Posts Tagged ‘istat’

Istat, PIL in flessione: -0.2% rispetto allo scorso trimestre

Istat, PIL in flessione: -0.2% rispetto allo scorso trimestre

Posted on 22 dic 2011 at 3:27pm

Il quadro che presenta l’Istat non lascia dubbi: l’Italia va verso la recessione. Per la prima volta dal 2009, il prodotto interno lordo è diminuito da un trimestre all’altro: il calo del -0.2% rispetto al trimestre precedente. Il terzo trimestre del 2011 dunque ci lascia in eredità un fattore di crescita negativo, come non succedeva dal quarto trimestre del 2009. “La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1%, le esportazioni sono cresciute dell’1,6%. Andamenti congiunturali negativi si rilevano per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,9%) e dell’industria (-0,1%). Il valore aggiunto dei servizi è rimasto stazionario” si legge nel comunicato di stampa dell’Istat. Rispetto al terzo trimestre del 2010, è stato rilevato un aumento dello 0.2%. Si parla di recessione, ma come spiegano dall’Istat, si entra in recessione solo quando si avverte una flessione del Pil in due trimestri consecutivi: dunque ci sarà moltissima attenzione per il prossimo trimestre, quello che si concluderà proprio a dicembre 2011. Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, commentano i dati diffusi dall’Istat. “Senza misure di rilancio, completamente assenti nelle manovre avviate da questo e dal precedente Governo, ed in presenza della forte contrazione dei consumi, un andamento del simile del Pil era inevitabile”.

Pietro Gugliotta

Disoccupazione: in Europa tocca livelli record, male l'Italia

Disoccupazione: in Europa tocca livelli record, male l’Italia

Posted on 01 dic 2011 at 4:56pm

L’Euro zona continua a tremare: i dati dell’Eurostat riflettono un periodo nerissimo, anche per l’occupazione. Aumenta infatti la disoccupazione: la disoccupazione media – nell’area Euro – è salita al 10.3%, il dato più alto dall’arrivo della moneta unica europea. Fra i paesi con il tasso di disoccupazione più basso, troviamo Austria (4.1%), Lussemburgo (4.7%) e Paesi Bassi (4.8%). Al contrario, sono la Spagna (22.8%), la Grecia (18.3%) e la Lettonia (16.2%) le nazioni con il tasso di disoccupazione più alto. In Italia la situazione non è migliore. Nel nostro paese infatti – secondo i dati pubblicati nelle scorse ore dall’Istat – il tasso di disoccupazione è salito all’8.5%, dato più alto da maggio 2010. E’ in aumento del +0.2% rispetto al mese scorso, mentre è in aumento di solo +0.1% rispetto ad ottobre 2010. Resta molto alta la disoccupazione giovanile: i giovani italiani non riescono a trovare lavoro. Il nuovo tasso di disoccupazione giovanile si è attestato al 29.2%, dato record: un giovane italiano su tre è disoccupato. Per quello che riguarda il nostro paese, c’è un dato positivo: la disoccupazione femminile è in calo dello 0.2%, passando da 9.6% al nuovo dato del 9.4%. Un dato leggermente positivo che non intacca il quadro negativo dell’occupazione nel nostro paese.

Pietro Gugliotta

Istat, ad ottobre l'inflazione cresce dello 0.6%

Istat, ad ottobre l’inflazione cresce dello 0.6%

Posted on 21 nov 2011 at 3:46pm

L’Istat ha pubblicato i dati del mese di ottobre relativi all’inflazione. L’indice dei prezzi al consumo è aumentato del +0.6% rispetto al mese precedente, settembre 2011. Ma l’aumento è ancora più netto in relazione allo scorso anno: infatti nei confronti di ottobre 2010, il valore è aumentato del +3.4%. Il dato definitivo di ottobre conferma le stime provvisorie comunicate nelle scorse settimane, adesso il dato dell’inflazione acquisita per il 2011 è del 2.7%. “L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2.5% dal 2.4% di settembre. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sale al 2.4% (era +2.3% a settembre)” si legge nel comunicato dell’Istituto nazionale di Statistica. Nel mese di ottobre sono stati registrati aumenti dei prezzi al consumo per quasi tutti i settori di beni e servizi, ma senza dubbio l’aumento più pesante è quello ravvisato nel settore dei beni energetici: a livello congiunturale, l’aumento è stato calcolato all’1.8%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo – conclude l’Istat – (IPCA) aumenta dello 0.9% su base mensile e del 3.8% rispetto ai dati di ottobre 2010, con un’accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a settembre 2011 (+3,6%).

