
Il premier Silvio Berlusconi ha dichiarato che la migliore ricetta contro la speculazione è la riduzione della spesa pubblica e dell’intervento dello Stato nell’economia. Sempre per il premier ha voluto sottolineare che si tratta di provvedimenti equilibrati e inevitabili. In effetti tale manovra punta a prelevare più risorse dagli evasori, cercando un utopico riequilibrio dei prelevamenti fiscali.
La cosa certa di questa manovra saranno i sacrifici che dovranno essere sostenuti dalla collettività. Il costo dello Stato è divenuto davvero insostenibile e Silvio Berlusconi sembra intenzionato ad alleggerire il peso dell’apparato burocratico sulle finanze italiane.
Il testo della manovra risulta molto complesso, costituito da 54 articoli divisi su tre capi, a loro volta suddivisi in due parti, una relativa alla competitività economica e una sulla sostenibilità finanziaria.
Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha affermato che si tratta di un intervento giusto nei numeri, tempestivo ed efficace per il bene comune, che dal punto di vista economico è rappresentato dal bilancio pubblico. La manovra comporterà una correzione dei conti pubblici di 12 miliardi per il 2011 e di 24,9 miliardi a regime. Tremonti ha riferito che al momento è difficile fare la quadra e rilevare l’effettivo impatto della manovra sull’economia, in quanto la situazione economica è troppo volatile per permettere previsioni affidabili.

Sindacati in pieno allarme dopo le indiscrezioni sulla prossima manovra finanziaria del governo, che dovrebbe aggirarsi sui 25 miliardi di euro. Un vero e proprio sacrificio per il contribuente. Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, ha chiesto espressamente molta trasparenza sulla manovra, pretendendo inoltre la difesa del lavoratore dipendente e dei pensionati. Epifani ha fatto capire chiaramente che la manovra andrà a colpire le categorie più deboli, per intenderci quelle messe in ginocchio dalla crisi.
Più duro Raffaele Bonanni, leader della Cisl, che ha invocato il pugno di ferro contro evasori e sprechi, senza andare ad intaccare gli stipendi degli statali. Il numero uno di Cisl vorrebbe un dimezzamento dei livelli amministrativi, l’eliminazione degli enti inutili ed un riequilibrio sul fisco. Bonanni ha poi chiesto chiarezza su una manovra inattesa e così pesante, dato che il governo ha sempre vantato una situazione sottocontrollo e positiva.
L’orientamento del governo è quello di una stretta su pensioni e stipendi statali, con allo studio un intervento tampone su una o due finestre di uscita del 2010, che cadono a luglio e a dicembre, un blocco che congelerebbe l’uscita di 100 mila dipendenti privati. Il congelamento dovrebbe riguardare anche il pubblico impiego, comprese Regioni ed enti locali. A livello di fisco è accantonata ogni possibilità di riduzione fiscale, puntando soprattutto su una stretta sui giochi e sul lotto, da sempre la gallina dalle uova d’oro dello Stato.

Nel 2010 scatta la possibilità di “class action”, la causa collettiva che i consumatori possono intraprendere per difendere i propri diritti contro pratiche commerciali scorrette. A scatenare polemica è la non retroattività della norma, che non potrà essere applicata ai maxi-crack avvenuti qualche anno fa come Cirio e Parmalat. Infatti si potrà intentare una causa collettiva solo se gli illeciti sono stati commessi dopo il 16 agosto 2009. In ogni caso si tratta di una vera e propria rivoluzione, che fornirà al consumatore un’arma di difesa in più, contro quelle che aziende che fanno dell’illecito la loro ragion d’essere.
L’associazione dei consumatori Codacons ha già annunciato di aver depositato i primi ricorsi contro due banche, per i costi sui conti correnti troppo elevati. La “class action” nello specifico permetterà a tutti i consumatori che hanno subito un danno da un’azienda di far valere i propri diritti attraverso il promotore dell’azione, senza necessità di ricorrere ad un avvocato.
Previsto nella Finanziaria 2008, il debutto di questo strumento è stato più volte rinviato, per via di carenze dal punto di vista procedurale, che potevano comprometterne il buon funzionamento. Comunque è previsto un periodo di rodaggio, nei tribunali non ci sono ancora sezioni specializzate in questo tipo di cause, sarà dunque necessario ancora un po’ di tempo per vedere i primi risultati. Intanto, come già detto in precedenza, la Codacons ha battezzato la “class action”, citando in tribunale Unicredit e Intesa Sanpaolo, accusate di applicare commissioni troppo alte sui conti correnti in rosso.
Giuseppe Raso

