Posts Tagged ‘fiat’

Federmeccanica:

Federmeccanica: “Abbiamo disdetto il contratto del 2008″

Posted on 08 set 2010 at 12:12pm

Pierluigi Ceccardi, presidente di Federmeccanica, ha comunicato che “è avvenuto il recesso del contratto nazionale siglato il 20 gennaio 2008 e valido fino al 2012“. Il presidente ha poi spiegato che “il contratto non sarà piu valido dal primo gennaio 2012. Inoltre – spiega Ceccardi – la decisione di considerare già spirato il contratto è avvenuta a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom relative all’applicazione di tale accordo ed è comunicata in via meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende”. E’ stato un atto dovuto, in modo tale da permettere a Federmeccanica di potersi sedere al tavolo delle trattative con Fiat, insieme ai sindacati Fim, Uilm, Fismic e Ugl, per la ratifica di un contratto nazionale con norme specifiche per il settore dell’auto. “Fiat non ha spinto per niente, l’accelerazione che abbiamo imposto oggi è per tutelare le esigenze delle aziende metalmeccaniche e di un milione di lavoratori che dipendono da esse. Il consiglio direttivo – prosegue Ceccardi – ha preso in esame l’evoluzione dei rapporti sindacali nel settore dopo il rinnovo del contratto nazionale del 15 ottobre 2009 e la vicenda relativa allo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Il convincimento unanime è la necessità di proseguire con determinazione nell’adeguamento delle relazioni industriali, sindacali e contrattuali alla domanda di maggior affidabilità e flessibilità che proviene dalle imprese per consentire loro una migliore tenuta rispetto all’urto della competizione globale. E’ urgente una regolamentazione condivisa del sistema di rappresentanza – spiega il presidente di Federmeccanica – sulla cui necessità esiste generale consenso e disponibilità dichiarata dalle parti. Tale regolamentazione è prevista dall’accordo interconfederale del 15 aprile 2009, non sottoscritto dalla Cgil. L’auspicio di Federmeccanica è che anche l’organizzazione guidata da Guglielmo Epifani faccia marcia indietro e che le confederazioni attivino al più presto un tavolo per regolamentare la materia per via pattizia”.

Pietro Gugliotta

Mercato dell'Auto, -19.27% rispetto a luglio 2010

Mercato dell’Auto, -19.27% rispetto a luglio 2010

Posted on 02 set 2010 at 3:11pm

Ancora un mese terribile per le vendite nel settore Auto: -19.27% rispetto al mese di luglio 2010, con una flessione che prosegue ormai da parecchi mesi. Sono state vendute solo 68.718 vetture: questo è il punto più basso degli ultimi 17 anni. I dati sono stati resi noti ieri nel tardo pomeriggio, a borse chiuse, per evitare ulteriori tracolli alle aziende, una su tutte la Fiat. La casa torinese infatti ha una flessione del 26.39% rispetto allo scorso agosto, ovviamente a causa degli incentivi che avevano “gonfiato” tutto il mercato dell’auto. Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, associazione che rappresenta le case estere in Italia, ha definito i dati come pessimi. “Si conferma il quadro di forte disagio dell’intera filiera che si riflette fortemente anche sulle reti di vendita, con molti concessionari in difficoltà”. Dello stesso avviso anche Filippo Pavan Bernacchi, il presidente di Federauto.”Oltre la metà dei concessionari consuntiveranno nel 2010 una forte perdita e molti saranno costretti a chiudere i battenti. In termini assoluti, secondo Federauto, verranno bruciati 15.000 posti di lavoro diretti nelle concessionarie e lo Stato introiterà circa 2 miliardi di Iva e altre imposte in meno. Nel settore auto, si rischia una vera ecatombe che mostrerà il suo vero volto quando gli ammortizzatori sociali non saranno più sostenibili”. Al momento l’unica soluzione possibile sembra quella di chiedere degli incentivi per tutto il comparto auto allo Stato, che però difficilmente potrà accettare la richiesta.

