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Stabilimento Fiat di Termini Imerese: raggiunto l'accordo fra Fiat e Sindacati

Stabilimento Fiat di Termini Imerese: raggiunto l’accordo fra Fiat e Sindacati

Posted on 28 nov 2011 at 1:05pm

Si sblocca definitivamente la questione di Termini Imerese: lo stabilimento Fiat, dismesso dall’azienda del Lingotto, presto diventerà di proprietà della Dr Motor di Massimo Di Risio. Per il nuovo progetto si parla di un investimento di 110 milioni per produrre 60mila auto a regime (nel 2017), le assunzioni saranno 1.312 in 4 anni: rispetto al progetto Fiat, l’organico dei lavoratori sarà ridotto di 640 unità. Gran parte del merito di questo accordo va però al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che è riuscito a sbloccare la situazione fra Fiat e le parti sindacali, per incentivare la mobilità. Passera ha infatti convinto Marchionne ad aumentare il plafond da destinare a questa operazione, passando da 15 milioni a 21 milioni di euro: 13 milioni serviranno a coprire la mobilità dei 640 lavoratori che nei prossimi sei anni matureranno i diritti per la pensione. Questa indennità si somma alla mobilità che riceveranno dall’Inps. La trattativa non è stata per nulla facile, è stato molto difficile convincere i sindacati: è stata decisiva la mossa di Passera, di convocare un tavolo al Mise con Fiat e Invitalia, per presentare una migliore offerta ai sindacati. Possiamo però dire che è stato fatto uno sforzo da entrambe le parti: Fiat ha aumentato i fondi a disposizione per la mobilità e i sindacati hanno accettato questa soluzione, nonostante la somma donata da Fiat “sia inferiore al 70-80% delle tabelle applicate normalmente negli stabilimenti dalla Fiat dove l’indennità si aggira intorno a 31-32mila euro”. Adesso la palla passa a Dr Motor: Massimo Di Riso dovrà ratificare l’accordo nella giornata di giovedì, convocando le parti in causa. Lo stesso a.d. di Invitalia, Domenico Arcuri, sottolinea il prezioso lavoro del ministro Passera: “l’accelerazione positiva impressa dal ministro Passera per l’intesa che garantisce la piena tenuta occupazionale sia per i dipendenti della Fiat che per i 350 lavoratori dell’indotto, anzi con il coinvolgimento di Di Risio e delle altre 4 imprese ci sarà più lavoro rispetto al passato”.

Pietro Gugliotta

Romani:

Romani: “Fiat è una grande multinazionale ma con cuore italiano”

Posted on 15 feb 2011 at 11:26am

Sabato si è tenuto il tanto atteso incontro fra Fiat e Governo, per fare il punto sulla situazione e sulle prospettive dell’azienda automobilistica italiana. Il Governo ha avuto buone risposte, come conferma il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani. “Fiat è una grande multinazionale che si sta espandendo nel mondo, ma che rimane con un cuore italiano – esordisce il ministro al termine dell’incontro – Marchionne ed Elkann hanno confermato di voler investire in Italia. La Fiat considera il nostro Paese un punto di partenza per un’azienda che vuole investire nel mondo intero, anche aprendo nuovi mercati”. L’analisi fatta dall’a.d. Fiat e dal suo presidente, ha dunque convinto in pieno il Governo, che tramite Romani ha confermato il pieno appoggio all’azienda, ed ha inoltre confermato che “concorrerà a realizzare le migliori condizioni di competitività perché gli investimenti previsti in Italia siano il volano per raggiungere il più alto posizionamento rispetto ai concorrenti del settore”. La Fiat ha promesso un nuovo investimento per circa 20 miliardi di euro, che farà crescere la produzione nel nostro Paese, raddoppiando il volume di produzione, passando dagli attuali 650 mila veicoli, ad oltre 1.4 milioni di auto prodotte. Dunque ottime notizie per tutti gli operai Fiat e per il Governo che aveva temuto di perdere il patrimonio Fiat con la “possibile fuga” dell’azienda del Lingotto all’estero.

