Posts Tagged ‘investimenti’

Draghi:

Draghi: “La ripresa non è uniforme ma arriva in Europa”

Posted on 07 set 2010 at 11:52am

Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, ha parlato a Seul nei giorni scorsi nella veste di Presidente del Financial Stability Board, in occasione dei un incontro col governo della Corea del Sud, a proposito delle regole finanziarie. Si è soffermato sulle possibilità di ripresa economica in Europa e in particolare sull’Italia. “La ripresa mondiale resterà con noi e quella europea, - esordisce Draghi – segnata dalle diverse velocità di marcia tra il Nord e il Sud e del continente, si sta diffondendo anche fra i paesi meno pronti a ripartire. E per crescere di più, l’Italia deve diventare produttiva e competitiva come la Germania“. Proprio questa affermazione ha visto una secca replica del Ministro dell’Economia italiano, Giulio Tremonti. Draghi ha poi proseguito la sua analisi economica mondiale. “Ci sono maggiori probabilità che questa ripresa non ci abbandoni. In Europa, dove la crescita è più marcata al Nord che al Sud, la ripresa si sta allargando, in Germania consumi e investimenti stanno crescendo. La ripresa viene dalla Germania e si sta diffondendo nel resto d’Europa. L’impressione è di una ripresa con basi più ampie e con segnali positivi sia sul fronte dei consumi che degli investimenti, sostenuta soprattutto dal commercio mondiale, per l’Europa l’export è un elemento trainante. Ci sono ancora mercati fragili - spiega il governatore di BankItalia – ma sul fronte europeo un elemento positivo è dato dalla bassa inflazione, le cui aspettative sono ancorate al livello più basso degli ultimi cinque anni. Nel breve termine non avremo una forte ripresa economica, che resta soggetta a diversi rischi, come il graduale ritiro delle misure di stimolo all’economia introdotte dai governi e la fragilità dei mercati, ben testimoniata dalla volatilità. La ripresa – conclude Draghi - non sarà uniforme. In alcuni paese, come ad esempio la Cina, è forte, ma in altri non è così”.

Pietro Gugliotta

Aste BTP: buona la domanda nonostante la volatilità del mercato

Aste BTP: buona la domanda nonostante la volatilità del mercato

Posted on 13 feb 2010 at 4:45pm

Il collocamento di titoli a medio/lungo temine ha raccolto molto interesse su varie scadenze. A livello complessivo la domanda ha toccato gli 11 miliardi di euro a fronte dei 7,7 miliardi piazzati sul mercato. Lieve calo dei rendimenti, ma la domanda ha retto. La volatilità del mercato e le incertezze legate al rischio sovrano di paesi come la Grecia, non hanno prodotto effetti negativi sulle aste italiane.

Il BTP a 5 anni, con scadenza 15/04/2015, è stato collocato con un rendimento lordo semplice del 2,86%, – 0,07 rispetto all’asta precedente. In calo anche la sesta tranche del BTP a 15 anni, e la ventesima tranche del BTP off-the-run. Dunque sono stati assegnati 3,5 miliardi di BTP a 5 anni, 2,5 miliardi di BTP a 15 anni e 1,7 miliardi di BTP off-the-run.

L’unico a non aver riscosso molto successo è stato il BTP a 15 anni off-the run, con scadenza 2021, che a detta di molti trader presentava un prezzo eccessivo. Nel complesso tutti i titoli sono stati piazzati bene, nonostante le condizioni di mercato non proprio favorevoli. L’Italia si sta confermando emittente liquido a affidabile sul mercato primario. Specialisti ed investitori istituzionali hanno mostrato grande interesse per le buone prospettive di rendimento dei BTP, mentre per i piccoli risparmiatori i rendimenti sono ancora troppo bassi.

