Posts Tagged ‘john elkann’

Confindustria, John Elkann si è dimesso dalla carica di vicepresidente

Confindustria, John Elkann si è dimesso dalla carica di vicepresidente

Posted on 18 ott 2011 at 1:14pm

Nelle scorse settimane abbiamo parlato dell’uscita di Fiat da Confindustria, a partire dal primo gennaio 2012. Questo abbandono ha portato una nuova conseguenza: infatti il presidente di Fiat, John Elkann, era il vice presidente di Confindustria. Con tre mesi di anticipo però John Elkann si è dimesso da Confindustria, dalla carica di vice presidente. Una scelta che appare corretta ed in linea con le scelte dell’azienda del Lingotto, una scelta che è stata ufficializzata con una lettera inviata alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “La fine dei miei impegni negli organi direttivi di Confindustria non cambia nè i nostri rapporti personali nè gli intendimenti che da sempre ci vedono uniti: sono certo che entrambi continueremo a lavorare con passione e determinazione per assicurare le migliore prospettive di sviluppo all’industria italiana” spiega Elkann, che nel proseguo della lettera parla di una scelta che evidenzia tutta la chiarezza del gruppo Fiat. Inoltre si tratta di una scelta che rafforza l’indipendenza della stessa Confindustria. “Convinto della necessità di questa scelta, avevo peraltro maturato l’intenzione di portare a termine gli impegni associativi fino a quella data. Ma la stima che mi lega a te e il rispetto che nutro nei confronti di Confindustria mi inducono a un gesto di ulteriore chiarezza, lasciando da oggi stesso l’incarico che mi era stato assegnato, nell’interesse dell’autonomia e dell’indipendenza dell’associazione” conclude Elkann. Il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, ha giudicato positivamente questa uscita di Elkann, affermando che “è coerente con la scelta di Fiat”.

Pietro Gugliotta

Fiat:

Fiat: “L’Italia vuole fare automobili?” Botta e risposta fra Elkann e Sacconi

Posted on 26 ago 2011 at 3:05pm

Botta e risposta nella giornata di ieri fra il presidente Fiat, John Elkann, ed il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Infatti ieri è arrivato a Rimini il numero uno del Lingotto, in occasione del meeting di Comunione e Liberazione. Elkann è stato tutt’altro che tenero con le istituzioni, nel suo intervento ha infatti messo in dubbio la volontà dell’Italia di produrre automobili. “Siamo convinti che Fiat continuerà a fare automobili facciamo quattro milioni di auto insieme a Chrysler. Bisogna vedere se l’Italia vuole fare automobili. Vedere se c’è chi vuole fare auto come vuole fare la Fiat” ha affermto Elkann in un passaggio del suo lungo intervento al meeting. Parole che non sono piaciute per nulla al Ministro del Lavoro. Maurizio Sacconi infatti ha replicato in maniera molto dura. “Fiat ha avuto dall’ Italia tutte le certezze che chiedeva per avviare gli investimenti del suo programma. La norma inserita in manovra è segno evidente di un clima inequivoco di favore per gli investimenti e l’occupazione. Ora le chiacchiere stanno a zero. E il tempo degli interrogativi deve essere sostituito dal tempo delle decisioni”. Il ministro Sacconi fa riferimento alla norma inserita nella manovra, a proposito dell’applicazione erga omnes degli accordi aziendali (come a Mirafiori e Pomigliano, salvati dalla retroattività della misura).

