Posts Tagged ‘imprese’

Decreto liberalizzazioni, ecco la proposta del Governo Monti

Decreto liberalizzazioni, ecco la proposta del Governo Monti

Posted on 23 gen 2012 at 1:09pm

Lo scorso fine settimana il Governo Monti ha ufficialmente presentato il decreto delle liberalizzazioni. Un decreto molto atteso e – come vedremo – molto discusso, specie dalle categorie che hanno subito qualche cambiamento. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha presentato e commentato le liberalizzazioni nella trasmissione “Otto e Mezzo”, in onda su La7. “È un pacchetto che ha molti petali e il significato è quello di riguardare cambiamenti necessari. Un aspetto è che abbiamo favorito la costituzione di un tipo di società chiamate semplificata a responsabilità limitata per giovani fino a 35 con capitale di 1 euro e procedure semplificate per non scoraggiare l’attività imprenditoriale. E’ difficile prevedere quanto, però è vero che questa è una politica contro il costo delle vita. La produttività del Paese può aumentare del 10% e quindi ci sarà più spazio e occupazione. Anche il Pil può aumentare di questa grandezza” conclude il premier Monti. Ma vediamo nel dettaglio alcuni dei provvedimenti contenuti in questo decreto:
- Avvocati, 18 mesi di tirocinio, di cui sei da trascorrere all’università.
- Imprese, abrogate le norme che mettono paletti e limiti numerici per la creazione di una attività economica.
- Rendite finanziarie, aliquote sulle rendite al 20%, tranne per i titoli di Stato.
- Farmacie, ci sarà una farmacia ogni 3.000 abitanti.
- Taxi, l’Autorità per i trasporti gestirà le licenze dei taxi (non più i comuni). Ci sarà la possibilità di acquistare una licenza part-time, non ci saranno licenze multiple, è prevista la mobilità da una città all’altra.
- Tariffe professionali, sono abolite tutte le tariffe professionali minime e massime. I professionisti dovranno provvedere a fornire un preventivo ai clienti.
- Ferrovie, sparisce lo scorporo della rete ferroviaria.
- Notai, aumento di 500 unità per i notai, con un concorso che si svolgerà ogni anno il 30 giugno, dal 2012 al 2014.

Pietro Gugliotta

Imprese, pesa la crisi: nel 2011 sono fallite 9mila aziende

Imprese, pesa la crisi: nel 2011 sono fallite 9mila aziende

Posted on 08 nov 2011 at 4:50pm

Ogni giorno, in Italia, falliscono poco più di 30 imprese: è questo il sunto della raccolta dati proposta da Crisis D&B, la società del gruppo Crif specializzata nelle informazioni di carattere creditizio. Si è calcolato come nei primi nove mesi del 2011, in Italia siano fallite più di 9 mila imprese, quasi mille al mese. Un dato fortemente negativo che penalizza anche il mondo del lavoro, dato il continuo ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti. Inoltre c’è un netto aumento degli insoluti per le banche, che sempre più non vedono restituito il denaro prestato. Il settore più in sofferenza è quello della costruzione degli edifici, a differenza di molti anni fa quando era un traino per l’intera economia, non riesce a rialzarsi, a causa probabilmente del mercato del sub-appalto. Per quanto riguarda le zone che mostrano più imprese fallite, è la Lombardia quella con una quota più alta (1.872), seguita da Lazio e Veneto, dove le categorie d’impresa che risultano più propense ad un fallimento sono quella del settore manufatturiero (in Veneto), mentre nel Lazio è il settore dei servizi. “Sta diventando fondamentale che le imprese adottino efficaci politiche di gestione del rischio, consentendo loro di conoscere in maniera più approfondita i partner con i quali instaurano rapporti commerciali” spiega Marco Preti, amministratore delegato di Crisis D&B.

