovo gigante avrà un enorme potenziale di crescita nel settore snack, dolciumi e cibi preconfezionati. Da elogiare la battaglia di Kraft, che ha dovuto confrontarsi con altre realtà dolciarie molto importanti, come l’Hershey, la Ferrero e la Nestlè, che avevano studiato controfferte molto competitive.

Giuseppe Raso

Ferrero: tramontata l’operazione Cadbury

Ferrero: tramontata l’operazione Cadbury

Posted on 15 gen 2010 at 8:25am

Cambio di rotta per la Ferrero, che secondo alcune indiscrezioni, vedendo sfumata l’operazione Cadbury, avrebbe deciso almeno per il momento di continuare a crescere per vie interne in modo conforme alla sua storia. Il tutto è chiarito dalla immancabile prudenza che ha sempre accompagnato la società piemontese. La Ferrero ha chiaramente preso coscienza del proprio ruolo di multinazionale, ma niente acquisizioni, il suo impero si basa su solide basi che la rendono sempre competitiva, dunque non c’è fretta per operazioni finanziarie di alto livello.

La Ferrero può contare su 38 società operative, 14 stabilimenti, 22.000 lavoratori e una leadership in Europa occidentale che va un po’ stretta. Infatti una delle sfide più volte annunciate dai fratelli Ferrero è quella di conquistare ulteriori mercati in modo tale da creare un “Ferrero Mondiale”. Puntare dunque all’Est europa, all’Oriente e all’America.

Il commercio in aree come India, Cina e Sud America, implica l’introduzione di nuovi prodotti, adatti anche alle particolari temperature delle regioni. L’orientamento è quello di creare prodotti freschi e resistenti alle temperature più elevate. Il Fatturato del gruppo è così ripartito: Europa 61%, Italia 25% e Altri Paesi 14%, la controllata italiana Ferrero Spa ha chiuso l’esercizio 2008-2009 con un fatturato di 2.252 milioni di euro, il bilancio consolidato del gruppo si è chiuso invece con 6.214 milioni di euro di fatturato. Intanto resta da capire cosa succederà alla Cadbury, tramontata l’opzione Ferrero, Kraft avrebbe il via libera, ma solo in caso di rilancio, che dovrebbe così convincere definitivamente i soci del gruppo inglese.

Giuseppe Raso