Pietro Gugliotta

Cgil conferma: sciopero generale contro la manovra il 6 settembre

Cgil conferma: sciopero generale contro la manovra il 6 settembre

Posted on 26 ago 2011 at 10:51am

La riunione dello stato generale della Cgil ha prodotto la seguente decisione: martedì 6 settembre ci sarà lo sciopero generale di otto ore, con manifestazioni che saranno articolate a livello regionale. Lo sciopero viene indetto per protestare contro la manovra economica varata dal Governo nelle scorse settimane. “La protesta è contro e per cambiare la manovra iniqua e sbagliata del governo” si legge nel comunicato di Corso d’Italia. Ma c’è una netta spaccatura fra i sindacati: infatti il leader della Uil, Luigi Angeletti non sembra entusiasta dell’idea. “Siamo di fronte all’ennesimo sciopero generale proclamato dalla Cgil in solitaria: non produrrà alcun effetto se non di far perdere un pò di soldi ai lavoratori. Sarebbe invece necessario esercitare una pressione nei confronti delle forze parlamentari perchè apportino tutte quelle modifiche che abbiamo chiesto, insieme alle altre parti sociali, al fine di rendere la manovra più equa ed efficace”. Sciopero ovviamente bocciato dalle parti del Governo: Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, ha sottolineato come uno sciopero in questo momento sia contraddittorio e ingiustificabile, mentre Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, ha definito lo sciopero come una prova straordinaria di irresponsabilità. Stesso pensiero condiviso da John Elkann, presidente della Fiat, che dal palco del meeting di Comunione e Liberazione, ha spiegato come questo non sia il momento di pensare agli scioperi, aggiungendo che in questo momento bisognerebbe fare fronte comune per risolvere tutti i problemi.

Pietro Gugliotta

Fiat, Marchionne:

Fiat, Marchionne: “Mai pensato di lasciare l’Italia”

Posted on 05 nov 2010 at 3:25pm

Notizie positive dall’incontro fra il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne. Infatti l’ad del Lingotto ha confermato l’impegno della casa automobilistica in Italia. Un impegno che sembrava poter venire meno, quando nelle scorse giornate, Marchionne aveva parlato di conti in forte perdita in Italia. “Il 2010 e parte del 2011 sono totalmente in linea con le previsioni che avevamo. Non c’è niente di anomalo” confermando comunque i dati snocciolati qualche giorno fa. La Fiat senza l’Italia sarebbe in un attivo maggiore, ma la Fiat non vuole andare via dal nostro paese: almeno questo è stato appurato. E Marchionne lo dimostra con i fatti: “le assunzioni a Pomigliano d’Arco partiranno dal 2011″ conferma l’ad Fiat. Approfondendo questa questione, Marchionne spiega che la piena occupazione di Pomigliano verrà tenuta grazie alla produzione della nuova Panda. Al termine dell’incontro con Marchionne, anche il ministro Romani è intervenuto sulla questione Fiat. “Marchionne non ha chiesto nulla e non ha chiesto incentivi, non crede in un mercato dopato, quindi escludo che ci possano essere altri incentivi”. Anche John Elkann, presidente di Fiat, ha parlato della situazione attuale della casa automobilistica italiana. “C’è un problema di produttività, ma ci sono anche le soluzioni. Il futuro è un passo alla volta, noi stiamo lavorando proprio per il futuro” ha spiegato da Cassino.

Pietro Gugliotta

Fiat: via libera dagli azionisti, ecco le due nuove aziende

Fiat: via libera dagli azionisti, ecco le due nuove aziende

Posted on 17 set 2010 at 10:55am

Come già annunciato a fine luglio, la Fiat ha ufficializzato ieri pomeriggio la scissione in due società, pubblicando il seguente comunicato. “L’Assemblea degli Azionisti di Fiat S.p.A., riunitasi in data odierna in sede ordinaria e straordinaria, ha approvato il progetto di scissione parziale proporzionale di Fiat S.p.A. a favore di Fiat Industrial S.p.A. e le deliberazioni connesse”.
Cosa cambia? In sostanza, da un lato ci sarà il marchio “Fiat” che si occuperà principalmente del settore dell’auto (Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, Comau più la parte di Fiat Power Train che riguarda l’auto). Nella nuova società, la “Fiat Industrial” ci sarà il settore principalmente agricolo con CNH, Iveco, Power Train e tutto ciò che riguarda macchiari agricoli-industriali.
Entusiasta il presidente del Lingotto, John Elkann. “È un’assemblea storica, voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato perché tutto questo fosse possibile. Siamo molto orgogliosi di queste due realtà che sono forti e hanno ambizioni importanti”. Grande soddisfazione anche per l’amministratore delegato, Sergio Marchionne. “Oggi portiamo le lancette avanti nel tempo. La nostra azienda, o meglio le nostre aziende potranno muoversi a una velocità notevolmente più rapida di quanto non abbiano mai fatto. In particolare è un grandissimo giorno per l’Auto. Finalmente potrà decidere il proprio destino senza preoccuparsi delle conseguenze per Cnh. Deve avere la totale libertà di scegliere con chi andare avanti. Finalmente l’Auto è libera dalle escavatrici e dai trattori”.