Pietro Gugliotta

Marchionne:

Marchionne: “Grande rispetto per Napolitano, la Fiat perde solo in Italia”

Posted on 28 ago 2010 at 12:07pm

Sergio Marchionne, è intervenuto al meeting di Comunione e Liberazione in corso nei giorni scorsi a Rimini. Tanti gli argomenti, dalla posizione della Fiat in Italia e nel mondo, all’economia di questi giorni e la chiusura è stata dedicata al caso dello Stabilimento di Melfi e degli operai licenziati. L’unica area del mondo in cui Fiat è in perdita è l’Italia. Trovo assurdo che la Fiat sia apprezzata e riceva complimenti ovunque fuorché in Italia. Non ci aspettiamo fanfare ma neanche fischi. La Fiat è sempre la stessa sia che si guardi all’Europa agli Stati Uniti o al Sud America. I principi della Fiat sono uguali in ogni parte del mondo, è un’azienda seria, gestita da persone serie con forti cariche e patrimonio di valori. In Italia ci manca la voglia e abbiamo paura di cambiare. In questi giorni c’è una contrapposizione fra due modelli: uno difende il passato e l’altro che vuole andare avanti. Se non lasciamo alle spella vecchi schemi non ci sarà spazio per vedere nuovi orizzonti. A volte penso che gli sforzi di Fiat in Italia non siano compresi. Non siamo più negli anni Sessanta non c’è una lotta fra capitale e lavoro, fra padroni e operi. Se l’Italia non riesca ad abbandonare questo modello di pensiero non raggiungeremo mai niente. Ora c’è bisogno di uno sforzo collettivo, un patto sociale per condividere impegni, sacrifici e consentire al Paese di andare avanti. Una occasione per costruire il paese che lasceremo alle nuove generazioni”. Sul caso Fiat-operai di Melfi, Marchionne poi ha aggiunto: “Ho grandissimo rispetto per il presidente della Repubblica come persona e per il suo ruolo istituzionale: per la sua posizione istituzionale accetto quello che ha detto come un invito a trovare una soluzione”.

Pietro Gugliotta

Caso Fiat-Melfi, operai scrivono a Napolitano

Caso Fiat-Melfi, operai scrivono a Napolitano

Posted on 25 ago 2010 at 12:57pm

La decisione della Fiat di non reintegrare i tre licenziati dello Stabilimento di Melfi, ha smosso un polverone mediatico incredibile. I tre operai hanno deciso di rivolgersi al presidente della Repubblica, con questa lettera. “Ci rivolgiamo a lei, presidente, perché richiami i protagonisti di questa vicenda al rispetto delle leggi. Signor presidente per sentirci uomini e non parassiti di questa società vogliamo guadagnarci il pane come ogni padre di famiglia e non percepire la retribuzione senza lavorare. La decisione della Fiat Sata di non reintegrarci nel nostro posto di lavoro è una palese violazione della legge ma, in uno Stato di diritto non dovrebbe essere neppure consentito di dichiarare a tutti (stampa compresa) di voler disattendere un provvedimento legalmente impartito dalla autorità giudiziaria con ciò mostrando disprezzo per la Costituzione e per le leggi”. E il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha subito risposto ai tre lavoratori. “Anche per quest’ultimo sviluppo della vicenda è chiamata a intervenire, su esplicita richiesta vostra e dei vostri legali, l’Autorità Giudiziaria: e ad essa non posso che rimettermi anch’io, proprio per rispetto di quelle regole dello Stato di diritto a cui voi vi richiamate. Comprendo molto bene come consideriate lesivo della vostra dignità “percepire la retribuzione senza lavorare”. Il mio vivissimo auspicio – che spero sia ascoltato anche dalla dirigenza della FIAT – è che questo grave episodio possa essere superato, nell’attesa di una conclusiva definizione del conflitto in sede giudiziaria, e in modo da creare le condizioni per un confronto pacato e serio su questioni di grande rilievo come quelle del futuro dell’attività della maggiore azienda manufatturiera italiana e dell’evoluzione delle relazioni industriali nel contesto di una aspra competizione sul mercato globale”.

