
Non ci sono buone notizie per tutti i consumatori italiani: potrebbe arrivare ben presto una stangate sulle bollette dei prossimi mesi. La stangata prevista è da 5.7 miliardi di euro, e servirà a coprire gli incentivi alle fonti rinnovabili. A denunciare questo salasso, è l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, che ha inserito questo problema nella relazione sul mercato nazionale dell’elettricità e del gas, relazione poi trasmessa al Parlamento. Cosa succederà? In parole povere, nelle bollette degli italiani, arriverà una stangata, per effetto del sistema di incentivi delle fonti rinnovabili. Questo sistema di incentivi è in atto dal 2009, ha avuto un impatto graduale sulle bollette, partendo con i 2.5 miliardi di euro ricavati nel 2009, passando per i 3.4 miliardi di euro del 2010. Ma nel 2011 è prevista la “rata” più salata: 5.7 miliardi di euro. Dal 2001 ad oggi – secondo il rapporto trasmesso al Parlamento – sono stati pagati dagli italiani oltre 23 miliardi di euro per sostenere le fonti energetiche rinnovabili, ma nei prossimi anni questa cifra è destinata a salire, a causa del possibile raddoppio dei costi, per l’eccesso di offerta di certificati verdi, ma anche a causa della crescita esponenziale degli incentivi al fotovoltaico. Vedremo nelle prossime settimane a quanto potrà ammontare questo aumento sulle bollette energetiche degli italiani.
Pietro Gugliotta

Intervistato dal Corriere della Sera, il ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha rilasciato alcune dichiarazioni molto interessanti che faranno sicuramente discutere. In primis quella sul canone Rai, che diventerà obbligatorio per chiunque abbia un contratto elettrico. “A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà”. Romani si è anche detto contro l’aumento del canone Rai, che dovrebbe aumentare nel 2011 secondo l’inflazione: “dall’anno successivo l’importo del canone si ridurrà secondo il principio che se pagano tutti, pagano meno”. Il ministro per lo Sviluppo Economico spiega che il provvedimento sul canone Rai è pronto, probabilmente verrà inserito e presentato nel decreto milleproroghe. E’ interessante la proposta di Romani sugli incentivi: verrà presentata la prossima settimana, tende a catalizzare gli incentivi disponibili in Italia in tre fasce. Si aprte dagli incentivi automatici, fiscali o con i voucher, passando per i bandi per finanziare programmi completi, e chiudendo con i negoziati per i grandi progetti. Questi tre tipi di incentivi andranno a sostituire gli otre 100 incentivi nazionale i 1.400 circa incentivi regionali.
Pietro Gugliotta

Intervistato domenica sera, durante la trasmissione condotta da Fabio Fazio “Che tempo che fa”, l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno lasciato in tanti perplessi. Infatti secondo Marchionne “la Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia“. Già, l’Italia per la casa automobilistica italiana è diventata un grosso peso, come testimoniano i dati economici portati avanti dall’a.d. del Lingotto. “Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia. Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre”. La situazione è dunque questa: la Fiat ha un grande successo e grandi utili all’estero, con delle produzioni che rispetto all’Italia sono meno problematiche e “low-cost”. Cosa si può fare per invertire la tendenza? Secondo Marchionne, l’idea di portare lo stipendio medio degli Italiani sui livelli europei, potrebbe essere una prima chiave positiva. “È un obbligo per la Fiat colmare il divario degli stipendi degli operai. Ma per fare questo non è possibile avere tre persone che bloccano un intero stabilimento, come a Melfi”. Sergio Marchionne inoltre parla degli incentivi statali ed in generale dell’aiuto dello Stato Italiano nei confronti della Fiat. “Tra il 2008 e il 2009 la Fiat è stata l’unica azienda che non ha bussato alle casse dello Stato diversamente da quanto fatto da molte concorrenti europee. Non voglio essere accusato di avere avuto aiuti di Stato. Gli incentivi sono soldi che vanno ai consumatori: aiutano parzialmente anche me, ma in Italia sette macchine comprate su dieci sono straniere. Con i soldi dello Stato americano risaneremo Chrysler. E ripagheremo il governo Usa con gli interessi e tutto. Gli aiuti ricevuti dallo Stato italiano li abbiamo ripagati”.
Pietro Gugliotta

