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	<title>Economia e Finanza - News finanziarie &#187; inflazione</title>
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	<description>News dal mondo della finanza</description>
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		<title>Istat, cambia il paniere per il calcolo dell&#8217;inflazione: ecco le new entry</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come di consueto, ad inizio anno, l&#8217;Istat &#8211; Istituto nazionale di Statistica &#8211; modifica il cosidetto paniere (o carrello) della spesa: è un insieme di prodotti, fra i più acquistati dagli italiani, che serve per calcolare il valore dell&#8217;inflazione. Il 2012 ha visto l&#8217;ingresso di numerosi prodotti, partendo da quelli di stampo elettronico (ebook, ebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/kindle-3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5425" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/kindle-3.jpg" alt="" width="250" /></a>Come di consueto, ad inizio anno, l&#8217;<strong>Istat</strong> &#8211; Istituto nazionale di Statistica &#8211; modifica il cosidetto <strong>paniere</strong> (o carrello) della spesa: è un insieme di <strong>prodotti</strong>, fra i più acquistati dagli italiani, che serve per calcolare il valore dell&#8217;<strong>inflazione</strong>. Il 2012 ha visto l&#8217;ingresso di numerosi prodotti, partendo da quelli di stampo elettronico (<strong>ebook, ebook reader</strong>), passando per le <strong>lotterie instantanee,</strong> giusto per citarne alcuni. Fra le altre new entry anche le <strong>lavanderie self-service,</strong> le nuove <strong>macchine fotografiche digitali,</strong> le <strong>scommesse sportive</strong>. Il paniere 2012 servirà a calcolare il dato dell&#8217;inflazione nel 2012, alcuni elementi potranno uscire dal paniere nel gennaio 2013: al momento ci sono <strong>1.398 prodotti,</strong> aggregati in 597 posizioni rappresentative. L&#8217;Istat ha inoltre pubblicato i dati relativi all&#8217;<strong>inflazione di gennaio</strong>: il valore dell&#8217;inflazione si attesta al <strong>3.2%,</strong> con una leggera flessione (-0.1%) rispetto al 3.3% fatto segnare nel mese precedente, dunque dicembre 2011. Nonostante cali l&#8217;inflazione, aumenta la spesa degli italiani: il carrello della spesa, ossia i prodotti che gli italiani acquistano con maggiore frequenza, ha visto un aumento del 4% rispetto a gennaio 2011, un valore decisamente più alto del tasso dell&#8217;inflazione. L&#8217;aumento del carrello della spesa è anche eccessivo su base mensile, facendo segnare un aumento dello 0.8% rispetto al mese precedente, uno dei valori più alti dell&#8217;ultimo anno.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Cgia di Mestre: &#8220;L&#8217;importo reale della tredicesima sarà più leggero rispetto a quello del 2010&#8243;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 14:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cgia di Mestre lancia l&#8217;allarme: quest&#8217;anno la tredicesima sarà più leggera rispetto a quella dell&#8217;anno scorso. Gli aumenti contrattuali &#8211; spiegano dalla Cgia &#8211; sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione, ciò porta a leggerissime perdite rispetto alla tredicesima incassata lo scorso anno. Passiamo ad alcuni esempi pratici: un operaio specializzato, porta a casa ogni anno poco più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/euro_euro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5008" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/euro_euro.jpg" alt="" width="250" /></a> La <strong>Cgia di Mestre</strong> lancia l&#8217;allarme: quest&#8217;anno la <strong>tredicesima</strong> sarà <strong>più leggera</strong> rispetto a quella dell&#8217;anno scorso. Gli aumenti contrattuali &#8211; spiegano dalla Cgia &#8211; sono cresciuti meno dell&#8217;<strong>inflazione,</strong> ciò porta a leggerissime perdite rispetto alla tredicesima incassata lo scorso anno. Passiamo ad alcuni esempi pratici: un operaio specializzato, porta a casa ogni anno poco più di 20.000 euro lordi. La sua tredicesima sarà pari a 1.197 euro netti: ci sono 21 euro in più rispetto alla tredicesima del 2010, ma il suo <strong>potere d&#8217;acquisto</strong> sarà inferiore perchè l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione lo riduce. Ed è come se l&#8217;operaio avesse