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	<title>Economia e Finanza - News finanziarie &#187; germania</title>
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	<description>News dal mondo della finanza</description>
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		<title>Giulio Tremonti: &#8220;Nostra la politica di bilancio più seria in Europa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato intervistato nei giorni scorsi, su Rai Tre, da Fabio Fazio nella sua trasmissione &#8220;Che tempo che fa&#8221;, l&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia del governo Berlusconi, Giulio Tremonti. Una lunga chiaccherata ripercorrendo periodi del governo precedente e analizzando i nuovi equilibri europei e le scelte del governo Monti. Tremonti si è tolto qualche sassolino dalla scarpa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/tremonti-giulio12.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5361" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/tremonti-giulio12.jpg" alt="" width="250" /></a>E&#8217; stato intervistato nei giorni scorsi, su Rai Tre, da Fabio Fazio nella sua trasmissione &#8220;Che tempo che fa&#8221;, l&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia del governo Berlusconi, <strong>Giulio Tremonti</strong>. Una lunga chiaccherata ripercorrendo periodi del governo precedente e analizzando i nuovi equilibri europei e le scelte del governo Monti. Tremonti si è tolto qualche sassolino dalla scarpa ma sopratutto ha analizzato a mente fredda alcune situazioni passate. <em>&#8220;Per tre anni abbiamo fatto la politica di bilancio più seria d&#8217;Europa. Abbiamo avuto in questi anni una media dello spread che andava da 120 a 140. Poi tutto è esploso perchè è stata degradata l&#8217;America e si è scatenata la guerra sui debiti pubblici. Da agosto in poi si poteva fare qualcosa di più e di diverso&#8221;</em> chiarisce l&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia, che poi punta all&#8217;analisi dell&#8217;<strong>economia europea</strong> e delle scelte del primo ministro italiano, Mario Monti. <em>&#8220;La dimensione della crisi è globale ed europea. Sui mercati i soldi che girano sono pochi e molti sono della Bce, per adesso l&#8217;aspetto più importante è quello della stabilità&#8221;</em> spiega Tremonti, che dunque sostiene il governo <strong>Monti</strong>. Ma l&#8217;ex ministro poi lancia un attacco alla <strong>Germania</strong>, rea di essere un po&#8217; troppo egoista. <em>&#8220;Gli eurobond sono stati una proposta italiana fin dal 2003. La Germania? Finché pensa che le cose le vadano bene sarà ostile. Quando il fuoco lambirà qualche birreria penserà che la soluzione può essere solo comune. l problema della Germania non è solo l&#8217;egoismo, sono anche le paure del passato e i fantasmi del futuro&#8221;</em> conclude l&#8217;ex ministro dell&#8217;economia, Giulio Tremonti.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Monti: &#8220;Non critico il giudizio di S&amp;P ma il downgrade&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 14:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il premier italiano Mario Monti è sbarcato oggi a Londra: nella fitta agenda di queste settimane, Monti è riuscito a trovare uno spazio per incontrare il premier britannico David Cameron. Proprio a proposito di questo icontro, sono importanti le parole rilasciate da Monti al Financial Times. Il premier italiano infatti ha commentato il downgrade che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/monti-mario2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5317" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/monti-mario2.jpg" alt="" width="250" /></a>Il premier italiano <strong>Mario Monti</strong> è sbarcato oggi a Londra: nella fitta agenda di queste settimane, Monti è riuscito a trovare uno spazio per incontrare il premier britannico David Cameron. Proprio a proposito di questo icontro, sono importanti le parole rilasciate da Monti al Financial Times. Il premier italiano infatti ha <strong>commentato</strong> il <strong>downgrade</strong> che S&amp;P ha portato al livello del rating del debito sovrano dell&#8217;<strong>Italia</strong>. Monti è uno dei pochi a non sminuire il lavoro dell&#8217;agenzia internazionale di rating, non attaccando il giudizio, ma addirittura affermando che è un giudizio condiviso dallo stesso Monti.