
L‘Inps offre uno spiraglio positivo nella situazione lavorativa italiana: infatti per questo mese, il tasso di cassa integrazione è positivo nel confronto con il 2009. Secondo i dati Inps c’è stata una minore utilizzazione della cassa integrazione: rispetto a novembre 2009, il dato scende dell’8%, mentre rispetto al mese scorso, ossia ottobre 2010, il dato scende addirittura del 10%. Analizzando i dati delle ore di cassa integrazione, le differenze sono ancora piu marcate: infatti le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria si sono fermate a 20.8 milioni (- 12.7% rispetto ad ottobre 2010), mentre le ore di cassa integrazione straordinaria ammontano a 38.9 milioni (- 8.6% rispetto ad ottobre 2010), invece le ore di cassa integrazione in deroga a 31 milioni (-9.9% rispetto al mese scorso). I dati mostrano dunque una ripresa dell’economia italiana, una ripresa comunque lenta e piena di difficoltà, come dimostrano altri dati relativi al mondo del lavoro. Infatti le domande di disoccupazione e di mobilità sono diminuite, anche se non in quantità enorme: sono infatti 128mila domande di disoccupazione presentate entro ottobre 2010 (-3.2% rispetto ad ottobre 2009) mentre per le domande di mobilità, il numero scende dalle circa 7.900 richieste di ottobre 2009 a meno di 6.500 di ottobre 2010.
Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua commenta i dati sulla cassa integrazione. “È una frenata forse inattesa per le dimensioni, ma che era stata anticipata, attraverso alcuni segnali più deboli, da maggio, quando il valore delle autorizzazioni ha cominciato a diminuire”.
Pietro Gugliotta

Novità per i lavoratori che hanno intenzione di andare in pensione. Dal prossimo anno sono due i nuovi scalini da osservare per poter andare in pensione. Infatti entreranno in vigore dal 2011 le nuove norme che regolano l’accesso alla pensione di anzianità e le nuove norme sulle finestre di uscita. Queste norme erano state inserite nella manovra di luglio, saranno operative solo da gennaio 2011. Quali sono adesso i nuovi limiti?
- Lavoratori dipendenti, adesso l’età minima sale a 60 anni, con almeno 36 anni di contributi. Chi raggiunge il monte contributivo, dovrà aspettare 12 mesi dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico. Di fatto, si andrà in pensione a 61 anni.
- Pubblico impiego: il requisito anagrafico adesso sale a 61 anni, ma dal 2012 salirà a 65 anni. Ancora per un anno sarà possibile sfruttare l’uscita anticipata per anzianità: basterà avere compiuto 60 anni di età ed avere 36 anni di contributi.
Tutto ciò proverà a fermare la falla delle uscite anticipate del 2010: secondo alcuni dati Inps, fra gennaio ed ottobre 2010, “le uscite anticipate rispetto all’età di vecchiaia sono state 155.440 a fronte delle 100.880 pensioni effettivamente liquidate nel 2009″. Proprio il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha commentato questi numeri. “Il dato risente del forte calo per le pensioni di anzianità registrato nel 2009 ed è dovuto alla maturazione dei requisiti per l’uscita dal lavoro di una parte rilevante di persone ‘bloccate’ dall’aumento dello scalino a luglio del 2009 (da 58 a 59 anni). Nel 2011 ci si attende un nuovo calo con uscite per anzianità sotto le 100.000 unità”.
Pietro Gugliotta

Nuovo studio dell’Istat, che concentra la sua analisi sul lavoro: la domanda di lavoro relativa ai contratti di lavoro a chiamata. “Con questo contratto il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che può richiedere la prestazione lavorativa, nei limiti stabiliti dalla legge, anche in momenti successivi alla stipula del contratto”. Ecco nel dettaglio uno stralcio dello studio redatto dall’Istituto di Statistica Nazionale, il testo integrale potete trovarlo qui. “I primi contratti di lavoro a chiamata sono stati stipulati nel 2004, tuttavia nei dati amministrativi utilizzati le informazioni di interesse sono disponibili a partire dal 2006 poiché soltanto all’inizio di tale anno l’Inps ha definito la relativa disciplina previdenziale. Le stime considerano il periodo sino alla fine del 2009 e verranno aggiornate periodicamente. Complessivamente, nel 2009 le posizioni lavorative a chiamata raggiungono le 111 mila unità in media annua facendo registrare un incremento del 75%circa rispetto al 2007. La quota di lavoratori a chiamata che percepiscono, nel periodo in cui non vengono utilizzati, l’indennità di disponibilità in quanto si sono impegnati a rispondere positivamente alla chiamata del datore di lavoro, risulta estremamente ridotta (non superiore all’1%). Il dettaglio per attività economica mostra che nel settore degli alberghi e ristoranti si concentra circa il 60%del totale dei lavoratori intermittenti. La restante quota è occupata prevalentemente nei settori dell’istruzione, sanità, servizi sociali e personali (12%circa) e del commercio (circa il 10%). Il job-on-call non risulta affatto utilizzato, invece, nel settore dell’intermediazione monetaria e finanziaria. La regione in cui si concentra il maggior numero di contratti a chiamata è il Veneto (intorno al 20%), che contribuisce a fare del Nord-est la ripartizione in cui il ricorso al job-on-call è più elevato (circa 41%). Il Nord-ovest è caratterizzato da un’alta concentrazione di lavoratori a chiamata in Lombardia (intorno al 17%), mentre il Centro presenta una maggiore dispersione tra le diverse regioni. Generalmente basso è il ricorso al lavoro a chiamata nel Sud e ancor di più nelle Isole (rispettivamente 9 e 2% circa)”.
Pietro Gugliotta