Pietro Gugliotta

L'Italia all'Expo di Shanghai

L’Italia all’Expo di Shanghai

Posted on 05 giu 2010 at 12:15pm

Nonostante la crisi, molti imprenditori si sono mossi verso la Cina per presenziare l’Expo di Shangai, grande occasione per proporre le “firme” italiane sul mercato orientale. Il padiglione italiano rappresenta al meglio l’Italia in tutte le sue forme: è questo il pensiero di Emma Marcegaglia e John Elkann, in visita negli scorsi giorni a Shangai. “Ho trovato straordinario il padiglione Italiano ed è molto rappresentativo delle bellezze italiane, del design, della qualità della vita, ma anche della tecnologia e della capacità di fare”, ha spiegato Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. “Il padiglione Italiano è fantastico, rappresentativo della grande ricchezza che il nostro paese ha, è una straordinaria vetrina per mostrare l’Italia in Cina”, ha dichiarato John Elkann. Cosa c’è nel padiglione italiano? Ci sono più di 600 imprenditori, 230 aziende, 18 associazioni di categoria, 9 banche. Per la terza volta, Confindustria, Abi, Ice, e Governo, visitano l’Expo di Shangai, dopo le visite del 2004 e del 2006. Il risultato è sempre positivo: i numeri infatti sono sempre in aumento rispetto al passato e dimostrano l’interesse delle imprese verso questo grande mercato. Come spiega Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, “nel 2009, anno della grande crisi, la Cina comunque è cresciuta dell’8,6%. Per il 2010 è previsto un aumento del Pil del 9%”. Dati molto importanti questi. Il vice-ministro allo Sviluppo, Adolfo Urso, ha parlato del divario Nord-Sud.”Se la crescita del Pil è trainata dall’export e in particolare da quello nei paesi emergenti, aumenterà ancora di più i divario tra Nord e Sud, che nei due anni di crisi si è allargato perché il Pil si è ridotto dello 0,5% in più nel Mezzogiorno. Occorrono anche più investimenti e un utilizzo migliore dei fondi Fas: un intervento per la crescita mirato al Mezzogiorno” conclude Urso, uno dei rappresentanti del Governo in Cina.

Pietro Gugliotta

John Elkann nuovo presidente Fiat, ecco le reazioni

John Elkann nuovo presidente Fiat, ecco le reazioni

Posted on 22 apr 2010 at 12:43pm

Abbiamo raccolto alcune reazioni al passaggio di testimone alla guida della Fiat, fra l’ex numero Luca Cordero di Montezemolo e il nuovo presidente John Elkann, nipote dell’Avvocato Agnelli, che riporta la famiglia Agnelli alla guida della Fiat. Reazioni positivi all’assemblea degli azionisti, che alla notizia della nomina di Elkann ha reagito con una standing ovation. Tutti hanno comunque sottolineato l’ottimo lavoro svolto da Montezemolo.

