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Borsa, nel 2010 Milano ha perso il 12%

Borsa, nel 2010 Milano ha perso il 12%

Posted on 03 gen 2011 at 4:37pm

Si chiude un anno, se ne apre un altro ma è chiaro che vengono fuori i primi bilanci. E’ il caso dei mercati borsistici europei, che hanno visto chiudersi un anno contrastante, alcune piazze hanno offerto risultati positivi, mentre fra le piazze che hanno chiuso col peggior passivo spicca la Borsa di Milano, Piazza Affari. Milano chiude l’anno 2010 facendo segnare un passivo del 11.95% rispetto all’anno 2009, ma ecco la lista completa di Piazza Affari:
- il Ftse Mib ha perso l’11.95%,
- il Ftse All Share ha perso il 10.29%
- il Fte Mib storico ha perso il 7.66%.
- il Ftse Italia Star è invece in rialzo del 3.24%.
Il valore di Piazza Affari dunque diminuisce del 12% circa, con un valore pari al 27.6% del Pil italiano. Il titolo col maggiore rialzo dal 4 gennaio 2010 al 31 dicembre 2010 è però quello dell’azienda Marcolin, una azienda di occhiali, che in dodici mesi ha guadagnato il 192%. Fra i titoli bancari invece, grandi perdite per Intesa Sanpaolo che in un anno ha perso il 35%, male anche Unicredit (- 33%) ed il Banco Popolare che ha un passivo del 39%.
In Europa, fanno peggio di Piazza Affari, sia Madrid (-18.4%) che Atene (-40.8%), mentre limitano i danni Lisbona (-9,9%) e Dublino (-7,1%), con quest’ultima piazza che grazie agli aiuti della Ue e del FMI si riprende dopo la grande crisi.

Pietro Gugliotta

Borsa, Piazza Affari brucia 90 miliardi nel primo semestre

Borsa, Piazza Affari brucia 90 miliardi nel primo semestre

Posted on 04 lug 2010 at 12:21pm

Bilancio nero per Piazza Affari nei primi sei mesi dell’anno 2010. Spinta dalla corrente della crisi del debito, anche la Borsa Italiana ha perso molti punti, bruciando addirittura un quinto del suo capitale. Infatti sono stati ben 90 miliardi, il valore in perdita di Piazza Affari da gennaio a giugno 2010. Una cifra molto alta che mette Milano fra le peggiori borse europee: in Europa solo Atene (-38,7%) e Madrid (-23,8%) hanno fatto peggio di Milano. Scendendo nel dettaglio, alla fine di venerdì, ultimo giorno della settimana “borsistica”, il Ftse Mib, l’indice dei titoli a maggiore capitalizzazione, aveva perso il 19%, mentre il Ftse All Share, che raccoglie tutte le società quotate, aveva ceduto il 18%, dato totale nei primi sei mesi dell’anno.
Il resto d’Europa non sorride ma riesce a mantenere i cali in maniera più contenuta, come dimostrano i dati Londra (-12%), Parigi (-16,6%) e soprattutto Francoforte (-3,5%). Se poi pensiamo che mercati in grossa crisi, listini di Stati come il Portogallo e l’Irlanda hanno dei valori inferiori a quelli dell’Italia, capiamo che c’è qualcosa che non quadra: infatti la borsa di Lisbona perde il 17,7% e quella di Dublino addirittura perde l’8,2%. L’unico mercato europeo che possiamo dire non paga la crisi, anzi è in attivo, è quello di Stoccolma, con il +2% nei primi sei mesi dell’anno 2010: un dato in controtendenza che non basta sollevare gli animi dell’Europa.

Borse Europee in perdita, male anche Wall Street

Borse Europee in perdita, male anche Wall Street

Posted on 15 mag 2010 at 12:59pm

Chiusura di settimana molto negativa per le borsa, specie per quelle europee. E’ stato infatti un altro venerdì nero per il mondo borsistico del vecchio Continente, con tantissime perdite, che si possono stimare in circa 166 miliardi di euro. Vediamo nel particolare le perdite delle principali borse europee.
Milano: a Piazza Affari l’indice Ftse-Mib chiude con una perdita del 5,26%;
Madrid: si chiude a -6,64%, dopo aver perso anche più del 7%;
Londra: l’indice Ftse 100 segna -3,14%;
Francoforte: male anche la Germania, il Dax cala del 3,12%;
Parigi: il Cac 40 scende del 4,59%;
Atene: perde anche la borsa greca, – 4,1%
Lisbona: male anche il Portogallo, che perde il 4,27%.
Particolare attenzione all’indice Stxe 600, che possiamo definire come l’indice europeo: infatti testimonia l’andamento dei principali titoli quotati in Europa.L’indice Stxe 600 ha ceduto il 3,41%, che si può quantificare in 166 miliardi di euro, cifra andata persa solo nella giornata di ieri.
Ma come anticipavamo prima, anche l’America non ride. Wall Street subisce l’influenza negativa proveniente dall’Europa. Infatti all’apertura, l’indice di Wall Street era già in flessione; fase negativa proseguita durante tutta la giornata borsistica e conclusa con un – 1,48% per il Dow Jones, mentre il Nasdaq perde quasi i due punti percentuali, arrivando infatti a – 1,98%, infine anche lo S&P 500 perde parecchio, chiudendo a -1,86%.
Tornando a Milano, fra i titoli principali di Piazza Affari, il calo maggiore è stato accusato da Geox (- 10,69%) dopo la trimestrale e previsioni di ricavi in calo nell’anno. In forte ribasso Prysmian (-6,45%), Finmeccanica (-6,28%) e Atlantia, che perde il 5,31%. Male anche il titolo Fiat (-5,47%) e il settore dell’energia, con Enel scesa del 5,57% ed Eni del 4,72%.

Pietro Gugliotta

PIL Italia: Nel 2010 crescita dell’1%

PIL Italia: Nel 2010 crescita dell’1%

Posted on 20 gen 2010 at 1:21pm

Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, a margine della riunione dell’Ecofin, ha confermato le previsioni riguardanti la crescita del PIL, che nel 2010 dovrebbe essere dell’1%. Questo sarà il valore che l’Italia invierà a Bruxelles nel suo programma di stabilità. Il ministro ha fatto trapelare molto scetticismo attorno alle stime che ogni anno il governo deve elaborare, troppo spesso infatti le stime sono oggetto di revisioni, che ne mettono in discussione l’attendibilità. Insomma troppe cifre in un clima economico come quello attuale non fanno bene.

Tremonti inoltre ha parlato del programma di Juncker, presidente neorieletto dell’Eurogruppo, definendolo un buon programma, che hanno espressamente votato e sostenuto. Tornando sul discorso ripresa economica, il ministro ci ha tenuto a precisare che è necessario un nuovo motore per lo sviluppo, che vada a rimpiazzare proprio l’industria dell’auto, che per più di cinquanta anni ha sostenuto l’economia.

Settori dell’energia e dall’ambiente potrebbero essere ottimi propulsori, ma devono essere sostenuti con ingenti interventi pubblici e privati. Il ministro ha voluto anche parlare degli obbiettivi fissati dall’agenda di Lisbona per il 2020, sui quali nutre molte remore poiché non hanno previsto l’ascesa dei nuovi attori asiatici. La crisi darà modo di riflettere molto, sembra inevitabile lo scontro tra modelli di sviluppo, ossia paesi emergenti e mondo occidentale, proprio quest’ultimo sembra destinato a soccombere, ma i giochi non sono ancora fatti e l’Europa cerca di rimanere a galla.

Giuseppe Raso

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