Pietro Gugliotta

Berlusconi a Confindustria:

Berlusconi a Confindustria: “Adesso faccia qualcosa per noi”

Posted on 07 mag 2011 at 3:24pm

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha rivolto un appello a Confindustria durante la presentazione del decreto legge sullo sviluppo, in una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi. “Gli industriali facciano qualcosa per noi. Invece di aspettare solo che sia il governo a fare qualcosa per loro, sarebbe ora che fossero loro a fare qualcosa per noi” spiega Berlusconi. Dunque un appello ma anche un velato attacco a Confindustria. “Nonostante i duri colpi della crisi, le imprese guardano a nuove prospettive di business con un cauto ottimismo” ha proseguito Berlusconi in conferenza stampa. Ma come sottolinea uno studio che ha condotto un sondaggio sulle piccole e medie imprese, serve un Governo che sia capace di potenziare e dare prestigio all’Italia, un prestigio a livello mondiale che possa amplificare il potere del marchio Italia. Il premier poi ha affondato duramente sulla giustizia italiana. “La giustizia italiana spaventa gli investitori stranieri. La giustizia civile e la giustizia penale sono due punti molto negativi, che tutti giudicano con molta paura prima di venire in Italia”. Concludendo la conferenza stampa, il premier ha anche parlato della prossima riforma del Governo, ossia la riforma tributaria: “noi ci apprestiamo a presentare prestissimo la riforma dell’architettura dello Stato che è urgente come quella della giustizia”. Dovrebbe arrivare entro fine legislatura, ma come spiega Berlusconi, si tratta di un lavoro molto ampio, perchè coinvolge molte leggi.

Pietro Gugliotta

La Camera approva la Manovra Finanziaria

La Camera approva la Manovra Finanziaria

Posted on 30 lug 2010 at 10:28am

La Camera ha finalmente approvato in maniera definitiva la Manovra economica: il testo è stato votato da 321 sì, 270 no e 4 astenuti. Dunque dopo un lungo tira e molla, la Manovra diventa legge: manovra pesante ma necessaria, che graverà molto sulle amministrazioni locali. Non si placano infatti le polemiche per i grossi tagli alle Regioni. Ecco le principali novità:
- Stipendi statali: gli stipendi degli statali resteranno in linea con quelli del 2010, almeno fino all’anno 2013.
- Pensioni: dal 2015 l’età pensionabile si adegua sulle aspettative di vita. La finestra unica per la pensione si aprirà 12 mesi dopo l’età pensionabile. Le donne, impiegate nel settore pubblico, dal 2012 andranno in pensione a 65 anni, come gli uomini.
- Enti locali: grossi tagli a tutti gli enti locali. Sono stati tagliati 800 milioni di euro alle Province, 3.7 miliardi di euro ai Comuni e ben 8.5 miliardi di euro alle Regioni.
- Stipendi ministri: gli stipendi dei ministri e dei sottosegretari vengono tagliati del 10%. Taglio di 10 cent, per ogni voto alle elezioni per i partiti.
- Evasione fiscale: torna il redditometro, che è stato modificato sulle esigenze attuali.
- Aumenti pedaggio: l’aumento del pedaggio sulle autostrade è stato già effettuato da parte dell’Anas già dal primo luglio.
- Sanità: la filiera farmaceutica subisce un taglio del 3.65%, la tessera sanitaria verrà sostituita dalla Carta Nazioanle dei Servizi, che darà vita ad un piano di trasmissione telematica delle ricette.
- Imprese: incentivi per le nuove imprese. Si tratta di esenzioni, detrazioni e deduzioni valide solo per le nuove imprese.

Questo il commento di Renato Schifani, presidente del Senato: “La manovra è dolorosa ma evita il default come è successo per la Grecia. L’entità della manovra ci mette al riparo da speculazioni finanziarie. C’è un clima di difficoltà economica che nasce da Oltreoceano e per sopperire all’esigenza della riduzione del debito si è fatta una manovra in cui si chiedono sacrifici ai cittadini italiani. L’esigenza primaria è la tenuta dei conti”.