<em> &#8220;Sono &#8216;unico in Europa che non ha criticato le agenzie di rating&#8221;</em> ha spiegato Monti, che in realtà si è detto concorde col giudizio di Standard and Poor&#8217;s, ma solo su un fattore non si è trovato d&#8217;accordo con l&#8217;agenzia internazionale di rating, il downgrade. <em>&#8220;Se avessi mai dettato qualcosa, sarebbe stato quel che S&amp;P ha detto sulla politica economica italiana, ma non avrei mai pronunciato le parole BBB&#8221;</em> ha concluso <strong>Mario Monti,</strong> in uno stralcio dell&#8217;intervista pubblicata sul Financial Times, intervista che poi prosegue con un <strong>appello</strong> di Monti alle forze europee. <em>&#8220;La Germania e gli altri Paesi creditori devono fare di più per aiutare l’Italia a ridurre i costi di finanziamento. Se questa grande azione verso la disciplina e la stabilità non viene riconosciuta, ci saranno conseguenze pesanti nei paesi che sono sottoposti a tale sforzo&#8221;</em> conclude il premier italiano. La risposta di uno dei leader della Comunità Europea, la <strong>Germania</strong>, non è tardata ad arrivare, ed è una risposta <strong>negativa</strong>. Infatti la Germania avrebbe negato questo appoggio all&#8217;Italia, come spiega lo stesso <strong>Wolfgang Franz,</strong> capo dei consiglieri economici di Berlino. <em>&#8220;L’Italia può fare il lavoro da sola&#8221;</em> afferma Franz, parole semplice ma assolutamente efficaci.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Merkel: &#8220;L&#8217;Italia ha fatto molto sul fronte delle riforme&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/angela_merkel3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5290" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/angela_merkel3.jpg" alt="" width="250" /></a>L&#8217;incontro fra <strong>Italia</strong> e <strong>Germania</strong> dei giorni scorsi, ha portato una ventata di ottimismo in Europa. La cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel</strong> ha infatti trovato positivi gli sforzi fatti dal Governo Monti, tanto da lodare l&#8217;operato del suo governo. <em>&#8220;L&#8217;Italia ha fatto molto sul fronte delle riforme. Le misure adottate sono molto importanti. E a questo punto ognuno dei principali Paesi dell&#8217;Eurozona dovrà fare la sua parte per la stabilizzazione della moneta unica&#8221;</em> ha dichiarato Angela Merkel, nella conferenza stampa congiunta con il premier Mario Monti. L&#8217;incontro è solo un &#8220;<em>antipasto</em>&#8221; del più importante meeting di Roma, del 20 gennaio, come spiega la stessa Merkel. &#8220;Abbiamo concordato che<strong> Italia, Francia</strong> e <strong>Germania</strong> si trovino il 20 gennaio a Roma per continuare la collaborazione già avviata&#8221;. L&#8217;obiettivo di far rientrare l&#8217;Italia nelle &#8220;grazie&#8221; della Comunità Europea, e sopratutto nell&#8217;asse Francia-Germania, sembra essere stato raggiunto. Potrebbe dunque esserci un asse a tre molto forte, fra Italia, Francia e Germania, che potrebbe dare un nuovo ed interessante impulso alle politiche economiche italiane. La cancelliera tedesca ha poi posto l&#8217;attenzione ai paesi più deboli, spiegando che non saranno esclusi.<em> &#8220;Le economie nazionali più piccole nell&#8217;eurozona non le escluderemo, occorre trovare una soluzione ragionevole per la <strong>Grecia</strong> per poi impegnarci su provvedimenti strutturali da applicare&#8221;</em> conclude Angela Merkel, aggiungendo come Italia e Germania sono in primo piano per aumentare l&#8217;importanza dell&#8217;unità europea.