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Banca d'Italia: è Ignazio Visco il nuovo governatore

Banca d’Italia: è Ignazio Visco il nuovo governatore

Posted on 21 ott 2011 at 1:12pm

E’ arrivata ieri la tanto attesa decisione sul futuro della Banca d’Italia: infatti l’1 novembre, l’attuale governatore di BankItalia, Mario Draghi, andrà a ricoprire l’importantissimo ruolo di direttore della Banca Centrale Europea, lasciando scoperto il suo incarico a BankItalia. Dopo diverse settimane di incertezza, è giunto il tanto atteso nome: Ignazio Visco è il nuovo governatore della Banca d’Italia. Napoletano, di 61 anni, Visco ricopriva il ruolo di vice direttore della Banca d’Italia, il suo nome è stato suggerito dal premier Berlusconi al Consiglio superiore della Banca d’Italia, dopo averlo comunicato al presidente della Repubblica. Dunque una soluzione interna, la stessa suggerita da Mario Draghi che in realtà vedeva meglio come suo successore il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni. Resta apparentemente insoddisfatto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che aveva portato avanti la candidatura del direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli. Il nome di Visco non era circolato in maniera così pressante, come quelli di Saccomanni, Grilli e di Lorenzo Bini Smaghi, dunque possiamo dire che si tratta di una scelta quasi a sorpresa. “Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha inviato una lettera a Paolo Blasi, componente anziano del Consiglio superiore della Banca d’Italia, con la richiesta di sottoporre al parere del Consiglio stesso la designazione di Ignazio Visco a Governatore della Banca d’Italia. Contestualmente, il presidente del Consiglio ha informato il Governatore Draghi” si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi. Dal Consiglio Superiore di Bankitalia si parla di scelta valida, ma si critica la gestione della successione di Draghi: secondo fonti interne infatti, andava fatta in maniera più rapida per evitare un così ampio ventaglio di nomi.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Senza crescita economica il debito non può diminuire”

Posted on 16 ott 2011 at 3:08pm

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, è intervenuto in quello che potremmo definire uno dei suoi ultimi appelli da numero uno di Bankitalia: l’Italia deve risanare la propria economia partendo dalla spesa pubblica. Un allarme lanciato più volte però forse non compreso a pieno dal Governo, che è stato nuovamente richiamato da Draghi. “Occorre agire con rapidità. E’ stato già perso troppo tempo” esordisce il governatore della Banca d’Italia. “Gli aumenti dei tassi degli ultimi mesi se protratti nel tempo avrebbero l’effetto di vanificare in non piccola parte le misure approvate con i decreti legge convertiti in settembre con un ulteriore possibile effetto negativo sul costo del debito” spiega Draghi, affermando che questa situazione potrebbe diventare ingestibile. Secondo Draghi è fondamentale che il nostro paese riesca a risolvere da solo i propri problemi, senza attendere che arrivi l’aiuto di altri paesi o dell’Unione Europea. “E’ importante che tutti ci convinciamo che la salvezza e il rilancio dell’economia italiana possono venire solo dagli italiani. Sarebbe una tragica illusione pensare che interventi risolutori possano giungere da fuori. Spettano a noi”. Sopratutto perchè si tratterebbe di interventi esterni e provvisori: l’Italia deve risanare la finanza pubblica in primis – spiega Draghi – e poi spingere l’acceleratore sulla crescita, che va assolutamente rilanciata.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Tagliamo gli sprechi e puntiamo alla parità di bilancio”