Pietro Gugliotta

Cgil, Susanna Camusso:

Cgil, Susanna Camusso: “Sul contratto nazionale non può decidere la Fiat”

Posted on 14 dic 2010 at 3:10pm

La nuova leader della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato sulle colonne de La Repubblica, in una lunga intervista, affrontando vari temi, ma è chiaro che quello più scottante al momento resta lo scontro con la Fiat per il contratto degli operai dello stabilimento di Mirafiori. ”Marchionne deve smetterla di disprezzare l’Italia, perché questo Paese ha permesso alla Fiat di essere monopolista, gli ha garantito un grande mercato interno e un importante portafoglio marchi, tra cui quello dell’Alfa Romeo. Grazie a tutto questo la Fiat di Marchionne ha potuto scalare la Chrysler esordisce la Camusso. Il segretario generale della Cgil poi prova a spiegare meglio le sue intenzioni, chiarendo la sua opinione sul lavoro svolto da Marchionne. “La Fiat dovrebbe confrontarsi con la Volkswagen che oggi è in condizioni di investire 44 miliardi di euro e programmare 50 mila assunzioni. Se poi Marchionne, con le sue critiche, intende porre il problema della mancanza di una politica per l’auto da parte di questo governo, ha ragione da vendere. Ma è un altro discorso e, allora, non può scaricare tutto sui lavoratori e far saltare il sistema delle garanzie per i lavoratori stessi”. Ma il vero problema resta Mirafiori: la Camusso non vede ancora la luce per il piano Fabbrica Italia, al momento la possibilità che la Fiat esca da Confindustria non sembra essere una cosa positiva per le organizzazioni sindacali. Secondo il segretario generale della Cgil, la Confindustria a questo punto dovrebbe richiamare in prima persona tutti i sindacati, per sedersi ad un tavolo anche con Fiat per ridiscutere una volta per tutte il contratto auto.

Pietro Gugliotta

Bonanni:

Bonanni: “La Fiat deve essere chiara sul futuro”

Posted on 22 nov 2010 at 11:10am

Intervenuto a Milano, in occasione dell’assemblea nazionale dell’Udc, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha voluto dire la sua sulla querelle Fiom-Fiat, che ormai va avanti da parecchie settimane. “Basta con il gioco al massacro tra Fiat e Fiom. Marchionne deve misurare di più le parole e ad andare al cuore delle questioni”. E la questione principale al momento è una: come gestire il piano di investimenti che è stato annunciato per l’Italia dalla Fiat, un piano che vale almeno un investimento di 20 miliardi di euro. Bonanni poi prosegue il suo intervento spiegando che è il caso di smetterla di “infilare le banderillas come le corride in Spagna sul dorso della Fiom facendo solo il gioco degli estremisti della stessa Fiom e non di chi ha a cuore l’interesse dei lavoratori”. Un gioco al massacro, come lo aveva definito Bonanni, che non serve a nessuno, nè all’azienda nè ai lavoratori. “Se a Marchionne interessa fare investimenti in un clima di serenità, la Cisl è al fianco di questo disegno e siamo convinti che lo sia anche la Uil. Ma deve dare segnali di serenità, garanzie di trasparenza. A me non interessa la Plaza de Toros perché se c’è chi vuol fare casino lo faccia in altri luoghi”. E proprio per questo, per dimostrare la serietà e dunque anche la trasparenza della Fiat, Bonanni chiede a Marchionne uno sforzo: bisogna aprire una discussione seria entro otto giorni, sulla questione Mirafiori. Lì si potrà capire qual’è il vero interesse del gruppo Fiat nel progetto Fabbrica Italia.

Pietro Gugliotta

Chrysler: buone performance nel primo trimestre 2010

Chrysler: buone performance nel primo trimestre 2010

Posted on 11 mag 2010 at 10:14am

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, ha confermato gli ottimi risultati di Chrysler nel primo trimestre 2010. Tali risultati hanno superato le aspettative rosee dei vertici Fiat, ma Marchionne invita alla cautela, in quanto tutto dipenderà anche dalle performance dell’economia. L’IPO in ogni caso resta un priorità, ma al momento nessuna informazione sulla tempistica, ma la quotazione in borsa sembra più vicina del previsto.

Chrysler ha chiuso il primo trimestre 2010 con un utile operativo di 143 milioni di dollari, ed un flusso di cassa positivo di 1490 milioni. I ricavi hanno superato i 9000 milioni, in rialzo di tre punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2009. L’ebitda ha raggiunto quota 787 milioni di dollari, mentre la perdita netta si è ridotta a circa 197 milioni di dollari.

