
Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, è intervenuta a Berlino, in una manifestazione che festeggiava i dieci anni della moneta unica europea, l’Euro. La Lagarde ha voluto spronare le economie europee affinchè possano recuperare il terreno perso nel 2011. Del resto la situazione è in leggero miglioramento, serve una sferzata positiva che possa risollevare l’umore dei mercati, la Lagarde infatti è stata molto chiara. “Il 2012 deve essere l’anno della guarigione, deve essere un’opportunità. Altrimenti possiamo facilmente scivolare in un momento come quello sperimentato negli anni ’30, un momento in cui la fiducia e la cooperazione svaniscono e i Paesi si chiudono al loro interno. Un momento che può tradursi in una spirale al ribasso che può inghiottire l’intero mondo” ha esordito il direttore generale del FMI. Il vero problema è – secondo la Lagarde – capire che non si tratta di una crisi di un singolo stato, ma di una intera area economica. “Siamo in un momento cruciale. Non si tratta di salvare un paese o un’area. Si tratta di salvare il mondo da una spirale al ribasso, evitare un momento come il 1930, in cui la non azione, l’isolamento e la rigida ideologia insieme hanno causato il crollo della domanda globale”.
Pietro Gugliotta

Il “World economic outlook” è tutt’altro che tenero dei confronti dell’Italia: le previsioni del FMI, il Fondo Monetario Internazionale, stilate nel rapporto sulle economie del pianeta, presentano uno scenario molto pessimista per l’Italia. Infatti l’Italia andrebbe incontro a due anni di recessione profonda, con un 2012 pessimo ed un 2013 in ripresa: secondo le previsioni del Fmi, infatti il Pil del nostro Paese calerà del -2.5% nel 2012, mentre il 2013 sarà un anno meno negativo, con una flessione del Pil italiano pari al -1.1%. Previsioni ben più dure rispetto a quelle degli scorsi mesi, quando si parlava di un calo del Pil sia nel 2012 che nel 2013, rispettivamente per -2.2% e -0.6%. Le motivazioni di questa flessione così pesante del Pil italiano, sono da ricercare nella difficile situazione dell’Eurozona. “La ripresa globale è minacciata dalle crescenti tensioni nell’area dell’euro” si legge nel rapporto del Fmi. Ma non solo questo: a questa situazione, definita come la principale ragione del crollo dell’economia, si affiancano altre fragilità finanziarie sparse per il mondo, che non risparmieranno neppure i paesi economicamente emergenti. Prova a dare una visione più ottimistica per l’anno in corso il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. “L’Europa si troverà in una forma migliore nel 2012 grazie ai progressi nell’affrontare la due cause primarie della crisi, la mancanza di disciplina fiscale e di riforme strutturali, con convinzione e determinazione”, predicando ottimismo per una situazione che sembra migliore rispetto a quella degli scorsi mesi.
Pietro Gugliotta

Rimbalzano dall’Ungheria delle importanti voci sul futuro dell’Unione Europea. Infatti l’Ungheria, insieme alla Gran Bretagna, era una dei paesi meno convinti alla sottoscrizione degli accordi firmati poi a Bruxelles. Il parlamento magiaro avrebbe intenzione di approvare alcune norme atte a sconfessare la governance europea in Ungheria, in particolare la Banca Centrale Europea. All’orizzonte c’è una possibile minaccia: la violazione dei principi fondamentali dei Trattati di Maastricht e della Carta europea. Ma a livello economico, quello che potrebbe succedere è gravissimo: salterebbe di fatto la concessione di crediti al FMI, per un totale che si aggira intorno ai 20 miliardi di dollari. Senza questa cifra, Budapest rischia il default. E lo stesso Amadeu Altafaj, portavoce per le questioni economiche della Bce, si è detto preoccupato. “La Commissione europea è preoccupata delle intenzioni del governo ungherese di far passare leggi che potrebbero potenzialmente diminuire l’indipendenza della Banca centrale”. Anche il Fondo Monetario Internazionale guarda con attenzione agli sviluppi dell’Ungheria: come ha spiegato un portavoce del FMI, David Howley, “il Fmi esamina attentamente le proposte di legge ungheresi relative alla Banca centrale, e un’erosione della sua indipendenza sarebbe grande motivo d’inquietudine”. L’Ungheria fa correre un grosso rischio a tutta l’Unione Europea: ci sarebbe infatti la possibilità che altri paesi europei possano essere contagiati dal default ungherese.
Pietro Gugliotta