In una intervista a “Il Sole 24 Ore“, Gianluigi Gabetti, una vita passata accanto all’Avvocato Gianni Agnelli, considerato come la mente finanziaria del gruppo Agnelli e ora mentore di John ‘Jaki’ Elkann spiega le novità del passaggio di mano da Montezemolo ad Elkann. “Jaki e l’Avvocato? Temperamenti diversi, il nonno più estroverso, John Elkann più riservato. Ma simili per senso del dovere, disciplina, un’intelligenza particolare. Entrambi abituati a vivere sotto i riflettori, ma ad ignorarli. John, schivo di natura, l’Avvocato Agnelli che da giovane amava davvero la vita. Ma sotto le differenze di personalità, il comune Dna sul lavoro si deve agli anni passati da John Elkann accanto all’Avvocato: fu lui a plasmarlo. Ecco perché Jaki al momento di prendere la carica di Presidente che fu del nonno lo cerca intorno a sé e dice: mi piacerebbe fosse qui. L’Avvocato amava i passaggi di generazione senza scosse, purtroppo i troppi lutti, fino alla morte di Umberto, hanno richiesto dolori e aggiustamenti radicali. La scomparsa di Umberto Agnelli impose scelte immediate e condivise, Luca accettò un importante ruolo di transizione e unità del gruppo, Marchionne aggredì il mercato con una nuova strategia e Jaki garantì la continuità familiare. Consigli? Non hanno bisogno dei miei consigli Marchionne e Elkann. Sanno che l’industria del mondo globale deve adattarsi ogni giorno al mutamento. Senza soste. Una lezione che l’Avvocato ripeteva a John, e lui l’ha imparata davvero bene, direi, davvero bene”.

“Fa piacere vedere il dottor Elkann impegnarsi direttamente come presidente. E’ una bella dimostrazione del lavoro fatto in questi anni e una cosa molto positiva”. Queste le parole di Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa. Un messaggio arriva anche da Pier Silvio Berlusconi che augura “buon lavoro a John, a 34 anni ha una bella responsabilita’”.

Un auguro arriva anche  dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “A John Elkann vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. John Elkann ha tutte le capacità necessarie per gestire le nuove sfide che l’azienda dovrà affrontare per rimanere competitiva nel contesto mondiale nel quale opera, sottolinea la presidente di Confindustria. A Luca Cordero di Montezemolo va il nostro riconoscimento per il difficile e delicato lavoro svolto in questi anni al vertice della Fiat”.

Fiat: Montezemolo lascia presidenza a John Elkann

Fiat: Montezemolo lascia presidenza a John Elkann

Posted on 20 apr 2010 at 5:43pm

Si è da poco conclusa la conferenza stampa a Torino, per annunciare il passaggio del timone della Fiat fra Luca Cordero di Montezemolo, ed il nuovo presidente John Elkann.
Queste le parole dell’ex numero uno del Lingotto che comunque manterrà la presidenza della Ferrari. “Il piano che la Fiat presenterà domani è estremamente ambizioso, importante e decisivo. Approvo totalmente il piano – ha esordito Montezemolo – che apre una pagina nuova nella storia della Fiat. Il mio ruolo di traghettatore è finito, perché da domani inizierà una nuova stagione per l’azienda che durerà cinque anni. Oggi Fiat è un’azienda sana e competitiva. È cresciuta a tutti i livelli e in tutti i settori, grazie al lavoro di Marchionne e di tutti gli uomini e le donne che lavorano in Fiat. Se scenderò in politica? No, non ho nessuna intenzione di scendere in politica” ha aggiunto Montezemolo.

“Grazie a Montezemolo a nome mio e della famiglia“: sono queste le prime parole John Elkann, neopresidente della Fiat durante la stessa conferenza stampa. “Quei momenti nel maggio 2004 sono stati molto difficili, e quando abbiamo chiesto a Montezemolo di accettare la presidenza Fiat, Luca l’ha fatto e gli siamo molto grati. Sono contento – dice Elkann rivolgendosi a Montezemolo -  che tu rimanga consigliere e presidente della Ferrari. Questo è di buon auspicio. Alla Fiat non ci saranno vicepresidenti”, ha poi concluso così il suo intervento John Elkann.

