
Dopo il downgrade effettuato nei giorni passati da Standard & Poor’s, anche un’altra agenzia di rating ha deciso di abbassare il giudizio sul debito sovrano dell’Italia: si tratta di Fitch, che ha comunicato ieri la sua scelta. Il giudizio italiano è stato abbassato di due notch, due livelli: da A+, il giudizio è passato ad A-, con outlook negativo. “La decisione è stata presa in seguito al deterioramento del quadro macroeconomico, e come riflesso della crisi del debito europea” si legge nel comunicato pubblicato dall’agenzia Fitch. “Un’azione più severa sul rating è stata evitata grazie al forte impegno del governo italiano a ridurre il deficit di bilancio e a implementare riforme strutturali, oltre che in virtù del significativo allentamento dei rischi a breve termine nella raccolta di capitali come risultato dell’asta a 36 mesi condotta dalla Bce” si legge nel proseguo del comunicato. Il premier Monti – intervistato a tal proposito – ha spiegato di accogliere tali giudizi con serenità, sottolineando come all’interno delle motivazioni ci siano “molti apprezzamenti per le politiche di questo governo e di questo Parlamento”. La stessa agenzia internazionale di rating Fitch ha abbassato anche il giudizio della Spagna, che è passato da AA- ad A, con outlook negativo, mentre altri downgrade sono stati effettuati nei confronti di Slovenia, Irlanda e Cipro.
Pietro Gugliotta

Nonostante l’ottimo lavoro portato avanti in queste settimane dal Governo Monti, l’Italia resta nell’occhio del ciclone: l’agenzia internazionale di rating, Fitch, ha ieri rilasciato una nota molto allarmante. Ancora una volta Fitch minaccia il taglio del rating italiano, dopo il taglio avvenuto ad ottobre, che ha portato il rating italiano da AA- ad A+. Un taglio che fu seguito a ruota anche dalle altre due agenzie di rating più importanti, Moody’s e Standard & Poor’s. Sembrano passare dunque inosservate le riforme del nuovo Governo di Mario Monti. Insieme all’Italia, secondo Ed Parker, responsabile rating sovrani dell’area Emea di Fitch, sarebbero a rischio downgrade anche Belgio, Spagna, Slovenia, Irlanda e Cipro. David Riley, responsabile dei rating sovrani di Fitch, ha lanciato un attacco molto importante ai danni dell’Italia. “La Bce rafforzi il suo programma di acquisto di titoli di Stato dell’Italia per evitare un catastrofico collasso dell’euro” spiega Riley, che prosegue parlando della moneta unica europea. “La fine dell’euro sarebbe catastrofica, perché l’euro è una moneta di riserva. E’ difficile pensare che l’euro possa sopravvivere se l’Italia non dovesse farcela”. Non emergono problemi – dalle parole di Riley – per quanto riguarda il rating di Francia e Germania: Fitch è troppo preoccupata dalla posizione italiana, spiegando che l’Italia soffre una situazione debitoria molto importante, che supera i 1.900 miliardi, ma ammonendo la Comunità Europea, spiega che la sofferenza dell’Italia deriva anche dall’assenza di un meccanismo di difesa europeo.
Pietro Gugliotta