incassato dieci euro meno. Ovviamente più si sale di livello, più il valore di questo scompenso viene notato: per esempio un dirigente che guadagna annualmente 48.500 euro, riceverà una tredicesima di 2.496 euro netti: anche qua, sono 38 euro in più rispetto al 2010, ma la <strong>perdita di potere d&#8217;acquisto</strong> sarà pari a -25 euro. <strong>Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia,</strong> conferma e commenta i dati elaborati dalla Cgia di Mestre. <em>&#8220;Pur essendo cosciente della situazione molto critica dei nostri conti pubblici, sarebbe un segnale di fiducia molto importante se il Governo adottasse un provvedimento di detassazione completa, o anche parziale, delle tredicesime dei lavoratori dipendenti con redditi inferiori ai 30/35.000 euro. Credo che l&#8217;introduzione di questa misura riscuoterebbe il consenso di tutte le forze politiche e sociali e anche di coloro che dovrebbero farsi carico delle spese di copertura&#8221;.</em></p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Istat, ad ottobre l&#8217;inflazione cresce dello 0.6%</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 14:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istat ha pubblicato i dati del mese di ottobre relativi all&#8217;inflazione. L&#8217;indice dei prezzi al consumo è aumentato del +0.6% rispetto al mese precedente, settembre 2011. Ma l&#8217;aumento è ancora più netto in relazione allo scorso anno: infatti nei confronti di ottobre 2010, il valore è aumentato del +3.4%. Il dato definitivo di ottobre conferma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote28.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4958" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote28.jpg" alt="" width="250" /></a> L&#8217;<strong>Istat</strong> ha pubblicato i dati del mese di ottobre relativi all&#8217;<strong>inflazione</strong>. L&#8217;indice dei prezzi al consumo è aumentato del <strong>+0.6% rispetto al mese precedente</strong>, settembre 2011. Ma l&#8217;aumento è ancora più netto in relazione allo scorso anno: infatti nei confronti di <strong>ottobre 2010, </strong>il valore è aumentato del <strong>+3.4%</strong>. Il dato definitivo di ottobre conferma le stime provvisorie comunicate nelle scorse settimane, adesso il dato dell&#8217;inflazione acquisita per il 2011 è del 2.7%. <em>&#8220;L&#8217;inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2.5% dal 2.4% di settembre. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell&#8217;indice dei prezzi al consumo sale al 2.4% (era +2.3% a settembre)&#8221;</em> si legge nel comunicato dell&#8217;Istituto nazionale di Statistica. Nel mese di ottobre sono stati registrati aumenti dei <strong>prezzi al consumo</strong> per quasi tutti i settori di beni e servizi, ma senza dubbio l&#8217;aumento più pesante è quello ravvisato nel settore dei<strong> beni energetici</strong>: a livello congiunturale, l&#8217;aumento è stato calcolato all&#8217;<strong>1.8%</strong>. L&#8217;indice armonizzato dei prezzi al consumo &#8211; conclude l&#8217;Istat &#8211; (IPCA) aumenta dello 0.9% su base mensile e del 3.8% rispetto ai dati di ottobre 2010, con un&#8217;accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a settembre 2011 (+3,6%).</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Inflazione, ad agosto il tasso sale al 2.8%: è record da ottobre 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 12:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agosto è stato un mese negativo per quanto riguarda l&#8217;inflazione: infatti in Italia l&#8217;inflazione è aumentata, salendo a quota 2.8%. E&#8217; il valore più alto da ottobre 2008. L&#8217;indice dei prezzi in Europa è fermo al livello di luglio, ossia al 2.5%. Rispetto al mese scorso, in Italia i prezzi al consumo sono aumentati dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote21.