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FMI:

FMI: “Il 10 giugno scade termine per nuovo direttore del Fondo”

Posted on 27 mag 2011 at 3:18pm

Prosegue la campagna “politica” per la poltrona lasciata vuota la scorsa settimana da Dominique Strauss-Kahn. Di giorno in giorno arrivano nuove candidature, nelle ultime ore si è alzato un bel polverone dopo le dichiarazioni del gruppo Brics. Cosa è il Brics? E’ il gruppo dei paesi emergenti, formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, che protestano contro la scelta, anzi, la pretesa dell’Unione Europea di far occupare il ruolo di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale ad un europeo. “Siamo preoccupati per le dichiarazioni fatte recentemente da alcuni responsabili europei di alto livello volte a conservare per un europeo il posto di direttore generale” si legge nel comunicato stampa del Brics. “Molti accordi internazionali richiamono a una procedura trasparente, fondata su criteri di merito e concorrenziali per la selezione del direttore dell’Fmi e di altri posti ai vertici dell’organigramma delle istituzioni di Bretton Woods. Questo comporta di abbandonare la consuetudine obsoleta che prevede che il capo dell’Fmi sia per forza un europeo”. Nel frattempo il Fondo Monetario Internazionale ha fatto sapere che il termine ultimo per presentare le domande per il ruolo di direttore scadrà il 10 giugno, data in cui verranno rese pubbliche le candidature se saranno inferiori alle tre unità. Se ci saranno più di tre candidature – come appare ormai probabile – dalla lunga lista dei candidati ne verranno scelti e comunicati solo tre. In queste ore alla lunga lista dei pretendenti al ruolo di direttore del Fondo Monetario Internazionale, si sono aggiunti anche il ministro delle finanze belga Didier Reynders ed il presidente della banca centrale del Kazakhstan, Grigory Marchenko.

Pietro Gugliotta

Superindice Ocse, male Italia e Francia, bene la Germania

Superindice Ocse, male Italia e Francia, bene la Germania

Posted on 09 nov 2010 at 11:29am

L’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha presentato i dati del “superindice” di settembre. L’Ocse raggruppa 30 paesi in tutto il mondo, dunque questo valore può essere confrontato con le più grandi potenze mondiali. Secondo questa organizzazione, il superindice migliore e più positivo è da attribuire alla Germania, alla Russia, al Giappone e agli Stati Uniti, tutti paesi che mostrano una buona crescita. Accanto a questi paesi, troviamo quelli che viaggiano ad una velocità minore, dunque sono in una espansione negativa. E’ il caso di Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, India, Cina e del Brasile. Il superindicatore dell’Ocse, nel mese di settembre 2010, ha fatto segnare quota 102.8, toccando un punto negativo o di crescita nulla, per il quinto mese consecutivo. In rapporto al dato di settembre 2009, il superindice mostra una crescita di 4.4 punti, ma poteva essere ben superiore. Nel mese di settembre, il risultato più positivo è stato ottenuto dalla Russia, che ha mostrato un incremento dello 0.6%, seguita dal Giappone che ha aumentato il proprio superindice dello 0.2%. Male la Cina: la nazione asiatica ottiene il peggiore risultato mensile, con - 0.7%, seguono a ruota con una flessione dello 0.2% Brasile, Canada, India e Italia. Per quello che riguarda gli ultimi dodici mesi, la nazione che ha di fatto mostrato una flessione più evidente, è proprio la Cina, con una flessione addirittura del 4.0%; male anche altre nazioni, fra cui Francia con una flessione dello 0.5%, l’India che perde 0.2% e l’Italia che mostra una crescita dello 0.5%, quasi invariata dunque.

Pietro Gugliotta

Ferrero: tramontata l’operazione Cadbury

Ferrero: tramontata l’operazione Cadbury

Posted on 15 gen 2010 at 8:25am

Cambio di rotta per la Ferrero, che secondo alcune indiscrezioni, vedendo sfumata l’operazione Cadbury, avrebbe deciso almeno per il momento di continuare a crescere per vie interne in modo conforme alla sua storia. Il tutto è chiarito dalla immancabile prudenza che ha sempre accompagnato la società piemontese. La Ferrero ha chiaramente preso coscienza del proprio ruolo di multinazionale, ma niente acquisizioni, il suo impero si basa su solide basi che la rendono sempre competitiva, dunque non c’è fretta per operazioni finanziarie di alto livello.

La Ferrero può contare su 38 società operative, 14 stabilimenti, 22.000 lavoratori e una leadership in Europa occidentale che va un po’ stretta. Infatti una delle sfide più volte annunciate dai fratelli Ferrero è quella di conquistare ulteriori mercati in modo tale da creare un “Ferrero Mondiale”. Puntare dunque all’Est europa, all’Oriente e all’America.