L’agenzia internazionale Fitch sta riflettendo sul futuro di alcuni paesi europei, fra cui l’Italia. Sono sei i paesi europei sotto osservazione da parte dell’agenzia di rating: oltre l’Italia, infatti sono a rischio anche Spagna, Belgio, Slovenia, Cipro e Irlanda. I paesi in questione sono sotto la lente di Fitch e sono quelli maggiormente a rischio per un possibile downgrade del rating. I sempre più pressanti timori – spiega Fitch – che aleggiano sull’Area Euro, non contribuiscono di certo ad una valutazione positiva: per quello che riguarda questi paesi, si legge nel report di Fitch, “desta particolare preoccupazione l’assenza di un piano finanziario credibile”. L’agenzia di rating chiede una maggiore presenza della Bce: “è necessario un coinvolgimento più attivo della Bce. La crisi continuerà e sarà caratterizzata da episodi di altissima volatilità sui mercati che minacceranno soprattutto i governi di quei Paesi con un elevato debito pubblico” si legge nel report. La revisione finale è prevista per il mese prossimo: nel 2012 dunque sapremo se Fitch abbasserà il rating di questi sei paesi, inclusa l’Italia.
Intanto Fitch ha deciso di abbassare l’outlook della Francia, che è passato da stabile a negativo: è stata confermata la tripla A (AAA), mae è senza dubbio un altro segnale che il paese transalpino potrebbe perdere ben presto il più alto livello di rating. Nello stesso tempo, Fitch ha tagliato il rating su alcune banche: si tratta di Barclays e Credit Suisse (da AA- ad A), Bank of America, Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank e Goldman Sachs (da A+ ad A), Credit Agricole e Credit Mutuel (da AA- a A+), Danske Bank (da A+ a A), Rabobank (da AA+ a AA) e Op-Pohjola Group (da AA- a A+).
Pietro Gugliotta

Gli Stati Uniti hanno di fronte un problema non da poco: un disavanzo di 1.200 miliardi di dollari. Per porre rimedio a questo deficit, si era pensato di creare una sorta di super commissione, che riunisse democratici e repubblicani al fine di sostenere nuove politiche per la risoluzione di questo buco economico. Una super commissione che non ha trovato però l’accordo fra repubblicani e democartici, un fattore preoccupante per l’economia di una delle principali economie mondiali. E’ chiaro che in questo modo non si potrà andare avanti: l’obiettivo principe del governo americano dovrà essere quello della riduzione di questo disavanzo. Ma senza un accordo – fanno sapere da Washington – c’è il rischio di tagli automatici alla spesa degli Stati Uniti per i prossimi dieci anni. Questa situazione è sotto l’occhio vigile ed attento delle agenzie internazionali di rating: già ad agosto, S&P aveva tagliato il rating agli Stati Uniti, passando dalla tripla A (Aaa) ad uno storico taglio a doppia A (Aa). In questi giorni anche Fitch ha lasciato intendere che le difficoltà degli Stati Uniti non passeranno inosserate, nel prossimo mese (o più probabilmente la prossima settimana) verrà esaminata la situazione americana e verrà presa una decisione sul rating statunitense: attualmente Fitch ha valutato il rating americano con la tripla A (Aaa) ed un outlook stabile. Standard and Poor’s ha deciso di lasciare invariata la valutazione del rating americano, dunque Aa+ con outlook negativo, mentre Moodys ha al momento lasciato la tripla A (Aaa) ma con outlook negativo.
Pietro Gugliotta

La crisi dell’Euro Zona può portare uno scompenso anche nelle banche americane? Si, secondo quanto dichiarato dall’agenzia di rating internazionale Fitch. L’agenzia ha prodotto uno studio dove spiega che la crisi dell’eurozona potrà incidere sul futuro delle banche americane: se si allargherà, le banche statunitensi potrebbero soffrire. Proprio per questo motivo, le banche americane nell’ultimo anno, hanno drasticamente diminuito l’esposizione verso le banche europee, vendendo la maggior parte dei titoli pubblici dei paesi potenzialmente a rischio e dei paesi più deboli dell’eurozona. Secondo Fitch ciò non basta: infatti gli istituti di credito americani sono abbastanza esposti verso le banche eruopee, sopratutto con la Francia. I dati pubblicati da Fitch parlano chiaro: le banche americane hanno una esposizione di 188 miliardi di dollari verso la Francia (di cui 114 miliardi nei confronti delle banche francesi) e di 225 miliardi di dollari di esposizione verso la Gran Bretagna (con soli 51 miliardi di dollari di esposizione verso le banche britanniche). Ciò potrebbe portare – in caso di peggioramento della situazione in Europa – a conseguenze molto pesanti per l’economia americana. Se i mercati sotto pressione, come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo, dovessero “contagiare” anche altri paesi, specie se oltre i confini della zona Euro, le banche americane potrebbero essere coinvolte.
Pietro Gugliotta

