Posts Tagged ‘Maurizio Sacconi’

Stabilimento Fiat di Mirafiori: raggiunto l'accordo, fuori la Fiom

Stabilimento Fiat di Mirafiori: raggiunto l’accordo, fuori la Fiom

Posted on 28 dic 2010 at 12:23pm

I lavoratori dello stabilimento Fiat di Mirafiori vedono la luce: la firma del contratto fra le associazioni sindacali e la casa torinese è arrivata prima di Natale. Una firma però che non ha visto la partecipazione della Fiom, ancora bloccata su alcune posizioni che non hanno permesso la ratifica totale dell’accordo, che dunque possiamo definire ancora una volta “separato“, così come era successo nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Probabilmente non poteva esserci miglior regalo di Natale per i tantissimi lavoratori dello stabilimento del Lingotto, adesso comunque toccherà ai lavoratori – tramite referendum - votare l’accordo, probabilmente questa operazione avverrà a metà mese di gennaio 2011. Le reazioni alla ratifica dell’accordo sono state molto positive, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha dichiarato che “l’accordo si è realizzato prima di Natale, confermando da un lato la volontà di Fiat Chrysler di realizzare un importante investimento a Mirafiori e, dall’altro, la volontà dei sindacati riformisti di accompagnare quest’intesa con la piena utilizzazione degli impianti e una migliore remunerazione del lavoro attraverso un contratto più vantaggioso”. Molto contento anche l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne: “per quanto ci riguarda, faremo partire gli investimenti previsti nel minor tempo possibile. E’ un gran bel momento per tutti quelli che hanno faticato per raggiungere un’intesa, ma soprattutto per i lavoratori e per il futuro dello stabilimento. Mirafiori inizia oggi una nuova fase della sua vita”.

Pietro Gugliotta

 Marcegaglia:

Marcegaglia: “Intimidazione per l’impegno antiracket”

Posted on 16 dic 2010 at 12:38pm

Un grave atto di intimidazione è stato compiuto ai danni di Confindustria ed in particolare ai danni della numero uno dell’associazione, Emma Marcegaglia. Infatti è stato reso noto solo in questi giorni, come venerdì la presidente di Confindustria abbia ricevuto via posta, un caricatore di pistola vuoto, nella sede Confindustria di Roma, in viale dell’Astronomia. All’interno del pacco è stato possibile trovare un biglietto che conteneva le iniziali della Marcegaglia (E.M.) e le iniziali di Antonello Montante, delegato per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio. E’ chiaramente una intimidazione all’impegno di Confindustria nella lotta contro la criminalità ed il racket. Ovviamente sull’accaduto è già partita una indagine della Digos: probabilmente il fatto è da collegare al commissariamento dell’Unione degli Industriali di Reggio Calabria da parte del Collegio dei Probiviri di Confindustria, ma questa solo una delle ipotesi che gli inquirenti hanno preso in considerazione. Solidarietà alla Marcegaglia dal mondo sindacale e politico: il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ha espresso tutta la sua “sincera solidarietà a Emma Marcegaglia. Questa minaccia è una sorta di controprova dell’efficacia del suo lavoro, di fronte a questi atti non serve la sociologia, serve la repressione”. Dello stesso parere anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “Confindustria, specialmente in Sicilia, ha inaugurato una nuova fase di responsabilità per la costruzione di una società migliore e di un tessuto produttivo capace di competere a ogni livello in un percorso di trasparenza e di legalità”.

Pietro Gugliotta

 Fiat: salta trattativa per lo Stabilimento di Mirafiori

Fiat: salta trattativa per lo Stabilimento di Mirafiori

Posted on 04 dic 2010 at 11:35am

Sembrava molto vicino l’accordo fra la Fiat ed i sindacati, per il futuro dello stabilimento di Mirafiori. La scorsa settimana la situazione era molto positiva, ma durante l’incontro di ieri, quando i negoziati erano ripresi, qualcosa non è andato per il verso giusto. La Fiat ha comunicato che non ci sono più le condizioni per trovare una intesa e riavviare i negoziati. Ieri la Fiat aveva fatto un’altra proposta ai sindacati: la proposta è stata bocciata, ritenuta peggiorativa rispetto alle precedenti, a quel punto la Fiat ha comunicato che “non esistono le condizioni per raggiungere un’intesa sull’investimento”. I sindacati hanno spiegato che avrebbero gradito meditare un paio di giorni sulla proposta Fiat, cosa che l’azienda torinese non ha gradito e ha ritenuto chiuse le trattative. Duro il commento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.“Aspettiamo, ma credo che a questo punto il tema vada rovesciato: non è più la Fiom che non firma gli accordi ma è la Fiat che non riconosce più il contratto nazionale e vuole uscire da Confindustria”. Maurizio Sacconi, il ministro del Welfare, chiede maggiore responsabilità, da entrambe le parti. “L’investimento ipotizzato da Fiat per lo stabilimento di Mirafiori è talmente importante per il futuro dei lavoratori, del territorio, dell’intero gruppo e dell’economia italiana da meritare la ripresa del dialogo tra le parti”.