Pietro Gugliotta

Istat, in Italia a settembre cresce la produzione: + 4.3%

Istat, in Italia a settembre cresce la produzione: + 4.3%

Posted on 13 ott 2011 at 1:04pm

L’Istituto nazionale di Statistica, l’Istat, ha pubblicato i dati relativi alla produzione industriale italiana nel mese di agosto 2011. I dati sono molto positivi, perchè fanno segnare un +4.3% a livello congiunturale, il dato più alto dall’anno 2000. Anche a livello tendenziale, l’indice grezzo è in crescita: +4.6%. L’Istat evidenzia anche come negli ultimi otto mesi, da gennaio ad agosto 2011, l’indice della produzione industriale sia cresciuto dell’1.3%. L’Eurostat invece ha comunicato i dati della produzione industriale dei paesi europei: oltre alla quota già nota dell’Italia, sappiamo che fra i paesi con la migliore prestazione industriale ad agosto c’è sicuramente il Portogallo, con +8.2%, la Spagna a +1.3% e la Francia con +0.6%. Fra i paesi che perdono di più segnaliamo l’Irlanda (-3.0%), la Danimarca (-3.0%), la Svezia (-2.7%), mentre a sorpresa in calo anche la Germania (-1.0%). Arrivano notizie meno positive dall’Ocse. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici infatti ha calcolato che il superindice è in flessione di -0.5%, in discesa per il quinto mese consecutivo, e si è attestato a 100,8 punti. In questo indice l’Italia non ottiene un risultato positivo: infatti l’Italia è il paese con la peggior performance registrata. Il nostro paese infatti fa segnare un totale di 97.9 punti, con una flessione di 5.5 punti rispetto a dodici mesi fa, mentre rispetto a luglio, l’indice è sceso di -1.1 punti.

Pietro Gugliotta

Istat, cresce l'inflazione: a settembre +3.1% rispetto al 2010

Istat, cresce l’inflazione: a settembre +3.1% rispetto al 2010

Posted on 02 ott 2011 at 1:05pm

Il mese di settembre ha portato un nuovo dato negativo in Italia. Secondo l’Istat infatti a settembre è cresciuto l‘indice dei prezzi al consumo. L’Istituto nazionale di Statistica evidenzia come a settembre 2011 l’inflazione sia aumentata dello 0.1% rispetto al mese precedente, ma il grave aumento è in relazione al 2010. Infatti l’inflazione nel mese di settembre è cresciuta del +3.1% rispetto a settembre 2010. Numeri che ovviamente fanno preoccupare, a cui vanno ad aggiungersi i dati dell’Eurostat. L’ente di statistica europeo mostra come l’inflazione sia in crescita anche nell’Unione Europea: le stime flash di settembre evidenziano una crescita dello 0.5%. Infatti se ad agosto l’inflazione nell’Euro Zona si attestava al 2.5%, il mese di settembre ha offerto un tasso d’inflazione pari al 3%. Tornando all’Italia, i prodotti che hanno fatto aumentare ancora l’inflazione sono i prezzi dei servizi ricettivi e della ristorazione, +1.2% rispetto ad agosto, l’istruzione (+1%) ed il settore dell’abbigliamento e delle calzature (+0.8%). Aumentano anche gli alimentari (+0.3%) mentre i trasporti scendono del 2% rispetto ad agosto.
Ma i dati relativi al mese di settembre, non contemplano il recente aumento dell’IVA, dal 20% all’attuale 21%. “La tempistica delle rilevazioni dei prezzi non ha consentito di incorporare l’aumento dell’aliquota Iva. In più l’aumento dello 0,1% congiunturale resta uno degli incrementi più contenuti dalla fine del 2010, gran parte degli aumenti rilevati sono dovuti a fattori stagionali e al rinnovo dei listini” spiegano dalla Confcommercio. Dunque per rilevare l’inflazione corretta con la nuova IVA, ci sarà bisogno di attendere i dati del mese di ottobre.

