
La storica produttrice automobilistica svedese Volvo passerà nelle mani dei cinesi, dopo 10 anni di proprietà Ford. Il marchio di Goteborg è stato acquistato dalla società Zhejiang Gelly Holding, per una cifra che porterà nelle casse della casa di Detroit ben 2 miliardi di dollari. L’accordo definitivo sarà firmato entro il 31 marzo, per poi concludere l’intera operazione entro la fine del primo semestre del 2010.
Al momento i dettagli finanziari non sono ancora stati ben delineati, ma dalla trattativa è emerso che la casa cinese Geely, maggiore produttore privato di auto in Cina, avesse già da tempo intenzione di impossessarsi di un marchio e di un know how europeo per potersi sviluppare nel mercato occidentale. Nelle intenzioni della società c’è inoltre la costruzione di una fabbrica Volvo in Cina, e nello specifico nella zona di Pechino.
Volvo fu acquisita da Ford nel 1999 per più di 6 miliardi di dollari, e già un anno fa era stata prevista la sua cessione per mezzo di un piano di dismissione di marchi straneri che portato già alla vendita di Aston Martin, Jaguar e Land Rover. Volvo Car conta 20 mila dipendenti, di cui 15 mila in Svezia, ma dal 2008 è in atto un taglio di posti di lavoro.
Per la società cinese si può parlare comunque di un grande affare, nel 1986 produceva componenti per frigoriferi, e solo nel 2003 ha sfornato la sua prima automobile. Per GM al momento si è evitato di sprofondare nell’abisso, ma rimangono ancora grossi interrogativi soprattutto dovuti a questa Cina, che va in giro per il mondo a comprare società in saldo in tempi di crisi, e già ci vocifera che il prossimo anno andrà a fare shopping in Giappone, determinando un vero e proprio cambio negli equilibri del settore auto mondiale.
Giuseppe Raso

Peugeot è in trattativa per l’acquisto di Mitsubishi Motors, secondo il quotidiano finanziario Nikkei la casa francese tratta per il 30-50% del pacchetto azionario, per un controvalore massimo di 300 miliardi di yen (circa 2,3 miliardi di euro). La trattativa in ogni caso è in una fase di colloqui per rafforzare i rapporti tra le società, che già a settembre avevano raggiunto un’intensa che permetteva alla Peugeot di vendere le auto elettriche della casa nipponica per il 2010. Un segmento che desta attenzione, quello delle auto elettriche, ma che ancora non decolla. Per il gruppo francese tale operazione significa avere nuovi sbocchi di mercato, oltre che l’accesso al know how di Mitsubishi nel settore auto elettriche. Per i giapponesi, l’operazione darebbe nuova linfa vitale ad un gruppo molto provato dalla crisi.
Il gruppo parigino PSA Peugeot Citroen non è nuovo a rapporti con altre case automobilistiche, ne sono un esempio le joint-venture con società come Ford e BMW. La Mitsubishi Motors Corporation è la sesta azienda automobilistica del Giappone e fa capo alla holding finanziaria Mistubishi Keiretsu.
L’operazione è la seconda alleanza Francia-Giappone nel settore automobilistico, dopo l’accordo Renault e Nissan, nel marzo del 1999, che le ha legate tramite partecipazioni incrociate (Renault ora detiene il 44,4% di Nissan, e Nissan il 15% di Renault). Intanto il titolo in borsa di Mitsubishi ha chiuso in rialzo del 13,45%.
Giuseppe Raso

Nel terzo trimestre dell’anno fiscale in corso, la Ford ha annunciato di aver raggiunto utili per 1 miliardo di dollari. La casa automobilistica di Detroit sottolinea che è stata l’unica delle tre grandi compagnie a non usufruire dei sussidi governativi dell’amministrazione Obama; infatti, General Motors e Chrysler per alleviare la drastica situazione dovuta alla crisi, hanno accettato l’offerta del governo di diverse decine di miliardi di dollari.
La Ford annuncia che, dopo 3 anni in cui ha perso 30 miliardi di dollari, il 2010 si preannuncia un anno di enorme crescita: gli utili dovrebbero ancora aumentare e la produzione dei veicoli dovrebbe salire da 10 a 13 milioni. Il titolo in borsa è schizzato del 12% ed ha triplicato il valore del 2008.

Il mercato dell’auto è in crisi: due marchi storici sono alle strette.
La tedesca Wolkswagen ha registrato un -85,7% di utili nel terzo trimestre; le vendite sono calate del 10% registrando un fatturato di 26 miliardi. L’utile operativo è stato di 278 milioni e, nonostante in ribasso di oltre l’80%, ha superato le stime degli analisti.
Situazione difficile anche per la statunitense Ford che deve vendere ancora marchi controllati. Dopo Land Rover e Jaguar ceduti al gruppo indiano Tata, la casa automobilistica americana deve ancora cedere una parte cospicua del suo patrimonio a un’azienda asiatica. Come era stato annunciato, la Ford cederà la controllata casa svedese, la Volvo, alla casa automobilistica cinese, la Jeely.
Dopo 10 anni dall’acquisto la Ford potrebbe privarsi di un marchio acquistato per 6,45 miliardi di dollari e che era stato inglobato nella “Premier Auto Group” che comprendeva anche Aston Martin e Jaguar.

La crisi finanziaria ed economica ha costretto molte grandi aziende e banche, soprattutto statunitensi, a dichiarare fallimento.
La Ford, storico marchio automobilistico degli USA, è costretta a vendere ancora per non cadere in questa rete. Dopo aver ceduto i marchi Jaguar e Land Rover al gruppo indiano Tata, questa volta, è costretta ancora a cedere aziende controllate ed acquisite nel corso degli ultimi decenni: è giunta l’ora della svedese Volvo, per la quale la Ford ha ricevuto un’offerta di 334 milioni di dollari dal gruppo automobilistico cinese Jeely.
Per far sì che questa grossa manovra finanziaria possa concretizzarsi, bisognerà attendere il consenso della banca Goldman Sachs, che dovrà comprare obbligazioni e warrant da Jeely. Se, poi, la famosa banca d’affari deciderà di convertirle in azioni, si troverà a controllare oltre il 15 % della casa autobilistica cinese e della sua neonata controllata: la Volvo.
A voi lettori, una domanda: i paesi emergenti asiatici, Cina ed India, risentono della crisi economica? Come mai riescono a comprare facilmente storici marchi americani ed europei? E pensare che proprio del governo cinese non si possa dire che adotti delle politiche capitalistiche!