Pietro Gugliotta

Fiat, novità sugli operai licenziati a Melfi

Fiat, novità sugli operai licenziati a Melfi

Posted on 23 ago 2010 at 12:08pm

Nuovi sviluppi sul caso Fiat- lavoratori Melfi. Come già scritto nei giorni scorsi, in questo articolo, il Giudice del Lavoro aveva disposto il reintegro dei tre licenziati a seguito di una decisione “anti sindacale”. La Fiat però ha presentato ricorso, ne avevamo parlato in questo articolo. Adesso arrivano novità proprio dall’azienda del Lingotto: la Fiat ha inviato nei giorni scorsi un telegramma ad ognuno dei tre lavoratori, spiegando che “l’azienda non intende avvalersi delle loro prestazioni”, invitandoli a non presentarsi in fabbrica quest’oggi, lunedì 23 agosto, data imposta dal Giudice del Lavoro per il reintegro. Inoltre la Fiat rispetterà il loro contratto, fino al 6 ottobre, data in cui il ricorso presentato dalla Fiat verrà discusso. La replica dei lavoratori non si è fatta attendere: Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli non ci pensano a rimanere a casa. Uno dei tre ha dichiarato: “noi non siamo parassiti, noi vogliamo il nostro posto di lavoro. Se per la Fiat la sentenza del giudice è carta straccia, se ne assuma la responsabilità”. Ad attendere il ritorno al lavoro dei tre operai anche un presidio della Fiom, sindacato a cui i tre lavoratori sono iscritti. Il mondo sindacale italiano è unito nel dire che la mossa del telegramma della Fiat sia sbagliata: lo afferma anche Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. “Il telegramma, inviato dalla Fiat, è un atto autoritario affrettato, sbagliato e in evidente contrasto con le leggi del nostro Paese”. Dello stesso avviso anche gli altri leader sindacali.

Pietro Gugliotta

Fiat di Melfi, il Lingotto presenta il ricorso sul reintegro

Fiat di Melfi, il Lingotto presenta il ricorso sul reintegro

Posted on 16 ago 2010 at 12:17pm

Non si placano le polemiche fra la Fiat e i lavoratori reintegrati dello stabilimento di Melfi. In seguito alla decisione del Giudice del Lavoro, che ha chiesto il reintegro immediato dei tre lavoratori licenziati dalla Fiat, l’azienda torinese ha replicato con una nota. “Valuteremo le motivazioni di questa decisione che non appare coerente con il quadro istruttorio già emerso, pur nella sommarietà degli accertamenti condotti” si legge nella nota della Fiat. L’azienda torinese dunque annuncia un rapido ricorso e spiega che “su questi stessi fatti è stata presentata una denuncia in sede penale. Nella convinzione di aver offerto prove incontrovertibili del blocco volontario delle linee di montaggio, che ha determinato un serio pregiudizio per l’azienda costringendola ad assumere doverosi atti di tutela della libertà di tutti i lavoratori e della propria autonomia imprenditoriale, verrà quindi presentato ricorso in opposizione alla decisione nel più breve tempo possibile”. Non hanno tardato ad arrivare le prime repliche dei sindacati. Giorgio Airaudo, segretario regionale piemontese del sindacato Fiom, commenta così. “Devo dire che ce lo aspettavamo. D’altra parte ci sono i diversi gradi di giudizio, l’azienda ha diritto a usare tutti gli strumenti che la legge le da. Il problema è che hanno sbagliato a licenziarli. I problemi non si risolvono con licenziamenti, interventi disciplinari, contrapponendo i lavoratori e dividendo i sindacati, come sta facendo la Fiat”.

