Posts Tagged ‘milano’

Governo Monti, ecco i nuovi ministri: reagisce bene la Borsa di Milano

Governo Monti, ecco i nuovi ministri: reagisce bene la Borsa di Milano

Posted on 17 nov 2011 at 1:12pm

E’ stato ufficialmente presentato ieri, con il giuramento davanti al Presidente della Repubblica, il nuovo governo di Mario Monti. Il nuovo premier ha scelto la squadra di governo, inserendo solo ministri tecnici, dunque nessun politico, con buona pace dei partiti che avevano provato ad imporre alcune candidature. Questa è la squadra di governo:
Ministero dell’Economia e delle finanze: Mario Monti
Ministro della Difesa: Giampaolo Di Paola
Ministro dell’Interno: Anna Maria Cancellieri
Ministro della Giustizia: Paola Severino
Ministro degli Esteri: Giulio Terzi di Sant’Agata
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega alle Pari Opportunità: Elsa Fornero
Ministero dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti: Corrado Passera
Ministero delle Politiche agricole e forestali: Mario Catania
Ministero della Sanità: Renato Balduzzi
Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio: Corrado Clini
Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca: Francesco Profumo
Ministero per i Beni e le attività culturali: Lorenzo Ornaghi
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Antonio Catricalà
Ministri senza portafoglio:
Affari Europei: Enzo Moavero Milanesi
Turismo e sport: Piero Gnudi
Coesione territoriale: Fabrizio Barca
Rapporti Parlamento: Piero Giarda
Cooperazione internazionale e integrazione: Andrea Riccardi.
Come hanno reagito i mercati? Alla fine della giornata borsistica, Milano ha chiuso in attivo, con l’indice FTSE Mib in crescita del +0.79%, l’indice AllShare invece cresce dello 0.77%. Le altre borse sono in contrasto, per esempio Parigi guadagna lo 0.52% e Francoforte perde lo 0.33%. Positivo anche il dato sullo spread fra Btp e Bund sceso intorno ai 527 punti, dopo aver toccato anche 550 punti.

Pietro Gugliotta

A Mario Monti il nuovo Governo: la Borsa di Milano reagisce positivamente

A Mario Monti il nuovo Governo: la Borsa di Milano reagisce positivamente

Posted on 14 nov 2011 at 1:06pm

L’arrivo del prof. Monti alla guida del Governo ha dato un nuovo impulso ai mercati: infatti le borse europee hanno aperto in rialzo, riponendo fiducia sia nel nuovo esecutivo italiano, sia nel nuovo esecutivo greco. La speranza è chiaramente quella di vedere l’attuazione di quelle misure di austerità richieste da più parti, al fine di portare una sostanziale riduzione del debito pubblico. Un compito sicuramente non facile, ma sicuramente Mario Monti sembra l’uomo giusto al posto giusto, vedremo se col tempo riuscirà a risanare un debito pubblico che ha toccato dei livelli troppo alti. Tornando alle Borse, i mercati europei hanno aperto ttuti in positivo: l’apertura migliore spetta a Milano, che con l’indice Ftse Mib guadagna +1.7%. A seguire le altre principali piazze europee, con Madrid a +0.60%, Francoforte e Zurigo a +0.49%, Lisbona a +0.44%, Londra a +0.41% e Parigi che guadagna solo lo 0.11%. Una partenza molto positiva, anche se la situazione è andata peggiorando col passare dei minuti, dato che si è avvertito un senso di sfiducia dei mercati che ha portato le piazze europee a perdere ciò che era stato guadagnato in apertura. Aprono bene anche i titoli dell’orbita Fininvest, con Mondadori a +1.75%, Mediaset a +1.8% e Mediolanum a 2.4%. Per quanto riguarda lo spread fra Btp e Bund a 10 anni, in apertura scende subito di un punto e dopo i livelli altissimo toccati nei giorni della scorsa settimana, si attesta a quota 437.7 punti.