Sembra proprio che la festa sia finita per il mercato dell’auto, infatti per l’area UE27+EFTA, in aprile le immatricolazioni hanno fatto segnare un vistoso calo del 6,9%, attestandosi su 1.171.044 unità immatricolate. La contrazione sembra che possa ripetersi anche nei prossimi mesi. Secondo gli esperti, in mancanza di un mutamento nel breve periodo della politica incentivi, il mercato rimarrà ancora in rosso nel secondo semestre, per poi chiudere l’anno con un calo complessivo del 10%, con 13 milioni di immatricolazioni.
Un’analisi più specifica, mostra che il mercato tedesco, è quello ad aver subito i maggiori decrementi. Ad aprile la contrazione tedesca ha toccato il 31,7%. Il mercato italiano, che nel primo trimestre 2010, ha ancora beneficiato degli incentivi, ad aprile ha fatto segnare un calo del 15,7%.
Una situazione migliore la troviamo in Francia, Spagna e Regno Unito, paesi in cui gli incentivi sono ancora in vigore. Interessante il mercato spagnolo, con un incremento di circa 40 punti percentuali, dovuti ad incentivi che arrivano a 2.000 euro. Considerando solo questi cinque grandi paesi, il calo complessivo è stato del 3,7% rispetto al 2009. In mercati minori come Irlanda e Portogallo si sono raggiunti aumenti rispettivamente del 95,4% e del 32,9%, in altri, tipo Bulgaria e Slovacchia, il mercato stenta a rimettersi in moto.

Sta per partire il piano del Governo per incentivare gli italiani all’acquisto di alcuni particolari beni. Infatti è partita la prima fase, quella dedicata ai venditori: con la pubblicazione del decreto sulla “Gazzetta Ufficiale” il programma del Governo si potrà attuare. I venditori che vorranno partecipare a questa fase di incentivi, dovranno iscriversi nell’apposita lista, che sarà aperta per circa dieci giorni.
Al termine di essa il 15 aprile partirà la fase dedicata agli utenti, che potranno recarsi nei negozi convenzionati col Governo e dunque poter ricevere lo sconto che questo decreto si propone di attuare.
Dunque giovedì 15 aprile partiranno questi tanto attesi incentivi, che riguarderanno tantissimi settori: motocicli, immobili ad efficenza energetica, cucine, connessioni ad internet veloci per giovani, macchinari industriali ed agricoli fra i tanti. I benefici economici si avranno dal 15 aprile fino a fine anno, a meno che i fondi promessi dal governo, circa 300 milioni di euro, non vengano esauriti.
L’Adiconsum però frena: come nei periodo di saldi, potrebbe succedere che i commercianti aumentino i prezzi prima degli incentivi, rendendo inutile il provvedimento del Governo.
“Il rischio è che il consumatore acquisti il bene con la promessa del bonus, per poi scoprire, ad acquisto effettuato, che non è rientrato nei benefici. Per questo Adiconsum raccomanda prudenza e consiglia di prenotare il bene che si intende acquistare, confermando l’acquisto solo dopo aver accertato l’accoglimento della domanda di bonus da parte di Poste Italiane, incaricate di gestire i fondi. Adiconsum invita, inoltre, i commercianti a tenere un comportamento corretto e trasparente. In caso contrario non mancheremo di segnalare all’Autorità Antitrust, l’eventuale pratica commerciale scorretta, pesantemente sanzionata dalla normativa di legge”.

