Posts Tagged ‘francia’

Fitch:

Fitch: “Le banche Usa sono a rischio contagio”

Posted on 21 nov 2011 at 12:48pm

La crisi dell’Euro Zona può portare uno scompenso anche nelle banche americane? Si, secondo quanto dichiarato dall’agenzia di rating internazionale Fitch. L’agenzia ha prodotto uno studio dove spiega che la crisi dell’eurozona potrà incidere sul futuro delle banche americane: se si allargherà, le banche statunitensi potrebbero soffrire. Proprio per questo motivo, le banche americane nell’ultimo anno, hanno drasticamente diminuito l’esposizione verso le banche europee, vendendo la maggior parte dei titoli pubblici dei paesi potenzialmente a rischio e dei paesi più deboli dell’eurozona. Secondo Fitch ciò non basta: infatti gli istituti di credito americani sono abbastanza esposti verso le banche eruopee, sopratutto con la Francia. I dati pubblicati da Fitch parlano chiaro: le banche americane hanno una esposizione di 188 miliardi di dollari verso la Francia (di cui 114 miliardi nei confronti delle banche francesi) e di 225 miliardi di dollari di esposizione verso la Gran Bretagna (con soli 51 miliardi di dollari di esposizione verso le banche britanniche). Ciò potrebbe portare – in caso di peggioramento della situazione in Europa – a conseguenze molto pesanti per l’economia americana. Se i mercati sotto pressione, come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo, dovessero “contagiare” anche altri paesi, specie se oltre i confini della zona Euro, le banche americane potrebbero essere coinvolte.

Pietro Gugliotta

Commissione Europea, Barroso:

Commissione Europea, Barroso: “Un’Europa divisa non funzionerà mai”

Posted on 13 nov 2011 at 1:14pm

In queste ore, all’interno della Comunità Europea, erano circolate alcune voci: si pensava di sciogliere la zona euro. Una notizia catastrofica, poi smentita dai principali paesi ed interpreti dell’Euro Zona. Ma è chiaro che in questa Ue a due velocità, si rischia di lasciare troppo indietro alcuni paesi, tutto ciò in previsione ad un possibile allargamento a nuovi paesi, come la Turchia o alcune nazioni dei Balcani. Ma le smentite sono arrivate pressochè immediate da parte di tutti i principali personaggi dell’Euro Zona: Francia e Germania hanno subito giudicato questa notizia come una stupidaggine, stesso pensiero espresso da Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo. Parigi, per bocca di Sarkozy, spiega come sia inevitabile una Ue a doppia velocità. “Chiaro, ci sarà una Ue a due marce: una tesa a una maggiore integrazione nell’euro e una, come dire, più confederale”. Ma proprio la Francia sta rischiando grosso: come abbiamo avuto modo di spiegare nelle scorse settimane, la Francia rischia di perdere il livello di rating che ha raggiunto, ossia la tripla A. Ciò potrebbe portare il paese transalpino a non far parte dei nove paesi europei che dovranno guidare l’intera Comunità Europea. Ma le parole più dure arrivano da Barroso, che richiama l’unità europea. “Un’Europa divisa non funzionerà mai” è il commento del capo della Commissione Europea, un segnale forte per fare capire a tutti i paesi che è il momento di stringersi per aiutare le nazioni più in difficoltà.

Pietro Gugliotta

S&P:

S&P: “In caso di recessione, rischio downgrade per la Francia”

Posted on 22 ott 2011 at 1:16pm

Nei giorni scorsi abbiamo parlato della possibilità che la Francia possa essere declassata: a parlare di downgrade era stata l’agenzia di rating Moody’s ed un noto quotidiano economico tedesco. La causa di questo possibile declassamento era da attribuire principalmente alla forza delle banche francesi ed alla situazione di crescita della nazione francese, che attualmente sembra un po’ ferma. Infatti il rallentamento della crescita francese preoccupa anche un’altra agenzia internazionale di rating, Standard & Poor’s: la possibile recessione – ipotizzata dall’agenzia di rating – dell’Unione Europea potrebbe colpire tutti i principali paesi dell’Euro Zona, Francia compresa. “La Francia verrebbe probabilmente declassata ad ‘AA+’ da ‘AAA’ a causa del deterioramento della posizione di bilancio” si legge nello studio prodotto da S&P. Ma in questo caso, a rischiare di più sarebbe altri paesi. “I rating di Spagna, Italia, Irlanda e Portogallo verrebbero declassati di uno o due gradini in entrambe le ipotesi”, sia nella recessione a doppia caduta e sia nella contrazione economica, accompagnata dal rialzo dei rendimenti. Dunque se la Francia rischia di essere declassata di un “gradino”, paesi come l’Italia o il Portogallo sono a serio rischio, perchè è molto probabile un declassamento di due notch.