Pietro Gugliotta

Primo Maggio 2011, i sindacati contestati in piazza

Primo Maggio 2011, i sindacati contestati in piazza

Posted on 03 mag 2011 at 12:04pm

Non è stato un Primo Maggio tranquillo per i sindacati: le polemiche sulle aperture dei negozi in tutta Italia hanno infatti infastidito molti lavoratori. Si rischia la divisione dei sindacati, una cosa che anche a detta del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarebbe gravissima. “Abbiamo ascoltato il presidente della Repubblica, credo abbia assolutamente ragione: i sindacati divisi sono sindacati più deboli. Insistiamo a dire che le differenze ci sono e non si superano facendo finta che non ci siano ma dandosi nuove regole che permettano ai lavoratori di decidere” ha dichiarato Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, presente a Marsala insieme a Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, rispettivamente segretari di Cisl e Uil. Contestazione a Milano, dove la folla di 10 mila persone radunatasi in piazza delle Scala, ha contestato apertamente il segretario della Uil, Walter Galbusera, intervenuto sul palco: per lui fischi ed inviti ad “andare a lavorare” e a non toccare il contratto nazionale. Altra contestazione a Torino, dove alcune bandiere della Cisl sono state sottratte durante il corteo, per poi essere bruciate in piazza San Carlo, poco dopo il comizio della segretaria torinese della Cgil, Donata Canta. Inoltre a Milano, il corteo dei lavoratori precari, denominato MayDay, ha informato di aver attaccato alcune banche, agenzie interinali e immobiliari, con lanci di vernice e iniezioni di acciaio liquido nelle serrature.

Pietro Gugliotta

1 Maggio, negozi aperti? Decidono i Comuni

1 Maggio, negozi aperti? Decidono i Comuni

Posted on 29 apr 2011 at 11:22am

Quest’anno la festività del Primo Maggio, ossia la festa dei lavoratori, cade di domenica. Una coincidenza particolare che ha scatenato non poche polemiche fra le organizzazioni sindacali e i Comuni. La decisione definitiva sull’apertura dei negozi spetta ai Comuni, che in teoria dovevano accordarsi con i sindacati e le imprese: l’accordo però non c’è stato e dunque ci troviamo in questa situazione molto complicata. Negozi chiusi o negozi aperti? Si è scatenato il caos: da una parte i lavoratori che considerano come una “doppia festività” la festa del Primo Maggio, a maggior ragione dato che cade di domenica, dall’altra i negozianti – appoggiati dai Comuni – che vorrebbero tenere aperti i propri esercizi commerciali. Chi la spunta? Fra le polemiche sembra che ad avere la meglio siano stati i negozianti: in tantissime città (Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Bari e Palermo) le saracinesche dovrebbero rimanere alzate. Ma i sindacati non ci stanno: a Milano e a Firenze è stato proclamato uno sciopero delle commesse, che dunque metterebbe a rischio l’apertura dei negozi questa domenica. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni ha spiegato che questa può esere l’occasione “per trovare soluzioni convenienti per le imprese e per i lavoratori, e che tengano conto dell’intero arco del calendario annuale. In questo modo ciascuno sarà maggiormente responsabile. E la questione non sarà più affidata agli umori dei sindaci, o alla voglia o meno di arrivare a esasperazioni per stare sui giornali”.

Pietro Gugliotta

Sicurezza, aumentano fra gennaio e marzo le morti sul lavoro

Sicurezza, aumentano fra gennaio e marzo le morti sul lavoro

Posted on 18 apr 2011 at 5:02pm

E’ sempre molto spiacevole tornare a parlare dei dati sulle morti bianche, ossia sulle morti avvenute durante lo svolgimento del proprio lavoro. Infatti se il 2010 si era chiuso con un saldo comunque positivo, con meno morti sul lavoro dell’anno precedente, non si può dire altrettanto dei primi tre mesi di quest’anno. Il 2011 infatti si è aperto con 114 decessi sul lavoro, contro i 91 del 2010, relativi sempre al periodo gennaio-marzo. La ricerca è stata portata avanti dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro di Vega Engineering, osservatorio che ormai si occupa da oltre due decenni di sicurezza in ambito lavorativo. Lo studio ha mostrato dunque una inversione di tendenza rispetto al 2010, quando l’Inail segnalò una flessione dell’1.9% degli infortuni sul lavoro rispetto al 2009, passando dunque da da 790 mila casi a 775 mila casi, mentre gli incidenti mortali erano in flessione del 6.9%, scendendo da da 1053 a 980 decessi. Le regioni con più decessi sono sicuramente Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, seguite da Sicilia, Campania e Veneto, la provincia di Milano è la più colpita in Italia, seguono Torino, Catania, Bologna e Napoli. Fra le cause degli incidenti mortali, lo studio segnala come il 28.1% siano causati dalla caduta di persone, il 25.4% invece è causato dallo schiacciamento conseguente ad oggetti caduti dall’alto.