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4317" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote21.jpg" alt="" width="250" /></a> <strong>Agosto</strong> è stato un mese negativo per quanto riguarda l&#8217;<strong>inflazione</strong>: infatti in Italia l&#8217;inflazione è <strong>aumentata</strong>, salendo a quota <strong>2.8%</strong>. E&#8217; il <strong>valore più alto da ottobre 2008</strong>. L&#8217;indice dei prezzi in Europa è fermo al livello di luglio, ossia al 2.5%. Rispetto al mese scorso, in Italia<strong> i prezzi al consumo sono aumentati dello 0.3%</strong>, mentre l&#8217;inflazione acquisita nel 2011 è pari al 2.6%. Eliminando i beni energetici, il tasso di cresita dell&#8217;indice dei prezzi al consumo è stazionario al 2.1%. E sono dunque proprio i beni energetici ad influenzare in maniera negativa tutti i prezzi al consumo, che aumentano in vari settori, come quello dei <strong>trasporti (+7%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5.1%), bevande alcoliche e tabacchi (+3.8%)</strong>. Tutti aumenti dovuti ai <strong>rincari dei carburanti</strong>, che possiamo quantificare in +16% per la benzina e +20.3% per il gasolio. In controtendenza, diminuiscono i prezzi delle telecomunicazioni (-2.6%), servizi ricettivi e ristorazione (-0.4%). Ecco come commenta i dati Istat l&#8217;<strong>Ufficio studi di Confcommercio</strong>. &#8220;<em>Il dato sui prezzi al consumo diffuso dall&#8217;Istat ha confermato le attese di un&#8217;estate caratterizzata da un&#8217;inflazione crescente per effetto delle tensioni sui prezzi dell&#8217;energia, dei tabacchi e dei servizi di trasporto, con l&#8217;aggiunta dell&#8217;ormai usuale spinta inflazionistica proveniente dal settore delle assicurazioni. Nonostante ciò, la stima per la variazione dei prezzi complessiva per il 2011 resta al 2,7%. Viceversa si conferma il ruolo deflattivo dei beni e servizi offerti sui mercati liberalizzati, come nel caso degli alimentari freschi e dei servizi ricettivi e di ristorazione&#8221;.</em></p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Istat, redditi fermi per le famiglie italiane</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 09:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova rilevazione Istat: questa volta l&#8217;Istituto nazionale di Statistica ha rilevato i dati sulla spesa e dunque sui consumi delle famiglie italiane. Nel primo trimestre del 2011 &#8211; segnala l&#8217;Istat &#8211; la spesa delle famiglie per consumi finali in valori correnti è aumentata dello 0.9%, rispetto al trimestre precedente. Prendendo in esame i dati del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/euro-incentivi9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4007" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/euro-incentivi9.jpg" alt="" width="250" /></a> Nuova rilevazione <strong>Istat</strong>: questa volta l&#8217;Istituto nazionale di Statistica ha rilevato i <strong>dati sulla spesa</strong> e dunque sui <strong>consumi delle famiglie italiane</strong>. Nel primo trimestre del 2011 &#8211; segnala l&#8217;Istat &#8211; la spesa delle famiglie per consumi finali in valori correnti è aumentata dello <strong>0.9%,</strong> rispetto al trimestre precedente. Prendendo in esame i dati del primo trimestre 2011 e paragonandoli con quelli del primo trimeste 2010, scopriamo che <strong>i consumi sono aumentati del 3.3%</strong>. Ma al netto dell&#8217;<strong>inflazione,</strong> il potere di acquisto delle famiglie è sceso dello 0.8% rispetto al trimestre precedente; in compenso risulta in crescita dell&#8217;1.1% rispetto allo stesso periodo del 2010 (primo trimestre). Cala la propensione al risparmio delle famiglie italiane: nel primo trimestre, il rapporto fra il <strong>risparmio </strong>lordo delle famiglie ed il loro <strong>reddito </strong>disponibile è pari all&#8217;11.5%, <strong>in calo dello 0.9%</strong> rispetto al trimestre precedente, mentre il dato è in aumento di 0.1% rispetto al primo trimestre 2010. Cresce la spesa per i beni strumentali, in aumento del 4.3%, così come quella per i beni intermedi (+3.1%), mentre sono in calo sia i beni di consumo (-1.5%) che l&#8217;energia (-0.4%). I settori industriali che a maggio mostrano una maggiore crescita sono tre: fabbricazione di macchinari e attrezzature (+10.5%), attività estrattiva (+7.3%), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (+6.6%). Al contrario, il settore della fabbricazione di prodotti chimici è in grave perdita, con un dato che fa segnare &#8211; 6.8%.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Istat, l&#8217;inflazione sale al 2.7%, livelli massimi da novembre 2008</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 13:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova pubblicazione dell&#8217;Istat, stavolta riguardante il dato dell&#8217;inflazione. In Italia, secondo i dati dell&#8217;Istituto nazionale di Statistica, nel mese di giugno l&#8217;inflazione è salita dello 0.1%, rispetto al mese precedente (maggio 2011). Le stime attualmente sono provvisorie, il dato del tasso dell&#8217;aumento dei prezzi si è attestato al 2.7%, il livello massimo dal novembre del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote19.