Con la ripresa economica e il lancio di nuovissimi modelli sul mercato i risultati economico finanziari di Chrysler potrebbero conoscere un ulteriore rialzo. A giugno è prevista l’introduzione della nuova Jeep Grand Cherokee. Per questo 2010 la società USA prevede vendite per un totale di 1,6 milioni di veicoli a livello globale, con ricavi oltre i 40 miliardi di dollari.

Marchionne: il vero problema per l’industria italiana è la crescita della Cina

Marchionne: il vero problema per l’industria italiana è la crescita della Cina

Posted on 13 apr 2010 at 12:58pm

Dal meeting di Confindustria a Parma, Sergio Marchionne, torna a parlare della competitività del nostro paese rispetto al colosso Cina. Proprio per l’amministratore delegato di Fiat, il vero problema non è la chiusura di uno stabilimento, ma è la crescita della Cina, ed è perciò necessario guadagnare terreno in termini di competitività, ed eliminare così i dislivelli che oggi si sono venuti a creare, che sono il grande danno dell’industria italiana ed europea.

Dall’altro lato, il leader di Cgil, Guglielmo Epifani, ha invece voluto criticare le scelte di Fiat, riguardanti la produttività all’estero e anche le scelte d’investimento, che per il sindacalista sono irrisorie per quanto riguarda il nostro paese.

Marchionne, ha poi voluto sottolineare l’importanza strategica dell’alleanza con Chrysler, una tendenza che ora sta toccando un po’ tutte le case automobilistiche, ma che non intimorisce l’ad del gruppo del Lingotto, convinto del suo asso nella manica, ossia l’Alfa.

Su Termini Imerese, Marchionne ha ribadito la necessità di garantire un futuro lavorativo ai dipendenti, che purtroppo si ritroveranno disoccupati, e sul tavolo delle trattative per lo stabilimento siciliano potrebbe arrivare presto un contributo europeo per lo sviluppo dell’auto elettrica, che in pratica riaccenderebbe le speranze.

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Fiat, Marchionne:

Fiat, Marchionne: “Primo trimestre in linea con nostre attese”

Posted on 24 mar 2010 at 12:11pm

L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha confermato durante una intervista al termine dell’assemblea degli azionisti di Sgs, di cui é presidente, che “il primo trimestre della Fiat è in linea con nostre attese“.

L’ad. della casa automobilistica prosegue spiegando che “il mercato dell’auto, come si sapeva, non sta andando bene, ma i risultati del gruppo saranno decorosi nel primo trimestre in quanto stiamo smaltendo il portafoglio accumulato fino a fine dicembre. Andando avanti senza incentivi il resto del 2010 in Italia e anche in Europa segnerà una flessione, che nel Vecchio Continente é prevista intorno al 16%, mentre in Italia perderemo 300-350mila vetture a 1,750 milioni”.

Marchionne poi si concentra sul mercato NordAmericano. “Il loro mercato é già ripartito, per l’Europa ci vorrà pazienza fino al 2011-12. In Italia bisogna svuotare il tubo dall’impatto incentivi, si deve tornare al livello normale di capacità perché gli incentivi hanno anticipato il volume, hanno sforzato il sistema. Ma ora non ci sono più e bisogna gestire la situazione” spiega l’a.d. della Fiat.

Sugli accordi all’estero della casa automobilistica torinese, Marchionne ha dichiarato che “la Fiat negoziava solo con Bmw e solo su una vettura ma per il momento ognuno é andato per i fatti suoi. Poi vediamo. Con Chrysler ci siamo trovati un partner che fa 2 milioni di vetture in America, poi abbiamo molti partner per il mondo, dobbiamo smaltire una mole di lavoro bestiale”.

Fiat: operai in cassa integrazione per due settimane

Fiat: operai in cassa integrazione per due settimane

Posted on 23 feb 2010 at 6:49pm

Tutti gli stabilimenti chiusi per 15 giorni. Dunque scatta la cassa integrazione per circa 30 mila lavoratori, così come già annunciato lo scorso 26 gennaio dall’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. La scelta dell’azienda è stata motivata dall’ingente calo di ordini, e la conseguente necessità di adeguare la produzione.

Il segretario provinciale della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo, ha riferito che nel 2010 ci sarà un intenso ricorso alla cig e che senza incentivi è inevitabile che il mercato si contragga e che la Fiat debba adeguare i propri volumi di produzione. Il sindacalista ha aggiunto che tutto questo si tradurrà in una riduzione di reddito per gli operai italiani, in quanto per ogni settimana di cig sono stati calcolati 100 euro in meno di salario.