Pietro Gugliotta

Fiat, reintegrati i tre operai licenziati a Melfi

Fiat, reintegrati i tre operai licenziati a Melfi

Posted on 11 ago 2010 at 11:04am

Si risolve in maniera negativa la questione dei tre operai licenziati dalla Fiat nello stabilimento di Melfi. L’8 luglio scorso, l’azienda torinese aveva sospeso e poi licenziato tre lavoratori: i tre avevano bloccato un carello robotizzato che trasportava dei materiali, durante una azione di protesta. Questo carrello aiutava altri operai che avevano deciso di non scioperare, dunque per la Fiat si trattava di interruzione di lavoro. Il provvedimento aveva fatto molto scalpore, perchè due dei licenziati facevano anche parte del sindacato Fiom-Cgil. Il Giudice del Lavoro si è pronunciato ieri, con una decisione perentoria: i tre operai vanno immediatamente reintegrati nel loro posto di lavoro. L’azione della Fiat è stata giudicata “antisindicale”. La Fiat ha scelto di non commentare la decisione del Giudice del Lavoro, al contrario i sindacati hanno espresso il loro parere in merito a questa vicenda. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. “Ora sarebbe utile che tutti si fermassero a riflettere. La teoria che, per uscire dalla crisi, bisogna mettere mano alla contrattazione, ai diritti e alla Costituzione, non solo è falsa ma riporta indietro di cent’anni il Paese”. Piu duro Giorgio Cremaschi, sempre della Fiom. “La sentenza dimostra che l’azienda vuole operare contro leggi e contratti. Si fermino tutti a riflettere per cercare, applicando il contratto che c’è, di creare le condizioni per difendere il lavoro e i diritti”. Il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere commenta così. “La sentenza che annulla il licenziamento, conferma come avessimo e come abbiamo ragione sul fatto che i diritti non possano essere messi in alternativa all’occupazione. La sentenza dimostra che la Fiat può anche sbagliare. Noi siamo sempre a disposizione per riaprire un confronto che possa mettere in campo relazioni sindacali più leali e corrette”. Questo il pensiero del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. “In questo Paese ci vuole un motivo legittimo per licenziare e l’onere di dimostrare che c’è un motivo legittimo spetta all’azienda ed è grave che lavoratori siano licenziati per l’attività sindacale che stavano svolgendo. Ma questo episodio non c’entra nelle relazioni industriale tra Fiat e sindacati”.

Chrysler, con Fiat aumentano gli utili

Chrysler, con Fiat aumentano gli utili

Posted on 10 ago 2010 at 12:17pm

Ottimi risultati nel secondo trimestre del 2010 per la Chrysler: l’azienda automobilistica americana con sede a Detroit, ha guadagnato 183 milioni di dollari di utili, con un aumento dei ricavi dell’8% e con una crescita del 28% rispetto al primo trimestre. Aumenta di conseguenza anche la liquidità della casa di Detroit, che sale fino a 10 miliardi di dollari. Sergio Marchionne, a.d. di Chrysler e Fiat, commenta i dati molto positivi del secondo semestre. “L’utile operativo nel secondo trimestre, conferma che il gruppo Chrysler sta procedendo in linea con gli obiettivi annunciati il 4 novembre 2009, fermo restando il fatto che uno straordinario lavoro si prospetta davanti a noi. Secondo le attese, il 2010 si sta concretizzando come un anno di transizione e stabilizzazione. Il Gruppo Chrysler deve continuare il proprio percorso di crescita con rigore, massima disciplina e focalizzazione sugli obiettivi”. Ed il prossimo obiettivo per la Chrysler è il rientro in Borsa“Lo sbarco in Borsa a Wall Street è un evento del 2011. Inoltre è matematicamente impossibile non rivedere le stime 2010, saremo la piu’ piccola casa auto di Detroit, non i piu’ scemi”. Il grande successo è dovuto anche all’arrivo del nuovo Grand Cherokee. “Il nuovo Grand Cherokee è il veicolo migliore prodotto nella storia di Chrysler: abbiamo finora ricevuto 70.000 Ordini per la vettura. Per fare fronte alle richieste, stiamo valutando di aggiungere un terzo turno di lavoro all’impianto di assemblaggio cherokee assembly”.