Pietro Gugliotta

Moody's e Handelsblatt:

Moody’s e Handelsblatt: “Il rating della Francia potrebbe essere declassato”

Posted on 19 ott 2011 at 12:58pm

L’edizione online di Handelsblatt, quotidiano economico-finanziario tedesco, lancia l’allarme: il rating di Francia e Germania sarebbe a rischio declassamento. A dirlo sono i vari esperti economici che sono intervenuti sulle colonne del quotidiano economico-finanziario tedesco: Francia e Germania rischiano a causa della situazione poco positiva delle banche francesi, ma più in generale a causa dei costi molto alti dei pacchetti di salvataggio ai paesi dell’Europa Meridionale. L’economista Joerg Kraemer conferma che probabilmente il paese messo peggio è la Francia: la crescita francese ha perso forza e sta rallentando, in più uniamo i problemi delle banche transalpine ed il quadro è completo. Ed anche l’agenzia di rating internazionale Moody’s avvisa i francesi: il rating sovrano della Francia, attualmente fermo al valore AAA è sotto osservazione. L’outlook potrebbe presto passare da stabile a negativo: se fra tre mesi, il piano di salvataggio delle banche europee non dovrebbe essere approvato ed attivato, è chiaro che questo declassamento potrà essere apportato. “Il deterioramento dei parametri di debito e le nuove potenziali passività che potrebbero emergere stanno esercitando forti pressioni sull’attuale outlook stabile del rating” spiegano da Moody’s. Ma la risposta quasi immediata del ministro delle finanze francesi è arrivata: “la Francia farà di tutto per conservare il proprio rating a tripla A, che non è in pericolo perchè saremo in anticipo sulle misure di riduzione del deficit”.

Pietro Gugliotta

Istat, in Italia a settembre cresce la produzione: + 4.3%

Istat, in Italia a settembre cresce la produzione: + 4.3%

Posted on 13 ott 2011 at 1:04pm

L’Istituto nazionale di Statistica, l’Istat, ha pubblicato i dati relativi alla produzione industriale italiana nel mese di agosto 2011. I dati sono molto positivi, perchè fanno segnare un +4.3% a livello congiunturale, il dato più alto dall’anno 2000. Anche a livello tendenziale, l’indice grezzo è in crescita: +4.6%. L’Istat evidenzia anche come negli ultimi otto mesi, da gennaio ad agosto 2011, l’indice della produzione industriale sia cresciuto dell’1.3%. L’Eurostat invece ha comunicato i dati della produzione industriale dei paesi europei: oltre alla quota già nota dell’Italia, sappiamo che fra i paesi con la migliore prestazione industriale ad agosto c’è sicuramente il Portogallo, con +8.2%, la Spagna a +1.3% e la Francia con +0.6%. Fra i paesi che perdono di più segnaliamo l’Irlanda (-3.0%), la Danimarca (-3.0%), la Svezia (-2.7%), mentre a sorpresa in calo anche la Germania (-1.0%). Arrivano notizie meno positive dall’Ocse. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici infatti ha calcolato che il superindice è in flessione di -0.5%, in discesa per il quinto mese consecutivo, e si è attestato a 100,8 punti. In questo indice l’Italia non ottiene un risultato positivo: infatti l’Italia è il paese con la peggior performance registrata. Il nostro paese infatti fa segnare un totale di 97.9 punti, con una flessione di 5.5 punti rispetto a dodici mesi fa, mentre rispetto a luglio, l’indice è sceso di -1.1 punti.