Secondo stime Adusbef e Federconsumatori con il 2010 arriveranno cospicui aumenti per le famiglie. Si tratta di ben 600 euro di rincari a famiglia. Dunque dalle associazioni di consumatori non arrivano buone notizie sul fronte economico, e l’inizio del 2010 sarà interessato da un alleggerimento del portafoglio degli Italiani.
Dalla sola Finanziaria arrivano 120 euro di rincari. Ne sono un esempio le anticipazioni tariffarie di 3 euro a passeggero su ogni singolo biglietto aereo, il contributo unificato di 103,3 euro per le spese di giustizia a carico dei lavoratori licenziati che fanno ricorso in Cassazione, e il contributo minimo di 38 euro a carico di coloro che faranno ricorso contro gli autovelox. Il Governo aveva promesso niente aumenti delle tasse, per le associazioni di consumatori il governo ha mentito spudoratamente.
Un bel rincaro di 596 euro arriva da banche, treni e carburanti, nello specifico i cittadini italiani saranno interessati da un +30 euro in bolletta per gas, un +90 euro annuo per spese di carburanti, e aumenti per le assicurazioni di 130 euro. Rincari per 30 euro per i servizi bancari, e nel settore trasporti 65 euro di aumenti per i biglietti dei treni. I rincari li vedremo comunque già a partire dal cenone di Capodanno, secondo l’Adoc festeggiare al ristorante costerà in media il 4% in più rispetto all’anno scorso.
Una vera e propria stangata per le tasche degli italiani, che il presidente di Adusbef, Elio Lanutti definisce inevitabile, aggiungendo che la crisi non è per nulla passata e che il disagio sociale è ancora molto sentito.
Giuseppe Raso

Per il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenuto all’assemblea generale dei presidenti delle Camere di Commercio in Italia, gli incentivi “sono un doping, falsano il mercato, quindi devono scendere, per riportarci nella normalità del mercato”. Per il ministro, il problema è da trattare a livello Europeo, e per questo è importante valutare bene delle azioni congiunte con gli esponenti politici degli altri paesi europei.
L’obiettivo è quello di estendere gli incentivi anche a settori non auto, nella logica del risparmio e del rispetto dell’ambiente, dando così una spinta al consumo, per mantenere un’occupazione forte, e dare linfa vitale all’economia generale del paese. Il ministro si augura una crescita di produzione per l’Italia, non solo come numero di pezzi ma anche in termini di investimenti.
Intanto sugli incentivi auto girano numerose voci di una possibile esclusione dalla Finanziaria 2010, che però non hanno ricevuto conferme. L’orientamento del governo è quello di far rientrare gli incentivi nel testo della Finanziaria, ma a cifre di molto inferiori a quelle previste per il 2009.
Il segretario generale della Uim, Antonino Ragazzini, è invece intervenuto sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese, affermando l’importanza dell’impianto e la necessità di aumentare la produzione fino ad 1,3 milioni di auto l’anno, per salvare non solo Termini Imerese ma anche altri siti. Gli ecoincentivi senza ombra di dubbio hanno evitato un tracollo del comparto auto, e hanno contribuito a migliorare il parco vetture in Italia, che risultava obsoleto e altamente inquinante. La strada è quella giusta, e l’ambiente ne gioverà sicuramente.
Giuseppe Raso