Il nuovo Governo Monti, che in queste ora sta chiedendo la fiducia a Camera e Senato, è stato accolto molto positivamente dagli organi finanziari internazionali. Fra questi, i commenti più positivi sono stati rilasciati da Fitch: l’agenzia di rating, ripone molta fiducia nell’operato del prof. Monti. “Il governo guidato da Mario Monti è credibile. Per dare prova della sua credibilità, dovrà realizzare le riforme strutturali fiscali ed economiche”. Ma se da un lato c’è ottimistmo per il lavoro di Monti, dall’altro lato la situazione attuale dell’Italia è vista negativamente. “Il drammatico aumento dello spread e dei rendimenti dei titoli di Stato italiani riflettono una perdita di fiducia nella politica dell’Europa nel fronteggiare la crisi sistemica” spiegano da Fitch. L’agenzia di rating poi spiega quali possono essere gli scenari delle prossime settimane. “L’Italia è già in recessione e c’è un calo in tutta l’Eurozona, tutto ciò rende il compito del nuovo esecutivo molto più difficile”. Non solo Fitch, un plauso alla formazione del nuovo Governo Monti, è arrivato dal Fondo Monetario Internazionale. “La creazione di un nuovo governo con un programma chiaro favorisce una chiarezza politica e rappresenta uno sviluppo positivo. L’Italia non ha richiesto aiuti al Fondo Monetario Internazionale” ha confermato il portavoce del Fmi, David Hawley.
Pietro Gugliotta

Nello scorso fine settimana è arrivata l’ulteriore riduzione del rating italiano da parte dell’agenzia internazionale Fitch. Infatti la terza fra le grandi agenzie di rating mondiali ha declassato il rating del debito sovrano d’Italia, portandolo da un livello di A+ al nuovo livello AA-. In più è stato corretto anche l’outlook, che è diventato negativo. Diciamo anche che questa notizia è tutt’altro che inaspettata: dopo il declassamento di Standard & Poor’s e il seguente downgrade di Moody’s, era lecito aspettarsi un ribassamento della valutazione del rating italiano anche da Fitch, che ha motivato la scelta attuata in questi giorni. “Il downgrad riflette l’intensificarsi della crisi della zona euro che costituisce un significativo shock finanziario ed economico che ha indebolito il profilo di rischio sovrano dell’Italia. Una soluzione credibile e complessiva della crisi è politicamente e tecnicamente complessa e ci vorrà tempo per realizzarla a per guadagnare la fiducia degli investitori”. Fitch ah anche rivisto la valutazione di breve termine, che scende da F1 a F1+. Il direttore della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, ha commentato così la notizia del declassamento. “Il downgrade di Fitch sull’Italia non è un elemento nuovo perchè queste agenzie agiscono un po’ come un branco. Le banche italiane hanno un grado di solidità e di capitalizzazione assolutamente adeguato in relazione agli standard europei” conclude Saccomanni. La nota di Palazzo Chigi invece è più ottimista: “La scelta di Fitch era già annunciata ma si differenzia da altri giudizi di rating” si legge nella nota, dove viene evidenziato l’apprezzamento di Fitch per lo sforzo che l’Italia sta attuando per risanare il deficit, obiettivo giudicato raggiungibile dalla stessa agenzia di rating.
Pietro Gugliotta