Posted on 03 giu 2011 at 12:47pm

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha parlato probabilmente per l’ultima volta da numero uno di Bankitalia: l’occasione è stata la lettura delle considerazioni finali sul mondo economico italiano. Infatti Draghi il 24 giugno sarà designato come nuovo presidente della Banca Centrale Europea e dovrà lasciare il suo ruolo di numero uno di Bankitalia. Draghi nel suo discorso ha toccato parecchi punti importanti, passando dalle riforme al ritardo nella ripresa del paese. “Bisogna tornare alla crescita, serve una manovra tempestiva, strutturale, credibile agli occhi degli investitori internazionali, orientata a favore della crescita che potrebbe sostanzialmente limitare gli effetti negativi sul quadro macroeconomico” ha esordito Draghi. Sul ritardo della ripresa economica italiana, il governato della Banca d’Italia ha spiegato che “dall’avvio della ripresa, nell’estate di due anni fa l’economia italiana ha recuperato soltanto 2 dei 7 punti percentuali di prodotti persi nella crisi. Nel primo trimestre di quest’anno il ritmo di espansione è stato appena positivo”. Chiusura sugli obiettivi: l’Italia deve puntare al pareggio di bilancio, senza effettuare tagli indiscriminati. “Oggi bisogna in primo luogo ricondurre il bilancio pubblico a elemento di stabilità e di propulsione della crescita economica, portandolo senza indugi al pareggio, procedendo a una ricomposizione della spesa a vantaggio della crescita, riducendo l’onere fiscale che grava su tanti lavoratori e imprenditori onesti. Per ridurre la spesa in modo permanente e credibile non è consigliabile procedere a tagli uniformi in tutte le voci: essi impedirebbero di allocare le risorse dove sono più necessarie”.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Riduciamo le spese del 7% e avremo un bilancio in pareggio”

Posted on 02 mag 2011 at 12:36pm

Si è tenuto nei giorni scorsi, a Palazzo Koch, un convegno molto importante sulle infrastrutture in Italia: “Le infrastrutture in Italia: dotazione, programmazione, realizzazione”. Fra gli esperti intervenuti a questo convegno, l’intevento più interessante è stato quello di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia. Draghi ha proposto la sua ricetta per il pareggio di bilancio, spiegando inoltre come si stia riprendendo l’economia italiana, ossia in maniera molto lenta. “Il documento di finanza pubblica recentemente approvato dal Consiglio dei ministri punta a un sostanziale pareggio nel 2014, da un disavanzo pari al 4,6% del pil nel 2010. Una tale correzione, effettuata solo dal lato delle spese, implica una loro riduzione del 7 per cento in termini reali. L’obiettivo è conseguibile solo se vi concorreranno tutte le principali voci di spesa” spiega il governatore della Banca d’Italia. “Da vari anni l’italia cresce a un ritmo insoddisfacente, che si riflette in redditi stagnanti, problemi occupazionali, maggiori difficoltà a gestire la finanza pubblica. Il riavvio del processo di crescita – continua Draghi – passa per un aumento dei tassi di occupazione, soprattutto giovanile e femminile; maggiori investimenti in capitale fisico; mercati, servizi pubblici e regolamentazioni che facilitino l’accrescimento della produttività”. Draghi alla fine del suo intervento ha rivolto l’attenzione sulla crisi che è stata superata dall’Italia, seppur con una crescita lentissima: infatti il nostro paese mantiene un tasso di crescita potenziale fra i più bassi degli altri principali paesi europei.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Perchè i prezzi degli alimentari sono aumentati?”

Posted on 20 apr 2011 at 12:13pm

Periodo molto intenso per il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che è stato invitato al Development Committee della Banca Mondiale. Durante la conferenza finale, Draghi ha voluto chiarire alcuni aspetti, quello più importante è sicuramente il prezzo degli alimentari. “I prezzi degli alimentari sono in aumento dalla fine del 2010. Nonostante l’incertezza circa le radici del fenomeno, l’urgenza di gestire l’insicurezza alimentare e la malnutrizione chiede risposte rapide. La natura sfaccettata della crisi alimentare richiede una risposta coordinata da parte della comunità internazionale” spiega Mario Draghi, chiarendo che si tratta in ogni caso di un discorso a lungo termine, che va analizzato in un lasso di tempo piu ampio. “L’emergenza non deve sviare l’attenzione dalle sfide di più lungo termine. La tendenza all’aumento del prezzo dei cibo nell’ultimo decennio ne segnala la scarsità relativa e riflette anche il maggior utilizzo di biocarburanti e i costumi alimentari”. Draghi in ogni caso non vuole dare colpe agli ultimi avvenimenti, come i moti di Nord Africa e Medio Oriente. “Gli ultimissimi eventi, ci ricordano la complementarità che esiste tra sistema di governo, inclusività sociale e crescita. Uno sviluppo sostenibile ha bisogno di buone istituzioni in grado di offrire opportunità per tutti e soddisfare le necessità dei più poveri”. Concludendo, Draghi ha voluto comunque sottolineare come ci sia un cauto ottimismo, sicuramente molta più fiducia nella ripresa di sei mesi fa, perchè le prospettive economiche a livello mondiale stanno migliorando.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Aumentare le aliquote fiscali è fuori discussione”