Pietro Gugliotta

Cameron:

Cameron: “Bisogna rafforzare il fondo salva-stati”

Posted on 10 ott 2011 at 3:29pm

Il premier britannico, David Cameron, continua a fornire nuovi input all’economia europea: dopo l’intervista della scorsa settimana, Cameron è tornato a parlare della crisi economica europea. Secondo il premier britannico, la soluzione fondamentale è il Fondo Salva-Stati: è fondamentale rafforzare il fondo per poter intervenire sulle banche più esposte alla crisi. Cameron ha spiegato che il disastro economico dell’Europea è alle porte: il Vecchio Continente ha poche settimane per risolvere le proprie questioni. Serve uno strumento di risoluzione definitiva, denominato da Cameron “grande bazooka”: aumentare la dotazione dell’Efsf, il fondo salva stati. Aumentando la dotazione dagli attuali 440 miliardi di euro a 2 mila miliardi, le banche più esposte alla crisi potrebbero risollevarsi, fermando di fatto il contagio che è partito dalla situazione economica fallimentare della Grecia. Cameron ha anche esortato Francia e Germania, chiedendo ai due paesi europei di mettere da parte le loro obiezioni sulla ricapitalizzazione delle banche e sul fondo salva-stati europeo: il tempo è davvero poco, la situazione è molto pericolosa e non si possono avere ulteriori indugi di fronte a questa crisi. Inoltre serve un piano di cinque punti che dovrebbe chiudere la volatilità e l’incertezza dell’economia europea, fattori che stanno avendo pessimi effetti anche sulle altre economie mondiali.

Pietro Gugliotta

Barroso:

Barroso: “Emissione di Eurobond? Una opzione da non escludere”

Posted on 23 set 2011 at 4:16pm

José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, è stato intervistato nei giorni scorsi da Bloomberg. Una intervista molto interessante, dove l’argomento principe è stato quello degli eurobond. Le emissioni congiunte di titoli di debito pubblico infatti sono uno dei temi più discussi delle ultime settimane: c’è chi è un promotore come il ministro delle finanze italiane, Giulio Tremonti, ma c’è anche chi come il Governo tedesco è assolutamente contrario. E la Commissione Europea, dove si schiera? L’intervista rilasciata da Barroso sembra propendere verso il sì. “La commissione ritiene che dovremmo valutare anche questa opzione. Non dico che vada fatto subito. E’ un’opportunità che deve essere discussa, ma non dobbiamo escludere questa opzione” spiega Barroso, che poi prosegue spiegando l’eventuale iter degli eurobond. “Presto la Commissione presenterà una nuova proposta per la nascita degli eurobond”, nonostante paesi come la Francia e la Germania siano assolutamente contrari. “Abbiamo un’unione monetaria, ma non abbiamo ancora gli strumenti di una piena unione dei bilanci pubblici. Ci vuole tempo per arrivare a un’integrazione delle politiche fiscali. Gli eurobond non sono la panacea di tutti i mali, ma sono una parte della soluzione” conclude José Manuel Barroso. E’ chiaro come l’opzione degli eurobond sia maggiormente supportata dai paesi più in crisi, e che paesi con un debito di valore AAA siano assolutamente contrari.

Pietro Gugliotta

Istat, rallenta la crescita dell'Italia: il PIL aumenta solo dello 0.3%

Istat, rallenta la crescita dell’Italia: il PIL aumenta solo dello 0.3%

Posted on 10 set 2011 at 3:26pm

Brutte notizie ancora dall’Istat: l’Istituto nazionale di Statistica ha infatti comunicato che la crescita dell’Italia rallenta. Le stime preliminari del 5 agosto sono state confermate: dunue nel secondo trimestre 2011, il PIL si è attestato al +0.3%. Si tratta di un dato leggermente superiore alla media dell’Euro zona, dove la media tocca lo 0.2%, ma se prendiamo a confronto i dati dello scorso anno, la crescita italiana è nettamente inferiore a quella dell’Euro Zona: infatti il PIL italiano è cresciuto dello 0.8%, al contrario la crescita europea si attesta all’1.6%, il doppio. Il Vecchio Continente dunque viaggia due velocità, ma non è solo un problema europeo. C’è da dire che la crescita del PIL, rispetto a dodici mesi fa, ci vede fra i peggiori paesi, insieme al Regno Unito (crescita dello 0.7%): il PIL è aumentato del 2.8% in Germania, dell’1.6% in Francia. Per quanto riguardai paesi extra europei, il PIL è cresciuto dell’1.5% negli Stati Uniti, mentre in Giappone ha subito una flessione dello 0.9%. A commentare i dati Istat, i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. “Le stime dell’Istat sul Pil sono ancora sopravvalutate. Purtroppo la situazione è peggiore di quanto prospettato da questi dati. Anche alla luce della manovra iniqua e depressiva che il Governo Berlusconi ha approntato già sarà tanto se il PIL si discosterà dallo zero”.

