Posts Tagged ‘lavoratori’

Confindustria:

Confindustria: “In cinque anni perderemo quasi un milione di posti di lavoro”

Posted on 17 dic 2011 at 1:19pm

L’analisi di Confindustria non lascia spazio a interpretazioni di nessun tipo: in Italia la recessione è già iniziata. La stessa recessione che sta per arrivare nell’Euro Zona, da noi è arrivata prima e nei prossimi mesi sarà più forte: il Centro studi di Confindustria prevede il crollo del Pil del 2%. Ciò porta un taglio drastico alle stime del Pil per il 2012: si prevede che dalla stima del +0.2%, si passi al -1.6%. Chi subisce maggiormente questa situazione recessiva, è il mondo del lavoro: a fare le spese sono i lavoratori, che vedranno una contrazione dei nuovi posti di lavoro, oltre ad una nuova ondata di licenziamenti. Il tasso di disoccupazione può raggiungere quota 9% nel 2012, potrebbero esserci altre 219 mila persone occupate in meno, portando così il biennio 2012-2013 ad avere un calo di quasi 800 mila posti di lavoro, rispetto all’inizio della crisi, datato 2008. A subire maggiormente la crisi lavorativa sono i giovani: prendendo in esame i dati del 2008, paragonati a quelli del 2011, notiamo come la fascia 15-24 anni, abbia perso il 24.4%, mentre la fascia 25-34 anni, sia in calo del 13%. Uscire dalla recessione si può: il Centro studi di Confindustria ritiene che l’Italia possa uscire dalla recessione nei prossimi sei mesi. Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo economico, non usa mezzi termini: “se qualcuno aveva ancora dei dubbi, dopo i numeri del centro studi di Confindustria non possiamo più nasconderci: siamo in recessione, anche se per cause non nostre. Oggi la situazione è anche un po’ peggio di quanto ci aspettavamo”.

Pietro Gugliotta

Fincantieri ritira il nuovo piano industriale:

Fincantieri ritira il nuovo piano industriale: “Niente tagli”

Posted on 04 giu 2011 at 1:12pm

Nei giorni scorsi avevamo parlato del nuovo piano industriale di Fincantieri: l’ente navale aveva proposto numerosi tagli, con chiusure di stabilimenti (almeno due). Ovviamente grande risalto negativo è stato dato a questo piano, da parte dei sindacati e di tutti i lavoratori che non volevano perdere il proprio posto di lavoro. A chiudere dovevano essere gli stabilimenti di Sestri Ponente e Castellamare di Stabia, inoltre ci sarebbe stato un grosso ridimensionamento anche per lo stabilimento di Riva Trigoso. A questo punto, con uno scenario veramente nero, l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha deciso di ritirare il piano industriale, dopo aver discusso con i sindacati a Roma. “Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno, sono una persona che si assume le sue responsabilità ma con gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno. Ritiro il piano e spero che così si possano esorcizzare le tensioni”. I sindacati, insieme al ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, hanno espresso la loro soddisfazione per il ritiro del piano, che adesso andrà totalmente ridiscusso, perchè è chiaro che il futuro della Fincantieri andrà riposto su basi molto solide che possano dare garanzie ampie a tutti i lavoratori.

Pietro Gugliotta

Fiat di Mirafiori, il referendum sarà il 13-14 gennaio

Fiat di Mirafiori, il referendum sarà il 13-14 gennaio

Posted on 08 gen 2011 at 1:50pm

Nei giorni scorsi è arrivata l’ufficialità: i lavoratori dello stabilimento Fiat di Mirafiori voteranno il referendum sul nuovo contratto il 13 e 14 gennaio. La decisione è stata comunicata qualche giorno fa, sono stati scelti questi due giorni perchè non sono previsti giorni di cassa integrazione, quindi saranno occupate tutte le oltre 5.000 persone che attualmente sono impiegate a Mirafiori. Il voto è stato spiegato che si svolgerà in più fasi, tante quanti i turni di lavoro di questi due giorni. Inizieranno a votare nella notte di giovedì 13, i lavoratori del turno notturno (dalle 22 alle 6), seguiti dai lavoratori del primo turno (dalle 6 alle 14), poi via via tutti gli altri lavoratori dell’ultimo turno (dalle 14 alle 22). Secondo gli organi sindacali, le votazioni potrebbero chiudersi anche prima delle 22, dunque già nella serata del 14 gennaio arriveranno i primi risultati. I sindacati sono convinti del successo dell’operazione: si pensa che voterà una percentuale superiore al 90% dei lavoratori, con un numero di votazioni positive che dovrebbe sfiorare l’80%. Vedremo la prossima settimana quale sarà il responso delle urne. Giuseppe Farina, segretario generale di Fim Cisl, manda un invito alla Fiom, l’unica a non aver firmato a dicembre l’accordo con Fiat. “Tenga conto del risultato del referendum e in caso di affermazione dei sì, sottoscriva l’intesa, esattamente come farà la Fim che nel caso contrario ritirerà la firma dall’accordo, in quanto il referendum è uno strumento democratico decisionale e le scelte della maggioranza vincolano anche la minoranza”.