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3973" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote19.jpg" alt="" width="250" /></a> Nuova pubblicazione dell&#8217;<strong>Istat,</strong> stavolta riguardante il dato dell&#8217;<strong>inflazione</strong>. In Italia, secondo i dati dell&#8217;Istituto nazionale di Statistica, nel mese di <strong>giugno l&#8217;inflazione è salita dello 0.1%</strong>, rispetto al mese precedente (maggio 2011). Le stime attualmente sono provvisorie, il dato del tasso dell&#8217;aumento dei prezzi si è attestato al <strong>2.7%,</strong> il livello massimo dal novembre del 2008. A favorire la corsa dell&#8217;inflazione, c&#8217;è sicuramente <strong>l&#8217;aumento dei costi dei trasporti</strong>: infatti a giugno sono cresciuti in maniera importante i prezzi di aerei, traghetti e treni. Nell&#8217;ordine, il prezzo di un biglietto aereo è aumentato in media del 6.9%, su base congiunturale, mentre su base annua l&#8217;aumento cresce al 13.8%. Seguendo, l&#8217;aumento maggiore è quello dei servizi del trasporto marittimo e per vie di acque interne che aumenta del 52.8% rispetto a giugno 2010. Rialzi più contenuti per i treni: il prezzo dei biglietti del trasporto ferroviario infatti è cresciuto dell&#8217;8.4% rispetto a dodici mesi fa. A contribuire in maniera importante all&#8217;inflazione, c&#8217;è sicuramente il fattore <strong>carburanti</strong>: il prezzo della benzina a giugno è aumentato dell&#8217;11.0% rispetto al mese precedente, mentre dell&#8217;11.9% rispetto al giugno del 2010; il gasolio invece subisce un aumento maggiore, del 14.0% rispetto a dodici mesi fa, mentre l&#8217;aumento rispetto a maggio 2011 è del 15.1%. In <strong>aumento </strong>il <strong>prezzo dei servizi ricettivi</strong>: aumentano campeggi  (+14.4%), le pensioni  (+2.0%), gli stabilimenti balneari (+3.5%).</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>EuroZona: ad aprile l&#8217;inflazione sale al 2.8%</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 12:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eurostat ha pubblicato le stime per il mese di aprile sull&#8217;inflazione nei paesi che fanno parte della zona Euro, ossia dove viene utilizzata la moneta unica europea. Secondo le stime Eurostat c&#8217;è stato un balzo in avanti per l&#8217;inflazione nella EuroZona: infatti le stime parlano di un aumento dello 0.1%. Dunque l&#8217;inflazione nell&#8217;area Euro passerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote16.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3576" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/banconote16.jpg" alt="" width="250" /></a> <strong>Eurostat </strong>ha pubblicato le stime per il mese di aprile sull&#8217;inflazione nei paesi che fanno parte della zona Euro, ossia dove viene utilizzata la moneta unica europea. Secondo le stime Eurostat c&#8217;è stato un balzo in avanti per l&#8217;<strong>inflazione</strong> nella <strong>EuroZona</strong>: infatti le stime parlano di un <strong>aumento dello 0.1%.</strong> Dunque l&#8217;inflazione nell&#8217;area Euro passerà dal 2.7% del mese di marzo, alla quota di <strong>2.8% </strong>del mese di aprile. In ogni caso &#8211; fanno sapere dall&#8217;Eurostat &#8211; si dovrà attendere ancora qualche giorno per avere i dati definitivi: infatti l&#8217;ufficio europeo di statistica pubblicherà i dati definitivi solo il 16 maggio. Nel frattempo anche l&#8217;<strong>Istat </strong>ha pubblicato i propri dati provvisori: l&#8217;Istituto di Statistica infatti ha presentato le stime provvisione dell&#8217;inflazione in Italia. Nel nostro paese dunque l&#8217;inflazione sale dello <strong>0.1%, </strong>passando dal 2.5% di marzo, al <strong>2.6% di aprile</strong>. Sempre secondo l&#8217;Istat, ci sarebbe stato un aumento dei prezzi su base annua pari allo 0.5%, ed è sicuramente il tasso più alto dal mese di novembre 2008. L&#8217;aumento di aprile è ancora figlio dei rincari energetici che hanno provocato rialzi in tutti i settori.