Pietro Gugliotta

Il disastro giapponese porta giu le borse: Nikkei -10.55, migliora l'Europa

Il disastro giapponese porta giu le borse: Nikkei -10.55, migliora l’Europa

Posted on 16 mar 2011 at 12:55pm

Il disastro che ha colpito il Giappone sul finire della scorsa settimana ha messo in ginocchio non solo un Paese, ma ha inciso tantissimo sull’economia mondiale. L’indice Nikkei, ossia la Borsa di Tokio, in questi giorni ha mostrato delle perdite altissime, facendo crollare anche le Borse Europee. Gli ultimi sviluppi del disastro giapponese, quelli legati alla possibile emergenza nucleare che potrebbe colpire il Paese nipponico, hanno accentuato queste perdite in borsa: l’indice di Nikkei ha perso oltre il dieci per cento (- 10.55 %) mentre tutti i mercati mondiali sono in calo. C’è il grande timore che questo disastro possa bloccare se non comunque rallentare ulteriormente la ripresa globale, nonostante sia arrivata ieri la decisione dell’Aie, che ha ritoccato al rialzo le previsioni sul fabbisogno globale del greggio. Proprio il greggio ha subito una frenata incredibile, passando a 110 dollari al barile, mentre il WTI è vicino ai 99 dollari al barile. L’Europa prova a rialzarsi, ma i primi dati non sono incoraggianti: le perdite sono in linea con quelle massimali del 2010, con Milano che perde oltre il 2%, Londra che ha chiuso con – 1.38%, ma le due maglie nere di giornata vanno a Parigi e Francoforte. Il Cac 40 infatti perde il 2.51%, mentre l’indice tedesco Dax perde oltre il 3 per cento (- 3.19%). I listini europei sono comunque in ripresa dai risultati ancora più negativi della scorsa settimana.

Pietro Gugliotta

Equitalia, il Fisco italiano recupera 9 miliardi

Equitalia, il Fisco italiano recupera 9 miliardi

Posted on 07 mar 2011 at 12:45pm

Il gruppo Equitalia comunica che l’Italia ha vissuto un 2010 positivo per quello che riguarda la raccolta dei tributi. Infatti lo scorso anno, è stato fatto segnare un + 15% per ciò che riguarda la riscossione dei tributi, pari a 8.9 miliardi di euro. Lo stesso gruppo segnala come il 20% del totale, pare essere stato raccolto dai grandi debitori. Dunque un 2010 molto positivo per il Fisco Italiano. I maggiori incassi tributari sono arrivati da Campania, Lombardia e Lazio, come si legge nel comunicato di Equitalia. “Si conferma anche nel 2010 l’importante contributo del Gruppo Equitalia al recupero dell’evasione. I dati sulla riscossione indicano un incremento complessivo del 15% rispetto al 2009 (+27% sul 2008) per un valore che, al 31 dicembre 2010, si attesta a 8,9 miliardi tra imposte, tasse e contributi, non pagati dai contribuenti, ma dovuti ai vari enti creditori” spiega il gruppo Equitalia nel comunicato.
Dovendo fare una classifica, in Lombardia si è incassata la cifra maggiore, con 1.9 miliardi di euro, seguita dal Lazio dove sono stati incassati ben 1.2 miliardi di euro; a seguire la Campania con 869 milioni di euro e la Toscana con 722 milioni. Per quello che riguarda le singole città, è Milano la città che ha portato più euro nelle casse del Fisco italiano, con 1.1 miliardi di euro, seguita dal quasi miliardo di Roma, da Napoli con 473 milioni di euro e da Torino con 389 milioni. “Rispetto al 2009, infatti, sono aumentati del 17% gli incassi da chi ha debiti oltre i 500 mila euro, per un importo complessivo che ha rappresentato il 20% del totale riscosso. Grande importanza ha rivestito lo strumento delle rateazioni delle cartelle che ha consentito ai contribuenti in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco, migliorando la collaborazione con i cittadini e riducendo il contenzioso”.