Si tiene oggi, ancora una volta al al palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, la seconda giornata di lavori del Consiglio europeo. Dopo la maratona notturna di ieri, i capi di Stato si sono riuniti questa mattina a Bruxelles per porre la firma definitiva sugli accordi raggiunti ieri. Le reazioni alla giornata di ieri sono piuttosto simili. C’è l’ottimismo per l’accordo raggiunto, espresso dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. “E’ un buon risultato, grazie al quale l’Euro riconquisterà la sua credibilità. Costruiremo una unione di bilancio per l’euro che sarà allo stesso tempo una unione di stabilità” conclude la Merkel. E’ soddisfatto anche Mario Draghi, presidente della Bce, che lasciando ieri notte il vertice di Bruxelles ha dichiarato: “E’ un risultato molto buono per la zona Euro: sara’ la base per una maggiore disciplina nelle politiche economiche dei Paesi membri”. Al summit di Bruxelles è intervenuta anche Christine Lagarde, numero uno del Fondo Monetario Internazionale (FMI): la Lagarde si è detta soddisfatta dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi fra Francia ed Italia. “L’accordo fra Francia e Italia è necessario ma non sufficiente per restituire fiducia ai mercati. C‘è molto lavoro da fare. È necessario che sia coordinato e decisivo. L’FMI parteciperà a questi sforzi”. Intanto oggi si tornerà a parlare degli Euro Bond, o stability bond, come li definisce la Commissione Europea. C’è da sempre l’appoggio di numerosi stati membri, fra cui l’Italia, mentre sembra irremovibile la posizione della Germania: la Merkel continua a sostenere il suo veto su questo strumento economico. La spaccatura è clamorosa: da un lato ci sono quasi tutti i paesi dell’Euro Zona, dall’altro c’è la Germania.
Pietro Gugliotta

Il nuovo Governo Monti, che in queste ora sta chiedendo la fiducia a Camera e Senato, è stato accolto molto positivamente dagli organi finanziari internazionali. Fra questi, i commenti più positivi sono stati rilasciati da Fitch: l’agenzia di rating, ripone molta fiducia nell’operato del prof. Monti. “Il governo guidato da Mario Monti è credibile. Per dare prova della sua credibilità, dovrà realizzare le riforme strutturali fiscali ed economiche”. Ma se da un lato c’è ottimistmo per il lavoro di Monti, dall’altro lato la situazione attuale dell’Italia è vista negativamente. “Il drammatico aumento dello spread e dei rendimenti dei titoli di Stato italiani riflettono una perdita di fiducia nella politica dell’Europa nel fronteggiare la crisi sistemica” spiegano da Fitch. L’agenzia di rating poi spiega quali possono essere gli scenari delle prossime settimane. “L’Italia è già in recessione e c’è un calo in tutta l’Eurozona, tutto ciò rende il compito del nuovo esecutivo molto più difficile”. Non solo Fitch, un plauso alla formazione del nuovo Governo Monti, è arrivato dal Fondo Monetario Internazionale. “La creazione di un nuovo governo con un programma chiaro favorisce una chiarezza politica e rappresenta uno sviluppo positivo. L’Italia non ha richiesto aiuti al Fondo Monetario Internazionale” ha confermato il portavoce del Fmi, David Hawley.
Pietro Gugliotta