<em> &#8220;Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell&#8217;indice dei prezzi al consumo è pari al 2% (era +1,9% a marzo 2011). Sempre sulla base delle stime preliminari, l&#8217;indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dell&#8217;1,1% rispetto al mese precedente e del 3% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente, con un&#8217;accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a marzo 2011 (+2,8%). Il tasso annuo è il più alto dall&#8217;ottobre del 2008&#8243; </em>si legge nel comunicato Istat.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Istat, l&#8217;inflazione a marzo sale a +2.5%</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 09:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8216;Istat ha pubblicato da poco le stime provvisorie sull&#8217;andamento dell&#8217;inflazione nel mese di marzo 2011. Secondo l&#8217;Istituto nazionale di Statistica, l&#8217;indice nic dei prezzi al consumo è salito a livelli molto alti: infatti il valore &#8211; attualmente provvisorio &#8211; dell&#8217;inflazione di marzo 2011 fa segnare +0.4% rispetto a febbraio 2011, ma addirittura +2.5 rispetto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/euro12.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3363" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/euro12.jpg" alt="" width="250" /></a> L<strong>&#8216;Istat </strong>ha pubblicato da poco le stime provvisorie sull&#8217;andamento dell&#8217;<strong>inflazione </strong>nel mese di marzo 2011. Secondo l&#8217;Istituto nazionale di Statistica, l&#8217;<strong>indice nic dei prezzi al consumo</strong> è salito a livelli molto alti: infatti il valore &#8211; attualmente provvisorio &#8211; dell&#8217;inflazione di marzo 2011 fa segnare <strong>+0.4% rispetto a febbraio 2011,</strong> ma addirittura <strong>+2.5 rispetto al mese di marzo 2010</strong>. E&#8217; il valore più alto &#8211; fanno sapere dall&#8217;Istat &#8211; da novembre 2008, l&#8217;aumento tendenziale più elevato. A causare un aumento così alto ha contribuito il settore energia, ed in particolare i <strong>carburanti</strong>: infatti a marzo 2011, il prezzo della benzina ha fatto segnare un aumento del 12.7% rispetto al mese di marzo 2010. Aumento &#8220;minore&#8221; ma sempre importante (+3.4%) rispetto al mese di febbraio 2011.<em> &#8220;Per entrambi i carburanti abbiamo rilevato un&#8217;accelerazione rispetto al tasso di crescita tendenziale di febbraio, pari all&#8217;11,9% per la benzina e al 18,1% per il gasolio&#8221;</em> fanno sapere dall&#8217;Istat. E&#8217; chiaro che questo è il valore che fa aumentare in maniera così elevata l&#8217;inflazione a marzo 2011, anche se ricordiamo si tratta di <strong>stime provvisorie,</strong> i dati definitivi verranno rilasciati nelle prossime settimane. Al netto del valore energetico, l&#8217;inflazione a marzo 2011 dovrebbe attestarsi in termini tendenziali sul +1.9% (rispetto dunque a febbraio 2011) mentre al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, l&#8217;inflazione farebbe segnare un aumento dell&#8217;1.8%.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Istat, a dicembre inflazione all&#8217;1.9%</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 11:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto nazionale di Statistica ha fornito da poco le stime ancora provvisorie sull&#8217;andamento dell&#8217;inflazione. In Italia, a dicembre 2010, l&#8217;inflazione è salita all&#8217;1.9% su base annuale, con un aumento dello 0.2% rispetto all&#8217;1.7% di novembre (rispetto a novembre 2009). Su base mensile, l&#8217;Istat mostra come i prezzi al consumo siano saliti dello 0.4%, proseguendo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/Istat7.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2693" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/Istat7.jpg" alt="" width="250" /></a> L&#8217;<strong>Istituto nazionale di Statistica</strong> ha fornito da poco le stime ancora provvisorie sull&#8217;andamento dell&#8217;<strong>inflazione</strong>. In Italia, a <strong>dicembre 2010,</strong> l&#8217;inflazione è salita all&#8217;<strong>1.9% su base annuale,</strong> con un aumento dello 0.2% rispetto all&#8217;1.7% di novembre (rispetto a novembre 2009). Su <strong>base mensile,</strong> l&#8217;Istat mostra come i prezzi al consumo siano saliti dello <strong>0.4%,</strong> proseguendo con le stime provvisorie, si legge anche che il tasso d&#8217;inflazione medio annuo, nell&#8217;anno 2010, è stato pari all&#8217;1.5%, in pratica quasi il doppio del tasso di inflazione annuale del 2009, che si era attestato allo 0.8%. Il bollettino <strong>Istat </strong>- che parla comunque di stime provvisorie &#8211; ha chiaramente messo in allarme le associazioni dei consumatori. Due su tutte, l&#8217;<strong>Adusbef </strong>di Elio Lannutti e la <strong>Federconsumatori </strong>di Rosario Trefiletti.  &#8220;<em>Il dato relativo all&#8217;inflazione registrata nel 2010 si conferma gravissimo e, come abbiamo denunciato instancabilmente durante tutto il corso dell&#8217;anno, è in piena contraddizione con i principali indicatori economici&#8221; </em>spiegano i due presidenti in una nota congiunta. <em>&#8220;L&#8217;inflazione a questi livelli risulta, a nostro avviso, ancora sottostimata. Infatti, gli aumenti registrati nel 2010 sono decisamente più elevati, basti pensare che il solo tasso aumento dei prezzi relativi ai beni acquistati con alta frequenza, formalmente, è pari al 2%, ma, secondo i nostri studi, raggiunge addirittura il + 3,2-3,3%&#8221;.</em> A questo punto si attendono solo i dati definitivi dell&#8217;andamento dell&#8217;<strong>inflazione a dicembre 2010</strong> per trarre le conclusioni su questo anno appena trascorso.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Istat, ad agosto l&#8217;inflazione aumenta dell&#8217;1.6%</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 10:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto Nazionale di Statistica ha redatto uno studio sull&#8217;indice dei prezzi al consumo. L&#8217;inflazione in Italia è aumentata di +1.6% rispetto ad agosto 2009, mentre rispetto a luglio 2010, il dato riporta una variazione di 0.2%. Ecco il testo dello studio Istat, che potete leggere per intero qui. &#8220;Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/Istat5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1519" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/Istat5.jpg" alt="" width="250" /></a> L&#8217;<strong>Istituto Nazionale di Statistica</strong> ha redatto uno studio sull&#8217;<strong>indice dei prezzi al consumo</strong>. L&#8217;<strong>inflazione</strong> in <strong>Italia </strong>è aumentata di <strong>+1.6%</strong> rispetto ad agosto 2009, mentre rispetto a luglio 2010, il dato riporta una variazione di 0.2%. Ecco il testo dello studio <strong>Istat</strong>, che potete leggere per intero <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/preconprov/20100831_00/testointegrale20100831.pdf">qui</a>. <em><br />
&#8220;Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di agosto 2010, presenti una variazione di +0,2% rispetto al mese di luglio e di +1,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In base alla stima provvisoria, l’</em><strong><em>indice armonizzato dei prezzi al consumo</em></strong><em> (IPCA) registra nel mese di agosto una variazione di +0,2% rispetto al mese precedente e una variazione di +1,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Alcune caratteristiche dell’IPCA, ed in particolare il fatto che tale indice tiene conto, diversamente dall’indice nazionale NIC, anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni), possono determinare in alcuni mesi dell’anno andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell’indice nazionale. Sulla base dei dati finora pervenuti gli aumenti congiunturali  più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli </em><strong><em>Comunicazioni </em></strong><em>(+1,2%), </em><strong><em>Trasporti </em></strong><em>(+1,0%) e </em><strong><em>Bevande alcoliche e tabacchi</em></strong><em> (+0,3%). Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Mobili, articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute e Istruzione. Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Abbigliamento e calzature e Servizi ricettivi e di ristorazione (per tutti e tre -0,1%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli </em><strong><em>Trasporti </em></strong><em>(+3,8%), </em><strong><em>Altri beni e servizi </em></strong><em>(+3,3%), </em><strong><em>Istruzione </em></strong><em>(+2,5%), Bevande alcoliche e tabacchi e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (per entrambi +2,4%). Una variazione nulla si è verificata nel capitolo Ricreazione, spettacoli e cultura&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify">Pietro Gugliotta</p>
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