Pietro Gugliotta

La Banca cinese ICBC arriva a Milano

La Banca cinese ICBC arriva a Milano

Posted on 31 gen 2011 at 3:46pm

E’ stata inaugurata nei giorni scorsi a Milano, la prima sede italiana della banca cinese ICBC. E’ un passo molto importante per l’Italia e la Cina: Jiang Jianqing, numero uno di Industrial and Commercial Bank of China, infatti ha evidenziato come sia importante rafforzare il legame non solo fra Italia e Cina, ma anche fra Cina ed Europa. “Icbc crede nello sviluppo futuro dell’Europa. Il nostro interesse è intercettare le opportunità di vendita di servizi derivanti da un volume d’affari tra Cina ed Europa che nei primi dieci mesi del 2010 ha raggiunto un valore di 388,4 miliardi di euro”. Liu Hongbin, direttore della filiale milanese di Icbc, evidenzia come l’idea di portare l’istituto Icbc all’estero, sia quasi una necessità, una priorità assoluta per lo stesso istituto di credito. Il perchè è presto detto: “assistenza e servizi di alta qualità per le aziende, anche italiane, interessate al mercato cinese”. E sarà molto importante – a detta dello stesso Hongbin – la possibilità di supportare le aziende cinesi in Europa. “Sono 130 imprese, autorizzate da Pechino, a far acquisizioni, fusioni e joint-venture in Italia” spiega Giuliano Noci, ordinario di marketing al Politecnico di Milano e componente del Comitato Osservatorio Asia. La solidità di Icbc è sotto gli occhi di tutti: il colosso bancario cinese ha avuto una crescita su base annua del 32.9%, ed è al vertice in Cina da oltre 60 anni.

Pietro Gugliotta

Aumentano i debiti delle famiglie italiane

Aumentano i debiti delle famiglie italiane

Posted on 18 ago 2010 at 11:31am

Una ricerca statistica della Banca d’Italia e dell’Istat ha evidenziato come il 2009 sia stato un anno record per i debiti delle famiglie italiane. Addirittura nel mese di dicembre, il debito di ogni famiglia ha toccato quasi quota 16.000 euro, fermandosi a 15.930 euro. Il Cgia di Mestre ha portato avanti questa inchiesta – sui dati della Banca d’Italia e dell’Istat – ed ha mostrato quanto incidono in questa situazione debitoria i prestiti per l’acquisto di beni mobili e i mutui accesi per l’acquisto di una casa. Inoltre – quasi paradossalmente – sono le città dai redditi più alti ad essere le più indebitate: guida questa speciale classifica la Capitale, Roma, con 22.394 euro a famiglia, seguita da due città del nord come Lodi (22.218 euro a famiglia) e Milano (22.083 euro per famiglia). Ultime in questa classifica le città sarde: per esempio, la provincia di Carbonia-Iglesias ha una media di debito per famiglia pari a 7.486 euro, o addirittura Ogliastra solo 5.784 euro. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, commenta i dati a livello nazionale. “Innanzitutto le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. E’ chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente”.

Pietro Gugliotta

Istat, è Bolzano la città più cara

Istat, è Bolzano la città più cara

Posted on 08 lug 2010 at 2:29pm

E’ stato presentato dall’Istat lo studio sui differenziali nei livelli dei prezzi al consumo nelle varie città d’Italia. Una classifica – per così dire – che vede in alto le città con il costo della vita piu caro, e si conclude con le città più economiche. La città italiana più cara è Bolzano, seguita Bologna, Milano, Genova e Trieste. A metà classifica qualche città del centro. come Firenze, Ancona e Roma. Chiudono la graduatoria le città del sud, dove la vità è piu economica: l’ultima in assoluto è Napoli, la città meno cara d’Italia, seguita  da Campobasso, Potenza e Reggio Calabria. La classifica è stata redatta prendendo in considerazione i dati dell’anno 2009. Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, presenta i risultati del progetto realizzato dall’Istat, in collaborazione con l’Unioncamere e l’istituto Tagliacarne. “È la prima volta che abbiamo un’idea solida dei differenziali nei livelli di prezzo tra i vari capoluoghi di regione e abbiamo un riscontro statistico su quanto sinora era solo una percezione e cioè che uno stesso stipendio compra differenti beni a Milano e a Palermo”. La classifica analizza anche i vari beni ed il costo medio: se Napoli è la città più economica in assoluto d’Italia, va in contrasto il dato che vede il capoluogo campano come città piu cara per costo dei servizi assicurativi. A Trento e Bolzano c’è il prezzo piu alto per i mobili, molto cari i trasporti e le telecomunicazioni a Torino e Venezia. Ristoranti – e settore ricettivo in genere – dal prezzo piu alto a Bologna, mentre si risparmia in questo campo a Campobasso e Napoli.

Pietro Gugliotta