
Il tavolo d’incontro disposto ieri dal Ministero dello Sviluppo Economico ha portato i suoi frutti: è stato infatti annullato lo sciopero dei benzinai programmato fra mercoledi 15 e sabato 18 settembre. Il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, ha rivelato la sua soddisfazione per l’accordo. “Sono soddisfatto del risultato, mi recherò dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta perché il ddl di riforma della rete di distribuzione, venga esaminato dal Consiglio dei Ministri al più presto e possa essere avviato il percorso parlamentare”. Saglia ha anche risposto alle lamentele dei consumatori, che hanno denunciato aumenti al prezzo dei carburanti dopo l’annuncio dello sciopero, con conseguenti incassi alti per i distributori. “Il Ministero sanzionerà pesantemente coloro che hanno approfittato dello sciopero, che è stato revocato, per aumentare i prezzi della benzina. Sarebbe una cosa sgradevole, qualora vi fosse un comportamento negativo da parte di singoli o di aziende. In questi giorni abbiamo intensificato i controlli anche con la Guardia di Finanza e, se riscontreremo fenomeni di carattere speculativo, scatteranno sanzioni pecuniarie”. Proprio a tal proposito insorgono le associazioni dei consumatori. La denuncia arriva da Adusbef e Federconsumatori. “Come purtroppo avevamo preventivato, sono cominciate presso i distributori dei carburanti le prime speculazioni in vista dello sciopero, che subito molti automobilisti hanno segnalato presso le nostre sedi. E’ vergognoso come il Governo non sia riuscito ad evitare, in un momento così grave per le famiglie, il determinarsi di questa situazione. Si rende ancora più urgente, pertanto, l’avvio delle misure definite nel protocollo tra ministero e filiera petrolifera, ovvero: l’istituzione di una commissione istituzionale di controllo sulla doppia velocità; il blocco settimanale degli aumenti (non dei ribassi); la razionalizzazione e la liberalizzazione della rete di distribuzione, con l’apertura della vendita presso la grande distribuzione”.
Pietro Gugliotta

In questi giorni si parla molto dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, che ha una situazione in evoluzione. Meno fortunato, è lo stabilimento di Termini Imerese, in provincia di Palermo. La Fiat ha deciso di non investire più in questo polo, dunque il Governo sta cercando di trovare una soluzione per non lasciare troppa gente disoccupata. Il ministero dello Sviluppo Economico, ha designato come adviser Invitalia, che ha pubblicato un annuncio in cui invita a manifestare interesse per la riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese. Chi volesse investire in questo polo, potrà presentare una manifestazione di interesse, che deve pervenire entro le 11,59 del 31 luglio. Nel documento, pubblicato su un quotidiano italiano, si legge: “Potranno essere in considerazione anche eventuali manifestazioni di interesse pervenute oltre tale termine o indipendentemente dal presente invito, verranno considerate di prioritario interesse quelle inerenti il settore dell’automotive“.
I progetti in lizza al momento, secondo indiscrezioni, sono 5: i primi 3 riguardano il settore auto, uno riguarda il settore agricolo e un altro il settore della produzione televisiva e cinematografica. Le voci indirizzano questi progetti verso alcuni nomi, come “De Tomaso”, “Mope stampaggio” e “Rev”. Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese, commenta così le voci che riguardano lo stabilimento. “Fino a oggi, le 5 proposte arrivate al ministero non ci lasciano del tutto tranquilli anche se si tratta sicuramente di investimenti interessanti e nonostante manchino 18 mesi alla cessazione della produzione Fiat. Questo processo di selezione dei piani di impresa di investitori pronti a venire a Termini Imerese deve essere accompagnato da un’analisi seria delle procedure utili all’insediamento delle nuove attività produttive entro dicembre”. Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm, dice che “il 15 giugno partirà il bando pubblico e una lista definitiva dei pretendenti sarà pronta il 30 novembre, 15 giorni dopo una short list di aziende italiane”.
Pietro Gugliotta