
Il mercato dell’auto non riesce a ripartire: si attendeva con ansia il dato di vendite di aprile, perchè era il primo mese in cui il paragone con i dati del 2010 non era “dopato” dagli incentivi statali dell’anno precedente. Il mese di aprile infatti ha fatto segnare un dato negativo, ovviamente non siamo ai livelli dei mesi scorsi, quando i numeri erano in doppia cifra, ma è pur sempre un dato allarmante. Infatti le immatricolazioni in Italia hanno visto una flessione del 2.24% rispetto ad aprile 2010, sono state solamente 157.309 le autovetture immatricolate nel nostro paese, un numero drammaticamente basso. Infatti un valore così basso non veniva segnalato da addirittura 15 anni. Come segnalano le statistiche, non è il dato in se stesso il fattore negativo: il 2.2% è un dato comunque accettabile, è il numero delle immatricolazioni che non lascia per nulla tranquilli. Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto spiega così la situazione. “Il mese di aprile fornisce la prima vera indicazione sull’andamento del mercato del 2011. È in quest’ottica che aprile è pessimo perché, paragonato al bruttissimo aprile dello scorso anno, sostanzialmente ne conferma i numeri”. Gianni Filipponi, direttore generale dell’UNRAE ha commentato così i dati di aprile. “Pur trattandosi di un numero non lontano da quello registrato lo scorso anno va ricordato che si tratta di volumi comunque molto bassi e per risalire a livelli inferiori alle 160.000 unità bisogna tornare indietro addirittura all’aprile di 15 anni fa. Anche per quanto riguarda gli ordini, lo scambio di dati tra ANFIA ed UNRAE indica una prima stima di 158.000 contratti, a conferma della debolezza del mercato”.
Pietro Gugliotta

Il mese di marzo è stato un altro mese disastroso per il mercato dell’auto in Italia. Per il dodicesimo mese consecutivo, il mercato dell’auto ha fatto segnare una variazione negativa rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ed il dato di marzo è particolarmente negativo: - 27.5% rispetto al mese di marzo 2010. Come sottolineano le associazioni di categoria, a marzo il volume delle auto vendute è stato inferiore alle 200 mila unità: infatti sono state vendute 187.687 vetture, contro le 259.115 del marzo 2010. E’ il dato peggiore da quindici anni a questa parte, un settore dunque in grave crisi. Anche il mercato dell’usato è in flessione, seppur leggera: infatti i trasferimenti di proprietà di auto usate sono diminuiti dell’1.31%, con un volume di 426.972 trasferimenti. Loris Casadei, Presidente dell’Unrae, prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. “Dal prossimo mese in poi il confronto avverrà senza quelle distorsioni che hanno di fatto reso complesse le valutazioni di prospettiva. Quel che però appare certo è che il trend del primo trimestre del 2011 sta esprimendo anche meno delle 1.850.000 immatricolazioni da noi indicate nel dicembre dello scorso anno”. Secondo Filippo Pavan Bernacchi, Presidente di Federauto, il 2011 sarà un anno a due velocità: a partire dal prossimo mese infatti la vendita di autovetture in Italia dovrebbe risollevarsi, tanto da poter raggiungere l’obiettivo di 1.850.000 immatricolazioni entro fine anno.
Pietro Gugliotta

Ancora un mese terribile per le vendite nel settore Auto: -19.27% rispetto al mese di luglio 2010, con una flessione che prosegue ormai da parecchi mesi. Sono state vendute solo 68.718 vetture: questo è il punto più basso degli ultimi 17 anni. I dati sono stati resi noti ieri nel tardo pomeriggio, a borse chiuse, per evitare ulteriori tracolli alle aziende, una su tutte la Fiat. La casa torinese infatti ha una flessione del 26.39% rispetto allo scorso agosto, ovviamente a causa degli incentivi che avevano “gonfiato” tutto il mercato dell’auto. Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, associazione che rappresenta le case estere in Italia, ha definito i dati come pessimi. “Si conferma il quadro di forte disagio dell’intera filiera che si riflette fortemente anche sulle reti di vendita, con molti concessionari in difficoltà”. Dello stesso avviso anche Filippo Pavan Bernacchi, il presidente di Federauto.”Oltre la metà dei concessionari consuntiveranno nel 2010 una forte perdita e molti saranno costretti a chiudere i battenti. In termini assoluti, secondo Federauto, verranno bruciati 15.000 posti di lavoro diretti nelle concessionarie e lo Stato introiterà circa 2 miliardi di Iva e altre imposte in meno. Nel settore auto, si rischia una vera ecatombe che mostrerà il suo vero volto quando gli ammortizzatori sociali non saranno più sostenibili”. Al momento l’unica soluzione possibile sembra quella di chiedere degli incentivi per tutto il comparto auto allo Stato, che però difficilmente potrà accettare la richiesta.
Pietro Gugliotta