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>David Cameron contro la Tobin Tax europea: &#8220;Non è logica, la bloccheremo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/david-cameron2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5268" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/david-cameron2.jpg" alt="" width="250" /></a>Il premier britannico<strong> David Cameron</strong> torna a parlare e lo fa dai microfoni della Bbc, attaccando ancora una volta l&#8217;Unione Europea, in particolare la scelta di alcuni paesi di proporre una <strong>tassa sulle transazioni finanziarie</strong>. Cameron infatti è assolutamente contrario e non fa nulla per nascondere la sua ritrosia nell&#8217;applicare questa legge, aumentando &#8211; se ce ne fosse ancora bisogno &#8211; la distanza fra la posizione del <strong>Regno Unito</strong> e della <strong>Comunità Europea</strong>. <em>&#8220;Se i francesi vogliono introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie nel loro Paese dovrebbero essere liberi di farlo. Ma l&#8217;idea di una nuova tassa europea, quando quella stessa tassa non verrà introdotta in altri luoghi, non penso sia logica e la bloccherò&#8221;</em> spiega il premier britannico, motivando anche il suo dissenso così aperto. <em>&#8220;Una tassa solo europea costerebbe posti di lavoro e gettito fiscale, sarebbe nefasta per tutto il continente da cui vedremmo andarsene moltissime aziende finanziarie&#8221;.</em> Dunque Cameron ed il Regno Unito sono contrari a questa <strong>Tobin Tax</strong>, a meno che &#8211; prosegue lo stesso premier britannico &#8211; la stessa tassa non sia approvata a tutte le transazioni finanziarie mondiali, non solo a quelle europee. A spingere per l&#8217;approvazione della Tobin Tax europea, oltre la già citata <strong>Francia</strong> di Sarkozy, ci sono anche la <strong>Germania</strong> e l&#8217;<strong>Italia</strong>. Ad essere contrari a questa nuova tassa, oltre alla Gran Bretagna, ci sono anche Malta e la Svezia.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Brasile, 2011 da record: è la sesta potenza economica mondiale per Pil</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 14:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata pubblicata nei giorni scorsi, una interessante graduatoria, quella dei paesi con il Prodotto interno lordo più elevato. Questo valore riflette la potenza economica di una nazione, dunque è molto importante. A stilare questa classifica è stato un istituto britannico indipendente, il Cebr (Centre for Economics and Business Research), con sede a Londra. Al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/cash4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5223" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/cash4.jpg" alt="" width="250" /></a>E&#8217; stata pubblicata nei giorni scorsi, una interessante graduatoria, quella dei paesi con il <strong>Prodotto interno lordo</strong> più elevato. Questo valore riflette la <strong>potenza economica</strong> di una nazione, dunque è molto importante. A stilare questa <strong>classifica</strong> è stato un istituto britannico indipendente, il <strong>Cebr</strong> (Centre for Economics and Business Research), con sede a Londra. Al primo posto, dunque la nazione più importante economicamente, troviamo gli <strong>Stati Uniti,</strong> seguiti in seconda posizione dalla <strong>Cina.</strong> Al terzo posto troviamo &#8211; nonostante la catastrofe naturale dei mesi scorsi &#8211; il <strong>Giappone,</strong> mentre per vedere un po&#8217; di Europa dobbiamo attendere il quarto ed il quinto posto, dove viaggiano quasi a braccetto la <strong>Germania</strong> e la <strong>Francia</strong>. Sesto paese al mondo per Pil è il <strong>Brasile</strong>: con grande sorpresa, la nazione sudamericana ha scalzato il <strong>Regno Unito,</strong> che dunque si attesta al settimo posto. All&#8217;ottavo posto troviamo l&#8217;Italia, nonostante stia vivendo un periodo di crisi molto duro, mantiene la posizione già occupata nel 2010 rimanendo davanti a Russia ed India. Il direttore del centro Cebr,<strong> Douglas McWilliams,</strong> commenta il sorpasso del Brasile sul Regno Unito, un sorpasso che pochi anni fa nessuno avrebbe mai pronosticato. &#8220;<em>Il Brasile ha battuto per anni i Paesi europei al calcio, ma sconfiggerli sull&#8217;economia è un nuovo fenomeno. La nostra classifica mostra come stia cambiando la mappa economica del mondo, con Paesi asiatici e produttori di materie prime che danno la scalata ai primi posti e l&#8217;Europa che resta indietro&#8221;.</em> Ma in Brasile si guarda avanti: il prossimo obiettivo &#8211; secondo quanto dichiarato dal ministro dell&#8217;economia, Guido Mantega &#8211; è arrivare ai livelli della Francia.