Il commercio in aree come India, Cina e Sud America, implica l’introduzione di nuovi prodotti, adatti anche alle particolari temperature delle regioni. L’orientamento è quello di creare prodotti freschi e resistenti alle temperature più elevate. Il Fatturato del gruppo è così ripartito: Europa 61%, Italia 25% e Altri Paesi 14%, la controllata italiana Ferrero Spa ha chiuso l’esercizio 2008-2009 con un fatturato di 2.252 milioni di euro, il bilancio consolidato del gruppo si è chiuso invece con 6.214 milioni di euro di fatturato. Intanto resta da capire cosa succederà alla Cadbury, tramontata l’opzione Ferrero, Kraft avrebbe il via libera, ma solo in caso di rilancio, che dovrebbe così convincere definitivamente i soci del gruppo inglese.

Giuseppe Raso

Germania: flessione PIL 2009 del 5%

Germania: flessione PIL 2009 del 5%

Posted on 14 gen 2010 at 1:37pm

Il 2009 si è chiuso in maniera negativa per la Germania, che ha segnato una contrazione del Prodotto Interno Lordo superiore alle attese, una flessione del 5% contro il 4,8% delle stime. Un dato sconfortante nonostante i dati trimestrali della seconda metà del 2009 avessero sparso ottimismo, grazie anche alle misure di stimolo adottate dal governo per un importo superiore a 85 miliardi di euro.

Per il 2010 è prevista comunque una crescita del PIL dell’1,6%, mentre per il 2011 ci sarà un incremento più contenuto, 1,2%. Gli istituti di statistica tedeschi prevedono inoltre una disoccupazione ancora in crescita, e dovrebbe superare gli otto punti percentuali nel 2010. Sempre per quest’anno, è previsto inoltre un moderato rialzo dei consumi privati dello 0,2%, mentre per il 2011 il rialzo dovrebbe essere un po’ più consistente, circa lo 0,7%.

Per la prima economia del vecchio continente si tratta della più forte caduta di PIL del dopoguerra. Una Germania in buona salute economica è molto importante per l’Italia, in quanto una cospicua fetta delle nostre esportazioni dipendono proprio dal paese guidato da Angela Merkel, secondo dati ISTAT pesano circa un 12,8% sul totale dell’export Italy. La Germania mai come quest’anno è chiamata al ruolo di locomotiva d’Europa, essendo l’economia più forte dovrà trainare tutti gli altri paesi, e dovrà farlo gettando delle solide basi per l’uscita dalla crisi, per ristrutturare le proprie industrie e competere con i colossi India e Cina.

Giuseppe Raso

Vendite Auto: La Cina sorpassa gli USA

Vendite Auto: La Cina sorpassa gli USA

Posted on 29 dic 2009 at 9:36am

Il settore auto ha vissuto un 2009 particolare, in cui c’è stata una vera e propria rivoluzione, ancora adesso in atto, che sta modificando gli assetti mondiali. Dal New York Times arriva la notizia di un incredibile sorpasso in termini vendite della Cina ai danni degli Stati Uniti. Secondo le stime della società di consulenza J.D. Power Associates le auto vendute in Cina sono 12 milioni, contro i 10 milioni di veicoli piazzati in USA. Un duro colpo per il tessuto produttivo statunitense, che nonostante un sforzo non indifferente del governo, ha visto la chiusura di più di 1.500 concessionari.

Un anno da dimenticare se si pensa che il 1 giugno 2009 Barack Obama annunciò la bancarotta di General Motors, facendo così perdere alla casa statunitense prestigio e credibilità. Già nel 2006 aveva passato lo scettro di maggior costruttore del pianeta alla Toyota. I ritmi della Cina fanno paura, le vendite 2009 segnano un +40% rispetto al 2008, il mercato interno è la vera linfa vitale, e intanto le case automobilistiche cinesi fanno shopping all’estero portandosi a casa marchi prestigiosi.

Stesso discorso per l’India, 1,9 milioni di auto vendute nel 2009, capacità produttiva delle fabbriche più che raddoppiata dal 2004, shopping di grandi marchi all’estero e come obiettivo 2016 la vendita di 6 milioni di veicoli. Se il Giappone sembra non riuscire a risollevarsi, l’Europa risponde ai paesi emergenti con vendite aggregate di 14,5 milioni di veicoli nei 15 paesi dell’UE. Il Vecchio Continente non sembra voler cedere il passo.