L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha confermato durante una intervista al termine dell’assemblea degli azionisti di Sgs, di cui é presidente, che “il primo trimestre della Fiat è in linea con nostre attese“.
L’ad. della casa automobilistica prosegue spiegando che “il mercato dell’auto, come si sapeva, non sta andando bene, ma i risultati del gruppo saranno decorosi nel primo trimestre in quanto stiamo smaltendo il portafoglio accumulato fino a fine dicembre. Andando avanti senza incentivi il resto del 2010 in Italia e anche in Europa segnerà una flessione, che nel Vecchio Continente é prevista intorno al 16%, mentre in Italia perderemo 300-350mila vetture a 1,750 milioni”.
Marchionne poi si concentra sul mercato NordAmericano. “Il loro mercato é già ripartito, per l’Europa ci vorrà pazienza fino al 2011-12. In Italia bisogna svuotare il tubo dall’impatto incentivi, si deve tornare al livello normale di capacità perché gli incentivi hanno anticipato il volume, hanno sforzato il sistema. Ma ora non ci sono più e bisogna gestire la situazione” spiega l’a.d. della Fiat.
Sugli accordi all’estero della casa automobilistica torinese, Marchionne ha dichiarato che “la Fiat negoziava solo con Bmw e solo su una vettura ma per il momento ognuno é andato per i fatti suoi. Poi vediamo. Con Chrysler ci siamo trovati un partner che fa 2 milioni di vetture in America, poi abbiamo molti partner per il mondo, dobbiamo smaltire una mole di lavoro bestiale”.

Se ne parlava già in settimana però come di consueto, è stato ufficializzato solo oggi, venerdì, giornata di Consiglio dei Ministri.
Quali incentivi offre questo decreto? Innanzitutto parliamo di un movimento di 300 milioni di euro, 200 arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale, mentre i restanti 100 saranno investiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Detto ciò, parliamo dei vari settori che veranno coinvolti in questa spesa. Fuori le auto, sconti fino a mille euro per le cucine, fino a 1500 per l’acquisto di un motociclo di categoria euro3, rottamando un vecchio euro 1 o euro0. Sconti anche per l’acquisto di lavastoviglie, forni, trattori. Capitolo a parte per “l’Eco Casa”: chi acquisterà una casa a risparmio ecologico avrà a disposizione fino a settemila euro di incentivo. Inoltre, nei prossimi giorni, verrà comunicato uno sconto per l’internet veloce per i più giovani.
Il Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha spiegato che “il decreto sara firmato entro domani e avrà partenza nella data del 6 aprile, l’obiettivo è quello di “sostenere” la ripresa economica per raggiungere nel 2010 una crescita dell’1-1,2%”. Scajola ha anche commentato la quantita delle risorse messe in campo dal Governo: “le risorse disponibili sono poche, abbiamo fatto un attento lavoro per mirarle in maniera chirurgica, in modo da non avere un impatto sui conti pubblici, perchè non crea deficit”.
Umore positivo per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che dichiara “è un piccolo aiuto a settori che hanno avuto andamenti molto negativi, sono pochi soldi ma è un supporto”. Molto contrariato invece il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: “non credo che siano queste le cose che servono, serve spingere sull’innovazione, sui problemi strutturali della piccola impresa e dare degli orizzonti, aiutare la ricerca e l’internazionalizzazione”.

Sarà il consiglio dei ministri del 19 marzo a stabilire gli incentivi per i settori in crisi. Lo ha riferito a Napoli, il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola, che ci ha tenuto a precisare che il ministero è al lavoro sul testo, molto complicato da elaborare. L’obbiettivo del provvedimento è principalmente quello di incentivare il consumo per quanto riguarda i settori maggiormente in crisi e aiutare alcune aree industriali depresse.
Il Ministro ha chiarito che il fondo a disposizione ammonta a circa 300 milioni di euro, e che andrà a sostenere i settori che in passato non hanno beneficiato di alcun aiuto statale. Gli incentivi riguarderanno soprattutto il settore nautico e agricolo. Da sommare alle risorse già citate anche 400 milioni di euro per uno specifico fondo destinato a fronteggiare possibili crisi aziendali.
Ottimista infine il pensiero del Ministro per ciò che concerne l’impegno di Fiat nella risoluzione della crisi degli stabilimenti campani. Scajola ha infatti dichiarato: ”Pomigliano avrà prospettive di sviluppo, e questo e’ molto importante non soltanto per la Campania e per Napoli, ma per tutto il Sud. Poi c’e’ la crisi della Fma di Pratola Serra (Avellino), anche su questo stiamo lavorando e c’e’ un tavolo convocato il 30 marzo, dove faremo il punto”.