Pietro Gugliotta

Bankitalia:

Bankitalia: “Caleranno consumi e aumenterà la disoccupazione”

Posted on 17 ott 2010 at 10:20am

Il Governo italiano non ha preso molto bene le stime del “Bollettino Economico“, diramato nella giornata di ieri dalla Banca d’Italia. Questo bollettino evidenziava come in Italia, l’economia andrà in crescita, di almeno l’1%, quindi in media europea, ed in linea con le ultime previsioni fornite da Bankitalia e dalla Commissione europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Ma sono molti i segnali negativi che devono preoccupare. Il più importante è quello della disoccupazione, un problema reale che arriverà all’11%. I dati sulla disoccupazione dei giovani fra i 15-24 anni, sono molto alti, tanto da essere tre volte superiori alla media. Male anche i consumi: secondo le stime del “Bollettino Economico” di BankItalia, i consumi delle famiglie italiane non aumentano, anzi c’è il rischio che possano diminuire o comunque restare pressochè invariati. “L’incertezza sull’evoluzione futura resta tuttavia elevata, riflettendo nelle economie avanzate gli alti livelli di disoccupazione e l’ancora debole situazione patrimoniale delle famiglie” si legge nella nota della Banca d’Italia. Il Governo come dicevamo in precedenza non ha gradito queste stime, come dimostrano le dichiarazioni del Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “Non commento dati esoterici, commento solo dati che vengono da fonti come Eurostat. Dati inutilmente ansiogeni, il presunto crollo delle entrate tributarie è esclusivamente dovuto al venir meno quest’anno di entrate una tantum registrate nel 2009″.

Pietro Gugliotta

Fincantieri, protestano i lavoratori. Sacconi convoca le parti

Fincantieri, protestano i lavoratori. Sacconi convoca le parti

Posted on 21 set 2010 at 11:59am

L’anticipazione del quotidiano “La Repubblica”, sabato scorso, ha gettato nel caos migliaia di lavoratori della Fincantieri: scioperi, proteste e manifestazioni sono state organizzate in alcune sedi dell’azienda che è una delle più grandi realtà navali d’Europa. L’azienda ha smentito le anticipazioni del quotidiano, che spiegavano l’ipotesi di chiudere i cantieri di Riva Trigoso e Castellammare di Stabia, il dimezzamento del personale dello stabilimento di Sestri Ponente e l’uscita totale dalla produzione di 2.450 dipendenti in Italia. La smentita non ha dunque tranquillizzato i lavoratori che adesso chiedono tramite i loro rappresentanti sindacali una riunione col Governo per affrontare la situazione, che appare delicata. Il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha già accettato di incontrare al più presto i sindacati. “Il governo convocherà le parti di Fincantieri per rimettere nei corretti binari il confronto sul futuro della società che allo stato dichiara di non avere definito alcuna ipotesi - afferma Sacconi - faccio appello a tutte le istituzioni e le organizzazioni sindacali perché siano isolati gli agitatori professionali nel nome del primario interesse dei lavoratori. Come tutti i paesi di tradizionale industrializzazione l’Italia affronta processi di aggiustamento competitivo che devono essere sempre negoziati tra le parti sociali e, ove condivisi, accompagnati da robuste protezioni dei lavoratori. Seguendo questa regola è stata sin qui garantita la coesione sociale con dispiacere per alcuni settori dell’opposizione politica e sociale che appaiono alla costante ricerca di occasioni per accendere il conflitto. Non aiuta il gioco spregiudicato delle indiscrezioni come nel caso di Fincantieri”.