Giuseppe Raso

Settore Auto: Alleanza Volkswagen-Suzuki

Settore Auto: Alleanza Volkswagen-Suzuki

Posted on 10 dic 2009 at 6:32pm

Alleanza tra Volkswagen e Suzuki, che prevede che la casa tedesca acquisti una quota di capitale del 20% della società nipponica. Un’operazione da 222,5 miliardi di yen (circa 1,6 milardi di euro). La chiusura delle trattative è prevista per gennaio del 2010, e darà vita ad una partnership di lungo termine. Dopo aver preso il controllo di Porche per una cifra pari a 3.900 milioni di euro, la società auto tedesca Volkswagen punta a rafforzare con decisione la sua posizione in Asia, in particolare nei mercati in espansione, quali Cina e India. Come contropartita Suzuki intende investire il 50% della somma incassata nelle azioni della casa tedesca. Sulla base dei risultati 2008, la Suzuki ha venduto 2,35 milioni di veicoli, contro i 6,25 milioni di automobili piazzate dal gruppo tedesco.

L’alleanza ha senza dubbio fini strategici, la complementarità delle due società le metterebbe in condizioni di affacciarsi in nuovi comparti di mercato. Anche in questa ennesima alleanza nel settore auto ci sono di mezzo i veicoli ecologici, che domineranno il futuro, e nessun vuole farsi trovare impreparato o farsi tagliare fuori da un business che promette miliardi. L’ambiente come fattore competitivo? Sembra proprio di si, i produttori di automobili si stanno muovendo tutti nella stessa direzione, stanno cercando di offrire al mercato un’alternativa ai modelli benzina e diesel con modelli dotati di motori ibridi o elettrici.

Martin Winterkorn, numero uno della casa tedesca, commenta la partnership sottolineando come le due case abbiano intenzione di affrontare assieme le crescenti sfide del mercato globale. Osamu Suzuki, ceo di Suzuki, evidenzia come la cooperazione tra le due case porterà evidenti vantaggi economici, anche nel rispetto dell’ambiente.

Giuseppe Raso

Nuove opportunità dai paesi emergenti

Nuove opportunità dai paesi emergenti

Posted on 19 nov 2009 at 7:14pm

È ormai nota a tutti la competitività dei paesi emergenti per quanto concerne il settore industriale, ma ciò che in molti ignorano, è che la crescita economica di questi paesi vuole dire più opportunità commerciali. I paesi emergenti diventeranno dunque importanti mercati di sbocco, e per un paese come l’Italia, dotata di un “marchio” forte, ossia il Made in Italy, possono aprirsi nuovi scenari di sviluppo.

Dal XIII Rapporto del Laboratorio di Economia Politica Internazionale dell’Istituto Affari Internazionali (Global Outlook IAI 2009), presentato in questi giorni a Roma, è emerso un chiaro quadro delle tendenze economiche e geo-politiche in atto. Oggi la maggior parte della spesa per consumi è concentrata in Occidente, ma la domanda globale di beni di consumo è destinata a mutare a favore dei paesi emergenti. Cina e India sono un chiaro esempio di questa tendenza. Le due economie stanno resistendo molto bene alla crisi, una vera e propria prova di forza che deve far riflettere. E per l’Italia che futuro sarà?

L’Italia dovrà certamente puntare su una maggiore internazionalizzazione delle proprie imprese. Oggi i maggiori rapporti commerciali avvengono con i paesi europei, la Germania rimane il principale mercato di sbocco per le merci nostrane, mentre cresce l’export verso la Russia. Nonostante diversi imprenditori italiani stiano puntando con decisione alla conquista di mercati esteri, quali Sudamerica e Asia, il ritardo del sistema Italia rispetto alla concorrenza è piuttosto marcato, ed è giusto pensare che per colmare il gap siano necessarie politiche d’incentivo all’internazionalizzazione.

Giuseppe Raso

Voli low cost - Per brevi tratti seduti come in autobus

Voli low cost – Per brevi tratti seduti come in autobus

Posted on 22 set 2009 at 7:41pm

Già qualche mese fa, la compagnia irlandese di voli low cost, Ryanair, aveva parlato di ridurre il prezzo del biglietto inserendo più posti a sedere in aereo.
Così, la Design Q, azienda inglese specializzata in design di interni per aerei, non ha tardato a creare un prototipo; infatti, in questi giorni ha illustrato l’interno di un aereo del tutto simile ai comuni autobus e metropolitane.

Anche in aereo, quindi, si viaggerà su sgabelli posti l’uno di fronte all’altro; tutto ciò, potrà raddoppiare il numero di posti all’interno di un aereo e, quindi, ridurre notevolmente il prezzo del biglietto.

Nella blogosfera si leggono i primi commenti positivi, soprattutto da studenti e, in generale, dai giovani patiti del low cost. Oltre ai passeggeri, anche la regina delle compagnie low cost, Ryanair, è molto interessata ad allestire i propri mezzi con sgabelli simili agli autobus urbani.
Design Q ha intenzione di contattare i vettori asiatici, in particolare le aziende di Cina ed India; l’intenzione di molte compagnie aeree è quella di sperimentare il nuovo design su brevi tratti nazionali, ovvero viaggi di circa un’ora.