Pietro Gugliotta

Istat, cala dello 0.2% il potere d'acquisto delle famiglie italiane

Istat, cala dello 0.2% il potere d’acquisto delle famiglie italiane

Posted on 30 set 2011 at 12:28pm

Nuova interessante rilevazione dell’Istat. L’Istituto nazionale di Statistica ha mostrato come nel secondo trimeste sia calato il potere d’acquisto delle famiglie del nostro paese. Infatti l’Istat evidenzia come il potere d’acquisto delle famiglie italiane è diminuito dello 0.2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il dato viene calcolato al netto dell’inflazione. L’Istat ha poi approfondito l’analisi economica sugli italiani, evidenziando tre valori: reddito, risparmio e profitti, andiamo per ordine. Nel secondo trimestre, il reddito disponibile degli italiani è aumentato dello 0.5% rispetto al primo trimestre aumento più sostanzioso se prendiamo in esame il secondo trimestre del 2010 (+2.3%). La spesa degli italiani è dunque in aumento dello 0.9% rispetto ad inizio 2011, mentre cresce addirittura del 3.7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precendete. Al contrario cala il tasso d’investimento: gli italiani investono meno, con un valore pari all’8.9%, in flessione dello 0.1% rispetto al trimestre precedente. Scende anche la propensione al risparmio: gli italiani risparmiano meno, con una quota che si ferma all’11.3%, con un calo dello 0.4% rispetto al trimestre precedente, mentre il calo si attesta a -1.2% rispetto al secondo trimestre 2010. Chiudiamo con i profitti: l’Istat evidenzia come i profitti delle società non finanziarie siano invariati rispetto ai primi tre mesi del 2011 (40.3%), ma in calo (-0.9%) rispetto allo stesso periodo del 2010.

Pietro Gugliotta

Istat, l'inflazione sale a 2.8% ad agosto

Istat, l’inflazione sale a 2.8% ad agosto

Posted on 19 set 2011 at 11:14am

L’Istat ha rilevato il tasso di inflazione definitivo per il mese di agosto: l’inflazione in Italia è salita al 2.8%, aumentando dello 0.1% rispetto a luglio (2.7%). E’ sicuramente il livello più alto da ottobre 2008, confermando le stime provvisorie Istat. La corsa al rialzo dei prezzi è stata guidata ancora una volta dai beni energetici non regolamentati, ossia i carburanti, che hanno inciso anche sull’aumento dei prezzi legato al mondo dei trasporti. A crescere sono anche gli alimenti, con un aumento del 3.6% su base annua, con una crescita dello 0.2% rispetto a luglio. Confindustria pone grande attenzione su questi dati e lancia un allarme: l’Italia rischia una crescita zero. “L’Italia soffre il mal di lenta crescita. Questo male va aggredito con una terapia d’urto, uno short sharp shock” si legge nella nota del Centro Studi Confindustria. “La cura drastica, di cui il risanamento dei conti è parte necessaria, ma non sufficiente, verrà condivisa e diventerà pienamente efficace se chi ha l’onore di rappresentare il popolo italiano saprà per primo rinunciare a posizioni di rendita e privilegi” si spiega nel comunicato del Csc. La numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia ha dichiarato che l’Italia soffre la mancanza di politiche di stimolo alla ripresa, attribuendo al Governo gravissime responsabilità.

Pietro Gugliotta

Istat, rallenta la crescita dell'Italia: il PIL aumenta solo dello 0.3%

Istat, rallenta la crescita dell’Italia: il PIL aumenta solo dello 0.3%

Posted on 10 set 2011 at 3:26pm

Brutte notizie ancora dall’Istat: l’Istituto nazionale di Statistica ha infatti comunicato che la crescita dell’Italia rallenta. Le stime preliminari del 5 agosto sono state confermate: dunue nel secondo trimestre 2011, il PIL si è attestato al +0.3%. Si tratta di un dato leggermente superiore alla media dell’Euro zona, dove la media tocca lo 0.2%, ma se prendiamo a confronto i dati dello scorso anno, la crescita italiana è nettamente inferiore a quella dell’Euro Zona: infatti il PIL italiano è cresciuto dello 0.8%, al contrario la crescita europea si attesta all’1.6%, il doppio. Il Vecchio Continente dunque viaggia due velocità, ma non è solo un problema europeo. C’è da dire che la crescita del PIL, rispetto a dodici mesi fa, ci vede fra i peggiori paesi, insieme al Regno Unito (crescita dello 0.7%): il PIL è aumentato del 2.8% in Germania, dell’1.6% in Francia. Per quanto riguardai paesi extra europei, il PIL è cresciuto dell’1.5% negli Stati Uniti, mentre in Giappone ha subito una flessione dello 0.9%. A commentare i dati Istat, i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. “Le stime dell’Istat sul Pil sono ancora sopravvalutate. Purtroppo la situazione è peggiore di quanto prospettato da questi dati. Anche alla luce della manovra iniqua e depressiva che il Governo Berlusconi ha approntato già sarà tanto se il PIL si discosterà dallo zero”.