E’ arrivato ieri un annuncio choc da Atene: il premier greco George Papandreou ha spiazzato tutti, annunciando che per accettare in maniera definitiva il piano di aiuti proposto dall’Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, dovrà convocare un referendum nei prossimi mesi per chiedere l’autorizzazione ai cittadini greci. Una notizia che ha portato scompiglio all’interno di tutti i paesi europei, Italia compresa, e sopratutto sui mercati: le Borse hanno fatto segnar gravi perdite, con la Piazza Affari in forte flessione. Secondo i primi sondaggi infatti, il popolo greco non vorrebbe questo piano di aiuti, perchè comporterebbe sacrifici molto pesanti: si parla di un taglio agli stipendi pubblici del 20%, stesso taglio del 20% anche per le pensioni ed un taglio di 60 mila lavoratori della pubblica amministrazione. Sembra quasi che in caso di referendum bocciato, Papandreou sarebbe inoltre costretto a dimettersi e a convocare nuove elezioni. Ma la situazione bancaria della Grecia è troppo negativa, il paese ellenico ha in cassa abbastanza soldi per poter arrivare a metà gennaio, con il referendum bocciato il premier ellenico dovrebbe dichiarare bancarotta. “Io credo nei miei concittadini e nel loro buon senso. Tra pochi giorni l’accordo con la Troika sarà un contratto definitivo e tocca al paese dire se lo accetta o no” – ha detto il premier ellenico. Di sicuro è una situazione insostenibile che potrebbe trascinare giù anche quei paesi già incerti economicamente.
Pietro Gugliotta

Il Fondo Monetario Internazionale, FMI, è tornato a parlare della situazione economica di Italia e Spagna. I due paesi sono ostacolati nella loro attività economica, definita già “modesta”, da tre fattori: “i più elevati costi degli interessi sul debito sovrano, le misure di aggiustamento dei conti pubblici e le aumentate tensioni sulle banche”. Tre fattori pesanti da sostenere, specie per l’Italia: un rapporto del FMI evidenzia come dagli anni Novanta ad oggi, la situazione economica italiana si peggiorata drasticamente. “Negli ultimi 20 anni la crescita in Italia è stata deludente a causa di riforme inadatte e incomplete, tasse troppo complesse, scarsa produttività del lavoro”, un giudizio molto severo che stronca di fatto la politica degli ultimi due decenni.
Antony Borges, direttore del dipartimento Europa dell’Fmi, ha spiegato come da parte del Fondo Monetario Internazionale ci sia l’intenzione di acquistare insieme all’Efsf il debito sovrano dei Paesi dell’eurozona in difficoltà, come Italia e Spagna: ciò servirebbe a dare fiducia all’intera area dell’Euro. “E’ fondamentale che Italia e Spagna recuperino la fiducia dei mercati per tranquillizzare gli investitori. Fmi potrebbe investire insieme all’European financial stability facility (Efsf) sul mercato primario o su quello secondario mediante la creazione di un veicolo speciale di investimento”. Borges è comunque fiducioso sul futuro dell’Italia: “è nella giusta direzione sulla correzione dei conti pubblici e il problema fondamentale è la scarsa crescita, l’Italia oggi non cresce affatto” conclude Antony Borges.
Pietro Gugliotta

Al termine della riunione del FMI, il Fondo Monetario Internazionale, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha parlato degli sviluppi dell’economia italiana ed europea. Non ci sono state parole molto positive per la situazione europea, al contrario l’Italia – secondo Tremonti – sarebbe in condizioni migliori di quanto si possa credere. “La crisi continua e l’Europa è l’epicentro della crisi. Ma l’Europa può uscire dalla crisi solo con mezzi straordinari. L’Europa deve evitare errori di metodo e di strategia perchè non puoi trattare una realtà straordinaria con mezzi ordinari anzi, io aggiungo, prima si adottano mezzi straordinari meglio è” spiega Tremonti. Lo stesso ministro parla positivamente della situazione italiana, spiegando come all’estero il nostro paese sia visto con maggiore ottimismo rispetto ad altre nazioni in crisi. L’Italia viene vista molto meglio dal di fuori che dall’Italia stessa. “Siamo messi molto meglio di quanto si possa immaginare i nostri conti sono valutati positivamente. Abbiamo fatto molto più di altri ora dobbiamo fare di meno. Ma bisogna fare di più per la crescita, attraverso un’azione collettiva. Abbiamo fatto di necessità virtù” conferma Tremonti, che si è affrettato a smentire le voci su una possibile richiesta d’aiuto da parte dell’Italia alla Cina. Chiusura sul tema caldo del momento, gli eurobond: “la parola Eurobond, nella forma meno aggressiva, sta circolando. E’ un processo e ci si arriverà col tempo” conclude il ministro Giulio Tremonti.
Pietro Gugliotta