Quasi la metà dei pensionati italiani vive con meno di mille euro al mese: è questo il quadro che emerge dalla relazione sulla situazione economica del nostro paese, pubblicata dal Ministero dell’Economia. La spesa dell’Italia quanto a pensioni è stata pari a 234 miliardi, con un aumento del 4.3% rispetto al 2008. Dunque dei dati in continua crescita, se pensiamo che nel 2007-2008 l’aumento si era attestato al 3.9%. Ma nonostante l’aumento della spesa per le pensioni, il livello economico delle stesse resta piuttosto basso. Come si legge nel comunicato del Ministero dell’Economia, “Il gruppo più numeroso di pensionati percepisce una o più prestazioni per un importo mensile compreso tra 500 e 1.000 euro. A seguire 3,9 milioni di pensionati (23,5% ) percepiscono prestazioni per un importo mensile compreso tra 1.000 e 1.500 euro. Con riferimento alle fasce di importo estreme, il 21.4% dei pensionati ottiene meno di 500 euro mensili, mentre il 13,7% riceve pensioni di importo mensile superiore ai 1.500 euro”. Dati piuttosto chiari che evidenziano come sia sempre più difficile arrivare a fine mese per i pensionati italiani. A proposito di pensioni, Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, concentra la sua attenzione sulla riforma del sistema pensionistico. “Le pensioni sono al sicuro grazie all’ultima riforma che prevede la finestra a scorrimento e aggancia automaticamente l’età pensionabile alle aspettative di vita. Con la manovra estiva è stata messa la parola fine al cantiere delle pensioni. Nella Ue l’Italia è stato il primo e unico paese ad agganciare l’età pensionabile all’aspettativa di vita in modo automatico. Ora che è stata approvata la riforma delle riforme, è necessario concentrarsi sulla diffusione di un’adeguata campagna informativa per accrescere la cultura previdenziale soprattutto tra i giovani”.
Pietro Gugliotta

Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, spiega in una intervista, perchè “stiamo inviando ai lavoratori 20 milioni di lettere con il loro estratto conto previdenziale“. Infatti sono circa un milione i lavoratori (dipendenti e autonomi) che dal 2011, subiranno un rinvio dell’assegno dell’Inps: ciò è dovuto al nuovo sistema, definito “a scorrimento”, imposto dalla manovra, che determinerà un risparmio di 3 miliardi entro il 2013.
“Il senso di questa manovra sta proprio nella maggiore equità che viene introdotta con strumenti, come quello dello scorrimento, ma anche con l’inasprimento della lotta all’evasione contributiva e al fenomeno delle false invalidità. Per i lavoratori dipendenti coinvolti, l’assegno, sia di anzianità che di vecchiaia, arriverà 12 mesi dopo il raggiungimento dei requisiti, per gli autonomi, dopo 18 mesi. Insomma ora la nuova finestra viene in qualche modo personalizzata, il sistema sarà anche perequativo ma è stato pensato per poter determinare un rinvio del pensionamento più consistente rispetto al vecchio meccanismo. Un esempio? Il lavoratore dipendente che maturerà il requisito nel mese di giugno 2011, avrà la pensione con decorrenza luglio 2012, mentre con il vecchio sistema sarebbe andato in pensione nel gennaio 2012, cioè sei mesi prima”. Questo meccanismo è stato rinominato “Lodo Mastrapasqua“, proprio dal suo nome. “Non servono altre riforme? Direi che sulle pensioni si è fatta la riforma strutturale più coraggiosa della manovra. Si tratta del miglior biglietto da visita per i mercati che devono valutare il nostro bilancio”. L’intervista si chiude con l’annoso problema dei falsi invalidi. “La situazione attuale è intollerabile: l’Inps vi ha già fatto fronte scovando molte situazioni irregolari. La nuova norma mi pare efficace perché introduce meccanismi di trasparenza e tempi certi, ma sono pronto a recepire suggerimenti sulla sua attuazione”.
Pietro Gugliotta