Posted on 22 mar 2011 at 10:57am

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, è intervenuto in questi giorni all’Università Cattolica di Milano. Nel suo intervento ha provato a fornire una nuova ricetta per rilanciare l’economia e sopratutto per risanare i conti pubblici. “Aumentare le aliquote fiscali è fuori discussione: comprometterebbe l’obiettivo della crescita, sottoporrebbe i contribuenti onesti a una insopportabile vessazione”. Anzi, Draghi è convinto proprio del contrario:le aliquote andrebbero piuttosto diminuite, man mano che si recuperino evasione ed elusione. Non resta che il controllo della spesa, ma un controllo selettivo, orientato innanzitutto dalla distinzione fra ciò che favorisce la crescita e ciò che la ostacola”. Draghi è inoltre convinto che l’Italia, senza una moneta come l’Euro, sarebbe stata spazzata via dalla crisi mondiale che ha coinvolto tutti i Paesi. “L’Italia avrebbe potuto essere travolta dalla crisi senza il salvagente dell’Unione Europea e dell’Euro. Le aspettative d’inflazione sono rimaste saldamente ancorate anche nel pieno della crisi, permettendo di agire per preservare il funzionamento dei mercati, sostenere il credito, evitare il tracollo dell’economia. Senza l’Unione il semplice coordinamento di decisioni nazionali non avrebbe prodotto risultati altrettanto rapidi ed efficaci. Alcuni Paesi, incluso il nostro, potevano essere travolti dalla crisi”. Chiusura sulla fine del tunnel di questa crisi: Draghi non sa dare una data precisa, ma chiaramente spiega che lo sforzo per risanare i conti pubblici sarà intenso, la crisi non si supera da un giorno all’altro perchè “non è una battaglia che si vince in un giorno”.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Servono riforme piu coraggiose per le famiglie italiane”

Posted on 03 mar 2011 at 12:33pm

Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, è intervenuto in questi giorni al 17° congresso Forex degli operatori finanziari a Verona. E’ stata l’occasione per parlare ancora una volta della situazione economica italiana, ma c’è stato spazio anche per altri spunti, come la crisi libica e l’influenza che potrà avere sul mondo dei carburanti. “In Italia la crescita stenta da quindici anni, i tassi di sviluppo sono attorno all’1%, mentre la domanda interna rimane debole” esordisce Draghi. “Servono azioni riformatrici più coraggiose che migliorerebbero le aspettative delle imprese e delle famiglie e aggiungerebbero impulsi alla crescita. L’Italia dispone di grandi risorse, ha molte aziende, una grande capacità imprenditoriale, la sua gente è laboriosa e parsimoniosa”. Si passa poi alla questione Libia: Draghi dimostra che le preoccupazioni di tutta la comunità internazionale, siano fondate. “Un aumento del 20% del prezzo del petrolio determina una minor crescita del prodotto interno lordo di mezzo punto percentuale nell’arco di tre anni. Per questo le dimensioni umane e l’esito ancora incerto della sollevazione popolare che scuote la Libia preoccupano la comunità internazionale”. La chiusura è dedicata alla disoccupazione giovanile: Draghi è convinto che i salari di ingresso dei giovani sul mercato, siano fermi dagli Anni Ottanta. “La recessione ha reso più difficile la situazione. Il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 30%. Si accentua la dipendenza dalla ricchezza e dal reddito dei genitori, un fattore di forte iniquità sociale. È uno spreco di risorse che avvilisce i giovani e intacca gravemente l’efficienza del sistema produttivo”.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “Non siamo Paese a rischio, prendiamo esempio dalla Germania”