Pietro Gugliotta

Pensioni, dal 2011 sale a 61 anni l'età per l'assegno

Pensioni, dal 2011 sale a 61 anni l’età per l’assegno

Posted on 23 nov 2010 at 4:08pm

Novità per i lavoratori che hanno intenzione di andare in pensione. Dal prossimo anno sono due i nuovi scalini da osservare per poter andare in pensione. Infatti entreranno in vigore dal 2011 le nuove norme che regolano l’accesso alla pensione di anzianità e le nuove norme sulle finestre di uscita. Queste norme erano state inserite nella manovra di luglio, saranno operative solo da gennaio 2011. Quali sono adesso i nuovi limiti?
- Lavoratori dipendenti, adesso l’età minima sale a 60 anni, con almeno 36 anni di contributi. Chi raggiunge il monte contributivo, dovrà aspettare 12 mesi dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico. Di fatto, si andrà in pensione a 61 anni.
- Pubblico impiego: il requisito anagrafico adesso sale a 61 anni, ma dal 2012 salirà a 65 anni. Ancora per un anno sarà possibile sfruttare l’uscita anticipata per anzianità: basterà avere compiuto 60 anni di età ed avere 36 anni di contributi.
Tutto ciò proverà a fermare la falla delle uscite anticipate del 2010: secondo alcuni dati Inps, fra gennaio ed ottobre 2010, “le uscite anticipate rispetto all’età di vecchiaia sono state 155.440 a fronte delle 100.880 pensioni effettivamente liquidate nel 2009″. Proprio il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha commentato questi numeri. “Il dato risente del forte calo per le pensioni di anzianità registrato nel 2009 ed è dovuto alla maturazione dei requisiti per l’uscita dal lavoro di una parte rilevante di persone ‘bloccate’ dall’aumento dello scalino a luglio del 2009 (da 58 a 59 anni). Nel 2011 ci si attende un nuovo calo con uscite per anzianità sotto le 100.000 unità”.

Pietro Gugliotta

Unicredit, trovato l'accordo: in programma oltre 3.000 esuberi

Unicredit, trovato l’accordo: in programma oltre 3.000 esuberi

Posted on 18 ott 2010 at 4:35pm

Dopo una lunga ed estenuante maratona notturna, i sindacati e la banca Unicredit hanno trovato un accordo: ci sarà il piano di esuberi e di riorganizzazione dell’azienda, denominato “One4c”. Di fatto il piano di tagli dovrebbe riguardare almeno 3.000 dipendenti, nel triennio che va dal 2011 al 2013. L’istituto di credito avrebbe voluto tagliarne inizialmente 4.700, un numero che verrà raggiunto in seguito. I tagli riguarderanno solo i lavoratori che per esperienza o anzianità avranno raggiunto i requisiti per la pensione: una uscita quasi “volontaria”, che se non verrà recepita da tutti i lavoratori che rientrano in questa fascia, si trasformerà in uscita forzata. Ma non solo tagli: verranno stabilizzati a tempo indeterminato circa 1700 apprendisti ed inoltre 1200 giovani. Unicredit ha accettato la proposta dei sindacati riguardanti i figli dei lavoratori dell’istituto di Credito: nel periodo di assunzioni, verranno privilegiati i figli dei dipendenti Unicredit, a patto che raggiungano due condizioni. La prima e fondamentale è il conseguimento di una laurea, la seconda è la conoscenza della lingua inglese. In un primo momento, i sindacati avevano chiesto l’assunziona automatica dei figli dei dipendenti in uscita, ma l’idea è stata bocciata da Unicredit. “Siamo moderatamente soddisfatti. E’ stata una vertenza difficile perché volevamo garantire, oltre alle nuove assunzioni e alla stabilizzazione di tutti i precari, degli incentivi economici per quei 3mila lavoratori che volontariamente sceglieranno di andare in pensione o in pre-pensionamento. Siamo soddisfatti dell’obiettivo raggiunto” commenta il segretario nazionale della Fabi, Mauro Morelli.

