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Crisi greca, non ci sarà più il referendum: soddisfazione dall'Ue

Crisi greca, non ci sarà più il referendum: soddisfazione dall’Ue

Posted on 05 nov 2011 at 3:52pm

Il timore di un referendum sulla volontà di accettare l’aiuto della Comunità Europea è stato finalmente spazzato: il premier George Papandreou ha infatti cambiato idea, grazie alla scelta del Parlamento greco. Papandreou è intervenuto in parlamento, dopo alcuni colloqui con membri dell’opposizione e della sua maggioranza. “Ho la responsabilità di trovare le risorse per evitare la bancarotta del Paese. I sacrifici sono stati duri, ma aiuteranno a porre nuove fondamenta per il futuro. L’accordo raggiunto a Bruxelles il 26 ottobre è fondamentale per il Paese e apre nuovi orizzonti per la Grecia. E l’unico modo di rimanere nell’euro è aderire ai termini dell’accordo della scorsa settimana” ha spiegato il premier greco. La votazione in parlamento ha dato esito positivo, la proposta di referendum è stata ritirata con buona pace dei leader mondiali. “L’eventuale annullamento della consultazione popolare sulle misure di austerità della Grecia sarebbe un successo del messaggio lanciato da Francia e Germania” spiega Sarkozy, a cui fa eco proprio la Merkel. “Andremo avanti anche senza la Grecia. L’Eurozona si sta comunque attrezzando per minimizzare i danni di una possibile uscita della Grecia dalla moneta unica” ha dichiarato la cancelliera tedesca. E’ dello stesso avviso anche il presidente dell’ Eurogruppo Jean-Claude Juncker, che ha dichiarato come sia “auspicabile che la Grecia resti nell’euro, ma non a ogni costo”.

Pietro Gugliotta

Crisi Grecia: dalla Germania arrivano resistenze sul piano aiuti

Crisi Grecia: dalla Germania arrivano resistenze sul piano aiuti

Posted on 24 apr 2010 at 12:44pm

Giulio Tremonti con una brillante metafora, a margine del G20 a Washington, ha voluto descrivere la possibilità di intervento dei paesi dell’UE nella crisi finanziaria della Grecia: “Se la casa del tuo vicino prende fuoco, anche se è una casa piccola e magari è colpa sua, non ti conviene fare finta di niente, ma ti conviene, se ce l’hai, e noi ce l’abbiamo, dargli l’estintore perché sennò il fuoco arriva anche a casa tua”.

Per il Ministro è arrivato il momento in cui in Europa i paesi più grandi dimostrino di essere tali, prendendo per mano l’Unione Europea e portandola definitivamente fuori dalla crisi. La posizione italiana al momento sembra essere molto chiara, ossia un intervento comune e nell’interesse di tutti.

Intanto dalla Germania arrivano ulteriori resistenze sugli aiuti alla Grecia, e proprio la Merkel ha voluto ribadire come la concessione dei finanziamenti debba essere subordinata ad un obiettivo molto importante: la tutela della stabilità dell’euro. Ma la Commissione Ue ha già promesso risposte in tempi rapidi. In totale dai paesi dell’Unione Europea dovrebbero arrivare 45 miliardi di euro, nello specifico arriveranno ben 8,4 miliardi dalla Germania, mentre dall’Italia 5,4. I Ritardi sulla concessione dei prestiti, dovrebbero derivare soprattutto dalle procedure di disposizione delle diverse nazioni, che per alcune prevedono una ratifica parlamentare.

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La Merkel dichiara:

La Merkel dichiara: “Via dall’Euro chi non rispetta gli accordi”

Posted on 19 mar 2010 at 8:22am

Affrontando i temi della crisi economica globale, il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha rilasciato alcune dichiarazioni al Parlamento Tedesco che sicuramente faranno discutere. “Nel futuro abbiamo bisogno di aggiungere nel trattato la possibilità, come ultima risorsa, di espellere un paese dalla zona dell’euro che per un lungo periodo di tempo non abbia rispettato i criteri richiesti”. Dunque la Merkel si trova d’accordo con il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che inoltre, per inasprire le pene contro queste nazioni, propone di escludere un paese non concedendogli il diritto di voto nelle istituzioni comunitarie.

Ma l’attuale problema, quello che pressa di più la Comunità Europea, è quello della Grecia. La Merkel ha fatto sapere che le sue parole non erano solo dirette alla nazione ellenica, anche se è evidente che i problemi economici del paese greco sono sotto gli occhi di tutti. Però la Merkel boccia l’idea di aiutare economicamente la Grecia, in quanto questo non sarebbe “la risposta giusta, perchè il problema va risolto alla radice”. Dunque aiuti si, ma non beneficenza!

Di parere opposto alla Merkel, sull’affare Grecia, è il governatore di Bankitalia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi. Draghi sostiene che “la situazione della Grecia è una crisi di bilancio e su una crisi di bilancio si interviene con un impegno diretto e immediato. Solo così i mercati ridurranno immediatamente gli spread. In questa fase questo è il piano da attuare”. Inoltre il governatore di Bankitalia auspica l’apertura di un fondo “d’emergenza”, da parte del Fondo monetario europeo, che possa dare liquidità in particolari occasioni, come servirebbe in questo caso alla Grecia.

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Germania: flessione PIL 2009 del 5%

Germania: flessione PIL 2009 del 5%

Posted on 14 gen 2010 at 1:37pm

Il 2009 si è chiuso in maniera negativa per la Germania, che ha segnato una contrazione del Prodotto Interno Lordo superiore alle attese, una flessione del 5% contro il 4,8% delle stime. Un dato sconfortante nonostante i dati trimestrali della seconda metà del 2009 avessero sparso ottimismo, grazie anche alle misure di stimolo adottate dal governo per un importo superiore a 85 miliardi di euro.

Per il 2010 è prevista comunque una crescita del PIL dell’1,6%, mentre per il 2011 ci sarà un incremento più contenuto, 1,2%. Gli istituti di statistica tedeschi prevedono inoltre una disoccupazione ancora in crescita, e dovrebbe superare gli otto punti percentuali nel 2010. Sempre per quest’anno, è previsto inoltre un moderato rialzo dei consumi privati dello 0,2%, mentre per il 2011 il rialzo dovrebbe essere un po’ più consistente, circa lo 0,7%.

Per la prima economia del vecchio continente si tratta della più forte caduta di PIL del dopoguerra. Una Germania in buona salute economica è molto importante per l’Italia, in quanto una cospicua fetta delle nostre esportazioni dipendono proprio dal paese guidato da Angela Merkel, secondo dati ISTAT pesano circa un 12,8% sul totale dell’export Italy. La Germania mai come quest’anno è chiamata al ruolo di locomotiva d’Europa, essendo l’economia più forte dovrà trainare tutti gli altri paesi, e dovrà farlo gettando delle solide basi per l’uscita dalla crisi, per ristrutturare le proprie industrie e competere con i colossi India e Cina.

Giuseppe Raso