Posts Tagged ‘gran bretagna’

Draghi:

Draghi: “Dobbiamo ripristinare disciplina fiscale nell’area euro”

Posted on 22 dic 2011 at 12:49pm

Il presidente della Bce, la Banca Centrale Europea, Mario Draghi, è stato intervistato dal Financial Times. Una lunga intervista con diversi spunti interessanti: l’argomento iniziale ha visto Draghi parlare della spaccatura fra la Gran Bretagna e l’Europa, spaccatura avvenuta nell’ultimo meeting europeo a Bruxelles. Secondo Draghi, è una situazione triste: la Gran Bretagna ha bisogno dell’Europa, così come l’Europa ha bisogno della Gran Bretagna. Altro punto importante: l’Efsf. L’European Financial Stability Facility, il fondo cosìdetto salva stati, deve avere una accelerazione importante, per essere attivo e disponibile al più presto, ciò permetterà di allentare la pressione sulle banche e sui bond. Perchè la situazione non è delle migliori: Draghi sottolinea come la crescita economica mondiale stia frenando, al contrario l’incertezza è aumentata. “Abbiamo bisogno di un sistema finanziario più resistente, con meno debito e più capitale. Ci sono stati progressi nel definire le nuove regole” spiega Draghi, aggiungendo che il programma di acquisto dei bond da parte della Bce non è infinito. “Dobbiamo ripristinare disciplina fiscale nell’area euro. Il risanamento di bilancio deve andare mano nella mano con le riforme strutturali. Ogni Paese ha la propria strada da seguire. Per alcuni la situazione non sarebbe sostenibile neanche se fossero fuori dall’area euro e svalutassero la propria moneta” conclude il presidente della Bce, Mario Draghi.

Pietro Gugliotta

Josè Manuel Barroso:

Josè Manuel Barroso: “La richiesta della Gran Bretagna ha reso il compromesso impossibile”

Posted on 14 dic 2011 at 1:12pm

L’intesa raggiunta a Bruxelles la scorsa settimana non è abbastanza: secondo Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, il problema dell’Unione Europea non è solo quello dei conti pubblici, ma è un problema che riguarda anche il settore finanziario: serve rilanciare la crescita e l’occupazione dell’Ue. Dunque secondo Barroso, l’intesa raggiunta è buona nella sostanza ma non nella forma: c’è da fare ancora molto migliorare le condizioni finanziarie dell’Unione Europea. “L’accordo raggiunto la settimana scorsa è impressionante sul merito delle questioni. Purtroppo non possiamo dire lo stesso sulla forma. Le discussioni sono continuate fino alle 5 del mattino. Io personalmente mi sono adoperato perché il Patto di bilancio rientrasse nei Trattati attuali, ma come è noto uno dei 27 si opponeva alla revisione dei Trattati”. La conclusione del suo discorso è infatti dedicata alla Gran Bretagna, l’unico paese che ha rinunciato alla firma dell’accordo di Bruxelles, restando di fatto fuori dalle politiche economiche europee. Un mancato accordo che ha creato diversi problemi per il raggiungimento finale dell’accordo. “La Gran Bretagna, in cambio del suo accordo, chiedeva un protocollo specifico sui servizi finanziari che, così come presentato, rappresentava un rischio per l’integritá del mercato interno. Questo ha reso il compromesso impossibile”.

Pietro Gugliotta

Ue, Olli Rehn:

Ue, Olli Rehn: “Six Pack? Controlleremo anche in Regno Unito”

Posted on 13 dic 2011 at 12:31pm

Entrerà in vigore oggi il pacchetto di misure approvate dall’Unione Europea nello scorso vertice di Bruxelles, che si è tenuto in Belgio nello scorso fine settimana. Le misure prese – denominate Six Pack – porteranno un cambiamento quasi radicale sul controllo dei bilanci degli stati membri dell’Ue. Un accordo storico quello raggiunto a Bruxelles, perchè non coinvolge tutti i paesi, ma esclude di fatto la Gran Bretagna, che si è rifiutata di firmare il patto. Dunque una spaccatura importante, che non dovrebbe comunque impedire all’Ue di porre sotto stretto controllo le attività finanziarie della City. In ogni caso, il commissario agli affari economici, Olli Rehn, si è detto dispiaciuto del rifiuto della Gran Bretagna. “Dispiace profondamente la decisione della Gran Bretagna di non aderire alla nuova unione di bilancio, non solo per il bene dell’Europa ma anche per quello dei britannici e del loro avvenire” spiega Rehn, che poi non perde tempo per pungere i britannici. “Se la mossa della Gran Bretagna voleva evitare che la City e i suoi servizi finanziari non venissero regolati, questo non succederà, perché abbiamo imparato la lezione dalla crisi e la applicheremo anche al settore finanziario” chiarisce il commissario agli affari economici dell’Unione Europea. Nonostante questa spaccatura, Olli Rehn conferma di non voler accantonare la Gran Bretagna, che dovrà restare al centro dei progetti futuri dell’Ue, così come tutti gli altri paesi.