Pietro Gugliotta

Stabilimento Termini Imerese, 15 settembre tavolo Governo-Fiat

Stabilimento Termini Imerese, 15 settembre tavolo Governo-Fiat

Posted on 01 ago 2010 at 10:37am

Non solo Mirafiori o Pomigliano d’Arco: adesso si deve prendere una decisione per lo stabilimento di Termini Imerese. La Fiat aveva già deciso di dismettere la produzione di auto in Sicilia, ma adesso serve una soluzione che possa accontentare i lavoratori. Se ne occuperà il 15 settembre il Governo, che insieme ai sindacati e ai rappresentanti del Lingotto, organizzerà un incontro per mostrare le proposte arrivate per l’acquisizione della fabbrica di Termini Imerese. Lo ha confermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Il Governo continuerà il processo in atto per la reindustrializzazione di Termini Imerese. Le parti saranno convocate entro il 15 settembre per discutere le proposte che Invitalia sta esaminando. Nel frattempo il dicastero dello Sviluppo economico continuerà le proprie iniziative attivando un tavolo su ricerca e innovazione sostenibile per il settore auto. Il Governo – ha concluso Sacconi – completerà la definizione della nuova normativa, contenuta già nella manovra economica, sulla detassazione del salario incrementale a qualunque titolo prodotto in base ad accordi aziendali”. Chiede tempi certi e veloci il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. “Vogliamo, una volta per tutte, sbloccare questa pratica e far si’ che da prima che vada via la Fiat questo imprenditore possa cominciare a lavorare, visto che garantisce gli stessi posti di lavoro, realizza vetture con margini di profitto e senza lamentare, come faceva Fiat, di perdere mille euro a vettura? Sarebbe drammaticamente grave che noi perdessimo questa opportunita’ per colpa di ritardi burocratici o di disinteresse politico e amministrativo. Il governo regionale, in accordo con l’ente locale e con i lavoratori e dopo averne parlato piu’ volte in sede nazionale – conclude Lombardo- sollecita che questa pratica si chiuda a giorni, ben prima delle vacanze”.

Pietro Gugliotta

Sciopero Cgil:

Sciopero Cgil: “Un milione di lavoratori in piazza”

Posted on 26 giu 2010 at 1:02pm

Grande successo per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra economica. “Un dato oltre le aspettative che dimostra come il nostro non sia rassegnato” ha detto la vice segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. Ecco cosa ha dichiarato la vice segretaria generale, dal palco di Bologna, la città che ha portato in piazza almeno 100 mila lavoratori. “Questa manovra va cambiata perchè la pagano solo i lavoratori, gli enti locali e i cittadini mentre al contrario bisogna chiedere a chi più ha di contribuire in base alle proprie risorse. C’è bisogno di una manovra che non sia depressiva ma che guardi all’occupazione e alla possibilità di rilanciare l’economia,e che sia equa, e che guardi al futuro”. Per quello che riguarda il settore trasporti, “lo sciopero ha registrato – secondo l’organizzazione sindacale – una notevole adesione nel trasporto aereo con oltre il 50% dei voli soppressi tra le 10 e le 14 (solo a Fiumicino 86 voli annullati) al netto delle cancellazioni e riprogrammazioni da parte delle compagnie. Alta anche la partecipazione degli addetti agli aeroporti con punte del 100% allo scalo di Genova”. Prosegue il comunicato della Cgil, sullo sciopero nel settore trasporti. “Nel settore ferroviario non ha circolato il 56% dei convogli non garantiti mentre si sono fermate le navi traghetto Fs che collegano lo stretto di Messina. Lo sciopero sta registrando una notevole adesione anche nel trasporto pubblico locale, a Roma e Napoli in mattinata ferme le linee della metropolitana e circa il 50% dei mezzi pubblici, a Genova fermi l’85% dei bus, a Milano dove lo sciopero prosegue fino alle 22 fermi circa il 40% dei bus e chiuse le tre linee metropolitane, a Torino dove la protesta prosegue fino alle 21.45 stop a circa il 70% dei bus mentre inizia alle 19.30 lo sciopero a Bologna. Lo sciopero si sta svolgendo nel rispetto della legge sui servizi pubblici e sono garantiti i servizi minimi essenziali previsti”. Per quanto riguarda le tutte blu, la Fiom ha detto che ha aderito almeno il 70% dei lavoratori, con punte di 90-100% in alcuni stabilimenti. Nel settore della Pubblica Amministrazione, ha scioperato poco meno del 4% degli impiegati.

Pietro Gugliotta

Pomigliano nel caos: la Fiat pensa al piano C?

Pomigliano nel caos: la Fiat pensa al piano C?

