
Le tre principali sigle sindacali del mondo dei trasporti hanno proclamato uno sciopero generale di quattro ore per giovedì 1 marzo: Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno inviato una comunicazione alla Commissione di Garanzia sullo sciopero, ai ministri del Lavoro e dei Trasporti ed al premier Mario Monti, per comunicare le modalità dello sciopero. “La mobilitazione e lo sciopero riguarderà tutte le attività del comparto, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario, dal trasporto aereo a quello marittimo e portuale. Stop anche all’autotrasporto, alla viabilità su strade e autostrade, alla navigazione sui laghi, all’autonoleggio, al soccorso stradale ed alle funivie” spiegano nella lettera le associazioni sindacali. Le gravi condizioni dei trasporti nel Paese sono la motivazione scatenante di questo sciopero, unito alla decisione del Governo di non investire nel settore dei trasporti, settore in ginocchio che avrebbe bisogno di decisi interventi. “È indispensabile una politica dei trasporti adeguata alle esigenze di sviluppo e soprattutto che siano corretti interventi sbagliati che aggravano i problemi per i cittadini, per la aziende e per i lavoratori” si legge nel comunicato congiunto di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Nei giorni precedenti allo sciopero, le tre organizzazioni sindacali dirameranno un comunicato per evidenziare le modalità dello sciopero nelle varie città italiane.
Pietro Gugliotta

E’ stato proclamato in questi giorni, uno sciopero nazionale dei trasporti per il 21 e 22 luglio. A darne comunicazione è un comunicato unitario di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast. Lo sciopero è stato indetto “a sostegno della vertenza per la sottoscrizione del nuovo contratto della Mobilità” si legge in una nota. Come spiegano le associazioni sindacali, il 21 luglio si fermeranno tutti gli addetti agli autobus che effettuano servizi extra urbani, mentre il giorno 22 luglio la protesta riguarderà il personale di bus, metro e tram dei servizi urbani. Per quello che riguarda i treni, gli addetti al trasporto ferroviario e alle attività connesse si fermeranno dalle 21 del 21 luglio alla stessa ora del 22 luglio. Le motivazioni di questo sciopero sono state ben spiegate nella nota rilasciata dai sindacati. “Lo sciopero si è reso necessario in considerazione del grave stato di tensione tra i lavoratori conseguente al mancato pagamento degli aumenti contrattuali relativi agli anni 2009-2010 e alla mancata soluzione contrattuale, la cui responsabilità è da ascrivere alle posizioni di chiusura datoriale. Nonostante gli impegni assunti dal governo anche in sede di confronto con le regioni le problematiche riferite al contratto della mobilità sono rimaste irrisolte e anche la richiesta di incontro inoltrata al presidente del Consiglio da parte dei segretari generali delle confederazioni non ha avuto alcun seguito”.
Pietro Gugliotta

Era stato indetto nei giorni scorsi, uno sciopero del trasporto pubblico locale a livello nazionale, che riguardava trasporto urbano ed interurbano su gomma e il trasporto ferroviario. Lo sciopero è stato indetto a sostegno della vertenza per il nuovo CCNL della Mobilità ed era stato appoggiato da tutte le principali sigle sindacali, da Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast.
L’astensione dal lavoro nel trasporto ferroviario sarà di 24 ore: partirà dalle 21 di giovedì 21 ottobre e terminerà alla stessa ora di venerdì 22 ottobre. Trenitalia ha già provveduto a comunicare che “alcuni treni potranno dunque essere oggetto di cancellazioni o limitazioni di percorso. I treni a media-lunga percorrenza saranno assicurati tutti i convogli elencati nell’apposita tabella A dei treni previsti in caso di sciopero nei giorni feriali e festivi, consultabile sull’orario ufficiale e sul sito web www.ferroviedellostato.it. Per quanto riguarda i treni regionali, saranno garantiti i servizi essenziali nelle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare nei giorni feriali (6-9 e 18-21)”.
Lo sciopero del trasporto urbano ed interurbano su gomma ha modalità diverse da città a città, ma il servizio resta garantito nella fascia fino alle ore 8.30 e dalle 17 alle 20. Ma in queste ultime ore è arrivata la notizia che lo sciopero potrebbe essere sospeso: infatti il Ministro dei Trasporti avrebbe fornito delle rassicurazioni proprio sul nuovo contratto della Mobilità e dunque lo sciopero nelle prossime ore potrebbe venire definitivamente sospeso.
Pietro Gugliotta

Ne avevamo già parlato il 12 agosto, quando si paventava la possibilità di uno sciopero a fine agosto, ma si pensava che la situazione fosse ancora sanabile. Pochi giorni dopo invece c’è stata la dichiarazione di insolveza per la Tirrenia e la situazione è degenerata. Adesso però i tempi sono molto brevi e lo sciopero è stato confermato: la Tirrenia, e la sua controllata Siremar, hanno comunicato uno sciopero di 48 ore, il 30-31 agosto. “Il previsto sciopero non ci sarà perché fino al 5 settembre la legge non lo consente”. Breve ma efficace il discorso del Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Giuseppe Caronia, il segretario della UilTrasporti, commenta così le parole del ministro. “Siamo consapevoli che è uno sciopero fuori dalle regole, non ci assoggetteremo ad una eventuale precettazione. Se non avessi dichiarato lo sciopero ci sarebbe stato il rischio di agitazioni spontanee e quindi, paradossalmente, la dichiarazione di sciopero ha un valore regolatorio. Mi auspico un atto di responsabilità da parte del governo nei confronti dei lavoratori e di chi deve rientrare dalle vacanze. C’è la necessità di una convocazione a Palazzo Chigi per mettere nero su bianco le garanzie per i lavoratori”. Anche i segretari generali di Fit-Cisl, Claudio Claudiani, e Filt-Cgil, Franco Nasso, appoggiano le parole di Caronia. “I vertici sindacali sono impegnati a trovare una adeguata soluzione alla complessa vicenda Tirrenia. Auspichiamo che Palazzo Chigi voglia intervenire già nei prossimi giorni con la consueta attenzione per avviare a positiva conclusione la privatizzazione del gruppo di navigazione. Inoltre chiediamo che vi sia a stretto giro una convocazione e si apra così un confronto decisivo per risolvere l’intricata privatizzazione del Gruppo Tirrenia che desta vivissima preoccupazione. La salvaguardia occupazionale, la continuità dei contratti e un futuro solido costituisce un elemento fondamentale per individuare le giuste soluzioni per la privatizzazione, evitando ipotesi pasticciate che finirebbero per danneggiare i lavoratori, la Compagnia e i cittadini che necessitano di una rete di collegamenti marittimi efficienti”.
Pietro Gugliotta