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Vertice di Bruxelles, oggi la seconda giornata: si parla di Eurobond?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 14:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/vertice_sarko_merkel.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5112" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/vertice_sarko_merkel.jpg" alt="" width="250" /></a> Si tiene oggi, ancora una volta al al palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, la seconda giornata di lavori del <strong>Consiglio europeo</strong>. Dopo la maratona notturna di ieri, i capi di Stato si sono riuniti questa mattina a Bruxelles per porre la firma definitiva sugli accordi raggiunti ieri. Le reazioni alla giornata di ieri sono piuttosto simili. C&#8217;è l&#8217;ottimismo per l&#8217;accordo raggiunto, espresso dalla cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel</strong>. <em>&#8220;E&#8217; un buon risultato, grazie al quale l&#8217;Euro riconquisterà la sua credibilità. Costruiremo una unione di bilancio per l&#8217;euro che sarà allo stesso tempo una unione di stabilità&#8221;</em> conclude la Merkel. E&#8217; soddisfatto anche <strong>Mario Draghi, presidente della Bce,</strong> che lasciando ieri notte il vertice di Bruxelles ha dichiarato: &#8220;<em>E&#8217; un risultato molto buono per la zona Euro: sara&#8217; la base per una maggiore disciplina nelle politiche economiche dei Paesi membri&#8221;.</em> Al summit di Bruxelles è intervenuta anche <strong>Christine Lagarde,</strong> numero uno del <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> (FMI): la Lagarde si è detta soddisfatta dell&#8217;accordo raggiunto nei giorni scorsi fra Francia ed Italia.<em> &#8220;L’accordo fra Francia e Italia è necessario ma non sufficiente per restituire fiducia ai mercati. C‘è molto lavoro da fare. È necessario che sia coordinato e decisivo. L’FMI parteciperà a questi sforzi&#8221;.</em> Intanto oggi si tornerà a parlare degli <strong>Euro Bond,</strong> o <strong>stability bond,</strong> come li definisce la Commissione Europea. C&#8217;è da sempre l&#8217;appoggio di numerosi stati membri, fra cui l&#8217;Italia, mentre sembra irremovibile la posizione della <strong>Germania</strong>: la Merkel continua a sostenere il suo veto su questo strumento economico. La spaccatura è clamorosa: da un lato ci sono quasi tutti i paesi dell&#8217;Euro Zona, dall&#8217;altro c&#8217;è la Germania.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Standard &amp; Poor&#8217;s minaccia: &#8220;Anche la Germania può avere un downgrade di rating&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 11:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle scorse settimane avevamo parlato del rischio concreto che la Francia potesse perdere il livello di rating che le agenzie di rating internazionali le avevano concesso, ossia la tripla A (AAA): il problema era legato alle banche francesi e alla situazione economica dell&#8217;Euro zona in generale. Proprio legato a questo secondo aspetto, c&#8217;è un pericoloso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/sp_standard-poors7.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5087" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/sp_standard-poors7.jpg" alt="" width="250" /></a> Nelle scorse settimane avevamo parlato del rischio concreto che la Francia potesse perdere il livello di rating che le agenzie di rating internazionali le avevano concesso, ossia la tripla A (AAA): il problema era legato alle banche francesi e alla <strong>situazione economica dell&#8217;Euro zona</strong> in generale. Proprio legato a questo secondo aspetto, c&#8217;è un pericoloso vortice, che potrebbe coinvolgere tutti i paesi che fanno parte della moneta unica europea: infatti secondo <strong>Standard &amp; Poor&#8217;s,</strong> nei prossimi novanta giorni, tutti i<strong> rating dei paesi dell&#8217;Euro zona</strong>, potrebbero essere <strong>rivisti verso il basso</strong>. Se la Francia non è una sorpresa, non si può dire altrettanto della <strong>Germania</strong>: il paese tedesco sembrava il più solido economicamente dell&#8217;Unione