Nella nota rilasciata quest’oggi, l’Inps comunica che i conti sono in attivo, ma la spesa è in netta crescita. E’ questo il dato principale che emerge dai dati di bilancio dell’Inps, dati contenuti nel rapporto che è stato presentato alla Camera. Aumenta anche la spesa per le pensioni: nel 2009 la spesa è stata di 173,127 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all’anno passato, con 697mila nuove pensioni accolte e liquidate, in calo del 4% rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sul Pil dell’11,32%.
L’ottim notizia arriva dal bilancio in attivo: l’Inps infatti archivia il bilancio 2009 con un avanzo finanziario di 7,961 miliardi. Le entrate si attestano a 276,643 miliardi di euro, in aumento del 2,3% rispetto al 2008, e le uscite a 268,682 miliardi, cresciute del 4,6%. Un dato negativo che emerge, è quello delle invalidità: l’Inps ha revocato nel 2009 il 15% delle invalidità, effettuando anche 200mila controlli.
Questo il commento del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Nel campo della previdenza abbiamo compiuto riforme significative, senza conflitto sociale, l’assenza del quale non deve portare a sottovalutarle. Sono entrati in vigore i coefficienti che con saggezza la riforma Dini aveva previsto per adeguare le prestazioni all’allungamento della vita e si incroceranno ormai presto con l’adeguamento dell’età delle pensioni all’allungamento delle aspettative di vita calcolato dall’Istat”. Sacconi poi si concentra sul fenomeno del lavoro sommerso. “Il fenomeno del lavoro sommerso è abnorme ed è doveroso e possibile combatterlo soprattutto al Sud. Contro l’economia sommersa – ha spiegato Sacconi – bisogna lavorare anche con le funzioni di vigilanza dell’istituto. Bisogna usare il bastone della vigilanza e la carota, cioè la possibilità di regolarizzare i lavoratori con i voucher”.

Dall’agosto del 2008 ad oggi, sono stati ben 4,1 milioni i voucher per pagare i lavoratori occasioniali che sono stati venduti in Italia. Per facilitare il commercio e la possibilità di incassare questi buoni, è stato firmato un accordo fra l’Inps, l’ente che emette questi voucher, e la Federazione Italiana Tabaccherie: con questo accordo, l’utente potrà recarsi in una tabaccheria preposta alla vendita o all’incasso di buoni, evitando le lunghe code postali.
Antonio Mastrapasqua, Presidente e Commissario Straordinario dell’Inps, ha così commentato l’accordo con i tabaccai italiani. “Questo è un passo per avvicinare sempre di più l’Inps ai cittadini. Aiuteremo l’Italia ad eliminare lavoro nero e irregolare in tutte quelle attività che si definiscono ‘lavoretti’ saltuari, o più correttamente lavoro occasionale e accessorio”. Entrando nel merito dell’accordo con la Federazione Italiana Tabaccherie, Mastropasqua spiega: “Per l’Inps è una collaborazione molto importante: la rapida diffusione dei voucher deve poter contare su una crescente facilità di vendita e di incasso; questa convenzione è mirata alla semplificazione dell’uso del voucher, in sintonia con l’estensione nell’uso dello strumento prodotta dalla Finanziaria”.
L’idea dell’Inps di retribuire il “lavoro occasionale e accessorio” con questi voucher emessi proprio dall’Inps, è stata molto utile ed ha riscosso un grande successo: sono stati venduti in Veneto quasi 800mila, la regione più “virtuosa”. Seguono Emilia Romagna (490mila), Piemonte e Lombardia (400mila ciascuno) e Toscana (380mila).
Dunque già a partire da Aprile potremo utilizzare questi voucher nelle tabaccherie convenzionate, oltre i canali soliti come gli uffici Inps o gli uffici postali.

In Europa il problema delle pensioni è molto sentito un po’ ovunque, in Francia si avverte già da tempo la necessità di innalzare l’età pensionabile, Zapatero in Spagna lotta contro i sindacati per ritoccare il sistema pensionistico, per non parlare poi della Grecia in piena crisi. Dal vertice europeo straordinario di Bruxelles, il premier Berlusconi evidenzia l’urgenza di intervenire. A margine del vertice dedicato agli aiuti alla Grecia, in difficoltà a livello di conti pubblici, Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Le pensioni pesano sempre più sui bilanci di tutti gli Stati e al vertice europeo ho posto il problema dell’età pensionabile”.
Sia in Francia che in Grecia, recenti sondaggi mostrano come la maggior parte dei cittadini voglia mantenere l’età pensionabile a 60 anni. Contro l’innalzamento dell’età pensionabile inoltre ci sono anche sindacati ed opposizione, dunque intervenire diviene molto complicato. Secondo “Le Figaro”, Sarkozy toccherà l’argomento in parlamento solo dopo le regionali di fine marzo.
In Spagna, Zapatero è stato sommerso da critiche, ma il vicepremier Elena Salgado ha lasciato intendere che se non ci sarà l’innalzamento dell’età pensionabile, probabilmente per mantenere l’attuale livello di welfare saranno costretti ad aumentare le tasse. In Italia, in una relazione della Corte dei Conti, si evince che i conti dell’Inps tornano, ma nel medio-lungo periodo il sistema potrebbe non reggere. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha però dichiarato che il sistema pensionistico italiano è al riparo da pericoli di non sostenibilità.
Giuseppe Raso