Posted on 15 feb 2011 at 3:25pm

Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia e membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, è intervenuto recentemente su un quotidiano tedesco, il “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Draghi ha potuto spiegare qual’è la sua ricetta per migliorare la crescita economica europea. “L’Europa ha bisogno di riforme per accelerare la crescita economica e in questo caso la Germania deve servire da esempio per gli altri Paesi. La Germania ha migliorato la sua competitività attuando delle riforme strutturali. Questo deve essere il modello”. Draghi si è poi soffermato sulla posizione dell’Italia, dato che è il governatore della Banca d’Italia. “L’Italia non è un Paese a rischio” spiega il governatore di BankItalia, che poi si è soffermato su alcuni aspetti che testimoniano il momento un po più positivo della nazione italiana. “L’indebitamento delle famiglie e delle imprese è tra i più bassi in Europa. La struttura industriale è molto diversificata e pertanto resistente. Il bilancio delle partite correnti è in equilibrio. Durante la crisi, il deficit di bilancio italiano durante la crisi non è aumentato come in altri Paesi. La durata media del debito pubblico italiano è aumentata a sette anni e tre mesi, il che ci protegge da problemi di finanziamento”. Draghi ha poi concluso spiegando che l’Italia non è un simbolo di instabilità, ma ha solo bisogno di regole più severe per ridurre l’indebitamento e per aumentare la crescita.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “La situazione è preoccupante: bisogna stabilizzare i precari”

Posted on 08 nov 2010 at 11:40am

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, parla delle difficoltà dell’economia italiana, che ovviamente si ripercuotono sull’occupazione e la creazione di reddito. “Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari si hanno effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità” ha spiegato Draghi al convegno della facoltà di Economia dell’università Politecnica della Marche, dedicato all’economista Giorgio Fuà. Uno dei problemi principali però resta l’occupazione irregolare: “nel nostro Paese rimane diffusa l’occupazione irregolare stimata dall’Istat in circa il 12 per cento del totale dell’unità di lavoro”, tutto ciò danneggia i giovani. Ma a turbare l’economia è sopratutto il deludente andamento della produttività. “La stagnazione nel decennio precedente la crisi, è stata uniformemente diffusa sul territorio, è un problema del Paese. L’Italia mostra una evidente perdita di competitività rispetto ai partner europei. Secondo le stime del Fmi la quota dell’area dell’Euro nel pil mondiale calerà, la nostra economia ne risentirà più di altre dato che manifesta da anni una incapacità a crescere a tassi sostenuti; l’ultima recessione ha fatto diminuire il pil italiano di quasi 7 punti. Abbiamo subito un’evidente perdita di competitività rispetto ai principali partner europei”.
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, si è detta sostanzialmente d’accordo col pensiero di Draghi, spiegando come il governatore di Bankitalia abbia centrato i veri problemi del Paese. Secondo la Camusso, le due priorità lavorative del Paese sono quelle di stabilizzare i precari e regolarizzare l’occupazione attualmente in nero.

Pietro Gugliotta

 Draghi:

Draghi: “La disoccupazione in Italia sale all’8.5%”

Posted on 30 ott 2010 at 3:08pm

Tornano buoni i rapporti fra Governo e Banca d’Italia: nei giorni scorsi, c’erano state alcune frizioni in base ai dati pubblicati da Bankitalia in merito ad alcuni fattori, fra cui disoccupazione ed il calo dei consumi. I dati – molto negativi – erano stati bollati da alcuni esponenti del Governo, primo fra tutti il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, come “dati esoterici, inutilmente ansiogeni”. Adesso sembra essere tornato il “sereno”: i dati pubblicati in questi giorni sono stati apprezzati e condivisi. Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, spiega: “anziché parlare di tasso di disoccupazione, parliamo di tasso di sottoutilizzo, non includendo fra disoccupati, i cassintegrati o gli scoraggiati”. Draghi ricorda inoltre che fra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009, le persone occupate in Italia sono diminuite sensibilmente, almeno 560.000 persone hanno perso l’impiego. “Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5 per cento delle forze di lavoro, fra le quali sono inclusi anche i lavoratori in nero. Per valutare più compiutamente la situazione del mercato del lavoro, vengono conteggiati, insieme ai disoccupati, i lavoratori assistiti da strumenti quali la CIG, quelli forzosamente occupati a tempo parziale” ed altre categorie. Tutto ciò viene appoggiato dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. “C’è assoluta condivisione e sono stati rimossi alcuni equivoci. Però non è detto che scoraggiati equivalga a disoccupatispiega Tremonti, alludendo allo studio della CGIA di Mestre che evidenziava come moltissime professioni vengono rifiutate, specie dai più giovani.

Pietro Gugliotta