Giuseppe Raso

Permalink  |  Tagged with: , , , ,
FMI: bene la ripresa economica, ma occorre prudenza

FMI: bene la ripresa economica, ma occorre prudenza

Posted on 19 gen 2010 at 12:43pm

Secondo il direttore del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Dominique Strauss-Kahn, la ripresa economica si sta rivelando più rapida e consistente delle attese. Dunque arrivano buone notizie da un’istituzione che si è molto attivata durante la crisi. I governi di Francia e Germania si allineano a quanto detto dal direttore, è notizia di pochi giorni fa, la loro revisione in meglio delle relative stime sul PIL, segno che dimostra la propagazione di un sano ottimismo che scaccia i timori sulla possibilità di una crisi a “W”, ossia una ricaduta dopo la fase di crollo e ripresa.

Oltre all’ottimismo, Strass-Kahn predica anche prudenza, poiché la ripresa è molto fragile, e i rischi di nuove bolle speculative ci sono, soprattutto nei giganti emergenti come la Cina, che stanno trainando proprio questa ripresa. A breve ci saranno gli aggiornamenti riguardanti i dati sulla ripresa da parte del FMI, che lo scorso ottobre stimava un’espansione del 3,1% del Pil mondiale nel 2010. Anche la Francia ha rivisto le sue stime, ora prevede un +1,4% di PIL, contro il +0,75% previsto nei mesi scorsi. La Germania ha rivisto invece la sua stima prevedendo un incremento del 1,5%, contro l’1,2% precedente.

Ora gli occhi sono tutti puntati sulle exit strategies. Ritirare le misure varate dai governi in tempo di crisi richiede serie valutazioni, e sbagliare la tempistica rischia di far ricadere nella fase di depressione economica. Inoltre non bisogna dimenticare che queste misure peseranno molto in futuro sui conti pubblici, che in ogni caso dovranno essere risistemati secondo piani ben precisi spalmati su più anni. Il forte afflusso di capitali nelle economie emergenti, come Cina e Brasile, è visto con molta preoccupazione, possibili bolle speculative provocherebbero crolli degli investimenti, con conseguenze disastrose a livello globale. Insomma, tra il tanto ottimismo permane una certa prudenza, che dovrebbe far stare tutti con i piedi per terra.

Giuseppe Raso

Pmi: in arrivo 250 milioni per il Fondo di Garanzia

Pmi: in arrivo 250 milioni per il Fondo di Garanzia

Posted on 04 gen 2010 at 6:36pm

Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha ribadito che il governo manterrà gli impegni assunti con le piccole e medie imprese,  raddoppiando le risorse promesse tramite l’impiego dei fondi europei ed il versamento di 250 milioni di euro sul Fondo di Garanzia. I soldi saranno indirizzati prevalentemente verso le imprese del mezzogiorno e che investono in energie rinnovabili e innovazione, con l’intento di portarle fuori dal tunnel dalla crisi.

Per mezzo di un comunicato del Ministero, si è fatto inoltre sapere che nel 2010 le risorse stanziate per il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese ammonteranno a 740 milioni di euro per poi superare, nel 2012, i 1.800 milioni di euro. Secondo stime tecniche, tale stanziamento sarà in grado di innescare gli investimenti imprenditoriali per un ammontare di circa 4 miliardi.

Il Ministro ha commentato lo stanziamento sottolineando come i fondi europei saranno impiegati correttamente in politiche di stimolo alla ripresa del paese. In ogni caso queste cifre mettono in risalto l’impegno di un governo che intende dare nuova spinta propulsiva al tessuto produttivo medio piccolo del paese, da troppo tempo stagnante. Le modifiche ai criteri del Fondo di Garanzia, hanno indubbiamente snellito le procedure di accesso al credito, spesso macchinose e laboriose, tanto da produrre un vero e proprio onere per le società che ne facevano richiesta. Interessante l’inserimento di un criterio teso a favorire le reti di imprese, che vuole premiare quelle realtà in qui le imprese fanno gruppo con un fitto sistema di alleanze.