Pietro Gugliotta

Telecom, raggiunto l'accordo:3900 lavoratori in mobilità volontaria

Telecom, raggiunto l’accordo:3900 lavoratori in mobilità volontaria

Posted on 05 ago 2010 at 10:50am

Dopo ben 20 ore di trattative finalmente si è raggiunto un accordo fra Telecom e le parti sindacali. Il tavolo azienda-sindacati, promosso dal Governo, dunque ha dato i suoi frutti: ci saranno 3900 uscite ma in mobilità volontaria, in tre anni. L’annuncio è stato dato dal segretario generale della Fistel Cisl, Vito Vitale. A questi esuberi verrà data una integrazioen di indennità fino al 90%, mentre per gli altri lavoratori ci sarà un progetto diverso: verranno ricollocati nell’azienda con contratti di solidarietà e di formazione. Le trattative andavano avanti ormai da 20 giorni, ma solo ieri notte dopo una maratona di 20 ore di trattative, si è giunti all’accordo che accontenta un po tutte le parti. Commenta in maniera molto positiva l’accordo raggiunto Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro. “Certamente é una buona notizia soprattutto perche’ solo poche settimane fa la situazione era completamente diversa. L’intesa è importante perchè sostituisce licenziamenti unilaterali con contratti di solidarietà o uscite su base volontaria. Sullo sfondo rimane il tema delle infrastrutture con il tavolo sulla rete Ngn che rimane aperto”. Antonio Migliardi, capo del personale di Telecom Italia, ha parlato durante la conferenza stampa dell’accordo. “E’ un accordo pieno di valori positivi. Siamo soddisfatti per il tipo di soluzione trovata per una vertenza complessa, le comunicazioni sono un settore complicato e anche le questioni del lavoro lo sono. Quindi in questo caso si sommano difficoltà a difficoltà”.

Pietro Gugliotta

Istat, la disoccupazione cala all'8.5%

Istat, la disoccupazione cala all’8.5%

Posted on 31 lug 2010 at 11:35am

L’Istituto nazionale di statistica ha effettuato una ricerca sui dati riguardanti la forza lavoro in Italia: ci sono buone notizie. Infatti per la prima volta dalla crisi, il dato della disoccupazione è sceso all’8.5%. Ecco uno stralcio del comunicato Istat: “Il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce dell’1,1% rispetto a maggio, risultando in aumento dell’8,5% rispetto a giugno 2009. Il tasso di disoccupazione, dopo essere rimasto stabile all’8,6% da marzo a maggio, scende all’8,5%; in confronto a giugno 2009 il tasso di disoccupazione registra un aumento di 0,7 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7%, con una riduzione di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente ed un aumento di 2,5% rispetto a giugno 2009.” Il Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, commenta così i dati Istat. “Ciò vuole dire che stiamo andando nella direzione giusta. Per la prima volta il tasso di disoccupazione scende all’8,5%. E’ un dato incoraggiante per la ripresa che rimane ancora fragile. L’8,5% si confronta, infatti, con il dato dell’Unione a 27 pari al 10%. L’andamento positivo dell’occupazione trova un ulteriore conferma nella discesa del tasso di disoccupazione giovanile, arrivata al 27,7%. Mi dispiace per i gufi di professione, ma questa volta è andata bene. La mia battuta si riferisce a certi orgasmi da negatività che ogni tanto si esprimono, ma questa volta è andata bene. Scende la disoccupazione, in maniera contenuta, ma vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta. Si tratta comunque di livelli molto elevati, ma conferma, per questa fascia critica del mercato del lavoro, la tendenza a scendere della disoccupazione”.

Pietro Gugliotta

Fiat:

Fiat: “Piu garanzie dai sindacati per restare in Italia”

Posted on 29 lug 2010 at 11:55am

L’incontro di ieri è stato positivo: ieri presso la sede della Regione Piemonte, la Fiat e le parti sociali si sono riunite per discutere la strategia futura del gruppo del Lingotto in Italia. Ecco le reazioni al termine dell’incontro. Iniziamo con Sergio Marchionne, a.d. Fiat. “Spostare la produzione della monovolume in Serbia non significa privare Mirafiori del massimo ritmo produttivo. In ogni caso, il piano ‘Fabbrica Italia‘ è confermato. La Fiat è l’unica azienda a investire 20 miliardi di euro in Italia, ma dobbiamo avere garanzie che gli stabilimenti funzionino. Le nostre non sono minacce, ma non siamo disposti a mettere a rischio la sopravvivenza dell’Azienda. Dobbiamo decidere se avere un settore forte in Italia o consegnarlo ai competitori esteri”. Buoni propositi da questo incontro per Roberto Cota, il governatore del Piemonte. “Sono soddisfatto per un tavolo che ha riaffermato la centralità della Regione nelle vicende Fiat. È stato un incontro positivo perchè Marchionne ha riaffermato le previsioni contenute nel piano di Fabbrica Italia: crescita della produzione di auto sul nostro territorio per il quale ha delineato un futuro industriale”. Reazione positiva anche da parte del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “Dall’odierno incontro su Mirafiori è emersa la disponibilità a siglare accordi di stabilimento sul modello già verificato a Pomigliano. Questo non significa lo stesso accordo, ma la verifica della convergenza tra le parti e di buone relazioni industriali utili a garantire il pieno utilizzo degli impianti. Questo ha comportato il rinvio a tavoli bilaterali per impianto, a partire da Pomigliano, con trattative coordinate dal Governo. L’incontro di oggi è stato molto utile perchè ha consentito di registrare utilmente la conferma della volonta’ del gruppo Fiat di realizzare investimenti garantiti non da incentivi pubblici, ma da efficienze degli stabilimenti”.