Pietro Gugliotta

Regno Unito, il ministro Osborne lancia l'allarme:

Regno Unito, il ministro Osborne lancia l’allarme: “Rischiamo la recessione”

Posted on 01 dic 2011 at 1:23pm

Continua il periodo negativo della Gran Bretagna: il paese potrebbe entrare in recessione molto presto, lo stesso ministro del Tesoro britannico ha confermato la notizia, spiegando che ci vorrà parecchio tempo per riportare il Regno Unito ad azzerare il deficit. “Se il resto d’Europa cade in recessione potrebbe essere difficile evitarne una qui in Gran Bretagna. Gran parte dell’Europa pare avviata verso una recessione causata da una cronica carenza di fiducia nella capacità dei singoli paesi della Ue di fare i conti con il proprio debito. Noi faremo tutto quello che è possibile per proteggere la Gran Bretagna da questa tempesta finanziaria, facendo nel contempo tutto il possibile per mettere le basi per una futura crescita” spiega George Osborne, il ministro del Tesoro britannico. Le previsioni di Osborne, annunciate un anno e mezzo fa, sullo sviluppo del Regno Unito erano sbagliate: lo stesso primo ministro ha fatto retromarcia in questi giorni, affermando che nel 2011 l’economia britannica crescerà dello 0.7%, ben lontana dal 2.5%, la quota annunciata diciotto mesi fa da Osborne. I dati hanno provocato grosso malcontento nell’opposizione, i laburisti chiedono un nuovo ministro del Tesoro, proponendo il “ministro ombra” dei laburisti, Ed Balls. “La Gran Bretagna deve in ogni caso cambiare corso e deve farlo in fretta, perché il piano scelto e seguito finora da Osborne si è rivelato errato” dichiara lo stesso Balls.

Pietro Gugliotta

Fitch:

Fitch: “Le banche Usa sono a rischio contagio”

Posted on 21 nov 2011 at 12:48pm

La crisi dell’Euro Zona può portare uno scompenso anche nelle banche americane? Si, secondo quanto dichiarato dall’agenzia di rating internazionale Fitch. L’agenzia ha prodotto uno studio dove spiega che la crisi dell’eurozona potrà incidere sul futuro delle banche americane: se si allargherà, le banche statunitensi potrebbero soffrire. Proprio per questo motivo, le banche americane nell’ultimo anno, hanno drasticamente diminuito l’esposizione verso le banche europee, vendendo la maggior parte dei titoli pubblici dei paesi potenzialmente a rischio e dei paesi più deboli dell’eurozona. Secondo Fitch ciò non basta: infatti gli istituti di credito americani sono abbastanza esposti verso le banche eruopee, sopratutto con la Francia. I dati pubblicati da Fitch parlano chiaro: le banche americane hanno una esposizione di 188 miliardi di dollari verso la Francia (di cui 114 miliardi nei confronti delle banche francesi) e di 225 miliardi di dollari di esposizione verso la Gran Bretagna (con soli 51 miliardi di dollari di esposizione verso le banche britanniche). Ciò potrebbe portare – in caso di peggioramento della situazione in Europa – a conseguenze molto pesanti per l’economia americana. Se i mercati sotto pressione, come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo, dovessero “contagiare” anche altri paesi, specie se oltre i confini della zona Euro, le banche americane potrebbero essere coinvolte.

Pietro Gugliotta

Superindice Ocse, male Italia e Francia, bene la Germania

Superindice Ocse, male Italia e Francia, bene la Germania

Posted on 09 nov 2010 at 11:29am

L’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha presentato i dati del “superindice” di settembre. L’Ocse raggruppa 30 paesi in tutto il mondo, dunque questo valore può essere confrontato con le più grandi potenze mondiali. Secondo questa organizzazione, il superindice migliore e più positivo è da attribuire alla Germania, alla Russia, al Giappone e agli Stati Uniti, tutti paesi che mostrano una buona crescita. Accanto a questi paesi, troviamo quelli che viaggiano ad una velocità minore, dunque sono in una espansione negativa. E’ il caso di Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, India, Cina e del Brasile. Il superindicatore dell’Ocse, nel mese di settembre 2010, ha fatto segnare quota 102.8, toccando un punto negativo o di crescita nulla, per il quinto mese consecutivo. In rapporto al dato di settembre 2009, il superindice mostra una crescita di 4.4 punti, ma poteva essere ben superiore. Nel mese di settembre, il risultato più positivo è stato ottenuto dalla Russia, che ha mostrato un incremento dello 0.6%, seguita dal Giappone che ha aumentato il proprio superindice dello 0.2%. Male la Cina: la nazione asiatica ottiene il peggiore risultato mensile, con - 0.7%, seguono a ruota con una flessione dello 0.2% Brasile, Canada, India e Italia. Per quello che riguarda gli ultimi dodici mesi, la nazione che ha di fatto mostrato una flessione più evidente, è proprio la Cina, con una flessione addirittura del 4.0%; male anche altre nazioni, fra cui Francia con una flessione dello 0.5%, l’India che perde 0.2% e l’Italia che mostra una crescita dello 0.5%, quasi invariata dunque.