Giuseppe Raso

Dagli USA la ricetta per il rilancio del mercato del lavoro

Dagli USA la ricetta per il rilancio del mercato del lavoro

Posted on 09 dic 2009 at 5:33pm

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama intervenendo al Brooking Institution, ha illustrato le iniziative che intende attuare per il rilancio del mercato del lavoro, avvertendo però che la strada è ancora lunga. Per Obama è una priorità aiutare gli americani che hanno perso il lavoro (circa sette milioni), sostenendo le aziende con politiche mirate. Secondo le stime del capo della maggioranza alla Camera, Steny Hoyer, i costi del piano per l’occupazione si aggirerebbero sui 100 miliardi di dollari.

Tre aree per il rilancio: infrastrutture, piccole imprese ed energia. In USA sono previsti ingenti investimenti nel settore lavori pubblici, autostrade, ponti e ferrovie. Le piccole e medie imprese saranno aiutate soprattutto dal punto di vista fiscale, ad esempio con sgravi su assunzioni. Previsti inoltre nuovi incentivi per coloro che investiranno in tecnologie verdi per le proprie case, per incrementare l’efficienza energetica e al tempo stesso aiutare i consumatori a risparmiare. Il tentativo è quello di ripetere il successo del programma di incentivi alla rottamazione di auto.

I fondi Tarp (Troubled asset relief program) saranno utilizzati con un occhio di riguardo alla creazione di nuovi posti di lavoro e al taglio del deficit. Obama ha confermato l’obiettivo di ridurre a metà il deficit ereditato dalla passata amministrazione. I conti pubblici sono il vero fardello dell’economia americana secondo Moody’s, che non esclude il rischio di declassamento di rating (oggi tripla A).

Intanto il mercato del lavoro americano sembra dare segnali confortanti, il tasso di disoccupazione è diminuito, e i datori di lavoro hanno ridotto i tagli. Nel novembre 2009 negli Usa si sono persi 11.000 posti di lavoro (la previsione di novembre era un pessimistico -130.000), contro un calo di 111.000 posti di ottobre. Il tasso di disoccupazione è sceso dell’0,2% rispetto al mese precedente. Ovvio, non sono dati da boom economico, ma bastano per disperdere del sano ottimismo all’economia americana.

Giuseppe Raso

Meno credito alle piccole e medie Imprese

Meno credito alle piccole e medie Imprese

Posted on 28 nov 2009 at 3:08am

In un momento in cui il credito dovrebbe sostenere la ripresa economia in Italia, andando così ad alimentare il tessuto produttivo italiano composto prevalentemente da piccole e medie imprese, ecco invece una flessione dei finanziamenti alle imprese. Un calo dello 0,2% registrato a Settembre rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, secondo il rapporto mensile dell’ABI, dopo molti anni di crescita.

Sembra proprio che la ripresa sia in un qualche modo frenata da questa stretta sull’offerta di credito e dall’irrigidimento delle condizioni di accesso, che hanno indubbiamente innescato una contrazione della domanda di credito. Questa contrazione è anche dovuta al fatto che numerose imprese hanno ridotto gli investimenti con la crisi, e la domanda di credito globale ne ha risentito. Un situazione che può essere estesa all’eurozona, che ha presentato una riduzione di prestiti a società non finanziare del 2,3% , dal periodo di picco al settembre 2009, l’Italia ha segnato un calo dello 0,7%. Il presidente della BCE, Jean Claude Trichet conferma il decremento, ipotizzando un ulteriore indebolimento dei flussi di credito alle imprese nell’immediato futuro. Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi interviene sull’argomento, incitando i Banchieri a lavorare meglio in fasi congiunturali critiche e auspicando interventi da parte del governo per invertire la tendenza.

A livello di settori, a Settembre si può notare un netto calo dei finanziamenti al comparto del materiale e forniture elettriche (-6,5%), della produzione in gomma e plastica (-7,3%). I tassi di crescita si registrano invece nei finanziamenti ai servizi connessi ai trasporti (+9,1%) e all’agricoltura e pesca (+2,8%).

Giuseppe Raso