L’amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha invece spiegato che “nel corso degli ultimi sei anni si sono create le condizioni per una grandissima relazione tra me e Luca, rimaniamo amici”. Marchionne domani presenterà il nuovo piano aziendale della Fiat.  Parole di stima per il lavoro di Montezemolo arrivano anche dal ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola: “Dobbiamo tutti profonda riconoscenza a Luca Cordero di Montezemolo per la sua opera di presidente della Fiat in questi sette anni”.

Fiat: operai in cassa integrazione per due settimane

Fiat: operai in cassa integrazione per due settimane

Posted on 23 feb 2010 at 6:49pm

Tutti gli stabilimenti chiusi per 15 giorni. Dunque scatta la cassa integrazione per circa 30 mila lavoratori, così come già annunciato lo scorso 26 gennaio dall’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. La scelta dell’azienda è stata motivata dall’ingente calo di ordini, e la conseguente necessità di adeguare la produzione.

Il segretario provinciale della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo, ha riferito che nel 2010 ci sarà un intenso ricorso alla cig e che senza incentivi è inevitabile che il mercato si contragga e che la Fiat debba adeguare i propri volumi di produzione. Il sindacalista ha aggiunto che tutto questo si tradurrà in una riduzione di reddito per gli operai italiani, in quanto per ogni settimana di cig sono stati calcolati 100 euro in meno di salario.

Per il 5 marzo è stato fissato invece un ennesimo incontro tra ministero dello Sviluppo economico e Fiat per trattare sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese. Tensione alta anche in un altro stabilimento del Gruppo, la Fabbrica Motori Avellino. Dopo gli scontri nella notte tra sabato 20 e domenica 21, i lavoratori avellinesi hanno organizzato un presidio fuori dalla fabbrica che durerà fino al 26 febbraio.

Per ciò che concerne Termini, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha detto che il Gruppo del Lingotto ha già cambiato atteggiamento e che ora è più responsabile. John Elkann, ha invece ribadito che sulla faccenda dello stabilimento si è già detto tutto. Intanto i sindacati sperano in un accordo che permetta di conservare a Termini almeno alcune produzioni legate all’auto e sfruttare così la professionalità specifica presente sul territorio.

In tempi di crisi ancora mega stipendi per i Top Manager

In tempi di crisi ancora mega stipendi per i Top Manager

Posted on 20 feb 2010 at 12:57pm

Brutta la crisi, ma non per tutti. Infatti alcuni Top Manager, come Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo, riescono a portarsi a casa qualche milione di euro, mentre i dipendenti di Termini Imerese sono ancora in bilico, ed il rischio che il prossimo anno abbiano reddito pari a zero è molto elevato. Una situazione paradossale, che evidenzia una crisi a due facce.

Una lettura più attenta dei dati sugli stipendi stellari dei manager mostra come l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, abbia ricevuto in termini di compenso circa 4,78 milioni di euro, di cui 1,35 milioni a titolo di bonus. Montezemolo ha invece percepito qualcosa come 5,17 milioni di euro. John Elkann, in qualità di vicepresidente ha ricevuto soltanto 631 mila euro. Ma non c’è da “rammaricarsi” per lui, infatti ulteriori proventi derivano dalle cedole in qualità di azionista di maggioranza di Fiat e dal suo incarico di presidente di Exor (una delle principali società d’investimento europee, controllata dalla Famiglia Agnelli).

Per il gruppo Fiat, il mancato rinnovo degli incentivi da parte del governo italiano significa un ridimensionamento delle stime dei ricavi. In ogni caso la società prevede di chiudere il 2010 con un risultato netto vicino al break-even e con ricavi di circa 50 miliardi di euro. Nell’ipotesi fossero stati rinnovati gli incentivi, la Fiat avrebbe previsto ricavi per 53 miliardi di euro, un utile di gestione ordinaria pari a 1,5 miliardi, e un utile netto sopra i 200 milioni.