Pietro Gugliotta

Istat, a maggio le vendite scendono dell'1.9%

Istat, a maggio le vendite scendono dell’1.9%

Posted on 25 lug 2010 at 11:01am

Non arrivano dati confortanti dall’Istat. Infatti l’Istituto nazionale di statistica comunica che nel mese di maggio 2010 l’indice destagionalizzato del valore del totale delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,3% rispetto ad aprile 2010. Ecco uno stralcio del comunicato dell’Istat: “nel confronto con il mese di maggio 2009 l’indice grezzo ha registrato una variazione negativa dell’1,9%. In termini congiunturali (al netto della stagionalità), le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dello 0,1% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,4%”.
Il comunicato adesso si concentra sui prodotti alimentari. “Rispetto a maggio 2009 le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno registrato entrambe un calo del 2,0%. Nell’ultimo trimestre (periodo marzo-maggio) l’indice destagionalizzato del valore del totale delle vendite al dettaglio ha subito una lieve flessione rispetto ai tre mesi precedenti (- 0,1%). Nello stesso periodo, le vendite di prodotti alimentari hanno segnato una variazione positiva dello 0,1%, mentre quelle di prodotti non alimentari hanno registrato una diminuzione dello 0,3%”. Passiamo ai prodotti non alimentari, qui la situazione è piu scura. “Per quanto riguarda le vendite di prodotti non alimentari, a maggio 2010 tutti i gruppi hanno mostrato risultati negativi, con l’eccezione dei gruppi Supporti magnetici, strumenti musicali ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (rispettivamente + 3,6% e + 1,6%). I gruppi Calzature, articoli in cuoio e da viaggio e Abbigliamento e pellicceria hanno registrato le variazioni negative più marcate (-5,25% e -4,5%)”. In chiusura analizziamo l’andamento delle imprese: “a maggio 2010 tutte le tipologie di imprese della grande distribuzione hanno segnato, in termini tendenziali, risultati negativi, con la sola eccezione degli esercizi specializzati (+ 0,7%). Tra gli esercizi non specializzati, gli ipermercati hanno registrato la flessione più ampia (-1%)”.

Pietro Gugliotta

L'Italia all'Expo di Shanghai

L’Italia all’Expo di Shanghai

Posted on 05 giu 2010 at 12:15pm

Nonostante la crisi, molti imprenditori si sono mossi verso la Cina per presenziare l’Expo di Shangai, grande occasione per proporre le “firme” italiane sul mercato orientale. Il padiglione italiano rappresenta al meglio l’Italia in tutte le sue forme: è questo il pensiero di Emma Marcegaglia e John Elkann, in visita negli scorsi giorni a Shangai. “Ho trovato straordinario il padiglione Italiano ed è molto rappresentativo delle bellezze italiane, del design, della qualità della vita, ma anche della tecnologia e della capacità di fare”, ha spiegato Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. “Il padiglione Italiano è fantastico, rappresentativo della grande ricchezza che il nostro paese ha, è una straordinaria vetrina per mostrare l’Italia in Cina”, ha dichiarato John Elkann. Cosa c’è nel padiglione italiano? Ci sono più di 600 imprenditori, 230 aziende, 18 associazioni di categoria, 9 banche. Per la terza volta, Confindustria, Abi, Ice, e Governo, visitano l’Expo di Shangai, dopo le visite del 2004 e del 2006. Il risultato è sempre positivo: i numeri infatti sono sempre in aumento rispetto al passato e dimostrano l’interesse delle imprese verso questo grande mercato. Come spiega Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, “nel 2009, anno della grande crisi, la Cina comunque è cresciuta dell’8,6%. Per il 2010 è previsto un aumento del Pil del 9%”. Dati molto importanti questi. Il vice-ministro allo Sviluppo, Adolfo Urso, ha parlato del divario Nord-Sud.”Se la crescita del Pil è trainata dall’export e in particolare da quello nei paesi emergenti, aumenterà ancora di più i divario tra Nord e Sud, che nei due anni di crisi si è allargato perché il Pil si è ridotto dello 0,5% in più nel Mezzogiorno. Occorrono anche più investimenti e un utilizzo migliore dei fondi Fas: un intervento per la crescita mirato al Mezzogiorno” conclude Urso, uno dei rappresentanti del Governo in Cina.