Il vertice straordinario dell’Unione Europea, convocato ieri a Bruxelles, ha portato i frutti sperati: è stato approvato il nuovo piano di aiuti per la Grecia. La crisi greca infatti rischiava di contagiare l’intera Unione Europea, con due paesi come Portogallo ed Irlanda già in gravi difficoltà. Il piano di salvataggio è stato concordato insieme al FMI, il Fondo Monetario Internazionale e vedrà anche l’aiuto dei privati. “Concordiamo di sostenere un nuovo programma di aiuti per la Grecia e, insieme con il Fondo monetario e la partecipazione volontaria del settore privato, a coprire pienamente il ‘gap’ di finanziamento” questo l’annuncio via Twitter di Herman Van Rompuy, presidente della Ue. Come già detto, il piano sarà anche finanziato da privati, per una cifra pari a 135 miliardi di euro in 30 anni. La bozza spiega che il fondo salva-stati verrà messo in condizione di agire secondo nuove modalità, come veicolo finanziario, nel minor tempo possibile. Cosa contiene il piano salva-Grecia? Tassi di interesse piu bassi, allungamento delle scadenze dei titoli, principalmente, seguito dalla seconda parte del piano che vede lo scambio di bond, rollover e buyback. Tutto ciò servirà ad intervenire sulla sostenibilità del debito greco e per rifinanziare l’economia della Grecia.
Le Borse hanno gradito le notizie in arrivo da Bruxelles, premiando i mercati europei con rialzi e valori positivi: inoltre anche l’Euro ha guadagnato sul dollaro, tornando a quota 1.44 dollari. Fra le borse più in rialzo sicuramente c’è quella di Milano, che ha fatto segnare un + 3.86%.
Pietro Gugliotta

“L’impegno delle autorità italiane per la riduzione del deficit sotto il 3% nel 2012 e vicino allo zero nel 2014 è positivo”. E’ questo il passo principale della nota diramata dal Fondo Monetario Internazionale, il FMI. “Il recente pacchetto di misure di medio termine rappresenta – si legge nel proseguo della nota - un importante passo avanti per raggiungere questi obiettivi; la sua attuazione è essenziale”. E’ chiaro che l’Italia deve comunque stare molto attenta, perchè secondo il FMI è ancora vulnerabile ai rischi del mercato. C’è ottimismo in ogni caso per il piano proposto dal ministro Tremonti e recentemente approvato. “Il piano di risanamento è appropriato ma la sua attuazione potrebbe essere problematica”, tenendo le spese sotto controllo e dunque razionalizzandole. Proprio sul tasto delle spese, il FMI insiste. “L’intenzione del governo di intraprendere un’ampia revisione delle spese pubbliche è incoraggiante. Riforme importanti del sistema pensionistico sono già state attuate e c’è spazio per ulteriori misure per generare risparmi”. La crescita modesta dell’Italia, sorretta dalle esportazioni, darà un PIL in aumento dell’1% e un debito pubblico che si attesterà al 120.6%. Come spiega il Fondo Monetario Internazionale, “la crescita va aiutata con riforme strutturali e un ampio pacchetto di riforme è necessario per aumentare ulteriormente la produttività e rafforzare il potenziale di crescita”.
Pietro Gugliotta