La manovra del governo sarà di circa 8,9 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto alle stime. Il maxiemendamento è giunto finalmente alla commissione bilancio. Dal maxiemendamento arrivano conferme per il pacchetto welfare, il codice delle autonomie, il patto per la salute e la distribuzione dello scudo fiscale. Nuove risorse giungeranno dalla vendita di beni demaniali, circa 250 milioni, un miliardo da accordi per una maggiore autonomia con le province di Trento e Bolzano, 200 milioni dai fondi FAS, 350 invece dalla rivalutazione terreni.
Nella manovra confluirà la riduzione del 20% della acconto Irpef di novembre. Presenti inoltre le risorse per l’inizio dei lavori del ponte sullo stretto di Messina ed il turn-over al 100% per polizia e vigili del fuoco. Non confermati invece gli sgravi per le banche che hanno sottoscritto la moratoria per i debiti delle piccole medie imprese, cancellate quelle norme che prevedevano i rimborsi agli azionisti e obbligazionisti Alitalia e le risorse per il termovalorizzatore di Acerra.
Ben 400 milioni di euro saranno destinati al 5 per mille, 400 all’università, 600 per Roma capitale, da reperire con la dismissione di immobili della Difesa, 500 milioni per la costruzione di nuove carceri e l’aumento della capienza di quelle attuali. Confermato infine il fondo comune per le piccole e medie imprese e l’aumento di 200 milioni del credito d’imposta per le imprese che effettuano investimenti nella ricerca.
Il capogruppo del Partito Democratico in commissione, Pier Paolo Baretta, definisce la situazione “grottesca e senza precedenti”. Criticati infatti i 3,1 miliardi del tfr inopatato trasferiti al “patto per la salute”. L’opposizione intanto si è già mossa, scrivendo una lettera al presidente della Camera Gianfranco Fini, per denunciare la totale impraticabilità ad esaminare la Finanziaria.
Giuseppe Raso

Ben 2.400 gli emendamenti alla Finanziaria 2010 depositati dalla commissione bilancio, di cui 300 provenienti dalla sola Lega. La cosiddetta Legge Finanziaria fa parlare di sé come ogni fine anno, il governo con tale legge ha la facoltà di introdurre delle innovazioni normative in materia di entrate e di spesa, e la distribuzione delle risorse diventa così l’oggetto del contendere, e la battaglia si fa a suon di emendamenti, ossia di parziali modifiche al disegno di legge.
Le priorità sono molte, ma un occhio di riguardo sarà dato ad università, scuola, giustizia, sanità ed occupazione. In tema di welfare si punta soprattutto all’approvazione delle norme che permetteranno l’aumento dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori a progetto e la proroga di tutti gli ammortizzatori, i premi alle agenzie che troveranno un posto di lavoro ai disoccupati e la portabilità per tutte le indennità di disoccupazione. La Lega, molto attiva sul fronte emendamenti, ha proposto un tetto alla cassa integrazione degli immigrati, un aumento della Robin Tax per gli istituti bancari e, l’allargamento del Patto di stabilità dei Comuni. Il comitato economico del Pdl ha invece proposto un incremento del fondo per la sicurezza e dell’Università.
Il ministro dell’economia Giulio Tremonti è stato chiaro: “se c’è bisogno di fare deficit, si fa solo sulla cassa integrazione, sul sociale”. Per il ministro la cassa integrazione è l’unica causale che ha una cifra morale ed etica, e poi torna su coloro che lo hanno accusato di eccessivo rigore nella gestione delle risorse, evidenziando come la priorità degli ammortizzatori sociali abbia assorbito un quantitativo di denaro pubblico non indifferente.
Giuseppe Raso

La parola d’ordine per la nuova finanziaria è leggerezza. Fonti vicine al Ministero dell’Economia parlano di una cifra attorno ai 3 miliardi, escludendo la spesa per i rinnovi dei contratti per i dipendenti pubblici nel prossimo triennio (tale manovra dovrebbe essere discussa nei prossimi mesi).
Secondo il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, a questa manovra “light” verranno aggiunte, prossimamente, nuovi punti.
Attualmente si parla di 4-5 punti, che nel pomeriggio verranno sottoposti alla visione delle parti sociali e, domani alle 9.30, discussi nel Consiglio dei Ministri.