Europea, invece S&amp;P con questa minaccia ha un po&#8217; oscurato le credenziali della Germania. Oltre alla Germania, rischiano tutti gli altri paesi europei:<strong> Olanda, Austria, Finlandia e Lussemburgo</strong> rischiano di <strong>perdere la tripla A</strong> (AAA), mentre i paesi con un rating più basso, potrebbero vedere scendere ancora la loro valutazione, come nel caso dell&#8217;Italia che potrebbe scendere fino al livello A-1. Al momento, ad essere sotto osservazione sono solo cinque paesi (Germania, Olanda, Austria, Finlandia e Lussemburgo), che sono stati messi sotto osservazione con &#8220;<strong>credit watch negative</strong>&#8220;. Dunque nei prossimi novanta giorni, se la crisi dell&#8217;Euro zona non sarà parzialmente migliorata, c&#8217;è il rischio concreto che la scure di Standard &amp; Poor&#8217;s possa abbattersi su tutti i paesi.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Ordini industriali, nella zona Euro sono in calo del 6.4%: in Italia -9.2%</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo una crescita modesta ad agosto, arrivano i dati degli ordini industriali nella Zona Euro a settembre. I dati sono stati elaborati dall&#8217;Eurostat: nell&#8217;eurozona, c&#8217;è stata una flessione degli ordini industriali del 6.4% rispetto al mese di agosto. Un dato fortemente negativo, che viene parzialmente ammorbidito, prendendo in considerazione l&#8217;Unione Europea a 27 Stati (dunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/industrie_27.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4988" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/industrie_27.jpg" alt="" width="250" /></a> Dopo una crescita modesta ad agosto, arrivano i dati degli <strong>ordini industriali</strong> nella Zona Euro a <strong>settembre</strong>. I dati sono stati elaborati dall&#8217;Eurostat: nell&#8217;<strong>eurozona,</strong> c&#8217;è stata una <strong>flessione</strong> degli ordini industriali del <strong>6.4%</strong> rispetto al mese di agosto. Un dato fortemente negativo, che viene parzialmente ammorbidito, prendendo in considerazione l&#8217;Unione Europea a 27 Stati (dunque anche gli stati extra Euro). Il calo nella Ue a 27 è del -2.3%, dopo un leggero calo ad agosto (-0.3%). E motore negativo di questo calo è proprio il nostro paese: l&#8217;<strong>Italia</strong> ha perso molto terreno rispetto al mese precedente. Gli ordini industriali dell&#8217;Italia sono diminuiti del <strong>-9.2% rispetto ad agosto</strong>. I nuovi ordini sono in flessione in dieci stati, mentre crescono in dodici: a far segnare le peggiori performance, oltre l&#8217;Italia, c&#8217;è l&#8217;<strong>Estonia</strong> (-9.1%), la <strong>Francia</strong> (-6.2%), la <strong>Spagna</strong> (-5.3%) e la <strong>Germania</strong> (-4.4%), mentre i paesi che hanno offerto una maggiore crescita di ordini industriali sono la Danimarca (+14%), la Lettonia (+13.1%), la Polonia (+5.1%) e la Repubblica Ceca (+4.8%). Va meglio analizzando i dati su base annua: rispetto al 2010, gli ordini industriali aumentano dell&#8217;1.6% nella zona Euro, mentre del +2.3% nell&#8217;Ue a 27 membri. I dati <strong>Eurostat</strong> dunque certificano un andamento piuttosto contrastante dell&#8217;industria europea.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Ue, Barroso spinge per gli Eurobond, ma la Merkel frena</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni, il premier italiano Mario Monti sta incontrando i principali leader dell&#8217;Unione Europea, per poter parlare apertamente di soluzioni per la crisi economica che sta bloccando l&#8217;economia del Vecchio Continente. La Commissione Europea discuterà quest&#8217;oggi la proposta del presidente José Manuel Barroso, che prevede un piano per gli stability bond: non sono altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/barroso-ue4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4977" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/barroso-ue4.jpg" alt="" width="250" /></a> In questi giorni, il premier italiano Mario Monti sta incontrando i principali leader dell&#8217;Unione Europea, per poter parlare apertamente di soluzioni per la crisi economica che sta bloccando l&#8217;economia