Pietro Gugliotta

Usa, Obama ringrazia Marchionne per il lavoro alla Chrysler

Usa, Obama ringrazia Marchionne per il lavoro alla Chrysler

Posted on 03 ago 2010 at 11:53am

La sinergia fra Fiat e Chrysler ha portato tantissimi benefici all’azienda automobilistica americana. A dirlo è il presidente americano, Barack Obama, che in una visita all’impianto di Jefferson North a Detroit, ha incontrato Sergio Marchionne. L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, saluta così Barack Obama, presidente americano. “Siamo onorati dall’avere il presidente con noi oggi. È stato grazie al coraggio delle sue decisioni che Chrysler è stata in grado sopravvivere e crescere a poco più di un anno dalla bancarotta”. Anche Obama ha elogiato il lavoro di Marchionne. “Marchionne sta facendo un grande lavoro. Un anno fa il futuro sembrava essere in dubbio, qualcuno mi ha detto era stupido aiutarvi, ma la nostra strategia era rimettere in carreggiata il settore automobilistico. Abbiamo una lunga strada da fare ma cominciamo a vedere che alcuni importanti decisioni pagano. Quest’industria cresce e diventa più forte, ha creato 55 mila posti di lavoro in un anno, uno studio indipendente attesta che se non avessimo aiutato Chrysler e Gm ne avremmo perduti un milione. Per la prima volta in sei anni tutti e tre i grandi produttori di auto registrano profitti, dunque un settore che torna a crescere”. In occasione dellaa visita del presidente Obama all’impianto di Jefferson North a Detroit è stata presenta la nuova Jeep Grand Cherokee.

Pietro Gugliotta

Stabilimento Termini Imerese, 15 settembre tavolo Governo-Fiat

Stabilimento Termini Imerese, 15 settembre tavolo Governo-Fiat

Posted on 01 ago 2010 at 10:37am

Non solo Mirafiori o Pomigliano d’Arco: adesso si deve prendere una decisione per lo stabilimento di Termini Imerese. La Fiat aveva già deciso di dismettere la produzione di auto in Sicilia, ma adesso serve una soluzione che possa accontentare i lavoratori. Se ne occuperà il 15 settembre il Governo, che insieme ai sindacati e ai rappresentanti del Lingotto, organizzerà un incontro per mostrare le proposte arrivate per l’acquisizione della fabbrica di Termini Imerese. Lo ha confermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Il Governo continuerà il processo in atto per la reindustrializzazione di Termini Imerese. Le parti saranno convocate entro il 15 settembre per discutere le proposte che Invitalia sta esaminando. Nel frattempo il dicastero dello Sviluppo economico continuerà le proprie iniziative attivando un tavolo su ricerca e innovazione sostenibile per il settore auto. Il Governo – ha concluso Sacconi – completerà la definizione della nuova normativa, contenuta già nella manovra economica, sulla detassazione del salario incrementale a qualunque titolo prodotto in base ad accordi aziendali”. Chiede tempi certi e veloci il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. “Vogliamo, una volta per tutte, sbloccare questa pratica e far si’ che da prima che vada via la Fiat questo imprenditore possa cominciare a lavorare, visto che garantisce gli stessi posti di lavoro, realizza vetture con margini di profitto e senza lamentare, come faceva Fiat, di perdere mille euro a vettura? Sarebbe drammaticamente grave che noi perdessimo questa opportunita’ per colpa di ritardi burocratici o di disinteresse politico e amministrativo. Il governo regionale, in accordo con l’ente locale e con i lavoratori e dopo averne parlato piu’ volte in sede nazionale – conclude Lombardo- sollecita che questa pratica si chiuda a giorni, ben prima delle vacanze”.

Pietro Gugliotta