Posted on 24 giu 2010 at 11:28am

Era nell’aria, era piuttosto evidente che il risultato del referendum ( il 62,2% dei SI) non era la grande maggioranza che la Fiat si aspettava. Anzi, a fare bene i conti, sembra quasi che parte dei lavoratori delle sigle sindacali che avevano accettato l’accordo, abbiano votato per il no. La Fiat dunque sta pensando ad un piano C non ben definito, si parla di mantenere lo stabilimento di Pomigliano per altre produzioni. Nulla ancora è certo, queste le parole della Fiat – in una nota rilasciata ieri – sul risultato del referendum dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d’Arco.
“L’azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell’accordo al fine di individuare ed attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri. Fiat - si legge nella nota – ha preso atto della impossibilità di trovare condivisione da parte di chi sta ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano. L’azienda comunque apprezza il comportamento delle Organizzazioni Sindacali e dei lavoratori che hanno compreso e condiviso l’impegno e il significato dell’iniziativa di Fiat Group Automobiles per dare prospettive allo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano”.
Indiscrezioni, parlano del progetto Fiat per Pomigliano, il cosidetto piano C: il piano prevederebbe la creazione di una newco (nuova azienda) controllata da Torino per rilevare lo stabilimento e riassumere gli addetti con un nuovo contratto definito dal management del Lingotto. Ma è chiaro che si tratta solo di indiscrezioni, quello che è certo che la Fiat difficilmente tornerà a negoziare i contratti con tutti i sindacati.

Pietro Gugliotta

Crisi economica: soffrono le imprese e i professionisti

Crisi economica: soffrono le imprese e i professionisti

Posted on 23 apr 2010 at 3:10pm

Nel primo trimestre 2010 la recessione non ha allentato la presa: ne fanno le spese i professionisti e le imprese. I dati parlano chiaro, se l’anno scorso i fallimenti erano stati poco piu di 11.400, nei soli primi mesi del 2010 ci sono stati oltre tremila fallimenti. Un vero e proprio periodo nero per tutte le aziende. Analizzando i dati, si scopre come nel 2007, a portare i libri in tribunale erano state oltre 7500 aziende, un anno dopo hanno superato le novemila unità. Sempre in crescita, questo dato negativo: infatti come appena scritto, il 2009 ha portato la chiusura di 11.477 aziende, con un aumento netto del 26,6% rispetto all’anno prima. I dati – elaborati ed esposti da Unioncamere - registrano già da un paio d’anni l’accelerazione delle procedure fallimentari. Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, prova a gettare acqua sul fuoco: “Il fallimento è traumatico nella vita di un’impresa, ma la crisi non ha innescato “patologie” nel corpo dell’imprenditoria. L’entità del fenomeno riguarda una quota molto piccola delle imprese, e anche nel 2009 siamo rimasti al disotto del due per mille rispetto al totale delle imprese”.

Ma la crisi non tocca solo le imprese, anche i professionisti! Anche la loro figura non è stata immune alla recessione. La crisi ha portato quasi 300.mila professionisti a rischiare la chiusura, e chi soffre di più sono i giovani e le donne. La crisi tocca più di 2 milioni di lavoratori, la metà lavora per conto proprio, mentre il resto è impiegato con alcuni diversi tipi di contratti, come quelli indeterminato, a progetto, determinato e tanti altri tipi di collaborazione.

Lavoro, in arrivo il piano-Lavoro del Governo

Lavoro, in arrivo il piano-Lavoro del Governo

Posted on 17 apr 2010 at 10:20am

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, parlando a un convegno della Cisl, ha ricordato che nei prossimi giorni, il Governo produrrà un piano sul lavoro triennale: conterrà politiche nuove, formazione, mercato del lavoro e tutto ciò che è strettamente legato al mondo del lavoro. “Stiamo pensando  alla creazione di un fascicolo elettronico personale che riunisca i percorsi educativi – spiega Sacconi – e lavorativi della vita attiva di una persona con l’obiettivo di poter accedere al proprio estratto conto previdenziale e alla propria posizione contributiva”. Poi Sacconi si è concentrato sul mondo della Formazione. “La formazione - prosegue il ministro – dovrà essere finalizzata a ottenere un incontro tra domanda e offerta, evitando lunghi periodi di inattività delle persone servono analisi sull’andamento del mercato del lavoro, sulle figure professionali che mancano“. Inoltre il ministro ha duramente contestato il sistema formativo italiano: “c’è troppa burocrazia, così si fa soltanto la festa dei formatori” spiega Sacconi. “Siamo impegnati a cercare di realizzare iniziative, anche in collaborazione con il ministro Gelmini, per avvicinare il nostro popolo ad una più responsabile cultura previdenziale – conclude il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - Stiamo inoltre studiando una giornata della cultura previdenziale con l’obiettivo di diffondere il tema a partire dalle scuole”. Al termine del suo intervento Sacconi ha duramente contestato i lavoratori che rifiutano un lavoro o una possibilità di formazione lavorativa, spiegando che è molto importante sanzionare queste persone, come tassello per arrivare a una politica attiva del lavoro. Il ministro ha anche contestato anche l’idea del contratto unico.