del Vecchio Continente. La Commissione Europea discuterà quest&#8217;oggi la proposta del presidente <strong>José Manuel Barroso</strong>, che prevede un piano per gli <strong>stability bond:</strong> non sono altro che gli <strong>Eurobond</strong>. Un progetto che prevede l&#8217;emissione di obbligazioni europee, che vede favorevoli diversi personaggi politici ed economici europei, ma non coglie pieno appoggio da altri paesi, come la Germania. Da Bruxelles sono convinti che sia questa la soluzione che potrebbe alleviare la crisi europea, portando nuova linfa e tranquillità a tutti i mercati del Vecchio Continente. Un messaggio che sembra dunque molto importante, che potrebbe riportare un po&#8217; di fiducia e credibilità agli operatori ed investitori. Anche lo stesso <strong>Herman Van Rompuy,</strong> numero uno del Consiglio Europeo, dapprima scettico sulla crezione di questi Eurobond, adesso si trova d&#8217;accordo con Barroso. Ma lo scoglio più duro da sollevare è quello della <strong>Germania</strong>: la cancelliera <strong>Angela Merkel</strong> si è detta contraria da sempre a questo strumento. &#8220;<em>La socializzazione del debito non rappresenta la soluzione dei problemi che in questo momento interessano l&#8217;area euro. L’idea che attraverso la collettivizzazione dei debiti si possano superare i problemi strutturali dell’Unione Monetaria è proprio ciò che non potrà funzionare. Piuttosto sarebbe necessario rivedere i trattati, tracciando la via che porti ad un&#8217;unione fiscale e ad un edificio politico che porti all&#8217;armonizzazione fra competenze nazionali&#8221; </em>ha spiegato la Merkel.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Germania, la Bundesbank taglia le stime di crescita per il 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 14:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fra lo 0.5% e l'1%]]></category>
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		<category><![CDATA[germania]]></category>
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		<description><![CDATA[La crisi globale che sta avvolgendo tutta l&#8217;Europa, non esclude proprio nessuno. Se la Francia da un lato è a rischio downgrade, anche la Germania non si trova in ottime acque. A darne notizia è la banca centrale tedesca, la Bundesbank, che in un bollettino ha comunicato come siano state ridote le stime per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/bundesbank.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4968" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/bundesbank.png" alt="" width="250" /></a> La crisi globale che sta avvolgendo tutta l&#8217;Europa, non esclude proprio nessuno. Se la Francia da un lato è a rischio downgrade, anche la <strong>Germania</strong> non si trova in ottime acque. A darne notizia è la <strong>banca centrale tedesca,</strong> la Bundesbank, che in un bollettino ha comunicato come siano state ridote le stime per il 2012. L&#8217;economia tedesca dunque è in calo? Sembra di si, a sentire la <strong>Bundesbank</strong>. L&#8217;economia tedesca &#8211; secondo la banca &#8211; potrebbe presto avere un periodo molto difficile, a causa del debito europeo ma sopratutto del rallentamento dell&#8217;economia mondiale. Ciò ha portato la Bundesbank ha rivedere le <strong>stime per il 2012</strong>: da un ottimista 1.8%, si è passati ad una forbice <strong>fra lo 0.5% e l&#8217;1%</strong>. Insomma una <strong>frenata</strong> piuttosto importante. La Bundesbank ha spiegato come nei prossimi mesi, sarà importante aumentare i consumi interni e diminuire quelli esterni, dato che un punto forte del mercato tedesco, le esportazioni, sono in forte calo. Il <strong>debito pubblico tedesco</strong> inoltre &#8211; si legge nel bollettino della Bundesbank &#8211; rimarrà su livelli elevati: anche se non ci sarà un inasprimento della crisi, il debito pubblico della Germania rimarrà sopra il 60% del Pil per diversi anni. In questo 2011, il debito dovrebbe scendere dall&#8217;83.2% del Pil tedesco ad un valore pari all&#8217;<strong>81.1% del Pil</strong>, dunque in miglioramento dallo scorso anno.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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