Pietro Gugliotta

Vertice Francia-Germania:

Vertice Francia-Germania: “Serve un governo economico europeo”

Posted on 17 ago 2011 at 3:40pm

La crisi che sta colpendo sempre più i paesi dell’Unione Europea ha costretto due fra le potenze più importanti dell’UE a riunirsi per cercare di formulare una strategia o un piano di salvataggio dell’economia europea. Francia e Germania si sono dunque riunite in un vertice, che ha visto la presenza ovviamente dei due personaggi di spicco dei due paesi, ossia la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Nicolas Sarkozy. “I ministri delle finanze tedesco e francese depositeranno sul tavolo delle istanze europee una proposta comune, dal mese prossimo di settembre, di una tassa sulle transazioni finanziarie” ha spiegato Sarkozy che ha poi parlato dell’impossibilità di istituire i famosi EuroBond. “Servirebbero ad assicurare la tripla A di tutti i membri della zona euro anche in futuro. Ma creare un meccanismo per cui Francia e Germania garantiscano per il debito di tutti senza poter averne il controllo andrebbe a minare la credibilità di entrambi”. L’idea avuta da Sarkozy e dalla Merkel sembra essere quella dell’istituzione di un governo economico europeo: un percorso graduale che nel giro di qualche anno dovrebbe portare la creazione di un nuovo organo che gestisca l’economia dell’Europa. A capo potrebbe essere posto l’attuale presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, nome caldeggiato proprio dalla Merkel e da Sarkozy. In conclusione, Francia e Germania sono concordi nell’affermare che il principio basilare sia quello del pareggio di bilancio: “ci deve essere un obbligo nazionale, anche se si forma all’interno delle varie nazioni un’opposizione”, un obbligo da imporre entro la metà del 2012.

Pietro Gugliotta

L'Italia sorpassa la Francia per la produzione di vino

L’Italia sorpassa la Francia per la produzione di vino

Posted on 18 giu 2011 at 1:19pm

L’Italia sorpassa la Francia. L’ambito è quello vinicolo: l’Italia è il principale produttore di vino al mondo, scalzando dal primo posto proprio la nazione francese. Il dato arriva dalla Coldiretti, che spiega come la produzione italiana si sia fermata a quota 49.6 milioni di ettolitri, contro i 46.2 milioni di ettolitri prodotti dalla Francia. Il risultato – secondo la Coldiretti – è segno della stabilità della produzione italiana, contro il calo della produzione francese. Non solo grande quantità, ma anche grande quantità: i vini italiani infatti sono di grande qualità. Lo dimostrano i 14.9 milioni di ettolitri che vanno ad inserirsi nella categoria dei vini Docg/Doc, mentre 15.4 milioni di ettolitri in quella dei vini Igt. Ma ottimi i risultati nelle esportazioni: sono aumentate del 31% negli Stati Uniti, mentre l’export nell’Unione Europea è cresciuto del 6%; per quanto riguarda la Cina, è ottimo il risultato di quest’anno: c’è stato un incremento del 146%.
Saverio Romano, Ministro per le Politiche agricole, ha commentato con grande soddisfazione la notizia. “Con orgoglio, possiamo annunciare di essere il primo produttore mondiale di vino. Un dato esaltato dalle ottime performance che i nostri vini stanno ottenendo all’estero come confermato dall’aumento, a febbraio 2011, del 31% delle vendite negli Usa. Nei prossimi tre anni il vino italiano potrà contare su un budget complessivo di quasi 500 milioni da spendere sui paesi terzi per sostenere le vendite e promuovere l’eccellenza”.

Pietro Gugliotta


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