Pietro Gugliotta

Scende l'occupazione nelle grandi imprese: i sindacati sono preoccupati

Scende l’occupazione nelle grandi imprese: i sindacati sono preoccupati

Posted on 04 set 2011 at 3:36pm

L’ultimo report Istat sull’occupazione non lascia spazio all’ottimismo: infatti a giugno anche il settore delle grandi imprese ha visto ridurre il numero degli occupati, dello 0.1% rispetto a maggio 2011, mentre il calo è più ampio rispetto a giugno 2010, ossia lo 0.6%. Il dato è al loro della cassa integrazione, al netto della cig la percentuale sarebbe pressochè invariata rispetto a maggio 2011, mentre in flessione dello 0.2% rispetto a dodici mesi fa. Calano anche le retribuzioni: a giugno le retribuzioni lorde per ora lavorata, scendono dello 0.9% rispetto a maggio, mentre rispetto a giugno 2010, la retribuzione aumenta dello 0.1%. I dati preoccupano e non poco i sindacati: Cisl e Cgil sono concordi nell’affermare che il Governo debba prendere atto de dati elaborati dall’Istat e dare una scossa al mercato del lavoro. Questo il pensiero di Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil. “Il dato di giugno nelle grandi imprese conferma la tendenza alla depressione dell’occupazione. La produzione ristagna o cala e il lavoro è il primo a pagarne le conseguenze in calo di occupazione, di meno ore lavorate e di minor salario”. Gli fa eco Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, che parla di dati estremamente preoccupanti. “Confermano il protrarsi della crisi e rendono necessari incentivi all’occupazione, per favorire innanzitutto il reimpiego dei lavoratori in Cig, per sostenere nuove assunzioni dando immediata attuazione al credito d’imposta al Sud ed alla nuova legge sull’apprendistato”.

Pietro Gugliotta

Lavoro, a giugno la disoccupazione è stabile all'8%

Lavoro, a giugno la disoccupazione è stabile all’8%

Posted on 03 ago 2011 at 9:33am

L’Istat, l’Istituto nazionale di Statistica, ha elaborato i nuovi dati sulla disoccupazione in Italia nel mese di giugno. I dati sono in linea con il mese precedente: infatti il tasso di disoccupazione è stabile all’8%, pressochè invariato dal mese di maggio 2011 (il dato è in flessione di -0.021%). Per quanto riguarda il confronto con giugno 2010, l’Istat fa sapere che il tasso di disoccupazione di giugno 2011 è calato di 0.3% rispetto ad un anno fa, mentre il tasso di occupazione è stabile al 56.9%, dunque invariato sia in termini congiunturali che tendenziali. Per quanto riguarda l’occupazione giovanile, l’Istat segnala come il tasso di disoccupazione giovanile sia sceso al 27.8%, in calo dunque dello 0.4% rispetto al mese scorso; prendendo in esame il mese di giugno dell’anno scorso, il valore di quest’anno resta superiore: infatti nel 2010 il tasso di disoccupazione giovanile si era attestato al 27.5%, con una flessione al 26.8% nei mesi di luglio ed agosto 2010. Chiudiamo col valore dell’inattività: in Italia gli uomini inattivi aumentano dello 0.3% nel mese di giugno, ossia + 19mila unità rispetto al mese scorso, l’aumento su base annuale invece è dell’1.8%. Le donne inattive invece mantengono la quota invariata rispetto al mese scorso, ma aumentano nell’arco dei dodici mesi: infatti rispetto al mese di giugno 2010, le donne inattive sono aumentate dello 0.7%.

Pietro Gugliotta


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