Per il 5 marzo è stato fissato invece un ennesimo incontro tra ministero dello Sviluppo economico e Fiat per trattare sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese. Tensione alta anche in un altro stabilimento del Gruppo, la Fabbrica Motori Avellino. Dopo gli scontri nella notte tra sabato 20 e domenica 21, i lavoratori avellinesi hanno organizzato un presidio fuori dalla fabbrica che durerà fino al 26 febbraio.

Per ciò che concerne Termini, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha detto che il Gruppo del Lingotto ha già cambiato atteggiamento e che ora è più responsabile. John Elkann, ha invece ribadito che sulla faccenda dello stabilimento si è già detto tutto. Intanto i sindacati sperano in un accordo che permetta di conservare a Termini almeno alcune produzioni legate all’auto e sfruttare così la professionalità specifica presente sul territorio.

Fiat: senza incentivi, meno immatricolazioni

Fiat: senza incentivi, meno immatricolazioni

Posted on 11 feb 2010 at 3:19pm

L’amministratore delegato della Fiat ha parlato di “scelta condivisa”, riferendosi ovviamente alla non concessione degli incentivi auto da parte del governo. Sergio Marchionne ci ha tenuto a precisare che non c’è nessuna polemica con il ministro Claudio Scajola, e che la scelta dell’esecutivo porterà una inevitabile riduzione delle immatricolazioni di circa 350 mila unità nel mercato italiano. Per quanto riguarda i posti di lavoro, è stato assicurato che nessun altro stabilimento, a parte Termini Imerese, è a rischio. Proprio sullo stabilimento siciliano, Marchionne ha riferito che si sta lavorando per trovare una soluzione, ma che al momento non c’è ancora nulla di concreto.

Scajola ha ribadito che gli incentivi sono assimilabili ad una droga del mercato in grado di destabilizzarlo, evidenziando dunque la necessità di un ritorno alla normalità. Le risorse sono limitate, ed il governo sembra intenzionato a dedicarsi ad altri settori che stanno soffrendo la crisi e che hanno bisogno di una notevole spinta. Anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha dichiarato nel corso del suo intervento, alla consegna dei Confindustria Awards for Excellence Andrea Pininfarina 2010 a Torino, che la scelta del governo è condivisibile.

Intanto è stato confermato, per la giornata del 19 febbraio, un incontro tra i ministri europei dell’industria per discutere del settore automobilistico e dei suoi problemi. Nel corso della riunione potrebbe essere oggetto di discussione un provvedimento per gli incentivi sull’acquisto di auto ecologiche.

Giuseppe Raso

Incentivi auto: pronti 1,2 mld di euro

Incentivi auto: pronti 1,2 mld di euro

Posted on 22 gen 2010 at 7:15pm

Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, a margine della cerimonia di consegna dei premi Leonardo 2009 al Quirinale, è tornato a parlare di rinnovo degli incentivi al settore auto 2010. Il governo sembra intenzionato a rimettere sul piatto una cifra vicina a quella dello scorso anno, stiamo parlando di qualcosa come 1,2 miliardi di euro, ma distribuita su una più vasta gamma di prodotti, come computer ed elettrodomestici, oltre alle classiche automobili.

Il ministro ha voluto sottolineare come l’obiettivo principale sia quello di incentivare i consumi su settori collegati al risparmio energetico e alla difesa dell’ambiente, aggiungendo inoltre, che gli incentivi saranno ridotti sia in termini di tempo che di quantità. Secondo l’Unrae, gli incentivi riguarderanno in gran parte le auto a metano, puntando così ad un aumento del 70% delle immatricolazioni delle auto ecologiche nel 2010.

La Fiat è molto interessata alla proroga degli incentivi, il 22 dicembre scorso l’ad del Gruppo Torinese, Sergio Marchionne, ha evidenziato la necessità degli aiuti di Stato, senza i quali il mercato delle vendite potrebbe precipitare. Il governo è stato categorico, una produzione di 900.000 unità l’anno, in cambio del rinnovo degli incentivi. Non sono ancora chiare le modalità di varo degli incentivi, sulle quali si sta valutando la possibilità di un nuovo decreto legge oppure di un emendamento al decreto Milleproroghe. Anche sui tempi non si hanno al momento notizie precise, ma secondo fonti ministeriali, la prima data utile per il decreto potrebbe essere il 29 gennaio, data in cui si terrà il Consiglio dei ministri.

Giuseppe Raso