
Torna d’attualità l’argomento della cassa integrazione: nel mese di marzo c’è stato un grandissimo aumento della cig rispetto a febbraio. Infatti i dati elaborati dallo studio Cgil, sui dati resi noti dall’Inps, dimostrano come nel mese di marzo, la cassa integrazione sia aumentata del 45.1% rispetto al mese precedente. Volendo quantificare il totale delle ore di cassa integrazione di marzo, sappiamo che si tratta di 102.475.610 ore, con grandi aumenti per quello che riguarda la cassa integrazione in deroga e la cassa integrazione straordinaria. Tra i settori più colpiti, la Cgil segnala sicuramente quello meccanico: infatti da gennaio a marzo, ha coinvolto 164.053 lavoratori, per un totale di 83.995.239 ore di lavoro. Segue il settore del commercio con 6.203.272 ore di cig autorizzate, con 51.178 lavoratori coinvolti, ed il settore dell’edilizia, che conta 21.855.188 ore di cassa integrazione e 42.686 lavoratori. Fra gli altri dati interessanti, analizzati dalla Cgil, scopriamo come a marzo siano aumentati del 47.3% i contratti di solidarietà, che adesso rappresentano il 19.1% del totale dei decreti. Inoltre resta molto basso, solo il 2.4% dei decreti, il numero delle domande di ristrutturazione. Tornando alla cassa integrazione vera e propria, le regioni del Nord sono quelle dove è più utilizzata: infatti al primo posto troviamo la Lombardia, seguita da Piemonte e Veneto, al Sud invece la regione che utilizza di più questo strumento è la Campagnia, al centro è la Toscana.
Pietro Gugliotta

Il mese di marzo è stato un altro mese disastroso per il mercato dell’auto in Italia. Per il dodicesimo mese consecutivo, il mercato dell’auto ha fatto segnare una variazione negativa rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ed il dato di marzo è particolarmente negativo: - 27.5% rispetto al mese di marzo 2010. Come sottolineano le associazioni di categoria, a marzo il volume delle auto vendute è stato inferiore alle 200 mila unità: infatti sono state vendute 187.687 vetture, contro le 259.115 del marzo 2010. E’ il dato peggiore da quindici anni a questa parte, un settore dunque in grave crisi. Anche il mercato dell’usato è in flessione, seppur leggera: infatti i trasferimenti di proprietà di auto usate sono diminuiti dell’1.31%, con un volume di 426.972 trasferimenti. Loris Casadei, Presidente dell’Unrae, prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. “Dal prossimo mese in poi il confronto avverrà senza quelle distorsioni che hanno di fatto reso complesse le valutazioni di prospettiva. Quel che però appare certo è che il trend del primo trimestre del 2011 sta esprimendo anche meno delle 1.850.000 immatricolazioni da noi indicate nel dicembre dello scorso anno”. Secondo Filippo Pavan Bernacchi, Presidente di Federauto, il 2011 sarà un anno a due velocità: a partire dal prossimo mese infatti la vendita di autovetture in Italia dovrebbe risollevarsi, tanto da poter raggiungere l’obiettivo di 1.850.000 immatricolazioni entro fine anno.
Pietro Gugliotta

Come ripotato dal consueto comunicato Istat, marzo è stato un mese molto positivo per ciò che riguarda l’industria, in particolare sono aumentati gli ordini ed il fatturato. “Sulla base degli elementi finora disponibili, nel mese di marzo gli indici destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi, calcolati con base 2005=100, hanno registrato, nel confronto con il mese precedente, un incremento dell’1,5 per cento, il primo, e dell’1,0 per cento, il secondo. Il fatturato è aumentato dello 0,5 per cento sul mercato interno e del 3,8 per cento su quello estero – si legge nel comunicato dell’Istat – gli ordinativi nazionali hanno registrato una crescita dello 0,4 per cento e quelli esteri dell’1,8 per cento. Nel confronto degli ultimi tre mesi (gennaio-marzo) con i tre mesi immediatamente precedenti (ottobre-dicembre) le variazioni congiunturali sono state pari a più 3,5 per cento per il fatturato e a più 1,3 per cento per gli ordinativi”. L’ indice del fatturato ha registrato in marzo un +6,3%, un incremento tendenziale positivo se consideriamo che a marzo i giorni lavorativi sono stati 23, uno in più dell’anno 2009. Altro confronte, stavolta tendenziale, è relativo al periodo gennaio-marzo 2009-2010: l’indice del fatturato corretto fa segnare un aumento del 5,2% rispetto allo scorso anno. In aumento anche gli indici grezzi del fatturato, del 9,8%, e gli indici degli ordinativi che hanno fatto segnare un incremento del 13,1%. Per ciò che riguarda gli indici destagionalizzati del fatturato, intesi per raggruppamenti principali di industrie, hanno fatto segnare variazioni congiunturali positive: l’energia + 12,9%, i beni di consumo + 1% e i beni intermedi +0,2%.
Pietro Gugliotta