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Fiat: “Produrremo la monovolume in Serbia”

Posted on 23 lug 2010 at 12:32pm

La Fiat produrrà in Serbia la nuova monovolume: la notizia è ufficiale e ha scatenato le ire di politici, sindacati e Confindustria. Ma Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, spiega così il trasferimento della produzione nell’ex Jugoslavia. “Se non ci fosse stato il problema Pomigliano la L0 l’avremmo prodotta in Italia. Ci fosse stata serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell’importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia la L0 l’avremmo prodotta a Mirafiori. Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell’attività”. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha comunicato che chiederà un incontro a Sergio Marchionne. “Credo sia importante perseguire l’investimento a Pomigliano e raggiungere i livelli di produttivita’ richiesti. Credo che tutto questo vada fatto cercando di evitare conflitti troppo pesanti, che alla fine non fanno bene a nessuno, ma anche senza mollare sugli obiettivi di produttivita”. Il ministro del Welfare e del Lavoro, Maurizio Sacconi è sullo stesso piano della Marcegaglia e chiede con urgenza la riapertura di un tavolo per discutere il progetto Fabbrica Italia. “Io credo che ci sia modo di saturare i nostri impianti alla luce dei buoni risultati che il gruppo sta conseguendo negli ambiziosi progetti che si è dato. Certo occorrono relazioni industriali cooperative perché invece le attività che in qualche modo fermano la produzione, minoranze che bloccano la produzione, non incoraggiano questi investimenti”. Centro destra e Centro sinistra sono concordi nell’affermare che la scelta di Marchionne è sbagliata, da Calderoli (Lega) al segretario del PD, Bersani, si chiede con forza l’apertura di un tavolo su questo spostamento in Serbia. Anche i sindacati sono contrari e pessimisti sul futuro della Fiat in Italia: “La Fiat in realtà si prepara a chiudere Mirafiori e a dismettere l’Italia” ha detto Giorgio Cremaschi,Fiom. “Fiat affronti le sfide dando maggior credito al sindacato che contratta davvero, senza fare di tutta l’erba un fascio” spiega Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim Cisl.

Pietro Gugliotta

Pomigliano-Fiat , il 62% accetta il piano di Marchionne

Pomigliano-Fiat , il 62% accetta il piano di Marchionne

Posted on 23 giu 2010 at 12:53pm

Sono da poco arrivati i risultati del referendum di ieri allo stabilimenti di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Lo stabilimento Fiat ha infatti votato la proposta presentata dalla Fiat per lo sviluppo ed il futuro di questo punto industriale. La risposta è stata positiva, la partecipazione al voto che ha toccato il 95% dei dipendenti, ossia sono andati alle urne 4.642 dipendenti su 4.881 aventi diritto. Lo scrutinio del referendum è terminato questa notte, intorno alle 4. I sì sono stati 2.888, i no 1.673, le schede bianche 22 e quelle nulle 59. I sì corrispondono al 62.2% dei voti, il no al 36 per cento. La Fiat – seppur non in maniera ufficiale – aveva auspicato una percentuale migliore, infatti si parlava circa del 70% delle preferenze positive per ripartire con il rilancio dello stabilimento. Infatti le preferenze negative, il 36% circa, equivale ad una fetta piu ampia di operai, rispetto a quella che aveva rifiutato l’accordo, ossia la Fiom lo Slai-Cobas. In ogni caso l’azienda del Lingotto ancora non si è pronunciata, ma sono arrivate molte reazioni al referendum. Soddisfatto il rappresentante sindacale della Fiom, la parte che aveva rifiutato l’accordo, che ha dichiarato che il tentativo di raggiungere una ampia maggioranza con questo referendum è fallito. Ecco le le altre principali reazioni. Maurizio Sacconi, Ministro del lavoro: “Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea, ho fiducia nella nota determinazione di un manager come Marchionne che saprà certamente rispettare il patto siglato con le organizzazioni che hanno avuto il coraggio di decidere. A Termini Imerese e a Mirafiori – sottolinea Sacconi – negli anni passati analoghi referendum relativi all’aggiunta di un turno, nonostante gli accordi fossero stati firmati anche dalla Fiom, furono bocciati dai lavoratori. Per questo è straordinario che il 62% si sia espresso a favore dell’accordo separato su Pomigliano”.
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: “La Fiat ora non scherzi e proceda con gli investimenti su Pomigliano. Il sì ha vinto e quindi ora non ci sono scuse. C’è stata una campagna che hanno voluto politicizzare in tutti i modi sia a destra che a sinistra. Tutto sommato i lavoratori hanno preso la posizione giusta. Nonostante questo i due terzi dei lavoratori hanno votato sì ponendo le condizioni per andare avanti. Ci sono le condizioni per fare gli investimenti e garantire Pomigliano, anzi per garantire lo stabilimento e anche altri posti di lavoro”.

Pietro Gugliotta


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