Pietro Gugliotta

Romiti:

Romiti: “Imprese, investite in Cina”

Posted on 03 giu 2010 at 12:22pm

La crisi che sta coinvolgendo l’Europa, innalza la Cina come la nuova superpotenza economica mondiale. In questi giorni è stato pubblicato il rapporto annuale della “Fondazione Italia-Cina“: La Cina nel 2010, scenari e prospettive per le imprese. Il presidente della Fondazione, Cesare Romiti, prova a spiegare questi dati, invitando gli imprenditori italiani ad avvicinarsi all’Oriente e ad investire in Cina.
“La presenza italiana è inferiore al potenziale, ci sono circa 2.000 imprese, forse più, considerando il ruolo che giocano ancora le triangolazioni di capitali nelle operazioni estere. Insomma, molti investimenti non sono colti e registrati come italiani ma in realtà lo sono. Oltre alla presenza - spiega Romiti – occorre poi vedere il posizionamento ed i risultati economici ed il quadro non è negativo come spesso viene descritto. La Cina è un Paese difficile e la struttura economica del nostro Paese ci pone in una posizione competitiva. Le imprese scontano poi problemi di dimensione, scala di produzione, e ridotta conoscenza dei mercati internazionali. Le nostre imprese devono affidarsi ad esperti e conoscitori del mercato e sfruttare tutti gli strumenti per l’internazionalizzazione che sono offerti da istituzioni pubbliche e da soggetti privati, penso alle banche.
Il ruolo della “Fondazione Italia-Cina”
– chiarisce il presidente Romiti – è quello di proporre un’assistenza completa alle imprese socie: dalla formazione, all’informazione, alla consulenza fino alla gestione di progetti complessi. Occorre evidenziare che l’Italia gode di molto appeal per i settori tradizionali, il lusso, l’abbigliamento ed il design, ma questo non significa che questi prodotti si vendano da soli, occorrono competenze, programmazione ed investimenti. Bisogna anche investire in comunicazione: abbiamo eccellenze tecnologiche che a volte non sono conosciute. L’Expo di Shanghai può aiutare in questo senso”.
Una apertura anche al mondo del turismo in Italia, paese molto apprezzato dai cinesi. “Stiamo collaborando con le principali regioni per incrementare e consolidare i flussi di turisti cinesi di alto profilo che conoscono solo parzialmente il “prodotto Italia”: si tratta di organizzare eventi ed azioni promozionali - conclude Romiti – per promuovere in maniera costante le eccellenze del nostro Paese”.

Pietro Gugliotta

Crisi economica: soffrono le imprese e i professionisti

Crisi economica: soffrono le imprese e i professionisti

Posted on 23 apr 2010 at 3:10pm

Nel primo trimestre 2010 la recessione non ha allentato la presa: ne fanno le spese i professionisti e le imprese. I dati parlano chiaro, se l’anno scorso i fallimenti erano stati poco piu di 11.400, nei soli primi mesi del 2010 ci sono stati oltre tremila fallimenti. Un vero e proprio periodo nero per tutte le aziende. Analizzando i dati, si scopre come nel 2007, a portare i libri in tribunale erano state oltre 7500 aziende, un anno dopo hanno superato le novemila unità. Sempre in crescita, questo dato negativo: infatti come appena scritto, il 2009 ha portato la chiusura di 11.477 aziende, con un aumento netto del 26,6% rispetto all’anno prima. I dati – elaborati ed esposti da Unioncamere - registrano già da un paio d’anni l’accelerazione delle procedure fallimentari. Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, prova a gettare acqua sul fuoco: “Il fallimento è traumatico nella vita di un’impresa, ma la crisi non ha innescato “patologie” nel corpo dell’imprenditoria. L’entità del fenomeno riguarda una quota molto piccola delle imprese, e anche nel 2009 siamo rimasti al disotto del due per mille rispetto al totale delle imprese”.

