
L’ISAE è un ente pubblico di ricerca che svolge principalmente analisi e studi a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni. L’ultimo studio riguarda la fiducia dei commercianti e delle imprese industriali italiane. Secondo l’Isae, il mese di novembre ha visto crescere la fiducia sia delle imprese industriali che dei commercianti: il clima di fiducia è molto alto, specie attorno all’industria, che non aveva avuto livelli così alti dal 2008. Infatti l’indice di fiducia nelle imprese industriali italiane sale da 100.1 a 101.6, come già detto tornando ai livelli massimi visti nel marzo 2008. Nord e Centro spingono con l’ottimismo questo indice verso l’alto, mentre il Sud resta piuttosto stabile. Altro risultato positivo riguarda il commercio italiano: l’indice sulla fiducia dei commercianti italiani continua a salire (per il terzo mese di fila) salendo da 101.7 a 102.5. Grande ottimismo che viene sostenuto dagli ordini e dalle aspettative di vendita, nonostante il dato contrastante dell’accumulo di scorte. Cresce anche l’indice di fiducia delle costruzioni: per il quinto mese consecutivo, questo indice cresce, salendo da 77.9 a 80.4. Dati negativi invece dal settore dei servizi: qui la fiducia è in calo, peggiorata dalle attese negative su ordine e sull’economia italiana e mondiale.
Pietro Gugliotta

Come testimoniano i dati Istat, aumentano le retribuzioni in Italia nel mese di giugno: l’Istituto nazionale di statistica ha segnalato questo aumento nell’ultimo studio pubblicato. Ecco uno stralcio del comunicato: “Alla fine di giugno 2010 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la sola parte economica, interessano il 64,3 per cento degli occupati dipendenti rilevati per il periodo di riferimento degli indici (dicembre 2005); a essi corrisponde una quota del 61,1 per cento del monte retributivo osservato. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente e del 2,5 per cento rispetto a giugno 2009; la crescita registrata nel periodo gennaio-giugno 2010, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, è del 2,3 per cento”. Anche l’Isae ha pubblicato un recente studio, che dimostra come la fiducia delle imprese sia cresciuta. E’ un dato molto positivo, che non riguarda proprio tutti i settori: cresce la fiducia di chi opera nel settore dei servizi, dei costruttori, di chi si occupa di manifattura, ma cala quella dei commercianti. A tal proposito, l’Isae spiega che “calano sia i giudizi che le aspettative sulle vendite e sono giudicate in accumulo le giacenze di magazzino”. Piu in generale, per le altre imprese, i dati sono positivi. “Le imprese sono più ottimiste circa l’andamento corrente di ordini e produzione; recuperano però leggermente le scorte di magazzino e sono stabili le attese di produzione. Le imprese mantengono stazionarie le previsioni fatte lo scorso mese sul volume futuro della produzione e sull’occupazione mentre migliorano lievemente le aspettative sugli ordini e sull’andamento generale dell’economia del Paese”.
Pietro Gugliotta

Puntuale arriva la stima mensile del mese di maggio, dell’Isae, l’Istituto di Studi e Analisi Economica. L’indice elaborato da Isae mostra come sisa in aumento la fiducia dei cittadini nelle imprese italiane. Il dato è in costante – ma lieve – aumento, raggiungendo comunque il massimo dal giugno 2008.
Anche se – spiegano gli analisti – la prospettiva non è delle piu positive: la crisi e la caduta del valore dell’euro, unita ai tentennamenti dei listini azionari, potrebbero portare il prossimo mese un peggioramento di quest’indice.
L’Isae attribuisce il rafforzamento della fiducia, con un indice che passa da 95,9 di aprile a 96,2 di maggio; l’Isae segnala una riduzione delle scorte di magazzino (-3 da -2) e il miglioramento degli indicatori relativi agli ordini (-33 da -35). Invece sono in flessione le attese di produzione, ma ciò che deve fare riflettere, è il peggioramento piuttosto netto dei giudizi sulla situazione economica del paese, con il relativo indice in flessione a -19 da -14.
L’inchiesta Isae prosegue con una divisione: grandi imprese e piccole imprese. Possiamo dunque dire che a livello settoriale, c’è molto più ottimosmo sulle imprese che producono beni di investimento e beni intermedi, mentre resta pressochè invariato il clima di fiducia tra i produttori di beni di consumo. Altra separazione, stavolta regionale. Infatti a livello territoriale, la crescita è particolarmente forte nel Nord Ovest, mentre resta più contenuta nel Mezzogiorno. Le imprese del Centro sono le più pessimiste mentre le aziende del Nord Est mantengono stabile la fiducia.
Pietro Gugliotta