Pietro Gugliotta

Fiat, domani a Torino incontro Governo-Lingotto

Fiat, domani a Torino incontro Governo-Lingotto

Posted on 27 lug 2010 at 2:41pm

“Produrremo in Serbia la monovolume”. L’annuncio dello spostamento della produzione della Fiat in Serbia è dello scorso fine settimana, ma non si è ancora placata la coda di polemiche che uniscono in un certo senso tutta l’Italia: partiti politici, sia di destra che di sinistra, per la prima volta sono concordi nell’affermare che è un grava passo indietro per l’Italia. E’ intervenuto anche Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio, per provare a difendere il lavoro di tanti operai Fiat in Italia. “In una libera economia ed in un libero stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione. Mi auguro però che questo non accada a scapito dell’Italia e degli addetti a cui la Fiat offre il lavoro”. Ad aggravare la situazione, l’annuncio che Mirafiori chiuderà mercoledì 28 luglio, giorno in cui Governo e Fiat si troveranno attorno ad un tavolo per discutere sul futuro degli stabilimenti Fiat. Mirafiori riaprirà il 6 settembre, il 28 verrà chiusa – per fortuna – solo per due giorni di cassa integrazione prima del mese di agosto. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in un’intervista a Radio Anch’io, ha parlato proprio del tavolo Fiat che ci sarà domani a Torino. “Io vedo la possibilità di una convergenza delle parti. Mi auguro di tutte, ma in ogni caso non potrà essere possibile da una parte sola mettere un veto, si dovrà andare avanti. Per la Cgil é un’occasione di rientrare in gioco e mi auguro che lo voglia fare per uscire e riflettere sull’isolamento di questi ultrimi mesi”.

Pietro Gugliotta

Fiat:

Fiat: “Produrremo la monovolume in Serbia”

Posted on 23 lug 2010 at 12:32pm

La Fiat produrrà in Serbia la nuova monovolume: la notizia è ufficiale e ha scatenato le ire di politici, sindacati e Confindustria. Ma Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, spiega così il trasferimento della produzione nell’ex Jugoslavia. “Se non ci fosse stato il problema Pomigliano la L0 l’avremmo prodotta in Italia. Ci fosse stata serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell’importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia la L0 l’avremmo prodotta a Mirafiori. Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell’attività”. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha comunicato che chiederà un incontro a Sergio Marchionne. “Credo sia importante perseguire l’investimento a Pomigliano e raggiungere i livelli di produttivita’ richiesti. Credo che tutto questo vada fatto cercando di evitare conflitti troppo pesanti, che alla fine non fanno bene a nessuno, ma anche senza mollare sugli obiettivi di produttivita”. Il ministro del Welfare e del Lavoro, Maurizio Sacconi è sullo stesso piano della Marcegaglia e chiede con urgenza la riapertura di un tavolo per discutere il progetto Fabbrica Italia. “Io credo che ci sia modo di saturare i nostri impianti alla luce dei buoni risultati che il gruppo sta conseguendo negli ambiziosi progetti che si è dato. Certo occorrono relazioni industriali cooperative perché invece le attività che in qualche modo fermano la produzione, minoranze che bloccano la produzione, non incoraggiano questi investimenti”. Centro destra e Centro sinistra sono concordi nell’affermare che la scelta di Marchionne è sbagliata, da Calderoli (Lega) al segretario del PD, Bersani, si chiede con forza l’apertura di un tavolo su questo spostamento in Serbia. Anche i sindacati sono contrari e pessimisti sul futuro della Fiat in Italia: “La Fiat in realtà si prepara a chiudere Mirafiori e a dismettere l’Italia” ha detto Giorgio Cremaschi,Fiom. “Fiat affronti le sfide dando maggior credito al sindacato che contratta davvero, senza fare di tutta l’erba un fascio” spiega Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim Cisl.

Pietro Gugliotta


Fatal error: Call to undefined function popular_posts() in /homez.374/iplaza/economiafinanza.net/wp-content/themes/iplaza/archive.php on line 48