L’amministratore delegato della Fiat ha parlato di “scelta condivisa”, riferendosi ovviamente alla non concessione degli incentivi auto da parte del governo. Sergio Marchionne ci ha tenuto a precisare che non c’è nessuna polemica con il ministro Claudio Scajola, e che la scelta dell’esecutivo porterà una inevitabile riduzione delle immatricolazioni di circa 350 mila unità nel mercato italiano. Per quanto riguarda i posti di lavoro, è stato assicurato che nessun altro stabilimento, a parte Termini Imerese, è a rischio. Proprio sullo stabilimento siciliano, Marchionne ha riferito che si sta lavorando per trovare una soluzione, ma che al momento non c’è ancora nulla di concreto.
Scajola ha ribadito che gli incentivi sono assimilabili ad una droga del mercato in grado di destabilizzarlo, evidenziando dunque la necessità di un ritorno alla normalità. Le risorse sono limitate, ed il governo sembra intenzionato a dedicarsi ad altri settori che stanno soffrendo la crisi e che hanno bisogno di una notevole spinta. Anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha dichiarato nel corso del suo intervento, alla consegna dei Confindustria Awards for Excellence Andrea Pininfarina 2010 a Torino, che la scelta del governo è condivisibile.
Intanto è stato confermato, per la giornata del 19 febbraio, un incontro tra i ministri europei dell’industria per discutere del settore automobilistico e dei suoi problemi. Nel corso della riunione potrebbe essere oggetto di discussione un provvedimento per gli incentivi sull’acquisto di auto ecologiche.
Giuseppe Raso

Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, a margine della cerimonia di consegna dei premi Leonardo 2009 al Quirinale, è tornato a parlare di rinnovo degli incentivi al settore auto 2010. Il governo sembra intenzionato a rimettere sul piatto una cifra vicina a quella dello scorso anno, stiamo parlando di qualcosa come 1,2 miliardi di euro, ma distribuita su una più vasta gamma di prodotti, come computer ed elettrodomestici, oltre alle classiche automobili.
Il ministro ha voluto sottolineare come l’obiettivo principale sia quello di incentivare i consumi su settori collegati al risparmio energetico e alla difesa dell’ambiente, aggiungendo inoltre, che gli incentivi saranno ridotti sia in termini di tempo che di quantità. Secondo l’Unrae, gli incentivi riguarderanno in gran parte le auto a metano, puntando così ad un aumento del 70% delle immatricolazioni delle auto ecologiche nel 2010.
La Fiat è molto interessata alla proroga degli incentivi, il 22 dicembre scorso l’ad del Gruppo Torinese, Sergio Marchionne, ha evidenziato la necessità degli aiuti di Stato, senza i quali il mercato delle vendite potrebbe precipitare. Il governo è stato categorico, una produzione di 900.000 unità l’anno, in cambio del rinnovo degli incentivi. Non sono ancora chiare le modalità di varo degli incentivi, sulle quali si sta valutando la possibilità di un nuovo decreto legge oppure di un emendamento al decreto Milleproroghe. Anche sui tempi non si hanno al momento notizie precise, ma secondo fonti ministeriali, la prima data utile per il decreto potrebbe essere il 29 gennaio, data in cui si terrà il Consiglio dei ministri.
Giuseppe Raso