Ad aprile la fiducia dei consumatori nell’economia italiana recupera tanti punti e ritorna a crescere. Lo studio è stato realizzato da ISAE, che a seguito di una indagine scopre che gli italiani più positivi aumentano: l’indice si era attestato a 106.3 ed era in caduta libera dopo il 107.7 di febbraio. Ad aprile le aspettative erano molto moderatamente ottimistiche, si pensava che il dato sarebbe potuto salire al 106.6, invece il dato è sorprendente, in positivo ovviamente, segnando un valore di 107.9 oltre ogni più rosea aspettativa.
Come riporta la nota sull’inchiesta ISAE realizzata ad aprile tra il giorno 1 e il giorno 16 del mese, “la fiducia dei consumatori torna a crescere, posizionandosi a 107,9 (era 106,3 in marzo), più che recuperando la flessione dell’ultimo mese. L’ottimismo è diffuso a tutte le componenti, più marcato nelle valutazioni sul quadro economico generale (il cui indicatore passa da 79,2 a 81,4) e in quelle sul quadro corrente (da 115,9 a 117,9 la fiducia in aprile)”. La nota pubblicata sul sito ufficiale dell’istituto ISAE, poi spiega ancora quali possono essere i valori positivi che fanno crescere il dato e quali sono le zone italiane, a livello territoriale, che risentono maggiormente di questo andamento positivo. “In particolare, il progresso registrato nel mese corrente è dovuto alle valutazioni marcatamente più favorevoli sul mercato del lavoro che trovano riscontri positivi sia nel bilancio familiare sia nel mercato dei beni durevoli. I consumatori continuano a manifestare la percezione di ulteriori aumenti dei prezzi rispetto agli ultimi 12 mesi mentre nelle attese a breve termine la dinamica ritorna a rallentare. A livello territoriale, la fiducia risulta disomogenea fra le ripartizioni: recupera nel Nord Ovest e soprattutto nel Mezzogiorno, flette per contro nel Nord Est e nel Centro”.

Dalle stime dell’Isae, nel rapporto annuale sulle previsioni dell’economia italiana, non arrivano notizie confortanti. La crescita del Pil si attesterà sull’1%, i consumi segneranno una ripresa, mentre la disoccupazione, nel biennio 2010-2011, toccherà l’8,8% contro il 7,8% dello scorso anno. Per il 2011 invece è previsto un tasso di crescita dell’1,4%. Il recupero del Pil Italiano sarà trainato soprattutto dal rafforzamento del commercio mondiale. L’anello debole però rimarrà l’occupazione, infatti per l’Italia la situazione non migliorerà nel 2010, occorrerà aspettare il 2011 per un’espansione minima del mercato del lavoro dello 0,7%.
Sul fronte consumi privati assisteremo ad una interessante ripresa, accompagnata però anche da inflazione, infatti la dinamica dei prezzi al consumo segnerà un +1,6% nel 2010, per poi toccare i due punti percentuali nel 2011.
Si tratterà sicuramente di una ripresa lenta, ma tuttavia in linea con l’area euro, per la quale è prevista una crescita attorno all’1,1%. A livello mondiale però si avrà una crescita più sostenuta, con un incremento del 2,9% per gli Stati Uniti e una media del 7% per la locomotiva asiatica.
Il brutto 2009 dell’economia lascerà comunque un’eredita pesante sui saldi delle finanza pubblica. Il rapporto debito/Pil desta non poche preoccupazioni, le stime Isae mostrano infatti come il rapporto sia tornato a salire nel 2008 e nel 2009, una tendenza che secondo le previsioni si prolungherebbe anche negli anni successivi. Nel 2010 dovrebbe raggiungere il 117,2% e nel 2011 il 118,2%.
Giuseppe Raso