Ma la crisi non tocca solo le imprese, anche i professionisti! Anche la loro figura non è stata immune alla recessione. La crisi ha portato quasi 300.mila professionisti a rischiare la chiusura, e chi soffre di più sono i giovani e le donne. La crisi tocca più di 2 milioni di lavoratori, la metà lavora per conto proprio, mentre il resto è impiegato con alcuni diversi tipi di contratti, come quelli indeterminato, a progetto, determinato e tanti altri tipi di collaborazione.

Da Milano il progetto “Crea Imprese” per giovani Imprenditori

Da Milano il progetto “Crea Imprese” per giovani Imprenditori

Posted on 15 mar 2010 at 1:49pm

È risaputo che in Italia la Ricerca è relegata ad un ruolo secondario nello sviluppo economico del paese e che la creazione di nuove imprese risulta invece un qualche cosa di parecchio difficoltoso e rischioso. In un contesto del genere fa piacere sapere che il progetto Milano Crea Impresa, voluto dall’Assessorato Innovazione, Ricerca e Capitale Umano del Comune di Milano, stia cominciando a produrre successi.

L’obiettivo di tale progetto è la creazione di una rete di incubatori in grado di supportare nella fase di start-up e sviluppo i giovani imprenditori che vogliono cominciare ad operare soprattutto nel ramo tecnologico. Ad oggi la rete è formata da cinque incubatori, e riguardano diverse aree, tra le quali biotecnologie, energia e moda. Sostanzialmente la rete offre un supporto a 360 gradi, dalla analisi di fattibilità delle idee, alla consulenza gestionale e finanziaria.

I numeri dell’iniziativa sono più che positivi, 70 società start-up aderenti, con fatturato complessivo superiore ai 25 milioni di euro, più di 3.000 addetti e 4.000 mq di uffici. Tra i giovani imprenditori c’è comunque da notare la forte predisposizione a pensare in grande e all’internazionalizzazione, cosa che in qualche li rende distanti dal contesto produttivo italiano, composto soprattutto da piccole medie imprese e da una radicato attaccamento al territorio che non offre spunti per intensi rapporti con l’estero. Intanto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha confermato l’impegno del comune nel supportare il progetto, riferendo dello stanziamento di sei milioni di euro per le start up high tech.

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Credito: situazione ancora difficile per le PMI del Sud

Credito: situazione ancora difficile per le PMI del Sud

Posted on 23 feb 2010 at 8:56am

Negli ultimi tre mesi del 2009 sono sempre di più le imprese che non riescono a far fronte al proprio fabbisogno finanziario. Una situazione di difficoltà sentita soprattutto dalle imprese del Mezzogiorno. Accanto ad una diminuzione generale della domanda di credito, aumenta il numero di imprese che vedono accogliere la propria domanda ad un ammontare inferiore alla richiesta o addirittura subiscono una bocciatura. I peggioramenti li abbiamo anche nell’ambito dei costi del finanziamento e del costo complessivo dei servizi bancari.

Questo è il quadro emerso dal rapporto dell’Osservatorio sul credito e sul fabbisogno finanziario delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel quarto trimestre 2009. A non mostrare particolari difficoltà nel reperimento di risorse finanziarie sono state le imprese residenti nelle regioni del Nord e del Centro Italia. In Meridione invece le microimprese del commercio hanno mostrato le maggiori difficoltà, e le previsioni riferite al primo trimestre 2010 non sono delle più rosee, infatti è previsto un peggioramento del 4,1% in merito alla capacità di far fronte alla proprio fabbisogno finanziario.

Sempre in riferimento all’ultimo trimestre dello scorso anno, è stata analizzata l’opinione delle imprese del commercio, turismo e servizi per quanto concerne il costo complessivo dei servizi bancari, cha vanno dal costo dei finanziamento ai costi di conto corrente. Da essa è emerso che per lo 0,8% delle imprese totali la situazione è migliorata, per l’84,9% la situazione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre per il 14,4% c’è stato un evidente peggioramento dei costi dei servizi bancari complessivi.