Pietro Gugliotta

Ocse:

Ocse: “Ripresa lenta”. E in Italia cala ancora il Pil

Posted on 09 set 2010 at 3:43pm

L’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (denominata anche OCDE ha presentato un nuovo rapporto, titolato “Il il clima di incertezze provoca un rallentamento della ripresa”. Queste le parole di Pier Carlo Padoan, capo economista dell’Ocse. “Per quanto riguarda le tendenze generali dell’economia globale, il rallentamento dell’economia globale si annuncia più pronunciato del previsto. In ogni caso il rallentamento sarà comunque temporaneo ma è difficile prevederne la durata. Se la frenata sarà breve, verrà solo ritardata l’exit strategy della politica monetaria, se invece dovesse prolungarsi saranno forse necessari nuovi stimoli di politica monetaria“. Sicuramente non ci sono buone notizie per l’Italia. L’Italia infatti è l’ultima economia nel G7, secondo le previsioni dell’Ocse: il nostro paese tornerà in negativo nei prossimi due trimestri (l’unico paese nel G7), con una flessione nel Pil pari a -0.3% su base annuale. Leggero miglioramento nel prossimo terzo trimestre, ma la variazione positiva sarà solo di +0.1%, troppo bassa: dunque anche nel terzo trimestre l’economia italiana sarà la peggiore del G7. Ecco le previsioni degli altri paesi, differenziando quella del terzo trimeste e quella del quarto trimestre.
Usa (+2,0%/+1,2%),
Giappone (+0,6%/+0,7%),
Germania (+0,7%/+1,1%),
Francia (+0,7%/+0,3%),
Italia (-0,3%/+0,1%),
Gran Bretagna (+2,7%/+1,5%),
Canada (+2,2%/+2,3%),
Le previsioni medie del G7 sono pari a +1,4% nel terzo trimestre e di +1% nel quarto.

Pietro Gugliotta

Moody’s: grande equivoco sull’Italia

Moody’s: grande equivoco sull’Italia

Posted on 09 mag 2010 at 10:15am

Alexander Kockerbeck, capo analista per l’Italia di Moody’s, ha voluto smentire a chiare lettere il pericolo di default del Belpaese: “Mi fa piacere poter chiarire gli equivoci. Noi non abbiamo mai sostenuto che le banche italiane fossero in pericolo, e meno che mai che l’Italia fosse minacciata dal contagio greco. Me lo faccia ripetere: l’Italia non è fra i Paesi più a rischio”.

Sempre l’analista ha voluto sottolineare come le polemiche innescate l’altro giorno siano giunte semplicemente da un malinteso, in quanto l’Italia è semplicemente sotto controllo, come Gran Bretagna e Irlanda, perché il rischio di contagio del caso Grecia è altissimo, ed abbassare la guardia in un momento del genere sarebbe imperdonabile. Situazione diversa, invece, per Spagna e Portogallo, per le quali il rischio sembra molto elevato.

Insomma, l’Italia sembra essere piuttosto sana, e il suo sistema bancario non è esposto più di tanto. L’unica nota dolente deriva dal debito pubblico, una questione più che altro strutturale. È inevitabile una sua ulteriore crescita, fino a superare il 117% nel 2011. Sostanzialmente l’Italia gode ancora di buona credibilità sui mercati, proprio per la sua decennale battaglia contro il debito pregresso, dunque niente allarmismi, almeno per il momento.

La Gran Bretagna venderà i suoi beni pubblici

La Gran Bretagna venderà i suoi beni pubblici

Posted on 14 ott 2009 at 9:00am

Gordon Brown, primo ministro inglese, ha annunciato di voler vendere opere pubbliche e aziende compartecipate dallo Stato. L’obiettivo è di ripianare il debito pubblico della monarchia che si è impennato negli ultimi anni fino a superare il 10% del PIL.

Tra le critiche dell’opposizione, nei prossimi due anni verranno venduti ponti, tunnel (compresa la ferrovia che attraversa la Manica e il Dartford sul Tamigi), il sistema di scommesse Tote.
Da Bloomberg Londra, il premier britannico afferma che è necessario continuare a stimolare l’economia fino a quando non sarà finita la crisi.

Il ministro del Commercio e industria, Peter Mandelson, ha riferito che queste vendite e privatizzazioni «ci aiuteranno a ridurre i disavanzi senza effettuare tagli sui servizi pubblici di base. Ma non siamo sprovveduti e non svenderemo i nostri beni!».