Il piano di salvataggio della Grecia, proposto dall’Unione Europea ed approvato dal Fondo Monetario Internazionale, divide le due principali agenzie di rating mondiale. L’Agenzia di rating Fitch ha una visione meno pessimista, al contrario Moody’s vede con meno positività il progetto di salvataggio della Grecia e ne ha retrocesso il valore di rating. Andiamo con ordine. Fitch prevede un default limitato, ossia legato solo al fallimento di alcuni settori dell’economia greca. “L’accordo raggiunto sul nuovo salvataggio della Grecia è un passo importante per la stabilità dell’eurozona. La Grecia potrebbe subire un default limitato, un fallimento che potrebbe dunque riguardare solo alcuni settori dell’economia greca. Fitch assegnerà nuovi rating post-default alla Grecia e ai nuovi strumenti di debito una volta che l’evento del default sarà risolto con l’emissione di nuovi titoli agli obbligazionisti aderenti”. Situazione più pessimista per l’altra agenzia di rating, Moody’s, che ha di fatto abbassato il rating della Grecia. Infatti il rating greco è sceso da Caa1 a Ca, ad un passo dalla soglia del default. Ciò significa che il governo greco non è in grado – secondo Moody’s – di rimborsare integralmente le obbligazioni vendute ai privati. Inoltre Moody’s spiega come la sostituzione delle vecchie obbligazioni con nuovi titoli, fattore previsto nel nuovo piano di aiuti alla Grecia, porterà i creditori privati a nuove perdite.
Pietro Gugliotta

La Grecia continua a vivere un periodo economicamente negativo: lo dimostra il nuovo taglio al rating che l’agenzia Fitch ha annunciato ieri. Infatti si è passati in un sol colpo dal precedente rating, BB+ all’attuale B+, arrivato ieri: ciò implica una discesa di ben 3 gradini. Ma non è tutto: infatti l’agenzia di rating Fitch, nella nota con cui si annunciava questa modifica al rating greco, ha spiegato che la situazione del paese ellenico è in piena evoluzione negativa. Ciò dipende dal giudizio di “rating watch negativo“, ossia la Grecia è ancora sotto osservazione, perchè il suo rating potrebbe continuare a scendere ancora. “Il calo riflette le sfide di fronte alla Grecia nell’attuazione di un programma di riforme radicale a livello fiscale e strutturale necessario per garantire la solvibilità dello stato e le basi di una ripresa sostenuta” si legge nella nota publicata dall’agenzia Fitch, che proseguendo spiega come la Grecia potrebbe presto toccare il livello CCC, ossia un livello che indica alta probabilità di default, senza un nuovo programma d’aiuti finanziato da Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale. I timori per la crisi greca spingono giù l’Euro: ieri la moneta unica europea ha chiuso a 1,4157 dollari, vicino ai minimi di seduta, arretrando inoltre anceh sullo Yen (a 115,67). Male anche le Borse europee che chiudono la seduta in calo.
Pietro Gugliotta

Nella giornata di ieri, l’agenzia americana Moody’s ha tagliato il rating della Spagna. La nazione iberica vede scendere il proprio livello dalla tripla A, al livello AA1. Si tratta della perdita di un solo livello, che riesce a dare maggiore garanzia e stabilità alla finanza spagnola. Infatti poteva andare decisamente peggio, la perdita di un solo livello lascia alla Spagna un ottima affidabilità e un livello di garanzia piuttosto elevato. Si tratta di un periodo poco positivo per la Spagna, se consideriamo che negli ultimi anni è stata declassata anche in altri giudizi: partendo dal gennaio 2009 (giudizio poi confermato ad aprile 2010), Standard & Poor’s aveva declassato la Spagna, seguito a ruota da Fitch nello scorso maggio e adesso è arrivato il giudizio di Moody’s. Ciò che ha fatto declassare il debito pubblico spagnolo, è la scarsa prospettiva di crescita economica del Paese, nonostante gli impegni del governo nel mercato del lavoro e sulle pensioni. Nel terzo trimeste, l’economia spagnola subirà ancora un rallentamento, con una riduzione del deficit al 6% del Pil nella Finanziaria 2011. Moody’s ha aggiunto che l’economia spagnola invece crescerà dell’1% annuo, che per ridurre il deficit ci vorranno nuove misure dopo il 2011 e che ci vorranno alcuni anni prima che l’economia della Spagna si possa riequilibrare. Lo sforzo del Governo Spagnolo per ciò che riguarda la riduzione del deficit, ha convinto Moody’s ad abbassare di un solo livello il rating spagnolo.
Pietro Gugliotta